Legge elettorale: finalmente parità uomini-donne nel Lazio

“La nuova legge elettorale del Lazio allarga gli spazi di partecipazione dei cittadini e rappresenta un passaggio importante e concreto per il raggiungimento dell’effettiva parità tra uomini e donne. Con la legge che abbiamo approvato oggi, infatti, si prevede il limite del 50 per cento ai candidati dello stesso sesso nelle liste circoscrizionali. Il che significa una presenza paritaria di uomini e donne nel momento della definizione delle candidature. Più di quanto richiesto dalla norma nazionale che stabilisce un rapporto ancora sbilanciato al 60/40 per cento. Ne sono particolarmente fiera perché questa modifica è il frutto di una iniziativa di Giunta che ha ripreso e fatto proprio un mio emendamento. Inoltre, sarà possibile esprimere due preferenze, purché si tratti di un uomo e di una donna. Diversamente, la seconda preferenza verrà annullata. Sono molto orgogliosa perché il Consiglio regionale approva oggi una norma che ho promosso fin dal giugno 2013, avendo depositato una proposta di legge sul tema come prima firmataria”.

A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio (Gruppo Pd).

 

“In questa legislatura erano state elette solo 10 donne su 50 consiglieri. Di queste, ben 5 sono entrate con il listino, che rappresentava una garanzia. Ma il listino con questa legge viene giustamente eliminato, creando un gap pesante che la legge intende colmare. L’introduzione della doppia preferenza era l’unica via per favorire l’accesso delle donne alle cariche elettive – spiega Petrangolini – ed evitare gruppi politici ‘monogenere’. E’ bene ricordare, a questo proposito, che la presenza media delle donne nei consigli regionali è molto bassa, pari soltanto al 18%. Un dato che sta molto al di sotto della media sia delle elezioni nazionali (pari al 30,1% nel 2013) che delle elezioni europee (pari al 32%). Con questa legge, inoltre, il Lazio entra nel ristretto novero delle regioni ‘virtuose’ e ‘rosa’: solo Veneto, Campania, Toscana, Umbria ed Emilia Romagna hanno adottato finora la doppia preferenza di genere”.

 

“Dall’analisi dei meccanismi elettorali nelle regioni a statuto ordinario – ricorda Petrangolini – sappiamo che la doppia preferenza di genere determina un effetto positivo sulla presenza femminile nelle assemblee elettive. Tre delle quattro regioni con la presenza femminile più alta adottano, infatti, la doppia preferenza di genere: Emilia Romagna (32% di presenza femminile, con 16 donne su 50 eletti), Toscana (30%, con 12 donne su 40 eletti), Campania (22%, con 11 donne 50 eletti). Non a caso l’unica regione nel cui consiglio non siedono donne, la Basilicata, non prevede alcun meccanismo per incentivare la rappresentanza di genere. La regione nel cui consiglio siede una sola donna, la Calabria, prevede una misura di incentivo molto blanda (presenza di entrambi i sessi nelle liste)”.

 

“L’obiettivo comune che abbiamo raggiunto oggi nel Consiglio regionale del Lazio – aggiunge Petrangolini –  ha visto tutte le donne elette schierate e unite per superare il grave gap di democrazia che vede la presenza femminile nei luoghi decisionali ancora minoritaria. Non è un caso che la scelta della doppia preferenza sia stata fatta sotto il governo della Giunta Zingaretti dove la presenza delle donne in posizioni decisionali è un dato di fatto con ben quattro assessori donne su dieci (alcuni di questi – come Bilancio e Lavoro – davvero cruciali). Tutto ciò mi rende molto orgogliosa perché conferma e ribadisce la volontà di innovazione che questa amministrazione sta imprimendo alla nostra regione. Un impegno che vogliamo continuare nella prossima legislatura”.

