Ater, consorzi, enti parco del Lazio: verso il taglio degli incarichi inutili

La IV commissione Bilancio, e la I commissione, Affari costituzionali e statutari, si sono riunite oggi per ascoltare le relazioni della Giunta, propedeutiche alle leggi di riordino delle Aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica (Ater), degli enti parco, dei consorzi di bonifica e di sviluppo industriale, così come è previsto dalla prima spending review regionale (legge 4/2013), in attuazione della normativa nazionale in materia di taglio dei costi della politica.

Presente l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore. La seduta è stata presiduta dal presidente della IV commissione, Mauro Buschini (Pd). L’assessore alle Infrastrutture, alle politiche abitative e all’ambiente, Fabrizio Refrigeri ha illustrato le relazioni della Giunta sul riordino delle Ater, dei consorzi di bonifica e degli enti parco. L’assessore alle Attività produttive, Guido Fabiani, è invece intervenuto sul piano di riordino dei consorzi per lo sviluppo industriale.

Ecco, in sintesi, le modifiche agli attuali assetti prospettate dalla Giunta.
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Bilancio Lazio 2015: in corso la discussione in Aula

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Sono all’esame del Consiglio regionale il Bilancio di previsione 2015-2017 (proposta di legge n. 229) , la Legge di stabilità regionale 2015 (pl 230) e il Documento di economia e di finanza regionale 2015-2017 (Defr), oltre al Rendiconto generale 2013 e al consuntivo del Consiglio regionale. Ecco, in sintesi, la manovra della Giunta.

Il bilancio 2015, al netto delle partite finanziarie e di giro, si attesta a 16 miliardi di euro. La parte libera, escludendo la sanità (11,5 miliardi che arrivano a 12,170 con i mutui), la quota nazionale trasporti (575 mln) e altre risorse vincolate, ammonta a 3,69 miliardi, di cui 1,25 miliardi per pagare gli oneri finanziari sul debito, 949 milioni per le spese fisse e obbligatorie (Tpl, spese per il personale, per gli organi costituzionali, per gli enti e per le società controllate), oltre a 1,23 miliardi per le altre politiche correnti e di investimento e circa 200 milioni per il fondo per la riduzione della pressione fiscale.

La manovra fiscale

La legge di stabilità prevede anche nel 2015 l’esenzione dall’aumento dell’addizionale regionale Irpef per i contribuenti con reddito fino a 28 mila euro (circa 2 milioni di contribuenti). Nel 2014 l’aumento è stato dello 0,6% sull’anno precedente, così l’aliquota è arrivata al 2,33%. L’aumento previsto per il 2015 è di un ulteriore 1 per cento che porta l’aliquota massima al 3,33 per cento, ma è prevista l’estensione dell’esenzione anche ai contribuenti con reddito fino a 35 mila euro (circa 350 mila contribuenti). L’addizionale Irpef piena quindi dovrebbe riguardere solo la restante quota di contribuenti (circa 500 mila contribuenti con reddito oltre i 35 mila euro). In questo modo, ai contribuenti con reddito tra i 28 mila e i 35 mila euro sarà applicata un’aliquota inferiore a quella del 2014 (dell’1,73% anziché del 2,33%), quantificabile in in 97 euro pro capite su base annuale. Oltre l’80% dei contribuenti (2.350.000 su 2.850.000), dunque, si troverà, a partire dal 2015, a versare una quota di addizionale Irpef regionale uguale o inferiore rispetto all’anno precedente.

È inoltre confermata l’esenzione dall’aumento per i nuclei familiari con reddito fino a 50 mila euro e con almeno tre figli a carico.
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Approvata la riduzione dei vitalizi: abbiamo vinto tutti

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Con l’approvazione delle norme sulla riduzione dei vitalizi degli ex consiglieri da parte del Consiglio regionale, abbiamo compiuto un grande passo. Un bel modo per rinnovare la politica e assumersi delle responsabilità tutti insieme: oggi abbiamo vinto tutti.

Questo è il commento che ho girato oggi alle agenzie dopo la seduta notturna del Consiglio regionale di cui trovate qui la sintesi. Mentre qui trovate il primo articolo uscito nella notte (che mi cita).

