Sabato 25 marzo la Marcia per l’Europa

march-for-europeSiamo pronti per la Marcia per l’Europa: in occasione del 60° anniversario del Trattato di Roma che ha istituito la Comunità Economica Europea un importante appuntamento rivolto a cittadini, associazioni, giovani, enti locali e personalità della cultura che vogliono rilanciare l’integrazione europea a partire dai suoi valori di unità, pace, solidarietà e speranza. Il corteo partirà alle 12 in piazza Bocca della Verità per raggiungere il Colosseo.

Il 25 marzo si riuniranno a Roma l’Unione dei Federalisti Europei, i Giovani Federalisti Europei, Il Gruppo Spinelli e Stand Up for Europe. L’invito rivolto a tutti i cittadini europei è di partecipare insieme a Roma alla “Marcia per l’Europa” per mostrare il proprio sostegno al progetto europeo e chiedere un rilancio dell’unità politica dell’Europa. Oltre 300 intellettuali e accademici europei chiedono una rifondazione dell’unione europea e di aderire alla Marcia per l’Europa.

Qui tutte le informazioni per partecipare.

Di seguito l’appello:

Per 60 anni, le Comunità Europee e poi l’Unione Europea hanno contribuito ad assicurare pace, prosperità e progresso in Europa. L’Europa ha garantito la pace e lo stato di diritto dopo secoli di guerre. L’Europa ha ispirato e guidato verso la democrazia i paesi europei usciti da dittature e totalitarismi. L’Europa è stata cruciale per il progresso economico e sociale dei paesi europei per decenni. L’Europa ha ispirato altre regioni del mondo alla ricerca di unita e modernità. Nonostante tutto questo, l’Europa rimane ancora una costruzione incompleta, a rischio di collasso se la sua unità politica non viene completata al più presto possibile.

Davanti alle sfide di un’economia europea che ristagna e del diminuire dell’influenza europea in un mondo sempre più dominato da grandi potenze continentali, noi europei non possiamo chiuderci nei confini nazionali, sperando di isolarci dai problemi. Gli Stati europei non hanno futuro se rimangono divisi e competono l’uno con l’altro invece di agire uniti. Ritornare al nazionalismo ci indebolirebbe tutti. Possiamo affrontare le grandi sfide che l’Europa ha di fronte solo insieme, completando l’unità politica dell’Europa.

Chiediamo ai Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea riuniti a Roma il 25 Marzo 2017 di approvare un piano per rilanciare e completare l’unità economica e politica dell’Europa.

L’Unione Europa ha una moneta comune, l’Euro. E’ necessaria una politica economica europea con risorse proprie europee per modernizzare e rilanciare l’economia europea. L’Unione Europa ha un confine esterno comune. E’ necessario gestirlo insieme con una forza Europea di frontiera. Guerre e instabilità affliggono le regioni ai confini dell’Europa. Sono necessarie forze di difesa europee che possano proteggere l’Europa, aiutare a pacificare le regioni vicine e contribuire a gestire crisi e conflitti internazionali. Le minacce del terrorismo e del crimine internazionali aumentano. Dovrebbero essere prevenute e combattute con la cooperazione e il supporto europei. Le democrazie nazionali non possono governare forze economiche e politiche che vanno al di là dei confini nazionali. Solo un governo europeo e una vera democrazia europea permetterebbero ai cittadini europei di controllare il proprio destino.

Per chi crede in un’Europa forte, unita e democratica, è ora di far sentire la propria voce. Contro il nazionalismo e il populismo. Per un’Europa unita, contro nuovi muri e divisioni. Per un’Europa unita che mantiene le sue promesse di pace, libertà, sicurezza e prosperità. Per un’Europa di solidarietà e responsabilità condivisa. Per un’Europa che protegga gli interessi e i valori europei nel mondo. Per un’Europa di democrazia che dà voce ai cittadini europei. Per un’Europa della speranza, contro un’Europa della paura. Per un piano di rilancio e completamento dell’unione politica europea.

Ambasciatrice dei pazienti in Europa: grazie Eupati!