 

“Infine – conclude – sono lieta di segnalare che è stato altresì approvato un mio emendamento che riequilibra i rapporti tra le forze rappresentate in consiglio: in pratica, il premio di maggioranza non assegnato – perché la maggioranza ha già raggiunto il 60% dei seggi e la governabilità è quindi garantita – viene redistribuito in modo proporzionale alle liste di minoranza, al fine tutelare le opposizioni”.

Ottobre rosa: non abbiate paura, lo screening salva la vita

Torna anche quest’anno la campagnaOttobre Rosa’, la campagna di prevenzione contro i tumori al seno. Durante tutto il mese, l’offerta della mammografia di screening verrà ampliata anche alle donne che non rientrano nei percorsi organizzati. Oltre ai centri di screening ci sono 45 strutture sanitarie che hanno aderito all’iniziativa per effettuare mammografie di prevenzione.

Il Lazio più forte nella prevenzione e nella lotte ai tumori. La percentuale di mammografie effettuate negli ultimi 3 anni è aumentata del 40%, quella dei tumori alla mammella scoperti e operati negli ultimi 3 anni è salita del 68%. Questo vuol dire che, grazie alla campagna di screening e all’accesso diretto (senza liste d’attesa) nel 2016 siamo riusciti a garantire una mammografia di screening a 142.039 donne in età target. E ciò ha significato che nel 2016 a quasi mille donne hanno scoperto di avere un tumore alla mammella e quindi sono state prese in carico dalle strutture regionali di riferimento.

La Regione si tingerà di rosa per tutto il mese di ottobre con il contributo di Acea. Inoltre, per veicolare al meglio il messaggio di una corretta diagnosi precoce, in tutti i presidi sanitari saranno disponibili opuscoli informativi e numeri verdi da poter contattare in caso di necessità non solo nel mese di ottobre ma sempre e non solo per il tumore della mammella, ma anche per il tumore della cervice uterina e del colon retto.

Dati positivi anche per le altre patologie oncologiche: grazie all’aumento degli inviti e delle adesioni, sulla cervice uterina passiamo da 332 casi diagnosticati del 2013 ai 417 del 2016. Su colon retto passiamo da 243 casi diagnosticati nel 2013 a 491 del 2016. Un successo che è anche il risultato delle politiche messe in campo in questi anni nella lotta ai tumori.

L’estensione dei programmi di screening oncologici. Anche con le linee di indirizzo relative ai tre programmi di screening gratuiti che la Regione offre tutto l’anno alle reti oncologiche, oltre alla gestione delle donne con alto rischio di tumore della mammella. Il Lazio è stata una delle prime regioni a recepire la direttiva del ministero della salute sui centri di senologia e ha già avviato il modello organizzativo di brest unit per assicurare la multidisciplinarietà dell’assistenza in una patologia così delicata.

“L’appello che faccio è di aderire a questa campagna di screening, perché non ci sono liste d’attesa e molto spesso il male lo si individua prima che questo si manifesti, quindi e’ una campagna di screening che salva la vita”. A dirlo è stato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intervenuto oggi alla presentazione in regione dell’iniziativa ‘Ottobre rosa’ che prevede visite gratuite alle donne nell’ambito della lotta al tumore al seno. “Nel Lazio – ha spiegato Zingaretti riferendosi alla campagna – prima non c’era o non c’era in queste forme, adesso c’è perché stiamo cambiando la sanità e aver raddoppiato l’invio delle lettere è il più potente strumento per salvare la vita che si possa mettere in campo. L’appello che facciamo con ‘Ottobre rosa’ è di iscriversi e di aderire a questi programmi di screening che sono una grande scommessa di civiltà della sanità del Lazio”.

La Valigia di salvataggio: Regione Lazio e Salvamamme insieme per difendere le donne

“Ancora una volta la Regione Lazio in prima fila per proteggere le donne dalla violenza. Con il sostegno al progetto Valigia di Salvataggio e la collaborazione con l’associazione Salvamme, la Giunta Zingaretti conferma l’impegno di questi anni”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio e componente della Commissione Politiche sociali e salute.

