Intesa per il Lazio: 1,4 miliardi per lo sviluppo

Renzi_ZingaIl presidente della Regione, Nicola Zingaretti ha firmato la settimana scorsa con il presidente del Consiglio Matteo Renzi l’intesa per il Lazio: 1,4 miliardi di euro di risorse che verranno impiegate per opere pubbliche su tutto il territorio regionale. Un grande risultato che nasce, prima di tutto, dalla collaborazione leale tra parti dello Stato. Un progetto che potrà dare un fortissimo impulso alla crescita del Lazio e dell’Italia.

Un programma concreto su un grande obiettivo comune: dare nuovi strumenti per favorire l’innovazione e la crescita di una Regione cruciale per il sistema-paese tornando a costruire e a programmare su obiettivi comuni rimettendo al centro i grandi temi dell’economia, della bellezza, della cultura, dell’ambiente.

L’impegno per una regione diversa: con un’amministrazione che funziona meglio di tre anni fa e con un sistema di servizi ai cittadini che, passo dopo passo, sta cambiando e migliorando a partire da una sanità più efficiente, più giusta e con conti in ordine, dallo storico risultato del pareggio di bilancio nel 2015 fino ad arrivare alla riduzione del debito commerciale, dei tempi di pagamento e alla riforma dell’amministrazione. L’altro grande ambito d’intervento ha riguardato i servizi, e in particolare la sanità.

 

 Opere pubbliche

1 miliardo e 407milioni su 4 grandi fonti di finanziamento: il più grande intervento sulle opere pubbliche nel Lazio negli ultimi 20 anni: 4 i settori fondamentali: il fondo di sviluppo e coesione, i finanziamenti sull’edilizia sanitaria ex art. 20, le risorse del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a cui vanno aggiunte risorse già stanziate da Rfi, i fondi regionali.

La rete viaria. Va avanti lo sforzo messo in campo dalla Regione per rendere le strade del Lazio più efficienti e più sicure: in tre anni abbiamo già investiti circa 100milioni di euro. Gli interventi saranno gestiti dalla società regionale Astral. Con il fondo di sviluppo e coesione e con fondi regionali, per un totale di 42mln di investimenti, partiranno 96 interventi in tutte le province. Quasi cento nuovi cantieri, che daranno lavoro a tante imprese e che miglioreranno la qualità delle infrastrutture viarie del Lazio. Opere in molti casi attese da anni, tra queste ricordo la messa in sicurezza di due tra le strade più pericolose d’Italia: la Pontina (sr148) e la Nettunense (sr207).

Il potenziamento della rete ferroviaria. Grazie alla collaborazione con ferrovie nei mesi scorsi la Regione ha già rinnovato oltre l’80% del materiale rotabile del Lazio; ridotto i tempi di attesa; aumentato i posti nelle ore di punta; abbattuto i ritardi; effettuato importanti interventi per migliorare la rete con risorse già stanziate da rfi, si interviene su tre grandi obbiettivi:

  • il primo obiettivo è il potenziamento tecnologico della rete, su cui la Regione investe 367 mln; il secondo è l’intervento per rimettere a nuovo e migliorare 81 stazioni all’interno del piano nazionale 500 stazioni. Tra queste ci sono anche snodi importanti come Colleferro, Cassino e l’implementazione di informazione al pubblico.
  • il secondo obiettivo è il potenziamento della rete del ferro, con alcuni importanti interventi: sull’area dei Castelli, con un piano che prevede nuovi posti di incrocio e interventi sulle stazioni sulle linee Ciampino – Albano Laziale- Frascati – Velletri con l’obiettivo di incrementare la frequenza del servizio; con il raddoppio sulla tratta Campoleone-Aprilia; il raddoppio tra Lunghezza e Guidonia, che consentirà rendere più frequenti i treni sulla fl2.
  • il terzo obiettivo è la progettazione per la chiusura dell’anello ferroviario a Roma e per il raddoppio del tratto tra Cesano e Bracciano (Vigna di Valle) sulla linea Roma-Viterbo una serie di grandi opere strategiche per il Lazio e per il Paese. Opere attese in qualche caso da decenni, che verranno finanziate grazie alle risorse del fondo di sviluppo e coesione, a risorse del ministero delle infrastrutture e trasporti e con risorse già stanziate da rfi e fondi regionali.

