Rigenerazione urbana: nel Lazio è legge

È una rigenerazione urbana ampia quella varata, ieri, 11 luglio dal Consiglio regionale del Lazio, con l’approvazione delle disposizioni per la rigenerazione urbana e il recupero edilizio. L’iter – avviato lo scorso 12 giugno – è partito da  un’iniziativa presentata dall’assessore Michele Civita e si è concluso con 28 voti a favore e 18 contrari.

Una normativa prevista dalla legge di stabilità regionale 2017 del dicembre scorso e che da marzo in poi è stata in gestazione nella commissione consiliare, Ambiente, lavori pubblici, mobilità, politiche della casa e urbanistica. “Questa legge – ha ricordato Civita, presidente della sesta commissione all’avvio dell’iter – ha l’obiettivo di superare le norme transitorie e derogatorie contenute nel piano casa (scaduto lo scorso 1 giugno) con nuove disposizioni legislative ordinarie”.

Cosa comporta la legge

È stata infatti concepita come un mezzo per migliorare la qualità della vita dei cittadini, comprende aspetti sociali, economici, urbanistici ed edilizi, anche con l’obiettivo di promuovere o rilanciare territori in situazioni di disagio o degrado socio-economico.

Sono previste premialità con incremento di volumi o superfici (si arriva, in alcuni casi, fino al 40 per cento), ma pure delocalizzazioni e cambi di destinazione d’uso. Ai Comuni è affidato un ruolo centrale nella scelta e nella valutazione degli interventi. La legge disciplina i programmi di rigenerazione urbana, gli “ambiti territoriali di riqualificazione e recupero edilizio”, gli interventi per il miglioramento sismico e l’efficienza energetica, nonché i cosiddetti interventi diretti. Dettate anche norme per il “riordino funzionale” degli stabilimenti balneari, tanto marittimi che lacuali, nel rispetto della disciplina paesistica e ambientale.

Dove è esclusa?

Gli interventi di rigenerazione e recupero saranno consentiti nelle porzioni di territorio urbanizzate, su edifici realizzati legittimamente o sanati. Ma essi sono espressamente esclusi dalle zone con vincolo di inedificabilità assoluta e dalle aree protette, tranne nelle zone qualificate “paesaggio degli insediamenti urbani” dal Piano Territoriale Paesistico Regionale. È comunque fatto salvo quanto consentito dai piani di ciascuna area naturale e dalla legge regionale 29/1997 (le “Norme in materia di aree protette regionali”). Escluse le aree agricole, tranne che in alcune circostanze, legate alla presenza di insediamenti riconosciuti dal piano territoriale paesistico. Sono comunque applicabili, in zona agricola, le disposizioni sugli interventi diretti, che consentono incrementi fino al 20 per cento della volumetria o della superficie.

Sanità Lazio: con maggiori risorse migliorerà la qualità dei servizi ai cittadini

zinga_lorenzin“Dopo il successo del periodo di commissariamento con il progressivo rientro dal debito, la sanità del Lazio cambia finalmente volto: si torna a parlare di nuovo di investimenti che miglioreranno anche la qualità dei servizi ai cittadini. Le risorse, infatti, saranno impiegate nell’edilizia sanitaria, nella riorganizzazione della rete regionale dell’assistenza ospedaliera e nella connessione di questa con l’assistenza nel territorio”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio, gruppo Pd, a proposito dell’intesa sottoscritta venerdì scorso tra il presidente del Lazio Nicola Zingaretti e il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

 

“Dobbiamo ricordare che – spiega Petrangolini – nel campo dell’edilizia sanitaria, il ritardo del Lazio nell’utilizzo delle risorse era stato grave. La nostra Regione – con il 51% delle risorse utilizzate – si trovava al di sotto della media italiana (67%) e molto lontana da altre importanti regioni. Con l’investimento di questi 264 milioni di euro avremo pertanto reti e strutture sanitarie più efficienti, moderne e sicure e una maggiore diffusione delle nuove tecnologie”.

