Agenda Digitale: Zingaretti offre portale Open Data a Roma Capitale

raggi_zingaretti“Le comunico la nostra disponibilità a cedere in riuso il portale e l’esperienza regionale sugli Open Data e a collaborare per la pubblicazione in formato aperto dei rispettivi patrimoni informativi e, più in generale, sui temi dell’open government”.

 

In uno spirito di leale collaborazione, è questo il contenuto della lettera inviata dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, alla sindaca di Roma, Virginia Raggi in risposta alla richiesta del Comune di Roma di poter avviare una collaborazione sul tema degli Open Data.

 

“Dove la Regione Lazio può vantare un’esperienza di eccellenza e il cui riuso, sia dal punto di vista tecnico che metodologico – queste le parole della prima cittadina nella missiva arrivata in Regione – può consentire alla mia Amministrazione di velocizzare lo sviluppo del progetto Open Data armonizzandolo rapidamente con le linee tracciate anche a livello nazionale da AgID”.

 

“Su questi temi rappresentanti della Regione Lazio e di Roma Capitale – prosegue la nota –  si sono più volte incontrati negli ultimi mesi, dopo che Raggi e Zingaretti in un incontro ad agosto dello scorso anno avevano gettato le basi di una collaborazione proficua sull’agenda digitale che sarà perfezionata a breve da un Protocollo d’Intesa tre le due amministrazioni. L’agenda Digitale, presentata dalla Commissione Europea nel 2010 e recepita negli anni dagli stati membri, rappresenta una sfida importante per Governo e Amministrazioni locali. Mettere a disposizione del Comune di Roma l’esperienza di Regione Lazio, premiata nel 2016 dal Presidente della Repubblica come buona pratica nazionale, sarà utile a recepire questi principi e a condividere i patrimoni informativi a disposizione allo scopo di migliorare i servizi ai cittadini, favorire la crescita economica del territorio e migliorarne la competitività”.

Roma Capitale: l’ostruzionismo sulla Delrio ritarda l’attribuzione dei poteri

aula1Davvero incomprensibile per me quello che è accaduto ieri sera alla Pisana.

Era in discussione in aula un provvedimento molto importante: la proposta di legge che avrebbe permesso l’applicazione della Delrio nel Lazio e, di conseguenza, il conferimento di maggiori competenze e poteri a Roma Capitale e agli altri comuni. Avrei immaginato – per una questione di puro buon senso – che i primi a desiderare questo esito fossero proprio coloro che oggi hanno la responsabilità di governare Roma.

E’ andata nel modo completamente opposto: i consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle hanno presentato oltre 3 mila emendamenti imbarazzanti con l’unico obiettivo di impedire l’approvazione della legge Delrio e di una riforma fondamentale per gli enti locali. Un vero e proprio boicottaggio che danneggia prima di tutto i cittadini romani e laziali.

Ieri sera abbiamo letto gli emendamenti più astrusi: decine di modifiche fotocopia, richieste di sostituire singole parole con loro sinonimi (per.: ‘in armonia’ con ‘in accordo’), richieste di inserire a caso qua e là nelle norme nomi di comuni, vie, fiumi o paesi stranieri. Non dico che l’ostruzionismo non sia legittimo nel dibattito di un’assemblea legislativa, ma, allo stesso tempo, mi chiedo che senso abbia da parte del M5S bloccare le aspettative degli amministratori locali di avere maggiori funzioni e prerogative per governare al meglio i propri territori.

Alla fine la conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari ha deciso oggi di sospendere l’esame della proposta di legge per iniziare la sessione di Bilancio, che è una scadenza cruciale di fine anno.

Welfare: la legge del Lazio fa un passo in avanti

welfare“L’approvazione in Commissione della proposta di legge 88 sul welfare è una tappa fondamentale per i cittadini del Lazio. Aumenterà la tutela dei diritti in campo sociale e sanitario, migliorerà la qualità dei servizi erogati, ci saranno più spazi di partecipazione. E per la prima volta nella storia di questa Regione avremo una disciplina regionale di attuazione della legge nazionale sull’assistenza sociale del 2000”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio, componente della Commissione Politiche sociali e salute del gruppo PD.

 

“Il provvedimento sul ‘Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione’ per la riforma del settore”, varato oggi in Commissione – continua Petrangolini – disegna un modello più aperto di partecipazione dei cittadini e delle associazioni del terzo settore. Con queste norme sarà più facile raccogliere il punto di vista dei cittadini e promuovere politiche di tutela più efficaci”.

 

“Abbiamo finalmente uno strumento legislativo solido per ancorare e sviluppare la rete sociosanitaria regionale. In questo modo – prosegue Petrangolini – dopo l’apertura delle prime Case della salute e una serie di provvedimenti adottati dalla Giunta, il traguardo dell’integrazione tra servizi sociali e sanitari si fa più vicino. Ricordiamo a questo proposito che appena un mese fa è partito un processo di ascolto e redazione partecipata del Piano sociale regionale. E’, questo, uno degli strumenti principali dell’articolato percorso di riforma del sistema regionale delle politiche, dei servizi e degli interventi sociali che oggi trova finalmente un sostegno nella disciplina approvata dal Consiglio regionale”.