 

“Il progetto che oggi rilanciamo grazie a Salvamamme – spiega Petrangolini –  vuole essere un aiuto concreto a quelle donne fuggite dalla violenza del compagno, marito, partner o vittime di stalking. Parliamo di donne vittime di aggressioni, che per scappare non hanno avuto nemmeno il tempo di prendere le loro cose personali, che magari sono accampate fortunosamente da parenti o sono degenti in ospedale, costrette poi a rientrare in casa per recuperare le proprie cose dove rischiano perfino la vita. Proprio per evitare questo, nella Valigia di Salvataggio possono trovare prodotti per l’igiene personale, qualche capo di biancheria, di vestiario o un paio di scarpe. A tutte queste donne, e ai loro figli, viene offerto un piccolo ma accurato guardaroba, insieme alle informazioni fondamentali salvavita”.

 

“Dall’aprile 2014 a maggio 2017 sono state consegnate 584 valigie e ‘valigine’ di salvataggio a donne vittima di violenza e ai loro bambini. Salvamamme ha fornito direttamente 228 valigie, altre 135 valigie sono state affidate ai servizi sociali dei diversi municipi di Roma, mentre 221 ‘valigine’, comprensive di giocattoli per i più piccoli, sono state date ai minori da 0 a 18 anni. Sono numeri importanti che spiegano quanto sia necessario che la Regione accompagni questo prezioso contributo con le proprie risorse econom iche, tecniche e amministrative”.

 

“Il Lazio – conclude Petrangolini – ha attuato una strategia complessiva. In primo luogo, l’approvazione di una legge per contrastare la violenza di genere nel 2014, poi l’insediamento di una Cabina di regia per l’attuazione della legge nel 2015, l’approvazione di linee guida per la rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio e l’investimento di 10 milioni di euro per la realizzazione di progetti di prevenzione, di assistenza e di presidio del territorio. In questo quadro il sostegno alla Valigia di Salvataggio è cruciale per garantire alle donne un primo supporto materiale, psicologico e legale”.

 

Sostantivo femminile: un bando per le donne che fanno impresa

sostantivofemminileDue milioni di euro per le donne che fanno impresa. È quanto prevede il bando regionale  “Innovazione Sostantivo Femminile”, alla sua terza edizione, ideato dalla Regione Lazio per sostenere la nascita e lo sviluppo di idee e progetti imprenditoriali innovativi da parte delle donne, promuovendo la creatività e la valorizzazione del capitale umano femminile.

Dopo il successo delle due precedenti edizioni (per le quali lo stanziamento è stato rispettivamente di 1,5 milioni e 1 milione di euro) – che hanno permesso di finanziare in tutto 83 progetti imprenditoriali – si è deciso quest’anno di ampliare la platea potenziale delle beneficiarie aumentando la dotazione dell’avviso a 2 milioni di euro.

 

Chi può partecipare 

Potranno partecipare al bando, oltre alle libere professioniste, le imprese “al femminile” già costituite (micro, piccole e medie imprese e società tra professionisti in cui il titolare sia una donna, società di capitali le cui quote siano, per almeno 2/3, in possesso di donne e rappresentino almeno i 2/3 del totale dei componenti dell’organo di amministrazione, cooperative o società di persone in cui il numero di donne socie sia almeno il 60% della compagine sociale), ma anche quelle che ancora non lo sono, purché in caso di esito positivo della partecipazione al bando, la costituzione dell’impresa avvenga entro 45 giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento di concessione del finanziamento.

Saranno finanziabili i progetti che includano la realizzazione di nuovi prodotti o servizi tramite l’utilizzo delle nuove tecnologie e che siano coerenti con le aree di specializzazione della Smart Specialization Strategy (S3) regionale (ossia Scienze della vita e benessere, Energia e ambiente, Agroalimentare, Mobilità sostenibile, Fabbricazione digitale, Domotica ed edilizia sostenibile, Beni culturali e tecnologie della cultura, Industrie creative digitali, Aerospazio, Sicurezza e protezione). Inoltre, potranno ottenere le agevolazioni del bando anche i progetti che abbiano come obiettivo la Social Innovation, ovvero che presentino soluzioni tecnologiche ai problemi dovuti al cambiamento della società per favorire una società inclusiva, innovativa e consapevole.

