Lazio: 10 milioni di euro per sostenere le reti d’impresa

bandi_startup_finanziamenti_impreseUna nuova sfida: riaccendere le luci delle città, rivitalizzarle con iniziative economiche che abbiano anche un forte impatto sociale e coniugare i cambiamenti nel tessuto economico del Lazio con la preservazione delle eccellenze. La Regione sostiene tante tipologie di attività: da quelle commerciali, artigianali e di vicinato ai mercati rionali alle attività culturali, fino al turismo.

Presentato ieri il bando regionale da 10 milioni di euro per sostenere reti d’imprese che riuniscano attività economiche su strada come negozi, artigiani, mercati, bar, musei, cinema e teatri: l’obiettivo è quello di realizzare servizi per i cittadini e per le imprese con iniziative promozionali e di marketing territoriale.

Un sostegno all’economia nelle zone urbane del territorio. In questi anni tante zone e attività sono state desertificate dalla crisi, e tutto questo ha rappresentato un danno non solo economico, ma anche per quanto riguarda la coesione sociale e la  sicurezza. Il tessuto imprenditoriale del Lazio è costituito per la stragrande maggioranza da piccole e piccolissime imprese: oltre il 98%. Lo strumento della “rete di impresa” è utilissimo per dare più solidità a queste realtà.

La Regione sostiene la nascita di oltre 100 reti di imprese, saranno messe in rete almeno 3000 imprese laziali. Tra gli obiettivi, anche la possibilità di dar vita a piattaforme territoriali di attrazione turistica, mettendo insieme bellezza, prodotti tipici, artigianato, ristorazione. Tante le tipologie di attività previste: da quelle commerciali, artigianali e di vicinato ai mercati rionali alle attività culturali, fino al turismo. L’obiettivo dell’avviso è proprio quello di favorire la nascita, lo sviluppo e la sostenibilità di Reti di Impresa tra Attività Economiche su Strada:

– gli esercizi di vicinato;

– gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande;

– le attività artigianali e produttive;

– i mercati rionali giornalieri e periodici;

– le medie e le grandi strutture di vendita, alimentari e non;

– le attività turistiche, di intrattenimento, sportive, culturali quali musei, cinema, teatri;

– le attività professionali e di servizio;

– le attività economiche svolte su aree pubbliche in generale, rientranti nell’ambito territoriale che delimita la Rete, ad esclusione dei centri commerciali e delle aree commerciali integrate.

Ecco le caratteristiche delle reti. Le reti si possono caratterizzare per due specificità:

Reti territoriali, con la presenza in un territorio delimitato di un ampio addensamento urbano di offerta economica e di servizio su strada eterogeneo sotto il profilo dell’assortimento merceologico;

Reti di filiera, con la presenza di una molteplicità di attività economiche su strada appartenenti alla medesima specializzazione merceologica, o comunque organizzate secondo un percorso integrato dell’offerta.

Come si partecipa? La partecipazione al bando è un atto composito che avviene in accordo tra un soggetto promotore e i Comuni o i Municipi di Roma Capitale in cui insistono le reti individuate. Il soggetto promotore della Rete ha il compito di individuare la Rete ed elaborarne programma, denominazione e logo. Il programma di Rete predisposto dai soggetti promotori deve essere approvato dai competenti Comuni del Lazio / Municipi di Roma Capitale, che sono i soggetti beneficiari diretti dell’avviso pubblico e sono responsabili dell’approvazione del programma e di tutto quello che consegue.

Presentazione delle domande, tutte le info. L’avviso pubblico sarà aperto dal 17 maggio 2016 al 30 settembre 2016. l’avviso pubblico è finanziato con 10 milioni di euro derivanti da risorse regionali. Il finanziamento massimo erogabile per ciascun programma di rete è pari a 100.000 euro, e gli interventi previsti all’interno del programma di rete dovranno essere realizzati entro 12 mesi dalla data di ammissione a finanziamento.

Pillola Ru 486: Il trattamento farmacologico anche in day hospital

aborto_pillola_ru486La delibera regionale per la somministrazione della pillola Ru486 in day hospital era attesa da tempo ed è un’ottima notizia per tutte le donne. In questo modo sono semplificate procedure inutilmente lunghe che ferivano la dignità delle donne che intendono interrompere la gravidanza. Si tratta di una delibera che mette il Lazio alla pari con Regioni italiane avanzate sul tema come l’Emilia Romagna e l’Umbria. Un’altra tessera  nel mosaico dell’assistenza e del diritto alla salute che la Regione Lazio sta lentamente costruendo. L’obiettivo della Regione rimane quello di sostenere le donne in un momento così delicato con procedure più semplici puntando su prevenzione, assistenza e tutela della salute.

Infatti, fino a oggi, la pillola Ru 486 per l’interruzione di gravidanza poteva essere somministrata solo mediante un ricovero di tre giorni. Da oggi, invece, il trattamento farmacologico potrà avvenire anche con un day-hospital. La decisione di estendere o meno la durata del ricovero spetterà in ogni caso ai medici, che valuteranno in base alle condizioni cliniche delle pazienti.

Tre le fasi dell’intervento in day-hospital:

  • l’accesso e preospedalizzazione,
  • il controllo degli esami e la somministrazione del farmaco,
  • i controlli clinici.

