Consiglio regionale: un grande passo avanti per la trasparenza

anticorruzione_crlSono molto contenta perché nell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Lazio abbiamo approvato il Piano anticorruzione e il Piano delle performance, entrambi molto avanzati. Davvero un grande passo per la trasparenza. Qui potete trovare qualche dettaglio in più. A seguire, invece, il mio comunicato di ieri.

 

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“Quello di oggi è un grande passo avanti per avere un Consiglio regionale più aperto e accessibile ai cittadini, per limitare gli sprechi di questa amministrazione e per renderla più sostenibile anche dal punto di vista ecologico. Con il Piano anticorruzione e il Piano delle performance appena approvati, infatti, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale assume degli impegni che nei prossimi 3 anni cambieranno il volto di questa amministrazione, rendendola più vicina ai cittadini”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere segretario del Consiglio regionale del Lazio (gruppo PD).

 

“Abbiamo lavorato in questi mesi su alcuni obiettivi strategici molto importanti. Tra questi – dice Petrangolini – la riduzione della documentazione cartacea tramite la digitalizzazione dei processi ammnistrativi; una riqualificazione della spesa attraverso la riduzione dei costi e degli sprechi; un innalzamento del livello di sostenibilità socio-ambientale; la semplificazione dei procedimenti amministrativi per contrastare la corruzione e favorire la trasparenza e una comunicazione istituzionale on line sempre più accessibile da parte dei cittadini”.

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Lazio digitale per un’amministrazione aperta e trasparente

laziodigitaleVa avanti il processo di  rivoluzione digitale intrapreso dalla Regione, per costruire uno Stato diverso, più moderno e più capace di aiutare le imprese e più vicino ai cittadini. L’obiettivo è arrivare a delineare forme di governo sempre più orizzontali attraverso la  partecipazione e la condivisione di scelte e  informazioni. Una necessità a cui la Regione non intende sottrarsi, perché il digitale sta incidendo non solo sull’economia e sulla qualità stessa della vita dei cittadini, ma anche sulla politica e sulle amministrazioni pubbliche. 

La Regione investe in tutto 220 milioni di euro e in particolare per tre azioni specifiche e strategiche: la banda ultra larga, il data center e la digitalizzazione dei Suap, gli Sportelli Unici per le Attività Produttive. In particolare le risorse provengono dai fondi FESR e FEASR 2014-2020 e dalla Programmazione Europea 2007-2013 e dai fondi FAS precedenti. Tra le altre cose la Regione sostiene anche altri progetti rivolti allo sviluppo della sanità digitale e delle competenze digitali.  Saranno finanziati con altre risorse provenienti dal Bilancio Regionale e dal Fondo sociale europeo. Tra le altre cose ci sono da aggiungere anche eventuali risorse nazionali non ancora definite.

In particolare sono cinque le aree di intervento della Regione:

1.Le infrastrutture digitali e di rete: dalla banda ultralarga al Data Center unico regionale, fino wi-fi. L’obiettivo è azzerare il divario digitale e attuare la cittadinanza digitale. In questo ambito il progetto più rilevante della Regione è quello sulla banda ultra larga, una delle azioni cardine della nuova programmazione 2014-2020 che sarà finanziata con 121 milioni di euro sul Fesr, 40 sul Feasr, a cui si aggiungono 25 milioni della vecchia programmazione.

2.Amministrazione digitale, aperta e intelligente. Dall’open data alla dematerializzazione degli atti fino all’informatizzazione e alla dematerializzazione degli atti amministrativi. Un percorso che renderà l’amministrazione più efficiente grazie alle innovazioni tecnologiche.  L’altro lato fondamentale è rappresentato dall’open government: per aumentare la trasparenza e la partecipazione a partire dall’apertura dei dati che diventano patrimonio di tutti grazie agli open data.

3.Sanità digitale. La modernizzazione e digitalizzazione del sistema sanitario non solo comporterà enormi benefici in termini di risparmi, gestione e conoscenza dei dati sulla sanità ma contribuirà anche ad aumentare concretamente la qualità della vita dei cittadini. Come? Facilitando l’accesso ai servizi, ad esempio, o velocizzando le modalità per reperire le informazioni.

4.Comunità intelligenti. L’obiettivo è quello di creare le condizioni per un ecosistema favorevole all’innovazione, allo sviluppo intelligente del mondo produttivo, alla valorizzazione del territorio.  Un impegno che va avanti in tanti modi e con una serie di progetti di crescita. Tra questi: “Startup lazio!”, la creazione delle reti Porta futuro o dei Suap, gli sportelli digitali dove le imprese avranno accesso ai servizi regionali o europei.

5. La cittadinanza e le competenze digitali. Per sviluppare nei cittadini le competenze e anche la consapevolezza dei diritti e doveri nell’era di internet. Il tutto anche attraverso una serie azioni di informazione e formazione e anche tramite il rafforzamento del modello di governo partecipato tra l’amministrazione regionale e il territorio.

