Sclerosi Multipla. Lazio: un’innovazione per la salute delle persone

L’Osservatorio regionale per la Sclerosi multipla, che sto coordinando da più di un anno, ha concluso un’importante studio pilota sullo stato dell’arte dell’implementazione del PDTA regionale per la SM nei Distretti 3 e 15 della ASL Roma 1.

Alla luce dei risultati conseguiti, il prossimo 14 dicembre, nella mattinata, abbiamo organizzato un evento di respiro regionale, dal titolo “I percorsi per i pazienti con Sclerosi multipla: un’innovazione per la salute delle persone”.

L’evento si terrà nella sala Tevere e sarà l’occasione per richiamare tutti gli attori del sistema regionale per la SM attorno ad una discussione, molto concreta, sullo stato dell’arte dell’implementazione del PDTA SM nel Lazio, sulle linee strategiche d’impegno della Regione Lazio per un suo miglioramento, sul ruolo chiave di ogni ASL e delle Associazioni dei pazienti e dei cittadini.

La sfida per tutti è riuscire a dare una risposta efficace ed efficiente ai circa 8000 cittadini laziali che quotidianamente si confrontano con questa patologia.

Confidiamo anche nel tuo aiuto. Grazie!

Programma

Locandina

Diventare genitori. Insieme per la salute della coppia

Lunedì 27 novembre ho organizzato – in collaborazione con l’associazione di commercianti e piccoli imprenditori The Sign of Rome – un incontro con i cittadini e le coppie: “Diventare genitori. Insieme per la salute della coppia”, presso i locali di PIERMARINI DESIGN, in via dei Prati Fiscali 197, Roma, alle 18.30.

 I dati

Avere figli in Italia non è facile. Non lo è per motivi economici e per carenza di servizi per l’infanzia. Ma esistono e pesano anche i problemi legati alla salute della coppia: secondo gli ultimi dati disponibili tratti dal Registro Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita, nel 2016, una coppia su 5 risultava infertile. E ogni anno più di 71.000 coppie italiane vanno in pellegrinaggio tra gli ospedali per realizzare il desiderio di diventare genitori mediante tecniche di fecondazione assistita: tra le regioni italiane, al primo posto compaiono i presidi toscani mentre all’estero la meta privilegiata per sottoporsi alle tecniche di fecondazione assistita è sicuramente la Spagna.

Il Censis le ha fotografate: i partner hanno tra i 36 e i 40 anni, un lavoro, cercano un figlio da 4 anni. Le loro storie sono accomunate in tanti casi da successi, ma più spesso da tentativi andati male e paure.  E da un grande dispendio di risorse. Quello che, però, pesa di più – secondo un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità – sono: la carenza di informazioni rispetto ai temi legati alla salute riproduttiva, inclusi gli aspetti che attengono la prevenzione, e la scarsa conoscenza delle tecniche di fecondazione, dei trattamenti e dei centri a cui rivolgersi.

 L’impegno della Regione Lazio

Una politica sanitaria seria deve venire incontro a questi problemi sia mediante una corretta informazione che mediante servizi adeguati di procreazione medicalmente assistita. Molto è stato fatto, in questi anni, nel Lazio, per garantire servizi di qualità tesi alla tutela della salute della donna e del bambino: 29 milioni e 600mila euro sono le risorse investite dal governo Zingaretti per rafforzare la rete dei consultori familiari, porta di accesso principale alla gravidanza e punto di riferimento per la gestione della salute riproduttiva delle coppie.

Da gennaio 2017, la procreazione medicalmente assistita – sia omologa che eterologa – è stata inserita tra i Livelli essenziali di Assistenza (Lea), vale a dire tra le prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale si impegna a garantire in tutte le Regioni.

Nella nostra regione – dove sono attivi 4 centri pubblici di Pma, gli altri sono privati – è finalmente in dirittura d’arrivo la nuova normativa regionale che consentirà l’accesso delle coppie con le stesse tariffe, sia nelle strutture pubbliche che in quelle che saranno accreditate, in virtù di precisi standard di qualità dei servizi.

Impegni per il futuro

Cosa si può fare di più per aiutare le coppie in difficoltà? Informare i cittadini sul ruolo della fertilità nella loro vita, sulla sua durata e su come proteggerla evitando comportamenti che possono metterla a rischio. Fornire assistenza sanitaria qualificata per difendere la fertilità, promuovere interventi di prevenzione e diagnosi precoce al fine di curare le malattie dell’apparato riproduttivo e intervenire, dove possibile, per ripristinare la fertilità naturale.

Tutti questi obiettivi – presenti nel Piano nazionale per la fertilità – devono poter contare su una rete capillare di centri di primo orientamento e accoglienza che, presenti in tutti i consultori familiari, indirizzino al corretto accesso ai servizi e informino sulle regole per la loro fruizione, per una presa in carico tempestiva ed efficace.

Di tutti questi aspetti, lunedì 27 novembre, ne parleremo insieme ai cittadini con: il direttore del Distretto III Asl Roma1, Edoardo Turi, il direttore Dipartimento Salute della donna e Fisiopatologia della Riproduzione Asl Roma1, Pietro Saccucci, Valentina Berlinghieri, ginecologa specializzata in infertilità di coppia e Tiziana Attanasio, ostetrica e presidente di “Una cicogna per amica”.

