Lazio: a Zagarolo apre un’altra Casa della salute

zagaroloAperta a Zagarolo, in provincia di Roma, la decima Casa della Salute del Lazio, la settima nelle province. La Regione ha investito 450 mila euro per aprire una struttura che sarà a disposizione di un bacino di 80 mila persone per 10 comuni. È una struttura di grande valore per tante ragioni e anche un passo avanti molto importante nella costruzione di una sanità di prossimità e nella riduzione dello squilibrio tra Roma e gli altri territori.



Una storia di rinascita in un territorio in passato colpito dai tagli. 

Il territorio di Zagarolo e i suoi cittadini erano tra le vittime dei tagli dovuti al commissariamento, con la chiusura dell’ospedale San Giovanni Battista con il decreto 80.



Ecco tutti i servizi che offre la nuova Casa della Salute. 

Sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 7,30 alle 20,00 e il sabato dalle 7,30 alle 14. A disposizione dei pazienti ci saranno:

  • l’area dell’accoglienza attrezzata;
  • l’area del volontariato e della mutualità, dedicata ad attività sociosanitarie e di informazione ai cittadini;
  • l’area di sorveglianza temporanea, per la sorveglianza breve di persone con patologie che non richiedono il ricovero ospedaliero ma necessitano di prestazioni non erogabili a domicilio;
  • l’area Assistenza primaria: all’interno della Casa della salute ci saranno 16 medici di medicina generale che svolgeranno l’attività di assistenza primaria in forma associata UCP (Unità di Cure Primarie), dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle ore 19,00. Inoltre sarà presente il servizio di Continuità Assistenziale (ex- guardia medica).

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Lazio: per la prima volta un piano sociale regionale partecipato

pianosociale“Quella di oggi è una giornata importante perché per la prima volta la Regione Lazio comincia un percorso di ascolto di tutti i soggetti del welfare al fine di realizzare il suo piano sociale regionale”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio (Gruppo Pd), a margine della presentazione del documento base e del percorso di partecipazione del paino sociale regionale da parte dell’Assessore Visini e del Presidente Zingaretti.

 

“L’assemblea di oggi – spiega Petrangolini – dimostra che la nostra Regione e Roma in particolare sono un giacimento di impegno civico, solidarietà e sussidiarietà. Ci sono tanti cittadini e tanti soggetti organizzati che possono dare un contributo al miglioramento delle condizioni di vita delle persone più vulnerabili. Proprio questo è l’obiettivo del piano sociale regionale: mettere a sistema entro ottobre un insieme di servizi sociali e sanitari a partire dall’ascolto della domanda di assistenza e dalla raccolta di idee e di progetti della cittadinanza attiva”.

 

“Nel nuovo sistema dei servizi– aggiunge – sarà cruciale il ruolo delle Case della Salute che la Regione Lazio sta attivando in tutto il territorio laziale insieme con le sinergie tra le nuove Asl e i Municipi di Roma, a partire dalle risorse e dalle competenze già disponibili”.

 

“Il Consiglio regionale si impegna pertanto ad accelerare i tempi di approvazione della legge regionale che recepisca la legge 328 del 2000. Abbiamo già approvato i primi 50 articoli. Nelle prossime settimane dovremo completare l’opera: in questo modo il Lazio avrà la legge che aspettavamo da tempo. Inoltre, così, il piano sociale regionale potrà essere concepito in un quadro normativo chiaro e avrà a disposizione strumenti concreti di attuazione. Entro ottobre, insomma, faremo un passo avanti importante per la tutela del diritto dei cittadini alla salute e al benessere”

 

Piano diabete Lazio è iniziativa strategica per la salute dei pazienti

pianodiabetePiano diabete della Regione Lazio: il mio comunicato

 

“Il Piano del Lazio per il diabete è una iniziativa strategica per la tutela della salute dei pazienti della Regione che sono assai numerosi”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio (Gruppo PD) e componente della Commissione Politiche sociali e Salute del Consiglio regionale.

“Il Piano per la malattia diabetica nella Regione Lazio 2016-2018, contenuto nel Decreto del Commissario ad acta Zingaretti, è una iniziativa importante – spiega Petrangolini – perché si rivolge a ben 300 mila persone con diabete dichiarate: una popolazione molto estesa se si pensa anche alle famiglie che ogni giorno hanno la responsabilità di seguire i loro cari che vivono questa patologia. In più, secondo tutte le previsioni, si tratta di un fenomeno in crescita ed è pertanto urgente e cruciale intervenire per evitare i comportamenti a rischio”.