 

“Gli interventi – continua Petrangolini – riguardano strutture strategiche per il SSR: basti pensare, per fare qualche esempio, al Policlinico Umberto I, al Nuovo Ospedale dei Castelli e al Grassi di Ostia. Inoltre, è prevista la ristrutturazione di reti cruciali di servizi come reparti maternità, consultori e Centri di Salute Mentale. Nuovo impulso sarà dato, poi, alle Case della Salute: in questo modo riusciremo così a completare il progetto di cambiamento avviato in questa consiliatura che prevede una migliore integrazione di servizi, più adeguati alle esigenze del territorio”.

 

“Una particolare menzione – conclude Petrangolini – merita infine il rinnovato sostegno alla rete perinatale. Dall’ostetricia al nido, dalla terapia intensiva neonatale alla pediatria: grazie ai lavori annunciati potremo tutelare meglio la salute delle mamme e dei bambini del Lazio”.

Fondi Europei-Regione Lazio: 3 miliardi di euro e 45 azioni previste fino al 2020

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L’obiettivo della Regione Lazio è stato quello di cercare di usare al meglio tutte le risorse messe in campo, che ammontano a 3,3 miliardi di euro, che contribuiranno a cambiare il volto della nostra regione. Sono stati individuati 45 progetti concreti e calendarizzabili, capaci di dare risposta ai bisogni dei cittadini.

Un unico disegno per le risorse finanziarie europee, nazionali e regionaliTutto questo sarà possibile grazie alla Cabina di regia per i fondi europei di cui la Regione si è dotata per la prima volta e che consentirà di armonizzare le risorse.

I provvedimenti saranno attuati in modo rapido e concreto. In totale, alla fine del 2015,  saranno partite ben 38 sulle 45 azioni previste. Su molte di queste la Regione ha già avviato un percorso: dalla crescita digitale, con i primi progetti per la banda ultralarga; alle case della salute; agli interventi per la mobilità, ai bandi per la ricerca o per la creatività.

Inoltre per rendere più accessibili le informazioni sui bandi che saranno finanziati e per sostenere cittadini e imprese che intendono partecipare, la Regione Lazio ha creato ‘Lazio Europa’ un portale costantemente aggiornato. Questi gli interventi più rilevanti, previsti a partire dai prossimi giorni:

  • Vocazioni produttive: settanta milioni per il riposizionamento competitivo: si tratta di uno strumento innovativo per recuperare nei territori progetti di riconversione industriale capaci di rilanciare l’economia locale

  • Il territorio: quarantaquattro milioni di cui 6,3 a partire dalle prossime settimane per sostenere le imprese agricole che intendono investire in agriturismi, fattorie didattiche e agricoltura sociale. Importanti anche i bandi (35 mln) per i Borghi abbandonati attraverso i quali la Regione Lazio vuole sostenere progetti per il restauro, la manutenzione e la riqualificazione del patrimonio culturale e naturale dei molti villaggi e borghi del territorio considerati siti di alto valore naturalistico.

  • Centralità del lavoro: centoquaranta milioni di cui 11 già disponibili dai prossimi giorni. La Regione Lazio sta rivoluzionando le politiche per il lavoro, anche grazie a un nuovo sistema di servizi incentrato sulla cooperazione tra operatori pubblici e soggetti privati accreditati. Il contratto di ricollocazione ne è l’esempio più significativo attraverso cui si offre un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di un nuovo lavoro, riconoscendo alle persone in condizione di maggiore svantaggio economico e familiare, un’indennità di partecipazione.

  • La leva della conoscenza: duecentosessantatre milioni di cui 25 a partire dai prossimi giorni. Le azioni che saranno promosse puntano a innalzare il livello delle competenze, a fornire opportunità concrete di inserimento e reinserimento lavorativo per combattere la disoccupazione con particolare attenzione ai giovani che non studiano e non lavorano e ai disoccupati di lungo periodo. L’intervento per la formazione con sostegno al reddito è caratterizzato da tre azioni principali: orientamento, azione formativa e accompagnamento all’inserimento lavorativo-tirocini.