 

“Si tratta di una sfida che riguarda una pluralità di soggetti: amministratori locali, dirigenti, funzionari e operatori dei servizi pubblici, organizzazioni dei cittadini e dei pazienti, cooperative, sindacati, e tutti i cittadini che desiderano contribuire mettendo in comune le loro esperienze e proposte. Proprio per questo – conclude Petrangolini – mi pare utile ricordare che la legge varata oggi in Commissione diventerà un punto di riferimento anche per tutti quei nuovi sindaci che saranno eletti ai ballottaggi, a partire da quello di Roma Capitale”.

Lazio 2016: più i servizi per i cittadini

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Il Bilancio regionale 2016, approvato il 31 dicembre scorso, contiene importanti novità per quanto riguarda i trasferimenti sul trasporto pubblico locale, con un incremento di 42 mln rispetto al 2015, e 41 mln in più per le politiche sociali.



– Trasporto pubblico locale. 

La quota regionale passa da 292,40 mln di euro a 334,80 mln oltre ai 574 mln del Fondo nazionale trasporti per un totale di 908 mln. L’amministrazione regionale compie uno sforzo in più per supportare il tpl di Roma Capitale nell’anno del Giubileo e per ammodernare il parco bus con mezzi meno inquinanti. Aumenteranno così i servizi per i cittadini.

 


– Politiche sociali.

Si passa da 140 mln di risorse libere di parte corrente per il sociale, nel 2015, a 182 mln, complessivamente tra risorse libere e trasferimenti statali, nel 2016 oltre ai 25 mln previsti con fondi FSE.

Sono tante le azioni previste per il settore sociale, tra le principali: interventi per i minori, l’infanzia e gli asili nido; le RSA; gli interventi per la disabilità, per gli anziani, per i soggetti a rischio di esclusione sociale – tra cui il contrasto al gioco d’azzardo; interventi a sostegno della famiglia e di contrasto alla povertà ed esclusione sociale e per la programmazione sociosanitaria (piani di zona e distretti sociosanitari). 

Insomma, di nuovo, maggiori servizi per i cittadini.



– Edilizia sanitaria. 

Nel bilancio 2016 sono previsti 32,6 mln per l’edilizia sanitaria oltre a 113,2 mln di trasferimenti statali nel 2016.

In particolare, continua l’impegno della Regione per la realizzazione delle Case della Salute, centro nevralgico della rete dei servizi integrati sociali e sanitari, con uno stanziamento previsto di 15,5 mln di euro nel triennio 2016/2018.



– Rifiuti. 

Si conferma il piano di raccolta differenziata con 42,5 mln di euro.

 


–  Sicurezza.

Nel 2016 sono previsti 6,2 mln di euro per rispondere alla crescente domanda di sicurezza dei cittadini. Sarà possibile realizzare importanti interventi per la sicurezza urbana, il contrasto all’usura, il riutilizzo dei beni confiscati, il contrasto alla violenza di genere e a sostegno dell’osservatorio sicurezza e legalità. 

Lazio 2016: qualità della spesa e nuovi risparmi

zingarettiL’efficientamento della spesa resta uno degli obiettivi principali che la Regione Lazio vuole portare avanti anche nel 2016. Sul punto ecco le principali misure approvate dal Consiglio regionale del Lazio.



– Enti e società

Continua a scendere la spesa per il funzionamento degli enti regionali e le società, sia attraverso la riduzione dei fitti passivi sia attraverso l’attuazione del Piano di razionalizzazione delle società. Nel 2014 la spesa per enti e società era di 192 mln, nel 2015 di 176 mln, nel 2016 sarà di 170 mln fino ad arrivare a 154 mln nel 2018. Si prevede, nell’immediato, la conclusione del percorso di fusione in un unico soggetto delle due società che si occupano di sistemi informativi e funzioni amministrative, Lazioservice e Lait e la conclusione dell’iter di fusione di Bic in Lazio Innova.



– Personale 

Cala  anche la spesa per il personale, da 282 mln nel 2015 a 281,86 mln nel 2016 nonostante il costo aggiuntivo di 6,7 mln per l’assorbimento del personale delle Province.

CONTINUITA’ CONTRATTUALE A 1.300 EX DIPENDENTI DELLE PROVINCE. A tal proposito, l’art.6 della Legge di stabilità dispone la riallocazione delle funzioni non fondamentali già svolte dalla Città metropolitana di Roma capitale e delle province nonché le modalità di individuazione delle risorse strumentali e finanziarie connesse al loro esercizio. L’attuazione di questa norma, in attesa dell’approvazione della Plr 269 in discussione in Commissione Bilancio, consente di garantire continuità contrattuale ad oltre 1300 persone, ex dipendenti delle Province. Con emendamenti della minoranza, si è stabilito il termine del 28 febbraio 2016 entro il quale deve essere adottata la disciplina del conferimento di ulteriori funzioni e compiti a Roma Capitale e ai comuni.



– Organi istituzionali

La spesa per gli organi istituzionali passa da 78,8 mln a 76,70 mln. Confermati i trasferimenti per 60 mln al Consiglio regionali e minori spese per 1,6 mln da parte della Giunta.