Sono molto felice di essere stata nominata Ambasciatrice per il progetto EUPATI/ITALIA nell’ambito delle attività del Comitato Accademia dei Pazienti Onlus. E’ un progetto nel quale io credo molto, un progetto che mette il paziente e i suoi familiari, ed ogni cittadino che lo voglia, in condizione di conoscere in modo esaustivo terapie e farmaci, attraverso formazione certificata.
L’Accademia Europea dei Pazienti sull’Innovazione Terapeutica (European Patients’ Academy on Therapeutic Innovation, EUPATI) è un progetto innovativo paneuropeo dell”Iniziativa Tecnologica Congiunta IMI (Innovative Medicines Initiative) (http://www.imi.europa.eu/). Il progetto è guidato dall’European Patients’ Forum, insieme alle organizzazioni dei pazienti (European Genetic Alliance, European AIDS Treatment Group ed EURORDIS), università e organizzazioni no profit,ed insieme a numerose aziende farmaceutiche europee.
Nell’ottobre 2014 EUPATI ha lanciato il Corso di formazione per pazienti esperti in lingua inglese, e l’anno scorso ha lanciato una piattaforma educazionale basata su Web che contiene materiale didattico in inglese, italiano, spagnolo, polacco, tedesco, francese e russo, che ha come scopo raggiungere i rappresentanti dei pazienti in tutta l’Europa.
Questa Accademia si focalizza sull’educazione e la formazione al fine di aumentare la capacità e la possibilità dei pazienti di comprendere l’attività di ricerca e sviluppo dei farmaci e contribuirvi, come pure per incrementare la disponibilità di informazioni oggettive, affidabili e comprensibili per i pazienti.
In un’epoca in cui ogni certezza scientifica e ogni conoscenza medica viene messa a repentaglio (un episodio su tutti: la disinformazione scellerata sui vaccini) sento la necessità di rendermi utile nel campo che conosco meglio per aiutare EUPATI a rendere i pazienti informati e consapevoli; la ricerca e lo sviluppo, le valutazioni dei rischi e dei benefici, la medicina personalizzata e tanti altri argomenti hanno portato questa Accademia di respiro internazionale ad essere un vero e proprio supporto del paziente che oltre ad essere curato vuole essere informato. Come Ambasciatrice collaborerò con esperti colleghi italiani ed internazionali e non vedo l’ora di iniziare.

Con l’Agenzia europea del farmaco a Roma: più partecipazione dei cittadini in sanità

ema_554886b2519acIl presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha scritto una lettera al nuovo sindaco di Roma per sostenere la candidatura della capitale a nuova sede dell’Agenzia europea del farmaco (Ema). Dopo la Brexit infatti, l’Agenzia dovrà cambiare indirizzo e, in attesa della decisione che spetterà ai Capi di Stato dell’Unione europea, mi sento di confermare come importante e utile la candidatura della nostra città.

Ma perché proprio a Roma? Sicuramente per aumentare la capacità attrattiva di questo settore valorizzando il ruolo della Capitale del Paese come opportunità di investimento: più posti di lavoro e facilitazione dei rapporti tra aziende farmaceutiche. Nella nostra regione, inoltre, il comparto farmaceutico e delle scienze della vita è uno tra i principali settori produttivi e di sviluppo, rappresenta un’eccellenza non solo in ambito nazionale. I dati sono questi: 22.000 addetti, 300 imprese, 8 miliardi di export (il 38% del sistema Italia).

Pensando al contesto internazionale, una candidatura come quella di Roma potrebbe idealmente richiamare al senso stesso dell’Europa e dei Trattati di Roma, scritti sessanta anni fa per costruire l’Unione europea. Unione che oggi attraversa delle crisi profonde e in cui si è perso un fondamento di unità e collaborazione, in cui le decisioni sembrano non coinvolgere più i cittadini. Viceversa l’Ema è un esempio di un sistema di governance allargata. Promuove la partecipazione attiva e concreta delle associazioni dei cittadini e di pazienti nei processi decisionali sui farmaci. Nel suo operato ha una centralità il punto di vista dei pazienti, le loro esigenze sono diventate prioritarie nelle politiche farmaceutiche dell’agenzia europea. Questo può essere un buon esempio per la politica europea e per le politiche sanitarie italiane, cominciando proprio dalla sanità dove ancora molta strada va fatta in tema di coinvolgimento dei cittadini.