Abbiamo fatto una cosa positiva per due motivi. Primo motivo: così ridiamo dignità alla funzione originaria dei vitalizi. I vitalizi erano stati sovraccaricati di ‘stravaganze’, come le ha definite il Presidente Zingaretti, ed erano diventati dei privilegi. Oggi con questa legge li riportiamo al loro significato originario che è quello di garantire a tutti la possibilità di offrire un servizio alla democrazia. Secondo motivo: mettiamo fine alla specificità del Lazio. Non che le altre Regioni abbiano fatto molto meglio, ma avevamo trasformato il vitalizio in un privilegio intollerabile. Non siamo più quelli che spendono più di tutti: oggi abbiamo rimediato.

In questo pezzo tratto dai siti web dei quotidiani trovate una sintesi della nuova legge.

Certo, forse non risolviamo alcune cose. In primo luogo si tratta di misure temporanee: abbiamo tre anni per capire cosa dovrà succedere dopo. E allo stesso tempo, però, eviteremo in questo modo il rischio di una moltiplicazione di ricorsi degli ex consiglieri regionali. Resta poi ancora aperta la questione del cumulo: abbiamo introdotto una maggiorazione, ma sarebbe utile una soluzione nazionale e generale del problema. Su questi punti il mio impegno non mancherà anche in futuro.

Sappiamo che è stato molto difficile parlare del tema. Abbiamo affrontato dei tabù e ricucito le fratture tra il presente e il passato. Ognuno in queste situazioni cruciali è obbligato a passi in avanti e a passi indietro. Devo allo stesso tempo registrare un grande senso di responsabilità da parte del Consiglio regionale: ho apprezzato le numerose firme che danno il senso di questa novità. Non importa che non ci siano tutte le cose che ho immaginato, ma è comunque una grande traguardo quello che varchiamo oggi.

 

 

 

Lazio regione virtuosa: ora tocca ai vitalizi

Scissors Cutting Euro --- Image by © Matthias Kulka/CorbisL’approvazione di queste nuove misure di spending review sono un nuovo passo verso la costruzione di una Regione Lazio più trasparente, virtuosa ed vicina ai cittadini. Basti pensare che saranno esentati dall’aumento dell’Irpef 1,2 milioni di contribuenti, che i comuni del Lazio potranno contare su 80 milioni di euro come fondo per il riequilibrio territoriale e che saranno rateizzati i debiti tributari e non degli Enti locali verso la Regione. 

Ci sono nuove norme che semplificano e ristrutturano la macchina regionale consentendo importanti risparmi. Questo grazie pure alla soppressione di alcuni enti inutili e alla riduzione di organi di controllo con il taglio di 42 poltrone e il recupero di 630 mila euro all’anno di compensi. Oggi dobbiamo riconoscere alla Giunta Zingaretti un impegno serio nella direzione del risanamento. 

Su questo cammino avviato da più di un anno e ormai riconosciuto anche a livello nazionale dobbiamo proseguire con nuovi passi. In primo luogo, il Consiglio regionale del Lazio dovrà procedere nelle prossime settimane al taglio dei vitalizi dei consiglieri regionali  delle passate legislature perché questi pesano ormai per 20 milioni di euro all’anno sul bilancio del Consiglio, pari ad un terzo del totale. Ce lo chiedono i cittadini del Lazio.

Ecco cosa prevede nel dettaglio la nuova spendig review:

Tasse più basse e servizi migliori. L’obiettivo  è proprio quello di allargare l’esenzione dalla nuova Irpef anche a chi guadagna fino a 28 mila euro: si tratta di oltre un 1 milione di cittadini oltre ai 900 mila già esenti, quelli con reddito di 15 mila euro.

Più risorse per  i Comuni del Lazio. La Regione li sostiene con un fondo apposito: 90 milioni di euro in tre anni. In questo modo i Comuni potranno pagare più facilmente, anche con delle rate, i debiti tributari nei confronti della Regione. E poi tra le altre cose è prevista anche la riorganizzazione dell’Arpa, l’Agenzia regionale di protezione ambientale.

42 poltrone in meno nella sanità. Ridotti da 5 a 3  i membri dei collegi sindacali delle aziende sanitarie: un taglio di 42 poltrone in totale che comporterà risparmi per 630 mila euro all’anno. Non è l’unica novità in questo settore.

