Registro tumori: bene Zingaretti, Lazio all’avanguardia

Parte anche operativamente il Registro dei tumori del Lazio. Sono davvero soddisfatta dei progressi compiuti in questi anni. Qui di seguito potete leggere il mio comunicato e qualche informazione in più sull’argomento.

 

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“Sono veramente soddisfatta dell’avvio dell’organizzazione del Registro dei tumori. Una legge nata in Consiglio regionale e votata da tutte le forze politiche. Oggi, grazie al lavoro compiuto da Zingaretti, diventa una realtà operativa”. È quanto afferma in una nota Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio (Gruppo Pd).
“Rispetto al passato – continua Petrangolini- l’organizzazione del Registro dei tumori consentirà un afflusso maggiore di informazioni raccogliendo insieme tutte le fonti a livello regionale, come, ad esempio, i dati dell’anatomia patologica e quelli delle cartelle cliniche. Inoltre, verrà dato ancora maggiore impulso alla ricerca, per potenziare l’attività di prevenzione e capire quali sono le cure più efficaci. Il comitato tecnico scientifico sarà il cuore di governo di questo registro, che permetterà sia agli operatori di settore che a tutti i cittadini di conoscere la situazione della nostra regione grazie ai rapporti periodici pubblicati sul web”.
“Infine – conclude Petrangolini- vorrei sottolineare due aspetti molto importanti: 1) il riconoscimento del ruolo del volontariato, attraverso l’inserimento di un rappresentante delle associazioni di tutela dei diritti del malato all’interno del Comitato tecnico scientifico e con la promozione di forme di partecipazione delle stesse alle attività del Registro tumori; 2) il coinvolgimento nell’operazione di tutte le strutture già disponibili, in modo da ottimizzare e valorizzare le risorse regionali”.

 

A che serve il Registro dei Tumori

Nel Lazio si registrano ogni anno 37 mila nuovi casi di tumore. Ovvero ogni giorno, dunque, 100 persone ricevono una nuova diagnosi. È questo il quadro in cui ha preso avvio il Registro tumori del Lazio, nato con apposita legge approvata all’unanimità dal Consiglio regionale del Lazio.
A parlarne, alla presenza del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sono stati medici, esperti e responsabili della sanità durante il convegno “Registro tumori del Lazio: stato dell’arte e prospettive”.
I registri, è stato spiegato nel corso della conferenza, sono strumenti di sanità pubblica complessi ed onerosi, che permettono di disporre di informazioni di elevato valore sia clinico che epidemiologico a livello individuale e di popolazione. Un Registro Tumori ha infatti la capacità di collegare tra loro tutte le informazioni relative ad un singolo paziente con diagnosi di tumore, e di fornire al clinico un report completo sul paziente, che può essere di grande aiuto nel suo trattamento. Questa funzione è particolarmente importante oggi che un paziente oncologico può seguire percorsi di diagnosi e cura anche molto diversi che passano attraverso più professionisti e più strutture. L’utilizzo dei dati del registro tumori è tanto più rilevante quanto più i dati sono resi disponibili tempestivamente.
Nella Regione Lazio è stato istituito con la legge numero 7 del 2015 e raccoglie i casi di tumore della popolazione adulta ed infantile residente.

 

Tumori: i numeri nel Lazio

Il Rtl copre una popolazione pari a 5.792.384 residenti (di cui il 48,5% residenti a Roma), con un numero medio di casi incidenti per anno pari a 37.309 di cui 19.238 casi negli uomini e 18.071 nelle donne (dati 2010-2015).
Il Rtl è organizzato in una unità centrale di coordinamento, presso il Dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario regionale (Dep Lazio) e di 6 unità funzionali, presso l’IFO-Regina Elena per la provincia di Roma, e presso le ASL per le province di Latina, Viterbo, Frosinone e Rieti. Una delle Unità Funzionali (registro Tumori Infantili) è allocata presso il DEP Lazio.
Il RTL ha iniziato le sue attività nel Settembre del 2015 con l’obiettivo di accreditarsi presso l’AIRTUM con i dati 2013-2015. Il 13 Ottobre del 2016 è stato istituito il Comitato Tecnico Scientifico del RTL di cui fanno parte 33 componenti e si è dotato di un Regolamento, approvato dalla Giunta Regionale (10 Ottobre 2017) dopo il parere favorevole del Garante (30 Marzo 2017).

 

La sfida della condivisione delle informazioni

La sfida del Lazio è quella di puntare ad un Registro con elevati livelli di automazione, utilizzando metodologie in grado
di mantenere alti standard di qualità e di aumentare al contempo la velocità di produzione dei dati. Il Registro Tumori del Lazio è parte integrante del Sistema Informativo Sanitario regionale ed è stato progettato come sistema in grado di sfruttare al meglio i sistemi informativi e le tecnologie informatiche esistenti.