 

La promozione dei territori del Lazio

Novità dell’edizione di quest’anno è che, per quanto riguarda i fondi, sono state previste delle riserve per i vari territori del Lazio, in modo da far sì che la ripartizione delle risorse sia il più possibile equilibrata: 200.000 euro sono così riservati a i progetti provenienti dalla provincia di Rieti; 250.000 euro per quelli della provincia di Viterbo; 300.000 euro per la provincia di Frosinone; 300.000 euro per la provincia di Latina; 300.000 euro per la provincia di Roma e 650.000 euro per quelli provenienti da Roma Capitale. Nel caso in cui le risorse non vengano utilizzate dai singoli territori, a partire dal 31 agosto 2017, saranno utilizzate indifferentemente in base al calendario di arrivo dei progetti.

Il contributo concesso (a fondo perduto, a valere sui fondi del Por-Fesr 2014-2020) sarà pari al 70% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 30.000 euro per ogni progetto, che dovrà essere realizzato nella Regione Lazio.

 

Le domande su Gecoweb

Le domande dovranno essere presentate a partire dalle 9.00 del 24 aprile 2017 tramite il sistema Gecoweb: termine ultimo, le ore 17.00 del 31 ottobre 2017 (salvo esaurimento del plafond). L’assegnazione dei fondi avverrà secondo la procedura “a sportello”.

Le prime due edizioni di ‘Innovazione Sostantivo Femminile’ hanno avuto un grandissimo successo, facendo registrare oltre 700 domande provenienti da imprese e associazioni al femminile. Per questo la Regione  ha deciso di aumentare la dotazione di quest’anno a 2 milioni di euro per poter allargare il più possibile il numero di beneficiarieQuesto bando – ha aggiunto – vuole essere un segno tangibile dell’attenzione della Regione per il ruolo delle donne lavoratrici e imprenditrici, ma è anche parte integrante della politica per lo sviluppo, l’innovazione e la creatività che ci ha portati a mettere in campo, per il periodo 2014-2020, uno stanziamento complessivo di circa 100 milioni di euro tra fondi europei e di bilancio regionale a favore delle startup e delle idee innovative.”

Il Lazio per le donne: quello che abbiamo fatto

Una nuova stagione di tutela per la salute di donne e bambini. La Regione mette in campo un pacchetto di iniziative attraverso cui migliorare ancora la rete di assistenza e cure dedicate a donne e bambini: per migliorare le strutture ospedaliere, per rendere il parto più vivibile e meno medicalizzato, per abbassare l’incidenza dei parti cesarei, per garantire la corretta applicazione della legge 194, nella sua interezza.

 

Circa 30 mln edilizia rete perinatale grazie allo sblocco delle risorse ex art. 20 (264mln di euro totali) abbiamo un investimento di circa 30 milioni di euro. Gli interventi interesseranno diverse strutture a vari livelli per migliorare sicurezza e tecnologie dei reparti e dei servizi della rete perinatale: ostetricia, patologia neonatale, terapia intensiva neonatale, pediatria, ginecologia e pronto soccorso pediatrico.

 

2,5 mln per ristrutturare i consultori dei circa 30mln, 2,5mln sono destinati alla ristrutturazione completa dei consultori in tutto il Lazio. L’obiettivo è proprio quello di ricostruire una rete che aiuti concretamente l’assistenza, ma anche le attività di prevenzione e informazione, che erano state destrutturate e lasciate in una situazione di abbandono. In particolare le risorse saranno destinate alla ristrutturazione di diverse strutture in tutte le Asl.