Ecco alcuni esempi del processo trasparente e partecipativo, attuato negli anni, dall’Ema:

  • L’implementazione della normativa in materia di medicinali orfani (farmaci per le malattie rare) nel 2000 ha permesso all’EMA di “aprire le porte” a pazienti e operatori sanitari che da allora sono stati coinvolti in una vasta gamma di attività dell’Agenzia.
  • Nel 2006 è stato fondato il Patients’ and Consumers’ Working Party (PCWP) un forum permanente di discussione con i cittadini, con lo scopo di mettere in luce gli aspetti di principale interesse per i pazienti, includendo informazioni sui nuovi farmaci, disseminazione delle informazioni e aspetti di farmacovigilanza.
  • Nel 2014, i pazienti hanno discusso per la prima volta la valutazione del rischio-beneficio di un medicinale all’interno del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP). Con l’istituzione del comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza e (PRAC) nel 2012 l’EMA ha iniziato a svolgere un ruolo ancora più importante nel monitoraggio della sicurezza dei medicinali in tutta Europa.
  • A partire da gennaio 2015, con l’attuazione della policy relativa alla pubblicazione dei dati clinici che sono alla base delle decisioni europee in materia di medicinali, l’EMA fornirà un livello di trasparenza senza precedenti per i pazienti, gli operatori sanitari, il mondo accademico e l’industria.

Attualmente i rappresentanti dei pazienti sono inseriti nella maggior parte dei Comitati scientifici come membri a pieno titolo, portando le loro esperienze e prospettive alle discussioni e svolgendo un ruolo sempre più significativo nella valutazione dei rischi e dei benefici dei medicinali. Speriamo che la prossima riunione dei Comitati scientifici sia a Roma.

Corruzione: l’Italia ancora indietro, ma migliora

trans_corruzioneIn fatto di corruzione restiamo decisamente tra i Paesi non virtuosi, ovvero al 61° posto su 168 Paesi nel Mondo, con un voto di 44 su 100. Unica consolazione la constatazione che rispetto all’anno scorso abbiamo recuperato otto posizioni. E’ questo il dato che emerge dal nuovo Indice di percezione della corruzione (CPI) di Transparency International, appena presentato a Roma (presso la sede di Unioncamere).

 

In fondo all’Europa

Pur migliorando a livello globale rispetto agli anni precedenti, la posizione dell’Italia rimane purtroppo in fondo alla classifica europea, seguita solamente dalla Bulgaria e dietro altri Paesi generalmente considerati molto corrotti come Romania e Grecia, entrambi in 58° posizione con un punteggio di 46. All’interno degli ecosistemi mondiali vale la pena di sottolineare il crollo del Brasile, duramente colpito dal caso Petrobras, che ha perso 5 punti ed è passato dal 69° posto al 76°, mentre al vertice e in coda alla classifica la situazione rimane pressoché invariata: Somalia e Corea del Nord si confermano anche quest’anno come i due Paesi più opachi, mentre la Danimarca è nuovamente campione di trasparenza.

 

Una inversione di tendenza

«Constatiamo con piacere che finalmente si è avuta un’inversione di tendenza, seppur minima, rispetto al passato, che ci fa sperare in un ulteriore miglioramento per i prossimi anni – commenta Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia, associazione che compie quest’anno il suo ventennale impegno nel portare l’etica e la trasparenza al centro della vita politica del nostro paese -. Come dimostra la cronaca, la strada è ancora molto lunga e in salita, ma con la perseveranza i risultati si possono raggiungere. In questi giorni la Camera ha approvato le norme sul whistleblowing, le pubbliche amministrazioni stanno diventando via via più aperte e trasparenti, una proposta di regolamentazione delle attività di lobbying è arrivata a Montecitorio. Azioni queste che denotano come una società civile più unita su obiettivi condivisi e aventi come focus il bene della res publica porti necessariamente un contributo fondamentale al raggiungimento di traguardi importanti».

 

Una buona notizia, ma c’è ancora tanto da fare

Mentre Ivan Lo Bello, presidente di Uniocamere aggiunge: «Un passo in avanti del nostro Paese nelle classifiche internazionali sulla percezione della corruzione è sempre una buona notizia. Per compiere un salto di qualità importante occorre però un ruolo più forte della società civile che deve acquisire la consapevolezza che un sistema dove è grande la corruzione non crea ricchezza e alimenta profonde distorsioni del mercato. La battaglia per legalità e trasparenza è resa meno difficile dalla rivoluzione digitale in atto ed anche su questo fronte occorre insistere con decisione per fare della macchina pubblica un attore trasparente, imparziale e rispettoso delle regole del mercato».