Un ulteriore avanzamento di questa architettura è la realizzazione di una piattaforma web che rende possibile la condivisione di tutte le informazioni relative alle liste di casi potenzialmente incidenti, elaborate a livello centrale sulla base dei dati dei sistemi informativi correnti. Sarà l’interfaccia attraverso la quale gli operatori del registro possono operare sui dati, sia centralmente che dalle sedi periferiche.

 

Tumori della testa e del collo: l’impegno della Regione Lazio

Laringe, palato, labbra, gengive, faringe, lingua, cavità nasali, ghiandole salivari, cavo orale in generale. I tumori che colpiscono queste parti del corpo umano sono spesso improvvisi e veloci. Andrebbero diagnosticati con largo anticipo, ma capita a volte che il medico di base non faccia in tempo a riconoscerle. Inoltre, richiedono il coinvolgimento di una serie di specialisti che sono chiamati a dialogare nell’interesse della salute del paziente.

 

Un tavolo tecnico della Regione

Proprio per rispondere alle caratteristiche di queste malattie, la Regione Lazio ha pensato di creare un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) specifico per le patologie neoplastiche della testa e del collo. Il primo incontro del Tavolo tecnico, coordinato da me, in rappresentanza della Regione Lazio, da Americo Cicchetti, Professore ordinario di Organizzazione Aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore direttore di Altems, Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari, e dal Prof. Vincenzo Valentini, Direttore del Polo di Scienze Oncologiche e Ematologiche, Policlinico Universitario A. Gemelli.si è svolto il 20 febbraio scorso in una sala del Policlinico Gemelli.

 

Un percorso diagnostico terapeutico assistenziale

L’acronimo PDTA serve per indicare una serie di strumenti che permettono di delineare, rispetto ad una patologia, il miglior percorso praticabile all’interno di una organizzazione. Si tratta di uno strumento organizzativo-gestionale il cui obiettivo è quello di assicurare ai pazienti il miglior trattamento disponibile, nei tempi e con le modalità riportate dalle linee guida internazionali.

I tumori del distretto cervico-facciale (testa-collo), quando considerati nel loro insieme, sono relativamente frequenti e ogni sede anatomica ha peculiarità diagnostiche e terapeutiche diverse. L’approccio alla patologia risulta quindi particolarmente complesso, e richiede una grande collaborazione multidisciplinare e specialistica (otorino/chirurgo; radioterapista; oncologo, ecc.). A ciò si aggiunge il fatto che un paziente su due si presenta alla diagnosi con una patologia allo stadio avanzato o già metastatico. Più di 4 pazienti su 10 colpiti da un tumore del testa/collo iniziano il trattamento (chirurgia o radioterapia) con ritardo quantificabile in più di un mese rispetto a quanto previsto dalle linee guida. Accade inoltre con frequenza preoccupante che lo stadio clinico di malattia, indispensabile per impostare la terapia più indicata, non sia chiaramente identificabile o riportato nella cartella clinica.

 

Una grande opportunità

Nella nostra Regione, in considerazione della necessità di rendere gli interventi tempestivi e basati sul lavoro dei team multidisciplinari, il PDTA rappresenta una grande opportunità per i pazienti che ricevono una diagnosi di carcinoma del testa collo.

Per questi motivi, la Regione Lazio ha ritenuto strategica l’istituzione di un Tavolo tecnico, al quale sono chiamati a partecipare soggetti diversi, provenienti dal mondo dei clinici, delle associazioni, dei medici di famiglia con l’obiettivo di stabilire e codificare un PDTA condiviso ed approvato dagli esperti che rappresentano le diverse specialità coinvolte nella gestione del paziente e che descriva l’intero iter ottimale, dal primo esame clinico fino al follow-up. Per lo svolgimento di questa attività ci si avvarrà della collaborazione di ALTEMS (Università Cattolica del Sacro Cuore), della Fondazione Policlinico Gemelli e del supporto incondizionato dell’azienda farmaceutica Merck Serono Spa.

Il Tavolo lavorerà all’introduzione/istituzionalizzazione del modello “Tumor Board” nelle singole strutture, affinché i singoli Board governino l’applicazione del PDTA in modo omogeneo a livello regionale. In questo modo sarebbe possibile – tramite collegamenti telematici tra i diversi esperti – la formazione di Tumor Board anche in centri periferici, consentendo così ai pazienti di essere seguiti direttamente sul territorio di residenza. Molto importante, poi, anche l’opportunità di “esportare” questa modalità di lavoro in altri ambiti oncologici. A presto per i prossimi aggiornamenti!

Sanità, Ifo: una nuova Tac di ultima generazione. Il Lazio cambia

ifo_tacLa nuova apparecchiatura diagnostica fa fare un ulteriore salto di qualità per questa struttura di eccellenza che nei mesi scorsi ha ottenuto la massima certificazione europea di qualità per le cure oncologiche. Il nuovo macchinario permetterà diagnosi più selettive e precoci e meno invasive.