 

Le nuove assunzioni per 87 medici, 47 ostetriche, 70 psicologi e 56 assistenti sociali: per far funzionare a pieno regime la nuova rete, avanti con le assunzioni anche per i reparti della rete perinatale, quindi ostetricia e ginecologia, beneficeranno del rilancio sul personale, tra stabilizzazioni e nuove assunzioni: 87 medici, 47 ostetriche. A questa nuova forza-lavoro per le strutture ospedaliere, si aggiungono 70 psicologi e 56 assistenti sociali che saranno messi al servizio del territorio.

 

Gli investimenti: circa 30 milioni di euro per migliorare la rete perinatale e i consultori cui andranno di queste risorse circa 2,5 milioni.

 

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AZIENDA OSPEDALIERA SAN GIOVANNI ADDOLORATA: 4 MLN EURO

– SAN GIOVANNI ADDOLORATA. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale del presidio: ostetricia, nido e blocco parto.

 

ASL ROMA 1: 1 MLN E 803MILA EURO

– OSPEDALE SAN FILIPPO NERI. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale: reparto di ostetricia, patologia neonatale e Tin (terapia intensiva neonatale).

– CENTRO TUTELA DELLA SALUTE DELLA DONNA E DEL BAMBINO S. ANNA (ASL RM 1): interventi di manutenzione straordinaria per la riorganizzazione, l’adeguamento e la messa a norma della struttura e degli impianti.

 

ASL ROMA 2: 8 MLN E 130MILA EURO

– OSPEDALE SANDRO PERTINI. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di ristrutturazione per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale: blocco parto, reparti di pediatria, ostetricia, ginecologia e patologia neonatale.

– OSPEDALE S. EUGENIO. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di ristrutturazione per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale: blocco parto, pronto soccorso pediatrico, pianificazione familiare e reparto di pediatria.

– CONSULTORIO FAMILIARE/T.S.M.RE.E. DI VIA PIETRALATA 497. Interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma edile e impiantistica.

– CONSULTORI FAMILIARI DI VIA SAN BENEDETTO DEL TRONTO 9 E DI VIA TOMMASO AGUDIO 5. Interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma edile e impiantistica.

 

ASL ROMA 3: 1 MLN E 344MILA EURO

– OSPEDALE G.B. GRASSI. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di ristrutturazione per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale: blocco parto, reparto di pediatria, ostetricia e patologia neonatale.

ASL ROMA 4: 2 MILIONI E 700MILA

– OSPEDALE S. PAOLO DI CIVITAVECCHIA. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale: blocco parto, ambulatori, ginecologia, ostetricia e Tin – Terapia intensiva pediatrica, servizi correlati.

 

ASL ROMA 5: 3 MLN E 457MILA EURO

– OSPEDALE CIVILE CONIUGI BERNARDINI DI PALESTRINA, OSPEDALE S. GIOVANNI EVANGELISTA DI TIVOLI. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale: reparti di pediatria, patologia neonatale, ostetricia e ginecologia, e acquisizione delle attrezzature sanitarie per i due ospedali e per i consultori familiari della Asl Roma 5 (ex Roma G).

 

ASL ROMA 6: 1 MILIONE E 126 MILA EURO

– OSPEDALE ANZIO-NETTUNO. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale: blocco parto, terapia intensiva e degenza.

 

ASL FROSINONE: 3 MILIONI E 200MILA EURO

– PRESIDI OSPEDALIERI DI SORA, FROSINONE – ALATRI E CASSINO. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale di questi presidi.

 

ASL LATINA: 2 MILIONI E 940MILA EURO

– PRESIDI OSPEDALIERI DI S. MARIA GORETTI DI LATINA, S. GIOVANNI DI DIO DI FONDI E DONO SVIZZERO DI FORMIA. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale di questi presidi.

 

ASL RIETI: 996MILA EURO

– OSPEDALE S. CAMILLO DE LELLIS. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale del presidio.