 

Un totale di 950 milioni di investimenti su grandi infrastrutture:

  • la Orte-Civitavecchia, un totale di 577 milioni di investimenti per il completamento delle due tratte mancanti: Cinelli-Monteromano e Monteromano-Tarquinia e su cui c’è stata una piena sintonia con il Governo. Si tratta infatti di un asse strategico per il Lazio, ma anche per il Paese: per lo sviluppo del porto di Civitavecchia; il collegamento con gli stabilimenti Fiat di cassino; per il valore strategico per il rilancio dell’area industriale di Terni.
  • la Roma-Lido, 180 milioni per trasformarla in servizio metropolitano. Utilizzeremo queste risorse per l’ammodernamento della linea e delle stazioni.
  • la Roma-Viterbo, 154 milioni per questa ferrovia ex concessa, che attraversa tutti i quartieri di roma nord e che versa in condizioni di gravissimo ritardo infrastrutturale, ad esempio per quanto riguarda il collegamento al centro di Roma con il centro rai Saxa Rubra, campi sportivi di Acqua Acetosa, Parioli.
  • la Metro C, 138mln per portare a termine i cantieri.
  • il Nodo Pigneto, con 39mln che si aggiungono ai 39 già finanziati da Rfi: una grande innovazione per realizzare un nodo di scambio tra Metro C e le ferrovie regionali FL4/FL6. Opere che si aggiungono ad altri interventi strategici come la Roma-Latina, finanziata dal Cipe, o la Monti Lepini.
  • Un grande piano per la cura delle acque e dell’ambiente per garantire il diritto a un bene essenziale come l’acqua a tantissimi cittadini. In particolare sono previsti 5 importanti interventi, per un totale di 66,3mln: gli investimenti sui dissalatori, per rendere autonome sull’acqua potabile le isole di Ponza e Ventotene, con un intervento di 22,8mln; il completamento delle opere per eliminare l’arsenico e rendere potabili e sicure le acque nei comuni del viterbese, con 16mln; l’intervento di bonifica della Valle del Sacco, che rappresenta una vera e propria tragedia ambientale del Lazio, con 16,5mln; opere di depurazione delle acque di Civita Castellana e Fiumaretta a Civitavecchia, per un totale 9,6mln; risanamento idrico-ambientale di ardea, 1,4mln.

 

Sanità

Un nuovo impulso all’obiettivo di migliorare la sanità del Lazio; la sanità dove si forma il 30% dei medici italiani. Avanti quindi con il progetto di ricostruzione avviato in questi tre anni. stiamo creando nel lazio, anche grazie all’interlocuzione positiva con il governo e con il ministro Lorenzin, una nuova rete di cure territoriali e ospedali più moderni e più sicuri. Su questo fronte, avevamo a disposizione una grande risorsa – quella dei fondi ex articolo 20 – rimasta per anni sottoutilizzata per quasi vent’anni: nell’utilizzo di queste risorse, il Lazio era in fortissimo ritardo: basti pensare che solo l’anno scorso, prima dello sblocco che annunciamo oggi, il Lazio arrivava al 51% dell’utilizzo.
264 mln di euro, con cui effettueremo 87 interventi sulla nuova rete territoriale di cure e assistenza e sugli ospedali del Lazio. La prossima settimana presenteremo il piano con il ministro Lorenzin, ma posso già annunciare alcuni grandi obiettivi: la ristrutturazione di tutti i reparti maternità del Lazio; il rifacimento dell’intera rete dei consultori; i lavori al Policlinico Umberto I; il nuovo ospedale dei Castelli; le case della salute. Abbiamo avuto un grande banco di prova con il Giubileo, sui 34mln per la ristrutturazione di 12 pronto soccorso della Capitale.

 

Altri interventi strategici
Una serie di altri grandi interventi strategici, anche questi previsti dalla programmazione unitaria regionale. opere pubbliche che miglioreranno radicalmente il lazio e lo renderanno più tecnologico, più sicuro, più competitivo, più bello:

  • sull’obiettivo dello sviluppo di una rete sociosanitaria territoriale abbiamo a disposizione 21 milioni per le case della salute; un investimento di 196 milioni per la lotta al rischio idrogeologico;
  • sull’obiettivo prioritario di portare la banda ultralarga in tutti i comuni del Lazio, abbiamo 190 milioni, proseguiremo sull’efficientamento energetico degli edifici pubblici (59mln), uno dei grandi successi di questi tre anni (già realizzati 155 interventi in scuole, asili, palestre comunali;
  • sull’obiettivo competitività e sostenibilità ambientale, possiamo contare su 50mln per le aree ecologicamente attrezzate.
  • un grande investimento sulla mobilità sostenibile per l’area metropolitana di Roma: 151mln di euro, con cui acquisteremo nuovi bus elettrici e a metano, potenzieremo le tecnologie per la mobilità urbana, rafforzeremo la rete dei nodi di scambio.
  • il grande investimento da 156mln sul patrimonio culturale: una grande operazione per rendere più belli e più fruibili i beni culturali del Lazio. Alle risorse frutto dell’intesa con il Governo (1 miliardo e 295 milioni), possiamo quindi aggiungere ulteriori 823 milioni di euro di opere pubbliche pronte a partire.