L’appuntamento è lunedì 27 novembre alle 18.30 presso “197 Piermarini Design” di “The Sign of Rome”, in via  dei Prati Fiscali 197. Al dibattito seguirà un aperitivo per  tutti gli ospiti.

Zingaretti, Petrangolini: “giusto garantire ai cittadini la continuità di un modello virtuoso di governo”

Oggi Nicola Zingaretti ha annunciato la sua intenzione di ricandidarsi alla guida della Regione Lazio. Ecco qui il mio commento.

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“Trovo giusto e coerente che Nicola Zingaretti si ricandidi per guidare il Lazio nella prossima legislatura. Sarebbe un vantaggio prima di tutto per i cittadini che potrebbero contare sulla continuità di una buona esperienza di governo. Zingaretti ha dimostrato di avere due qualità importanti: da un lato, l’attitudine alla buona amministrazione, dall’altra, la capacità di mantenere la coesione della compagine di governo e della coalizione che la sostiene. Possiamo davvero definire quello del Lazio come un modello di governo virtuoso”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio (gruppo PD).

“In questi anni – continua Petrangolini – la Giunta di centrosinistra ha svolto un’azione determinante per il risanamento dei conti pubblici regionali e per fare uscire il Lazio dal Commissariamento in sanità. Oggi possiamo dire che l’obiettivo sia sostanzialmente raggiunto e che, al di là dell’intervento sui conti, l’azione amministrativa si sia distinta per offrire ai cittadini maggiori servizi e opportunità”.

“Proprio per questi motivi – dice Petrangolini – sarebbe utile proseguire questo cammino, offrendo la possibilità a questa esperienza amministrativa di esprimersi in condizioni migliori, ovvero senza il peso del debito accumulato nel decennio precedente. Libera da questi vincoli, la Regione Lazio potrebbe davvero spiccare il volo nella prossima legislatura. Sono certa che il secondo mandato di governo regionale di Nicola Zingaretti sarebbe l’occasione per garantire ai cittadini del Lazio maggiori opportunità di sviluppo, di prosperità, di salute e di assistenza”.

Farmaci: garantire l’accesso ai cittadini

111111Questa mattina sono stata ospite di Andrea Pancani alla trasmissione “L’Aria d’Estate” su La7 per parlare di farmaci, sistemi regionali e diritti dei cittadini.

Potete rivedere qui il mio intervento:

L’aria d’estate parte 1

L’aria d’estate parte 2

 

 

Scienza e politica: prove di dialogo anche in Italia

repopa_logoVenerdì scorso ho partecipato ad un incontro molto importante: per la prima volta nel nostro paese un gruppo di esperti, tra ricercatori e politici provenienti da tutta Italia, si sono riuniti intorno a un tavolo partecipato. Erano presenti funzionari del Ministero della salute, medici ed epidemiologi dell’Istituto superiore di sanità, ma anche di Asl e ospedali; ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), docenti universitari, componenti di federazioni sportive, ex atleti, assessori e giornalisti scientifici. Sono stati chiamati a contestualizzare e valutare in base alla propria esperienza una serie di indicatori di Evidence-Informed Policy Making, ossia l’approccio che mira ad assicurare che le decisioni politiche e di gestione vengano prese alla luce delle migliori risultanze scientifiche disponibili, in vista di una loro futura applicazione nei loro relativi contesti (in particolare nell’ambito di organizzazioni o politiche sanitarie, ma non solo). Ma come si riflettono i risultati scientifici sulle decisioni della politica?

A questi interrogativi tenta di rispondere REPOPA (Research into Policy to enhance Physical Activity), progetto europeo cui partecipano le istituzioni di sette paesi, che ha lo scopo di studiare le relazioni tra risultanze scientifiche e policy making nell’ambito della salute. Tra le attività di ricerca c’è l’applicazione di una metodologia partecipata chiamata Delphi. Delphi nasce con l’idea che da un gruppo eterogeneo di esperti si possa estrarre una conoscenza collettiva che sia più della somma delle conoscenze individuali. Con grande orgoglio, sono stata inserita anche io tra i componenti del Comitato Consultivo dello studio Delphi per supportare il monitoraggio e la valutazione di Evidence-Informed Policy Making a livello europeo. La partecipazione dei cittadini è stata riconosciuta quale elemento indispensabile nei processi decisionali.

Il lavoro per elaborare questi indicatori di EIPM è guidato dal gruppo di ricerca Studi sociali sulla scienza, educazione, comunicazione dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Cnr (Irpps-Cnr) e dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr (Ifc-Cnr). Spiega Adriana Valente dell’Irpps-Cnr: “È evidente che i risultati della ricerca non devono essere l’unico parametro in base al quale prendere decisioni, ma è determinante capire come queste vengano recepite dai soggetti coinvolti nei processi di gestione. È Importante anche l’opinione dei cittadini: per questo oggi si preferisce parlare di politiche ‘evidence-informed’, in cui si sia informati di determinati risultati scientifici, piuttosto che ‘evidence based’, cioè basate sui risultati scientifici”.