  • Qualità della vita: tre milioni e ottocento mila euro  (29 asili nido e oltre 1000 posti). Europa vuol dire anche promozione dei diritti, pari opportunità ed equità sociale. Una delle azioni cardine che si promuove riguarda i bambini e le loro famiglie. La Regione Lazio finanzierà l’avvio dei servizi per 23 strutture di asili nido in altrettanti Comuni del Lazio, per un totale di 760 nuovi posti, alle quali si aggiungono altre 6 strutture nel Comune di Roma, per ulteriori 414 posti. Si tratta di una novità nell’ambito dell’utilizzo delle risorse del FSE, questi fondi serviranno a finanziare le start up che gestiscono le 29 strutture già pronte che saranno attive dall’aprile del 2016.

La riforma sanitaria nel territorio: cambia la rete delle cure a Roma

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Va avanti la riforma sanitaria nel Lazio.

La nuova rete sociosanitaria, presentata ieri da Nicola Zingaretti e Ignazio Marino, è il primo passo concreto con il quale si realizza una parte dell’accordo con i medici di medicina generale concluso nelle scorse settimane. Una iniziativa che arricchisce il quadro di azioni della Giunta regionale per migliorare l’assistenza nel territorio e fornire un ulteriore servizio ai cittadini.

Questi 18 presidi saranno distribuiti in tutti i Municipi: alcuni di questi saranno collocati all’interno delle Case della Salute. La costituzione di questa rete per l’assistenza di bassa intensità rappresenta la realizzazione di un altro impegno da tempo assunto dalla Giunta. Andiamo avanti dunque con la riforma dei servizi sociosanitari nel Lazio, e a Roma in particolare, nella prospettiva di una sempre maggiore prossimità nei confronti delle esigenze quotidiane dei cittadini. Allo stesso modo servirà l’impegno di tutti gli operatori della salute, e dei medici di famiglia in particolare, per comunicare alla popolazione la
possibilità di usufruire di questi nuovi servizi.

Ecco il lavoro della Regione per garantire anche ai cittadini di  Roma una sanità migliore e più presente sul territorio con servizi equilibrati, funzionali e di qualità.

Cinque nuove Case della Salute. Anche a Roma i cittadini potranno contare su un’alternativa al pronto soccorso e all’ospedale. In queste strutture saranno a disposizione ambulatori per i prelievi, diagnostica di base e reparti infermieristici. Saranno presi in carico anche pazienti cronici diabetici, ipertesi, cardiologici e quelli affetti da insufficienza respiratoria.

Dove? Le Case della Salute che saranno aperte a Roma entro dicembre si trovano in queste zone: Trionfale,all’Ospedale Oftalmico  Prati-Piazzale degli Eroi, Trastevere, al Nuovo Regina Margherita, Ostia, all’ex Ospedale Sant’Agostino, Prenestino, al Poliambulatorio Santa Caterina delle Rose e Cinecittà,al Poliambulatorio di Via della Tenuta di Torrenova.

Ecco i principali interventi per migliorare la rete ospedaliera e quella dell’emergenza:

Rete ospedaliera

Potenziamento del Policlinico Tor Vergata. Per garantire un’assistenza migliore in questo territorio la Regione mette a disposizione 70 posti letto in più anche in previsione della realizzazione del DEA di II livello nel 2016.

Un polo di eccellenza per l’oncoematologia al San Giovanni Addolorata. Il reparto sarà all’avanguardia sia per dotazioni tecnologiche che per capacita operative: a questo reparto, tra l’altro, sarà accorpato anche quello del Sant’Eugenio. Sempre al S. Giovanni sarà trasferita anche la neurochirurgia del Pertini.

Potenziamento dell’Unità Spinale Unipolare del Cto, con un incremento dei posti letto, che passano da 16 a 32. Tra le altre cose è stata creata anche un’area di Terapia intensiva dedicata al ricovero delle mielolesioni e un reparto di riabilitazione post acuzie.