In totale, il Lazio ha a disposizione oltre 2 miliardi e 100 milioni di euro su infrastrutture e opere pubbliche che cambieranno profondamente il volto della nostra regione, rendendola più forte e dando una nuova, fondamentale spinta al cambiamento. un piano che dobbiamo realizzare nei tempi più brevi possibile: lo stesso spirito di collaborazione che ci ha portato allo sblocco delle risorse ci consentirà di garantire tempi rapidi e certi di attuazione del piano.

Madia: la trasparenza è meglio della spending

madia--3-Il Ministro della P.A. Marianna Madia, ha annunciato che il FOIA sarà inserito nella riforma della Pubblica amministrazione e che sarà approvata entro l’anno. Una notizia molto importante che va proprio nella stessa direzione della proposta di legge sulla Trasparenza che ho presentato in Consiglio regionale.

“Ancora di più di un commissario alla spending rewiev può e potrà fare, c’è un forte indirizzo politico in questo senso, la trasparenza e l’apertura di tutti i dati della pubblica amministrazione”. Parola del ministro della P.A, Marianna Madia, convinta che la migliore arma contro gli sprechi sia quella in mano ai diretti interessati, ovvero i contribuenti, “chi paga le tasse”. E due sono i progetti per rendere possibile tutto ciò: l’inserimento del Freedom of information Act nella riforma della P.A, inglesismo dietro cui c’è l’obbligo di dare ai cittadini tutte le informazioni richieste; e l’arricchimento del sito ‘soldipubblici’, con una sezione speciale dedicata, fa sapere il ministro, a “tutte le spese dell’amministrazione centrale”.

Il Freedom of information Act (Foia) è promosso da più parti e tra le richieste ci sarebbe anche la trasparenza sulle operazioni in derivati effettuate dal Tesoro. La novità dovrebbe arrivare come emendamento al ddl, appena incardinato a Montecitorio (in seconda lettura), ma sui dettagli Madia non si sbilancia: “si tratta dell’apertura dei dati della P.a. come avviene nei Paesi che lo hanno già adottato, il merito lo vedremo con la discussione alla Camera”. Il fronte Pubblica Amministrazione vede anche altri capitoli aperti, a partire dal blocco della contrattazione che prosegue dal 2010 ed è tornato sotto i riflettori dopo la sentenza con cui la consulta ha bocciato il mancato adeguamento delle pensioni all’inflazione. I sindacati ricordano il loro ricorso contro il congelamento degli stipendi, consigliando al Governo di rimediare in fretta. Madia butta acqua sul fuoco: “C’è stata una sentenza della Corte Costituzionale prima del governo Renzi che dice che il blocco dei contratti è costituzionalmente legittimo purché sia temporaneo. E noi sappiamo benissimo che è una misura eccezionale dovuta ad un periodo di crisi economica del nostro paese”. La Cisl resta scettica: sarebbe “interessante che il ministro dicesse quale sia l’estensione del suo concetto di temporaneità”. Sulla stessa linea l’Fp Cgil, che insiste: “Il contratto va rinnovato e va fatto adesso”. Una trattativa che sembra a buon punto è invece quella sulle assenze dei dipendenti pubblici per visite mediche specialistiche o accertamenti. Ci sarebbe infatti la volontà di accelerare il negoziato dopo la pronuncia con cui il Tar del Lazio ha dichiarato illegittima la misura che aboliva per questi casi il ricorso alla malattia imponendo di usare le diverse forme di permessi già esistenti. “Se si ha un’esigenza medica penso che si debba poter fare delle visite, è un diritto. Ma occorre trovare un equilibrio tra il riconoscimento del diritto e il fatto che questo non diventi un eccesso”, spiega il ministro che invitata a trovare un accordo “velocemente”, evidenziando come la trattativa sia partita ben prima della sentenza del Tar, con un atto di indirizzo del ministero che risale allo scorso autunno. L’Aran, l’Agenzia che rappresenta la P.A. nel tavolo con in sindacato assicura che “entro l’estate” arriverà l’intesa e l’orientamento è quello di mettere a punto dei permessi ad ore, dedicati ai checkup medici. Una sorta di compromesso, tra non prevedere nulla e l’assenza per malattia, che va a giornate. Ansa.it

Il premier, le Regioni e il taglio delle Asl

tagliaslDomenica 12 aprile è uscito sul Corriere della Sera Economia un articolo di Margherita De Bac. C’è anche una mia battuta. Potete leggerlo qui.