La visita di controllo ambulatoriale, inoltre, dovrà essere eseguita entro 21 giorni dalla prima somministrazione del farmaco.

La pillola Ru 486 rappresenta  una soluzione meno invasiva rispetto all’intervento chirurgico, è per questo che la Regione ha scelto di semplificare le procedure: è un atto di profondo rispetto nei confronti delle donne.

“A questo si aggiunge il lavoro che, anche su istanze delle associazioni, stiamo portando avanti da 4 mesi insieme a tutti gli operatori dei consultori del Lazio – lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: lo scopo è rilanciare e restituire  il giusto  ruolo e la dignità che meritano a questi servizi nel campo della prevenzione, dell’assistenza e del diritto alla salute. In questo modo la Regione ha intrapreso un percorso di grande civiltà che tutela il diritto alla salute e il diritto di scelta della donna”.

Proposta in tv: tagli ai vitalizi del passato

corriere-della-seraDopo la mia intervista a Ballarò, andata in onda nella puntata dell’11 febbraio, il tema dei vitalizi è ritornato d’attualità in Consiglio regionale. Segnalo questo articolo pubblicato ieri, 13 febbraio, dal Corriere della Sera, che racconta bene cosa è accaduto mercoledì scorso alla Pisana.

Proposta in tv: tagli ai vitalizi del passato.  Rissa in Regione
 Pisana. La Petrangolini lancia l’idea a “Ballarò”. Salta l’ordine del giorno. Tra i contrari Storace , Abbruzzese e Cangemi Continue reading

Cento anni di valdesi a Roma: la diversità come ricchezza

Oggi ricorre il centesimo anniversario della Chiesa Evangelica Valdese di Roma. La festa si svolge questo pomeriggio nel tempio valdese di Piazza Cavour. Sono davvero lieta di partecipare a questa importante cerimonia come rappresentante della Regione Lazio e come cittadina romana. Qui di seguito potete leggere il mio intervento.

 Valdesi RomaSono qui soprattutto per partecipare a una festa, come ospite della celebrazione di un culto che è momento di incontro e di condivisione di una comunità, e ascoltare con interesse le vostre parole e la predicazione del pastore Bernardini. Ma anche per testimoniare la vicinanza delle istituzioni a una comunità che con le sue iniziative sociali e culturali arricchisce la nostra città.

Quella della comunità valdese è soprattutto una bellissima storia, che merita di essere conosciuta e fatta conoscere. Una storia intrecciata in maniera profonda ai grandi eventi e ai drammi della storia italiana ed europea. Una storia che affonda le radici nei secoli dei grandi movimenti di riforma della Chiesa, che poi, nel tempo, hanno preso strade diverse. Basti pensare all’esperienza francescana. E che si è sviluppata nei secoli, soprattutto in quelle valli del Piemonte dove il culto rimase sempre vivo, incontrandosi e fondendosi con l’esperienza della riforma protestante.

Una data fondamentale di questa storia, quella del 17 febbraio 1848, che quindi verrà celebrata tra pochi giorni. La data in cui l’allora Re di Sardegna Carlo Alberto concesse le cosiddette lettere patenti, introducendo quella libertà di culto e di pensiero che è patrimonio degli Stati moderni e conquista fondamentale della nostra civiltà. E che fu, poi, messa in discussione solo negli anni della dittatura fascista.

Forse proprio perché hanno difeso per secoli la propria libertà, la propria identità, la propria diversità dal rischio della cancellazione e dell’omologazione, non ci stupisce che oggi i Valdesi siano spesso in prima fila nel difendere la libertà degli altri, a cominciare dalle minoranze. Che fondino la forza e il radicamento di una comunità non chiudendosi nel proprio recinto, ma promuovendo la ricerca intellettuale e a predichino e pratichino in ogni occasione il pluralismo, l’apertura all’altro, l’ascolto delle altrui ragioni, il confronto, il dibattito interno ed esterno.

 Perché, dunque, è importante che il dialogo con le istituzioni laiche abbia fondamenta forti? Perché nel pieno di una crisi economica e sociale come quella che stiamo attraversando, nella quale la paura fa alzare muri e fomenta nuove intolleranze, è importante ascoltare e rafforzare quelle voci che, anche attraverso la testimonianza serena della fede, restituiscono al nostro tempo l’audacia della speranza e il coraggio del futuro.”

Sanità Lazio: il Consiglio dà l’ok ai nuovi direttori generali Asl

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Il 23 gennaio la Commissione Politiche sociali e Salute, presieduta da Rodolfo Lena, ha espresso parere favorevole a maggioranza sugli schemi di decreto a firma del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, riguardanti la nomina di 11 nuovi direttori generali del Sistema sanitario regionale. La Commissione ha inoltre deciso di chiedere un’integrazione di natura documentale sullo schema di decreto relativo all’Azienda Usl di Viterbo.

Per la scelta dei direttori ci si è avvalsi della collaborazione di Agenas – l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari – che, a partire da 581 candidati giudicati idonei, ha redatto una “short list” di 50 nominativi.
Gli incarichi assegnati avranno la durata di 3 anni dal momento del conferimento. Eventuali ricorsi giurisdizionali al Tar ai singoli decreti sono ammessi nei termini di 60 giorni.
Di seguito i profili anagrafici e professionali dei direttori generali designati.
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