Regole più certe e trasparenti per le nomine dei direttori sanitari. Un esempio? Non potrà essere nominato direttore generale chi sia stato condannato, anche in via non definitiva, dalla Corte dei conti. Cambiano le cose anche per la sanità privata: liberalizzate le procedure per le autorizzazioni, che diventano più semplici.

Via altre 54 poltrone in meno negli enti regionali. In particolare passano da tre a uno i componenti degli organi di revisione di alcuni enti regionali, una sforbiciata che vale ulteriori risparmi. E poi la Regione chiude alcuni enti come Abecol, il Comitato tecnico-scientifico per l’Ambiente e il Consorzio di gestione delle grotte di Pastena e Collepardo.

Cambia la legge sulle partecipate. Introdotta  anche una modifica della legge su LazioService: dispone l’obbligo per le controllate e le partecipate di inviare alla Regione il proprio piano industriale per
l’approvazione. E poi viene rafforzato anche il coinvolgimento dei Comuni nella classificazione delle aree demaniali.

Il nuovo sistema per la modulistica. Sarà lo stesso per tutti i Comuni del Lazio e sarà adottato entro dicembre. Tra le altre cose verrà istituito anche il primo Catalogo dei sinkhole, fenomeni naturali di sprofondamento. E poi altre novità: è stata istituita la Consulta dei lavoratori atipici e dei liberi professionisti e la Consulta dei servizi regionali dell’impiego.

La nuova disciplina per l’apprendistato, per introdurre regole certe anche in questo settore. Tra le altre la Regione anche il fondo di rotazione per sostenere le industrie cinematografiche e audiovisive. Infine semplificate le procedure amministrative anche nel settore delle attività estrattive.

Legge elettorale Lazio: verso l’abolizione del “listino”

cons.-reg.-lazioSi è conclusa la seconda giornata di lavoro del Consiglio regionale, riunito per la discussione della proposta di legge n. 147 del 24 marzo 2014. Vale a dire la nuova spending review regionale. Nel corso della giornata c’è stato un importante dibattito sulla riforma della legge elettorale regionale, una legge nuova che affronta alcuni passaggi decisivi nell’ampio progetto di riforma dello Stato tra cui quello del taglio dei costi della politica. Abbiamo fatto nascere, con tutto il gruppo “Per il Lazio”, un fondamentale dibattito sulla riforma della legge elettorale, firmando per primi l’emendamento alla legge 147, che da lunedì si discuterà in Aula.

Questa legge elettorale, come ha spiegato bene in una nota Riccardo Valentini, capogruppo di “Per il Lazio” al Consiglio regionale, “prevede l’abolizione del cosiddetto ‘listino’, ovvero delle nomine non elettive dei consiglieri regionali. Un provvedimento che ha lo scopo di riavvicinare i cittadini alle Istituzioni ridando agli elettori la possibilità di scegliere con le preferenze i propri consiglieri.”

Il Presidente Zingaretti scegliendo nel ‘listino’ personalità della società civile aveva già portato un cambiamento all’interno di questa Istituzione, tale da condurre ad esempio competenze e capacità nuove all’interno del Consiglio regionale, rinunciando alla tradizionale spartizione partitica. Infatti, come ha sottolineato il capogruppo Valentini “Oggi facciamo un passo ancora più avanti. Eravamo convinti fin dall’inizio della campagna elettorale che il premio di maggioranza del Presidente dovesse essere distribuito non attraverso il listino bloccato ma con l’espressione diretta dei cittadini. Nell’emendamento aggiuntivo che abbiamo presentato vi sono altre innovazioni:  in primo luogo la clausola di governabilità della Regione, che permette di sapere il giorno stesso dello scrutinio chi governerà sulla base del risultato della coalizione e in secondo luogo la rappresentanza circoscrizionale per consentire ad ogni territorio di avere almeno una presenza in Consiglio regionale.”

Rimango fortemente convinta che la preferenza di genere sia indispensabile. La sua introduzione deve essere discussa e inserita nella legge regionale al fine di garantire ogni persona, uomo o donna che sia. Un principio che, come ha concluso nel suo comunicato Valentini, “riprende le scelte e le intuizioni del Presidente Zingaretti, che ha basato la composizione  del suo listino prima, e della sua Giunta poi, proprio sull’equilibrio tra i generi”.