 

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All’inizio c’erano le Usl, le unità sanitarie locali. Poi nel ‘93 sono arrivate le Asl, le aziende. Adesso, almeno in Toscana, arrivano le Super Asl. Tre secondo la legge approvata un mese fa, nord, sud e centro, ribattezzate aree vaste. Assorbiranno le attuali 16 sorelle più piccole (12 sanitarie e 4 ospedaliere universitarie), a capo di ciascuna un coordinatore. L’assessore alla Salute della Regione Luigi Marroni, ingegnere meccanico, da alto dirigente di Fiat trattori ha gestito felicemente due fusioni. L’ultima impresa in un settore diverso lo inorgoglisce addirittura di più: «Lei non ha idea delle difficoltà. Quando la riforma entrerà a regime risparmieremo almeno il 5-6% del fondo totale. Avevamo già centralizzato acquisti, informatica e amministrazione del personale, compresi i bandi. Settanta milioni all’anno in meno».

 

Cura dimagrante in Toscana
Piacerà a Renzi la dieta dimagrante toscana, visto le affermazioni dopo il sì al Def, il documento di economia e finanza, venerdì sera: «Se fossi presidente di una Regione con 7 Provincie e 22 Asl le ridurrei con le relative poltrone, magari aiuterebbe ad avere migliori risultati». Luca Zaia governatore del Veneto si è riconosciuto nell’esempio ed ha replicato con veemenza: «Sono allibito. Forse non sa che il nostro sistema è in attivo da 5 anni senza aver mai introdotto addizionali Irpef. Renzi sfrutta la sua veste istituzionale per fare campagna elettorale».

 

I dati delle Asl
La proposta del presidente del Consiglio fa discutere. Le Asl italiane sono 139 alle quali si aggiungono le 86 ospedaliere e universitarie. Secondo i dati del ministero della Salute, aggiornati al 2015 e rielaborati da Quotidiano Sanità, il primato è del Veneto, con 21 (anziché le 22 citate da Renzi), il record delle universitarie-ospedaliere è della Lombardia, con 29. Non c’è un’indicazione nazionale sul contenimento. Le Regioni hanno dunque deciso autonomamente di tagliare ritenendo che la soluzione porti risparmi di soldi e poltrone (l’hanno già fatto Friuli ed Emilia Romagna). In Lombardia è in corso un processo che porterà alla nascita di un’unica Agenzia di tutela della Salute, con funzioni di programmazione, acquisto e controllo. Organismo di supporto tecnico amministrativo a aziende sociosanitarie territoriali con un bacino di utenza sotto i 600 mila abitanti. In Umbria il taglio risale al 2012, sopravvissute le Asl di Perugia e Terni. Un grande vantaggio afferma la presidente Catiuscia Marini: «Il 60% degli acquisti avvengono attraverso una centrale unica. Le Asl fanno solo organizzazione dei servizi sul territorio. D’accordo con Renzi».

 

Cosa cambia per i cittadini
Ma per il cittadino cosa cambia? Enrico Desideri vicepresidente nazionale di Anci, l’associazione dei Comuni, rassicura: «C’è il timore che la sanità si allontani. Invece se come abbiamo voluto in Toscana le amministrazioni delle città potranno intervenire sulla programmazione ci saranno servizi migliori specie per i più deboli, come gli anziani grazie all’integrazione col sociale». Teresa Petrangolini, consigliere della commissione sanità del Lazio, ricorda l’unificazione entro il 2015 di RmA e RmE nella Capitale: «Se avremo indicazione di continuare non c’è problema». Quanto rende l’operazione in tema di risparmi?: «Noi abbiamo quasi dimezzato, da 13 a 7 aziende – risponde Raffaele Calabrò, delegato per la sanità in Campania, in piano di rientro -. Però calcolare gli effetti sugli sprechi è difficile. In generale siamo quelli che hanno ridotto maggiormente i debiti».