Gli altri interventi previsti riguardano l’aumento dei posti per la lungodegenza al Cpo di Ostia, la trasformazione del San Filippo Neri in presidio ospedaliero della ASL Roma E, che mantiene il ruolo di Dea di I livello, e la definizione della missione del S. Spirito che sarà una struttura di riferimento per l’emergenza al servizio del centro della Capitale.

Le reti delle emergenze

Ecco i principali interventi:

Gli ospedali S.Camillo, S. Giovanni, Gemelli, il Policlinico Umberto I e il Bambino Gesù sono i centri di riferimento del sistema ospedaliero regionale.

4 Dea di II livello, 12 Dea di I Livello e due pronto soccorso. Ai Dea d II livello,  cioè i dipartimenti di emergenza e accettazione con le funzioni più avanzate,  si aggiunge anche il Bambino Gesù. Tra le altre cose la Centrale operativa del 118  di  Roma Capitale sarà accorpata con quella della provincia. E poi il S. Camillo e l’Umberto I saranno dotati di elisuperifici operative h24. Per i codici di accesso al pronto soccorso si passerà dai tre livelli di urgenza attuali a cinque livelli.

Rete cardiologica. La Regione sostiene e supporta la rete dell’emergenza con 13 servizi di cardiologia con emodinamica. Saranno operativi h24 e entro marzo 2015 anche il servizio di emodinamica di Ostia passerà da h12 ad h24.

Autostrada informatica. Su tutto il territorio di Roma sarà possibile trasmettere il tracciato elettrocardiografico tra i mezzi di soccorso di ARES 118 e le emodinamiche di riferimento. In questo modo si favorisce anche l’ospedalizzazione del paziente nella struttura più appropriata. E poi tutti i Dea di primo e secondo livello e i pronto soccorso saranno dotati di un sistema di teletrasmissione di immagini e di teleconsulenze che comprende anche la teletrasmissione ECG e il teleconsulto dalle diverse strutture.

18 studi aperti nei week end e festivi. L’obiettivo è assicurare a tutti una sanità più efficiente e accessibile sempre, tutti i giorni dell’anno, anche la domenica e nei festivi. I 18 nuovi punti della medicina generale saranno attivi 10 ore al giorno nei week-end e in tutti i giorni festivi e prefestivi. Ecco l’elenco delle strutture, Municipio per Municipio:

Municipio I, Nuovo Regina Margherita- v. E. Morosini 30; Osp. Oftalmico – P.le le degli Eroi 1;
Municipio II,  Via Canova, 19; II Piazza Istria;
Municipio III, via Salaria 74; via Lampedusa;
Municipio IV, L.go De Dominicis 7 (Casal Bertone);
Municipio V, Via Bresadola (Centocelle); V Santa Caterina delle Rose- v. Forteguerri 4;
Municipio VI, Viale Duilio Cambellotti n. 11;
Municipio VII, Poliambulatorio Don Bosco v. Antistio 12;
Municipio VIII, Via Malfante (P.zza dei Navigatori);
Municipio IX, via Sabatini (angolo via Di Decima);
Municipio X, Ostia Ex osp S. Agostino,  L.gomare P.Toscanelli 230;
Municipio XI, Via Portuense 1397;
Municipio XIII, via Boccea 271;
Municipio XIV, Piazza San Zaccaria Papa 1 (Primavalle);
Municipio XV, v. San Daniele del Friuli 8.

“È un nuovo modo di rispondere alla domanda per la prima cura senza l’obbligo di doversi rivolgere all’ospedale, che sarà finalizzato sempre di più invece alle cure degli acuti- è il commento del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: cominciamo a cambiare per migliorare i servizi ai cittadini, che è l’ossessione che abbiamo tutti i giorni: dimostrare che ci occupiamo delle grida di dolore che arrivano dal territorio”.

 

 

Ospedale Regina Margherita: migliora l’assistenza sul territorio

regina-margherita-repartoAperto  un  nuovo reparto  all’ospedale Regina Margherita. E’ rivolto a pazienti post-acuti e con patologie croniche, garantirà assistenza dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 14. Tra le altre cose prevede anche l’assistenza medica notturna. Scopri tutti i servizi che offre.