 

ASL VITERBO: 1 MLN EURO

– RETE PERINATALE ASL VITERBO. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma, acquisizione delle attrezzature sanitarie per l’ammodernamento tecnologico dei reparti e dei servizi della rete perinatale della Asl di Viterbo.

 

AZIENDA OSPEDALIERA SAN CAMILLO FORLANINI: 1 MILIONE E 830MILA EURO

– SAN CAMILLO FORLANINI. Nuovo assetto della rete perinatale, con acquisizione di attrezzature e arredi per il padiglione Flajani afferente la rete perinatale del S. Camillo.

 

Concorso medici S.Camillo. Per la prima volta è stata sperimentata la possibilità di reclutare personale specificamente dedicato all’applicazione della legge 194. Sono entrati il primo marzo in servizio i due medici, l’obiettivo è stato proprio quello di tenere insieme due grandi principi che ispirano la 194: quello di esercitare consapevolmente le scelte procreative e garantire la salute riproduttiva femminile. E quello della tutela dei medici, ai quali nel Lazio è oggi, e sarà sempre, ampiamente garantito il diritto all’obiezione.

 

Day hospital: il San Camillo ha anche attivato un servizio dedicato all’aborto farmacologico in day hospital. La ristrutturazione del nuovo dipartimento materno infantile presso il padiglione Flajani su progetto presentato dall’azienda e approvato dalla regione prevede uno stanziamento di 3 milioni e 400.000 euro prevede: inoltre la Regione in prima linea anche per un ulteriore finanziamento (900 mila euro) per ampliare e ristrutturare completamente l’attuale struttura dedicata all’applicazione della legge 194, che resterà nell’attuale padiglione maternità, dove si trova.

 

I numeri verdi per il percorso di Ivg la Regione sta valutando insieme al gruppo di lavoro del reparto di Ivg del S. Camillo anche l’apertura di due numeri verdi per garantire la corretta applicazione della 194:

Un numero dedicato alle donne: un servizio nuovo, destinato all’utenza e collegato alla rete dei consultori per accedere alla legge 194. La donna viene indirizzata nelle strutture territoriali e riceve tutte le informazioni necessarie per facilitare il contatto con la rete dei servizi socio-sanitari.

Un numero dedicato al personale sanitario: che dovrà “gestire” i casi delle donne che, in procinto di arrivare alla scadenza delle 12esima settimana o con altre problematiche specifiche non riescono a trovare riscontro alle esigenze presso le strutture di “primo contatto”. I sanitari attiveranno tutte le procedure per garantire l’esecuzione della prestazione o direttamente o inviando ad altra struttura della rete.

Confermato trend positivo riduzione parti cesarei primari: uno dei risultati di questi anni è l’azione sui cesarei primari. Finalmente abbiamo rotto la soglia del 30% dei cesarei: passiamo dal 31,4% del 2012 al 27,7% del 2015. Un andamento positivo che sembra confermato anche per il 2016, in cui la media dei cesarei primari scende ancora, fino al 27,2% del primo semestre del 2016.

Chiusi i punti nascita sotto i 500 parti l’anno: sono infatti stati chiusi i reparti di Monterotondo, Tarquinia, Alatri e Colleferro. Ed è stata inoltre revocata l’autorizzazione per il reparto di ostetricia della clinica Villa Pia, a Roma.

Screening oncologici: potenziata la rete degli screening. Ogni anno, a partire dal 2013, la quantità degli inviti è aumentata progressivamente arrivando a raggiungere un numero sempre più alto di popolazione, passando dal 67% al 90% per i tumori della mammella e dell’utero.

Procreazione medicalmente assistita: la Regione Lazio è in prima linea per garantire un’assistenza migliore alle coppie che scelgono la procreazione medicalmente assistita. Dopo aver recepito la direttiva nazionale stiamo lavorando sugli accreditamenti tra pubblico e privato per potenziare e migliorare la rete della pma. Ad oggi possiamo contare su 21 centri autorizzati (tra pubblico e privato e 4 accreditati pubblici (San Filippo Neri, Sant’Anna, Umberto I, Pertini). Inoltre abbiamo fissato le tariffe per la procreazione medicalmente assistita portando nel settore trasparenza e più certezze per cittadini e medici.