 

Le poltrone
E i vantaggi sulla perdita di poltrone? Andrebbero verificati. Troppo spesso chi viene scalzato dalle stanze dei bottoni, anche se per comportamenti non virtuosi, viene ricollocato da un’altra parte. Giovanni Monchiero, past president di Fiaso, la federazione dei direttori generali Asl, deputato di Scelta Civica, è molto irritato: «Non hanno di meglio da proporre e allora tornano sul vecchio modello del sistema centralizzato, della burocrazia, strada già percorsa, inutile. Un dirigente guadagna meno di un medico, 120-130 mila l’anno. Va motivato, non umiliato».

Corruzione, l’unico strumento per batterla è la trasparenza della PA

12264c6d62e67cd4ec65f014d4b05735c630e96a8a91d08d0b486bd9Ieri si è celebrata la Giornata internazionale della lotta alla corruzione.

Don Ciotti al Parlamento Europeo

Fondamentale l’intervento, in mattinata, di Don Ciotti, fondatore di Libera, invitato al Parlamento Europeo per tracciare e sostenere insieme all’Europa una strategia contro le mafie e la criminalità organizzata (in vista anche dell’imminente votazione, in seconda lettura, della proposta di Direttiva sul congelamento e la confisca dei proventi di reato nell’Ue, in programma per il prossimo febbraio a Strasburgo).

Renzi: quattro misure anticorruzione

Nel pomeriggio il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha annunciato nuove misure anticorruzione attraverso un video messaggio. Le modifiche prevedono l’allungamento del periodo di prescrizione per i reati di corruzione e l’aumento della pena minima da quattro a sei anni. Inoltre sarà reso più semplice procedere alla confisca dei beni di chi è stato condannato con sentenza passata in giudicato con la restituzione totale, fino all’ultimo centesimo, del maltolto.

Il punto di vista di Raffaele Cantone

E, in serata, le parole  del presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, nel corso del programma ‘Otto e mezzo’ su La7. Il quale ha ribadito l’utilità di una serie di norme valide per contrastare la corruzione: come i meccanismi per incentivare le denunce, concedere super-attenuanti a chi confessa entro certi termini. Ad esempio, ha ricordato Cantone, “tempo fa avevo parlato dell’ipotesi di permettere l’intervento di agenti provocatori, di infiltrati, come avviene negli Usa, ma un politico mi definì Pol Pot, sono stato considerato un liberticida”.

Il vero nemico della corruzione è la trasparenza

Dobbiamo ricordare, anche, che il vero nemico della corruzione è la trasparenza della politica e delle amministrazioni pubbliche. Infatti, come stiamo osservando nella drammatica vicenda di Mafia Capitale, la corruzione produce diversi danni: tra questi, l’aumento delle spese di appalti e servizi. Una delle voci che incide di più sul prezzo di appalti e servizi è costituita dalle “mazzette” imposte agli imprenditori. Inevitabile poi che i soldi necessari per corrompere siano tutti a carico della collettività ovvero dei cittadini contribuenti. Conseguenze di questo meccanismo perverso sono l’espulsione dal mercato dei servizi di quelle imprese sane che non hanno legami nei luoghi in cui si decide e il continuo aumento dei costi delle tariffe per i cittadini.

 Pertanto serve applicare in modo esaustivo la legge nazionale vigente e pubblicare online i dati della PA. Ma quando parliamo di trasparenza, però, non possiamo limitarci a questo. Perché poi bisogna rendere i dati realmente fruibili. Occorre dunque far rispettare le regole e, allo stesso tempo, migliorare gli standard reali di trasparenza.

 Anche per questo motivo ho presentato da almeno un anno una proposta di legge che introduce ulteriori misure per la trasparenza che aiuteranno a garantire controlli efficaci sulla efficienza, sulla economicità e sulla integrità del sistema politico, a prevenire comportamenti criminosi come quelli emersi in questi giorni, ad aumentare le garanzie per i cittadini onesti.

Tagli alle Regioni: Lazio virtuoso, ha tagliato più sprechi in tutta Italia

Zingaretti

Nei giorni scorsi avete potuto leggere e ascoltare molti interventi sul tema dei tagli alle Regioni. Il Lazio ha lavorato molto bene per l’abbattimento degli sprechi. Ulteriori tagli potrebbero essere complicati da gestire, soprattutto per i rischi di riduzione dei servizi ai cittadini. Su questo tema vi segnalo una bella intervista de “Il Messaggero” a Nicola Zingaretti, a cura di Mauro Evangelisti.