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L’Ifo sempre più tra le eccellenze sanitarie del Lazio. Dopo l’investimento fatto per rinnovare le sale operatorie, con 1,8 milioni di euro investiti a ottobre e i laboratori di oncologia sperimentale, 4 milioni investiti nel 2014, oggi completiamo un reparto strategico per la lotta ai tumori come la medicina nucleare.

All’Ifo un macchinario all’avanguardia. Investiamo 730 mila euro per un’apparecchiatura che fa fare un ulteriore salto di qualità a questa struttura che si è già distinta per l’efficienza nelle cure tumorali: l’ifo ha ottenuto la massima certificazione europea di qualità per le cure oncologiche.

A cosa serve il nuovo macchinario? La nuova tecnologia ha permesso agli IFO di installare una apparecchiatura di ultima generazione per rendere più semplice l’identificazione delle patologie tumorali. Un macchinario unico nel Lazio e nel centro Italia, che permetterà diagnosi più selettive e precoci con un risparmio di studi diagnostici aggiuntivi. Tanti i vantaggi: accuratezza diagnostica, riduzione dei tempi di attesa per gli esami scintigrafici del 30 per cento, minor dose di radiazioni per il paziente e riduzione di esposizione anche per l’operatore, oltre che notevole semplificazione del lavoro.

Una tecnologia innovativa e all’avanguardia. In particolare il macchinario nasce dall’unione di una tecnica tomografica (Spect) in grado di ricostruire la distribuzione tridimensionale della radioattività all’interno di organi o tessuti del corpo umano e una tecnica di diagnostica per immagini (Tc) che genera, in un’unica sessione, un’immagine ibrida in grado di fornire informazioni morfologiche e funzionali delle patologie tumorali. Dopo anni di difficoltà, di problemi e di immobilismo voltiamo pagina: con strutture migliori, con nuovo personale, con nuove reti di assistenza, mantenendo i conti a posto.

 

Sanità: il Lazio istituisce il Registro dei tumori

Registro-TumoriIstituito, oggi, con legge regionale il Registro tumori della popolazione del Lazio. Con la votazione di quattro ordini del giorno, l’Aula della Pisana, ha approvato all’unanimità, in via definitiva, la proposta presentata dal consigliere Davide Barillari e successivamente sottoscritta da diciannove colleghi. Ecco, di seguito, il mio comunicato.

Sono veramente soddisfatta per l’approvazione di questa legge regionale che istituisce il Registro tumori. Sarà un ulteriore strumento di tutela della salute dei cittadini del Lazio. Dopo il caso della Campania, è la seconda legge in Italia che disciplina la materia in maniera organica a livello regionale.

Rispetto al passato, la legge consentirà un afflusso maggiore di informazioni raccogliendo insieme tutte le fonti a livello regionale, come, ad esempio, i dati dell’anatomia patologica e quelli delle cartelle cliniche. Inoltre, verrà dato ancora maggiore impulso alla ricerca, per potenziare l’attività di prevenzione e capire quali sono le cure più efficaci. Il comitato tecnico scientifico sarà il cuore di governo di questo registro, che permetterà sia agli operatori di settore che a tutti i cittadini di conoscere la situazione della nostra regione grazie ai rapporti periodici pubblicati sul web.

Infine vorrei sottolineare due aspetti di questa legge: 1) l’importante riconoscimento del ruolo del volontariato, attraverso l’inserimento di un rappresentante delle associazioni di tutela dei diritti del malato all’interno del Comitato tecnico scientifico e con la promozione di forme di partecipazione delle stesse alle attività del Registro tumori; 2) il coinvolgimento nell’operazione di tutte le strutture già disponibili, in modo da ottimizzare e valorizzare le risorse regionali.

Leggi la notizia sul sito del Consiglio Regionale del Lazio

Contro i tumori: il Lazio potenzia le reti screening

screening_mammograficoIn Italia 1 donna su 8 si ammala di tumore alla mammella nel corso della vita, e il tumore del colon retto è quello più diffuso tra uomini e donne. La diagnosi precoce e la prevenzione sono armi fondamentali per combattere e sconfiggere queste malattie: per questo la Regione ha deciso di potenziare le reti di prevenzione e screening per il tumore al seno, al colon e alla cervice uterina.

 

Il programma di prevenzione per la popolazione a rischio per età.

Il programma funziona così: le ASL contattano la popolazione di riferimento per effettuare il percorso di prevenzione gratuito. Il soggetto riceve assistenza ed è accompagnato da specialisti in tutte le fasi: dal test di screening all’approfondimento diagnostico fino all’eventuale intervento chirurgico. Tutto il percorso è monitorato e valutato a livello locale, regionale e nazionale attraverso il calcolo di specifici indicatori, a garanzia di un continuo miglioramento della qualità dei percorsi.

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