Giornata Mondiale del Diabete: con i cittadini per migliorare i servizi

Il 14 novembre è stata la Giornata mondiale contro il diabete. Tante manifestazioni in tutta Italia (e nel mondo), nei giorni precedenti e successivi, per fronteggiare la patologia insieme, istituzioni e cittadini.

Di seguito i comunicati stampa apparsi ieri a firma mia e del Presidente del Lazio Nicola Zingaretti. Con una particolare attenzione al Piano regionale del Lazio contro il diabete e al monitoraggio civico condotto dalle associazioni dei pazienti.

 

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Sanità. Giornata mondiale, Zingaretti: “Il Lazio all’avanguardia sul diabete con il monitoraggio civico”

“La Regione Lazio è all’avanguardia nelle politiche per fronteggiare il diabete. Già nel 2015, per primi in Italia, abbiamo sviluppato un Piano regionale sulla malattia diabetica con il concorso delle associazioni dei pazienti. Nell’anno in corso, sulla base del piano, abbiamo avviato un monitoraggio delle politiche regionali sul diabete che prevede la partecipazione attiva dei cittadini”. E’ quanto afferma Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio, in occasione della Giornata mondiale del diabete che si celebra oggi.

“A detta degli esperti del settore, il piano del Lazio sul diabete – spiega Zingaretti – è il più avanzato e articolato tra tutti quelli sin qui prodotti. Il motivo principale della qualità del programma è dato dal coinvolgimento fin dal suo nascere di tutti i soggetti, i cosiddetti stakeholder, e soprattutto delle associazioni dei pazienti, che hanno interloquito con i tecnici, intervenendo direttamente sulle scelte, sull’articolazione dei servizi, nella predisposizione dei percorsi, sui processi di empowerment dei pazienti”.

“Ma c’è di più. Il piano – aggiunge Zingaretti – prevede anche la valutazione da parte dei cittadini dell’attuazione del programma. I pazienti e loro congiunti, adeguatamente formati, hanno avviato un monitoraggio presso i centri diabetologici, i distretti sanitari, le direzioni sanitarie, i medici di famiglia, in tutta la Regione. Si tratta di un lavoro volontario che i cittadini svolgono dotati di cartellino di riconoscimento e preceduti da una lettera di autorizzazione inviata dalla Regione a tutte le Asl. I risultati della valutazione civica svolta saranno raccolti a fine anno e condivisi con le autorità sanitarie regionali. In questo modo, apportando i correttivi necessari, tutti i 385 mila pazienti di diabete del Lazio potranno usufruire della qualità e dei benefici in termini di accoglienza, semplificazione e cura, che il Piano loro offre”.

Trovi la notizia sul sito della Regione Lazio

 

 

Diabete, Petrangolini: “con le ‘sentinelle civiche’ il Welfare del Lazio è più umano ”

“Grazie al lavoro della Giunta Zingaretti, il Lazio è all’avanguardia nella cura del diabete. Per la prima volta in Italia, un piano regionale per il diabete (il Lazio è stato il primo a farlo) prevede un coinvolgimento diretto dei cittadini anche nella fase della valutazione dei servizi. Fare buona politica e buona amministrazione significa anche non avere paura dei cittadini che fanno la valutazione dei servizi regionali. Saranno proprio loro a darci una mano concretamente a creare un sistema di welfare più sostenibile e umano.”

A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio (Gruppo Pd), in occasione della Giornata mondiale del diabete.

“Come ha già detto bene il Presidente Zingaretti – spiega Petrangolini – il Lazio si è dotato di un piano regionale per fronteggiare la malattia con il coinvolgimento dei pazienti e delle loro famiglie. Nel quadro delle iniziative programmate c’è anche un’attività di monitoraggio dei servizi sanitari regionali svolta direttamente dai cittadini. I 40 volontari che hanno frequentato il corso di formazione hanno scelto di darsi un nome. Si chiamano ‘Sentinelle civiche del Piano regionale della malattia diabetica’, tanto per fare capire bene che stanno svolgendo una attività di interesse generale, legata ad una specifica politica pubblica della Regione Lazio. Si tratta di un impegno permanente che accompagnerà negli anni l’attuazione e la revisione degli obiettivi e dei percorsi del piano”.

“Per la celebrazione della Giornata – conclude Petrangolini – sono stati organizzati 500 eventi in giro per l’Italia promossi da decine di associazioni professionali e di pazienti. Iniziative di educazione sanitaria e di informazione, screening gratuiti, gare sportive, eventi gastronomici, passeggiate nei parchi, animazione per i bambini, mostre fotografiche e tanto altro. Ma ciò che forse è più significativo è proprio lo sviluppo di forme di partecipazione dei cittadini diabetici nella costruzione e nell’attuazione della stessa politica sanitaria sul diabete, come nel caso della Regione Lazio”.

Sul diabete il Lazio è all’avanguardia

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Sul diabete il Lazio è all’avanguardia. Siamo la 1^ Regione che ha recepito il Piano nazionale per la malattia diabetica e che ha decretato il suo Piano regionale. Un fatto importante perché avviene con il Piano di rientro. Non ci siamo leccati le ferite, ma abbiamo lavorato e investito per il cambiamento. Ne ho parlato stamane nel corso dell’evento svolto nella sede della Regione Lazio dal titolo: “Salute e partecipazione. Il Piano regionale sulla malattia diabetica”.

Ricordiamo che nel Lazio sono affette da diabete ben 382mila persone. In pratica parliamo di un problema che riguarda il 6% della popolazione. inoltre che un paziente diabetico costa al SSR il doppio di uno senza diabete, che le spese ospedaliere per questi pazienti rappresentano il 57% del costo complessivo e che quelle per i farmaci ammontano al 29%. L’ambizione è quella di garantire ai cittadini – anche quelli a rischio come chi soffre di obesità – un complesso di servizi attivabili dal momento del rischio alla gestione quotidiana della malattia. In che modo? Con una rete quotidiana di servizi che permette al paziente di entrare in un programma.

Al centro del Piano c’è la prevenzione. Quella primaria con interventi che riguardano gli stili di vita, l’attività motoria, il regime alimentare. E quella secondaria per scongiurare complicanze gravi come la cecità, la dialisi, il piede diabetico con rischio di amputazione degli arti inferiori. Bisogna ricordare che ancora troppo pochi diabetici svolgono i necessari esami di controllo. Il livello di prevenzione attuale è talmente basso che il fatto di proporla e realizzarla è rivoluzionario.

Questo Piano è rivoluzionario dal punto di vista del modello professionale: il paziente non è più costretto ad una serie di passaggi settoriali giustapposti, ma può contare sulla integrazione tra diversi professionisti con un approccio a 360° e sulla collaborazione tra distretto, Casa della Salute e medico di medicina generale.

Il tema della partecipazione è stato cruciale: abbiamo puntato al coinvolgimento e al rafforzamento delle associazioni fin dal momento della definizione del piano. Le misure del Piano, poi, diventano l’attività ordinaria dei direttori generali ed entreranno a far parte dei loro obiettivi di performance: insomma, un fatto strategico. Perché non basta un decreto amministrativo, serve la sensibilità e la preparazione degli operatori che devono partecipare e condividere la finalità generale.