Mafie nel Lazio: il primo rapporto dell’Osservatorio sicurezza e legalità

mafiePresentato ieri il rapporto dell’Osservatorio tecnico sulla sicurezza e la legalità nel Lazio, in collaborazione con la fondazione Libera: prosegue in prima linea l’impegno della Regione in difesa della legalità.

Censiti nel rapporto ben 88 clan mafiosi che operano nel lazio. Solo nel 2014 sono stati sequestrati 849 immobili e 339 aziende per un valore di oltre un miliardo. E la Banca d’Italia nel Lazio ha rilevato 9.188 operazioni finanziarie sospette.  Dati che spingono ancora di più ad andare avanti nelle azioni di contrasto alla criminalità.

La Regione sta portando avanti una serie di azioni importanti nella lotta alla corruzione e per la trasparenza:

Ridotti i centri decisionali.  Le direzioni regionali sono state dimezzate,  semplificato l’assetto delle società, che sono passate da 8 a 2, ed è stato anche abbattuto il numero complessivo dei membri dei Cda, ridotto di 450 unità.

Digitalizzazione dei processi amministrativi e della spesa. La Regione Lazio è la prima in Italia ad aver introdotto la fatturazione elettronica. Tra le altre cose la Regione ha anche adottato la centrale acquisti in tutti i settori e poi si è proceduto anche con la completa digitalizzazione per quanto riguarda il processo di acquisti di beni e servizi. Tra le altre cose la Regione sta anche costruendo un albo elettronico dei fornitori, che prevede una rotazione delle aziende e “white list” che privilegiano aziende virtuose.

Riduzione della discrezionalità amministrativa. Due anni fa la Regione aveva un debito commerciale di 12 miliardi di euro e c’era un’assenza totale di criteri di pagamento: per questo è stato introdotto anche un metodo rigoroso per il pagamento dei fornitori.

Lotta contro frodi e corruzione nella gestione dei fondi europei. Per garantire la gestione migliore dei fondi europei la Regione ha dato vita a un sistema di controlli e misure con cui prevenire fenomeni di corruzione. In particolare tutto questo è stato fatto con un piano di rafforzamento amministrativo definito in stretta collaborazione con la commissione europea, e con una serie di misure per contrastare la corruzione e la frode nel settore dei fondi strutturali e di investimento.

“Il rapporto non va solo letto, ma ci invita ad accelerare nelle azioni di contrasto a questo fenomeno – è il commento del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: la strada non può essere che quella di una profonda rigenerazione della politica, dei meccanismi che regolano il rapporto tra politica ed economia, di una rigenerazione dello stesso tessuto produttivo, che in tempo crisi è diventato più debole e permeabile di fronte alle mafie. 
C’è la necessità di innovare il modo di lavorare delle istituzioni e di una grande battaglia culturale per affermare in ogni angolo società, a cominciare dai giovani, la cultura della legalità”- ha detto ancora Zingaretti.

“Nel Lazio le mafie hanno fatto una scelta in cui c’è poca violenza e tanti affari. Il Lazio è la piattaforma più importante del riciclaggio. Quindi c’è una pax tra le mafie: non si fanno guerre tra di loro. Gli omicidi che si sono succeduti, soprattutto nel 2011, erano legati allo spaccio di droga. Successivamente c’è stata però una pax tra tutte le mafie che non vogliono attirare le attenzioni degli inquirenti” – lo ha detto Gianpiero Cioffredi  presidente dell’Osservatorio regionale per la Sicurezza e la Legalità della Regione.

Puoi sfogliare il rapporto cliccando qui.

 

 

 

Fatturazione elettronica: Lazio regione virtuosa

fatturazione_elettronica

Il Lazio è la prima regione in Italia ad adottare, all’interno del proprio sistema contabile, la fatturazione elettronica. Dal primo luglio, infatti, sono circa 130 i fornitori del settore non sanitario che si sono già registrati sulla piattaforma software creata dalla società regionale Lait-Lazio innovazione tecnologica che ha già ricevuto e lavorato circa 200 fatture per un controvalore che supera i 150 milioni di euro.

La fatturazione elettronica potrà andare a pieno regime entro la fine dell’anno garantendo così un’introduzione graduale ma efficace delle nuove modalità tra i fornitori delle principali utenze.

L’obbiettivo è di arrivare all’eliminazione graduale di tutti i supporti cartacei e alla conseguente digitalizzazione della documentazione amministrativa e contabile, per semplificare e rendere trasparente anche il ciclo passivo dell’Ente.

La Regione Lazio, ancora una volta, farà da apripista per la messa a punto dello scambio dati con la piattaforma di certificazione dei crediti del MEF, la cui attivazione è prevista per settembre.

Una buona partenza, quindi, per questo sistema innovativo e trasparente, che semplificherà i processi contabili a garanzia dei pagamenti nei tempi previsti da Legge, con l’obiettivo dei 60 giorni, anche per il settore non sanitario, entro il 2015.