 

 

 

Articolo di Serena Uccello

Fonte: Il Sole 24 Ore

Fondi Europei-Regione Lazio: 3 miliardi di euro e 45 azioni previste fino al 2020

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L’obiettivo della Regione Lazio è stato quello di cercare di usare al meglio tutte le risorse messe in campo, che ammontano a 3,3 miliardi di euro, che contribuiranno a cambiare il volto della nostra regione. Sono stati individuati 45 progetti concreti e calendarizzabili, capaci di dare risposta ai bisogni dei cittadini.

Un unico disegno per le risorse finanziarie europee, nazionali e regionaliTutto questo sarà possibile grazie alla Cabina di regia per i fondi europei di cui la Regione si è dotata per la prima volta e che consentirà di armonizzare le risorse.

I provvedimenti saranno attuati in modo rapido e concreto. In totale, alla fine del 2015,  saranno partite ben 38 sulle 45 azioni previste. Su molte di queste la Regione ha già avviato un percorso: dalla crescita digitale, con i primi progetti per la banda ultralarga; alle case della salute; agli interventi per la mobilità, ai bandi per la ricerca o per la creatività.

Inoltre per rendere più accessibili le informazioni sui bandi che saranno finanziati e per sostenere cittadini e imprese che intendono partecipare, la Regione Lazio ha creato ‘Lazio Europa’ un portale costantemente aggiornato. Questi gli interventi più rilevanti, previsti a partire dai prossimi giorni:

  • Vocazioni produttive: settanta milioni per il riposizionamento competitivo: si tratta di uno strumento innovativo per recuperare nei territori progetti di riconversione industriale capaci di rilanciare l’economia locale

  • Il territorio: quarantaquattro milioni di cui 6,3 a partire dalle prossime settimane per sostenere le imprese agricole che intendono investire in agriturismi, fattorie didattiche e agricoltura sociale. Importanti anche i bandi (35 mln) per i Borghi abbandonati attraverso i quali la Regione Lazio vuole sostenere progetti per il restauro, la manutenzione e la riqualificazione del patrimonio culturale e naturale dei molti villaggi e borghi del territorio considerati siti di alto valore naturalistico.

  • Centralità del lavoro: centoquaranta milioni di cui 11 già disponibili dai prossimi giorni. La Regione Lazio sta rivoluzionando le politiche per il lavoro, anche grazie a un nuovo sistema di servizi incentrato sulla cooperazione tra operatori pubblici e soggetti privati accreditati. Il contratto di ricollocazione ne è l’esempio più significativo attraverso cui si offre un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di un nuovo lavoro, riconoscendo alle persone in condizione di maggiore svantaggio economico e familiare, un’indennità di partecipazione.

  • La leva della conoscenza: duecentosessantatre milioni di cui 25 a partire dai prossimi giorni. Le azioni che saranno promosse puntano a innalzare il livello delle competenze, a fornire opportunità concrete di inserimento e reinserimento lavorativo per combattere la disoccupazione con particolare attenzione ai giovani che non studiano e non lavorano e ai disoccupati di lungo periodo. L’intervento per la formazione con sostegno al reddito è caratterizzato da tre azioni principali: orientamento, azione formativa e accompagnamento all’inserimento lavorativo-tirocini.

  • Qualità della vita: tre milioni e ottocento mila euro  (29 asili nido e oltre 1000 posti). Europa vuol dire anche promozione dei diritti, pari opportunità ed equità sociale. Una delle azioni cardine che si promuove riguarda i bambini e le loro famiglie. La Regione Lazio finanzierà l’avvio dei servizi per 23 strutture di asili nido in altrettanti Comuni del Lazio, per un totale di 760 nuovi posti, alle quali si aggiungono altre 6 strutture nel Comune di Roma, per ulteriori 414 posti. Si tratta di una novità nell’ambito dell’utilizzo delle risorse del FSE, questi fondi serviranno a finanziare le start up che gestiscono le 29 strutture già pronte che saranno attive dall’aprile del 2016.