 

 

Pazienti in fase di post-acuzie non stabilizzati. Si tratta di chi ha bisogno di osservazione clinica ed, eventualmente, di interventi di riabilitazione estensiva o riattivazione motoria. In particolare questi pazienti presentano la compromissione di una o più funzioni e sono caratterizzati da un’autosufficienza psico-fisica ridotta.

Pazienti affetti da patologia cronica e/o con multimorbilità. Questi pazienti hanno bisogno di assistenza in ambiente protetto perché si trovano a dover affrontare  una riacutizzazione lieve o media della loro patologia di base.

Pazienti in fase di post-acuzie stabilizzati. In questo caso si tratta di pazienti affetti da polipatologia cronica e con bisogno di assistenza continuativa da parte di infermieri e personale sanitario. L’obiettivo , in questo caso, è mantenere i livelli residui di autosufficienza dei pazienti.

L’impegno per cambiare la sanità del Lazio

Risparmi e servizi migliori. Un ricovero in questo nuovo reparto costa per ogni paziente 1.000 euro in meno al giorno rispetto a un ricovero tradizionale. A regime, quando i posti, che oggi sono 8, diventeranno 20, la Regione risparmierà 20.000 euro al giorno. Attraverso i risparmi sarà possibile innovare e migliorare i servizi sanitari.

Tanti servizi elevati e di qualità: dal coordinamento degli infermieri alle cure per la riabilitazione, con la presenza del fisioterapista che varierà in base ai bisogni dei pazienti. E poi altri servizi e attività: da quella alberghiera e farmaceutica al trasporto sanitario. E poi un’attività informatica innovativa, con un’unica piattaforma condivisa che consentirà a tutto il personale coinvolto di conoscere il percorso diagnostico-terapeutico di ogni paziente. In questo modo viene garantita anche la continuità assistenziale: a questa piattaforma potranno accedere anche i medici di medicina generale.

Ecco come si svolge il servizio: 

L’accesso dei pazienti al reparto a gestione integrata. I pazienti che rientrano tra le tipologie che abbiamo accennato possono essere inviati al reparto dal medico specialista, dai medici di medicina generale e dai Centri di assistenza domiciliare operanti nei Distretti della ASL RMA.

In caso di dimissione ospedaliera, il team, dopo aver preso accordi telefonici con il coordinatore infermieristico del reparto a gestione integrata, disporrà l’invio del paziente presso il reparto stesso, tramite trasporti secondari.

Una lista d’attesa per l’accesso al reparto. Sono previsti diversi criteri di precedenza: la  territorialità dei pazienti all’interno della ASL RMA, le priorità cliniche per accedere al trattamento, l’ordine cronologico della valutazione dei singoli casi, la gravità sociale.

Le modalità del ricovero, che deve avvenire nella fascia oraria dalle ore 8,30 alle 11,00. In questo modo il medico potrà effettuare una prima valutazione sulle condizioni cliniche del paziente e sull’appropriatezza del ricovero. E allo stesso tempo il case-manager di reparto potrà verificare la correttezza del percorso di cura stabilito. Sarà il coordinatore infermieristico ad accettare formalmente il paziente, dopo aver verificato la disponibilità dei posti, il carico assistenziale e la correttezza dei criteri di invio.

La permanenza nel reparto. È giustificata solo dallo svolgimento del progetto di assistenza e cura previsto al momento dell’accettazione, che sarà monitorato costantemente durante tutto il periodo del ricovero. La dimissione avviene di norma entro 30 giorni e sarà concordata dal medico specialista dedicato con tutti gli attori del processo.

“È l’ennesimo segnale che la sanità nel Lazio sta cambiando –è il commento del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: vogliamo raggiungere l’obiettivo di disavanzo zero e, quindi, metterci nelle condizioni di recuperare la piena autonomia di un modello di difesa del diritto alla salute.  “grazie alla credibilità riconquistata- ha detto ancora Zingaretti – il Governo ha accettato di alzare la soglia di copertura di deroga dal blocco del turn over dal 10 al 15% già per il 2014”.