Il parto a casa: il Lazio è una delle prime regioni italiane ad aver introdotto la possibilità del parto a casa per le gestanti che non presentano fattori di rischio. La Regione ha definito puntualmente tutti i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi per tutto ciò che riguarda il parto extraospedaliero. Anche in questo caso l’obiettivo è sostenere una libera e consapevole scelta da parte delle pazienti, mantenendo sempre elevati gli standard di sicurezza.

Lotta contro la violenza sulle donne. Un altro fronte fondamentale della nostra azione ha riguardato la lotta alla violenza sulle donne. La Regione Lazio ha attuato una strategia complessiva, trasversale e multidisciplinare, per contrastare il fenomeno della violenza di genere. Per questo ha approvato la legge regionale del 19 marzo 2014 per favorire la promozione di una cultura del rispetto dei diritti umani fondamentali e delle differenze tra uomo e donna.

Sostegno alla rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio: abbiamo moltiplicato gli investimenti per il finanziamento dei centri esistenti: 786 mila euro alla città metropolitana di Roma e alle province di Latina, Frosinone, Rieti e Viterbo. Inoltre, dal 2017, la Regione sta garantendo la continuità del servizio delle tre case rifugio per donne vittime di violenza della rete di Solidea, istituzione della ex provincia di Roma.

1 milione di euro per 8 nuovi centri antiviolenza e 5 case rifugio: un bando rivolto agli enti locali che consentirà l’allargamento della rete dei servizi antiviolenza finanziati dalla Regione Lazio a tutte le province: complessivamente le strutture passeranno da 14 a 25: 8 centri antiviolenza (5 nella Provincia di Roma e uno ciascuno nelle province di Latina, Rieti e Viterbo) e 3 case rifugio (1 a Rieti, 1 a Viterbo e 1 a Frosinone).

Sostegno agli orfani delle vittime di femminicidio: investiamo 400 mila euro per concedere un contributo economico “una tantum” di 10 mila euro alle figlie e ai figli delle donne vittime di femminicidio per sostenerli negli studi e nelle scelte future.

Progetti per l’autonomia delle donne vittime di violenza: investiamo 2mln per l’avvio di circa 200 progetti di formazione e di sostegno all’autonomia per 200 donne vittime di violenza.

1,3 milioni per la rete anti-tratta: un progetto per l’emersione, l’assistenza e l’integrazione sociale delle persone vittime di tratta che vede la regione ente capofila e che coinvolge come enti attuatori 12 associazioni impegnate sul territorio.

Progetti per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere: 600 mila euro per promuovere la cultura del rispetto e dell’uguaglianza tra i sessi e per la promozione di progetti sperimentali rivolti agli uomini. Inoltre sono previsti investimenti per promuovere iniziative tra gli studenti: la realizzazione di un fumetto contro la violenza, un premio per la migliore tesi di laurea contro la violenza di genere (2 borse di studio, da 3 mila euro ciascuna).

 

“’L’8 marzo è caratterizzato, da parte della Regione Lazio da un impegno e da una coerenza a difesa delle donne. Sia nelle politiche del lavoro sia nella scelta di salvare e ampliare la rete dei centri antiviolenza- parole del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: Investiremo 27 mln di euro per rifare tutti i reparti maternità, investiremo anche 2 mln e mezzo di euro sui consultori, in particolare per 11 che ristruttureremo, ma soprattutto avremo più personale a disposizione dei cittadini per le prestazioni dei consultori. Arriveranno, infatti, oltre 70 psicologi, 56 assistenti sociali, 47 ostetriche e operatori sanitari, circa 90 medici. Potenzieremo, dunque, tutta una rete di servizi socio-sanitari massacrati dalla stagione del commissariamento”- ha detto Zingaretti.