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«Quando si parla di tagli dei trasferimenti agli enti locali, bisogna avere il coraggio di dire che si tagliano i servizi ai pendolari, alle borse di studio, alle politiche sociali. Si taglia la sanità».

Nicola Zingaretti, governatore del Lazio. Avete calcolato gli effetti della legge di stabilità sulla sua regione?
«Sa cosa succederà nel Lazio? Si vanificheranno i sacrifici sopportati dai cittadini per uscire al commissariamento della sanità. Una ipotesi profondamente ingiusta. Non potremo abbassare le aliquote dell’Irpef nel 2016 come avevamo deciso. Noi stiamo lavorando per azzerare il disavanzo della sanità, obiettivo che raggiungeremo nel 2015. Se il taglio di 4 miliardi complessivi rimarrà tale, sfumerà questa ipotesi. E i tagli colpiranno, inevitabilmente, la sanità e il trasporto pubblico locale».

Presidente Zingaretti, ma in questo polemica non c’è l’eterno dualismo con Renzi nel Pd?
«No, in nessun modo. Tutti i presidenti di regione, di qualsiasi schieramento, hanno una posizione univoca. Io sostengo il presidente Renzi nel suo sforzo di modernizzazione del Paese. Concordo sull’obiettivo del governo, ma non sul metodo».

Si è detto che la manovra non andrà comunque a colpire la sanità.
«Non è cosi. Sarà inevitabile, è un fatto matematico. Nel Lazio la spesa all’80 per cento è sulla sanità, al 10 sul trasporto pubblico locale. Appare impossibile operare tagli di quelle proporzioni senza intaccare queste due voci. Certo, quando conosceremo le cifre esatte potremo decidere cosa fare, io continuo ad avere come obiettivo strategico il risanamento della sanità e l’abbassamento della pressione fiscale. Tra l’altro nella relazione sulla spending review, a pagina 3 Cottarelli è chiaro: dice che i risparmi ottenuti a livello locale dovrebbero essere utilizzati per ridurre la tassazione locale».

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha detto che è possibile che le Regioni aumentino le tasse.
«Non lo voglio fare. E non lo posso fare perché nel Lazio, proprio per i sacrifici affrontati per eliminare il disavanzo sanitario, sono già al livello massimo».

Ma davvero nella Regione Lazio non ci sono margini di tagli degli sprechi?
«Siamo la Regione che ha tagliato di più, anche più del governo. Abbiamo tagliato società, poltrone, auto blu, vitalizi e stiamo riducendo i primariati negli ospedali di quattrocento unità. E non ci fermiamo qui, perché interverremo anche sulla spesa. Ma qui parliamo di cifre talmente importanti che inevitabilmente incideranno sui servizi».

Roma Capitale si aspetta più fondi dalla Regione Lazio per il trasporto pubblico locale.
«Infatti ci eravamo impegnati, ogni anno, ad aumentarli. Ma se caleranno i trasferimenti da parte dello Stato non potremo garantire questo aumento. Anzi, saremo costretti a diminuire i fondi dati a Roma Capitale».

Ma lei si riconosce nell`idea di Partito democratico che emerge da questa manovra di Matteo Renzi?
«Io con orgoglio posso dire di governare una Regione che ha iniziato a pagare i debiti, ridurre la spesa pubblica, eliminando gli sprechi, programmando un taglio sostanziale delle tasse. Oggi però devo difendere i cittadini del Lazio da scelte che vanificheranno gli sforzi che sono stati fatti. Tutti i presidenti di Regione hanno esplicitamente affermato di condividere gli obiettivi di Renzi, quello che si chiede è che ci sia anche una condivisione degli strumenti. Chiamparino, presidente delle conferenza stato regioni, ha ragione quando dice: la legge di stabilità così come è scritta è inapplicabile, perché contiene l`obiettivo di mantenere intatto il fondo sanitario e poi propone questo livello di tagli. Impossibile».

Lei ha detto che ciò che sta facendo Renzi ricorda ciò che fa chi invita a cena gli amici, poi però fa pagare il conto ad altri.
«Era una battuta, ma nella sostanza noi non siamo chiamati con questi provvedimenti a rispettare i vincoli di bilancio dell`Europa, ma a finanziare delle scelte fatte dal governo. Che nel Lazio impediranno di abbassare le tasse».