“Il piano – continua Petrangolini – consente di riorganizzare e potenziare l’offerta sociosanitaria regionale a favore dei pazienti e investe su di una assistenza personalizzata e integrata con i servizi del territorio. In altre parole, le persone affette da diabete dovranno sempre meno fare riferimento alle strutture ospedaliere e potranno sempre di più rivolgersi a strutture e operatori più vicini e più specializzati con l’attivazione di percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (Pdta), personalizzati e differenziati a seconda del grado di complessità della malattia di ciascuno”

“Le novità più interessanti? In primo luogo – osserva Petrangolini – c’è finalmente una maggiore attenzione per i bambini nella consapevolezza che l’impegno per la cura del diabete infantile, a partire dalle scuole, è da sempre un punto debole dei servizi sanitari regionali. C’è poi tutto il tema della prevenzione che potrà contare su due soggetti strategici come le Case della Salute, che via via stanno nascendo, o i presidi nel territorio forniti dai medici di medicina generale. Per la prima volta, inoltre, avremo indicatori per misurare l’efficacia del piano e per valutare la qualità dell’assistenza offerta”

“Infine – conclude – va ricordato che il piano è il frutto di un lavoro svolto a stretto contatto con le associazioni dei pazienti e ha raccolto la gran parte delle osservazioni da loro pervenute”.

Case della Salute: la nostra scommessa

T_cdsNella Regione Lazio abbiamo fatto una scommessa: uscire dal piano di rientro, da questo debito pesantissimo che ci siamo ritrovati e, assieme a questa opera di risanamento, costruire un nuovo modello per la sanità del Lazio.

 

Un nuovo modello per la sanità del Lazio

L’idea delle Case della salute ha al suo centro quella di pensare la sanità, la salute delle persone, non le strutture. Se noi non abbiamo in mente l’idea che andiamo a fare qualcosa di diverso potremmo anche fare solo un nuovo poliambulatorio.

Ho cercato di spiegare queste cose il 26 maggio a Palazzo Incontro nel corso dell’evento “Case della salute: lavori in corso. Cittadini, amministratori e operatori sanitari a confronto”.

 

Il nuovo corso della Giunta Zingaretti

Nel Lazio sono state prese alcune scelte precise che vanno ricordate:

  • la scelta di investire sulle cure primarie e sulla rete territoriale;
  • la riorganizzazione della rete ospedaliera (che si porta dietro tutta la riorganizzazione dell’emergenza);
  • l’efficientamento delle strutture in termini di organizzazione del lavoro, degli acquisti;
  • abbiamo fatto protocolli d’intesa con i policlinici;
  • ci siamo dedicati all’informazione.

Tutto questo accompagna il processo di costruzione di una sanità adatta ai cittadini.

 

Una scommessa importante

Finora sono state aperte otto case della salute, ma se ne dovranno aprire molte di più. Ora bisogna andare a vedere se è una scommessa che valeva la pena fare. E’ una scommessa importante perché è un modo nuovo di intendere la salute dei cittadini: non creare sotto-strutture, dunque, ma occuparsi effettivamente della presa in carico delle persone che sono sul territorio e che possono trovare nella casa della salute, collegata con i medici di famiglia e con i servizi specialistici, il perno attorno il quale trovare una risposta di assistenza.

 

Il perno del rinnovamento

Le Case della Salute sono un modo di realizzare il diritto alla salute. Sicuramente rappresentano un perno attorno al quale veramente si sta ripensando completamente il servizio sanitario. Più del 50% delle risorse investite nella sanità del Lazio è utilizzata per l’ospedale: con le case della salute possiamo invertire la tendenza.

 

Un luogo di partecipazione

Dentro le case della salute, poi, c’è la sede delle associazioni, ci sono sale riunioni, si può fare addirittura educazione sanitaria per gli anziani, per i diabetici. Insomma: è veramente un luogo di partecipazione dei cittadini”.

Case della Salute, Frosinone: “Modello di assistenza sanitaria che guarda al futuro”

IMG-20150515-WA0008Si è svolto a Frosinone nelle giornate del 15 e 16 Maggio, presso l’Auditorium Diocesano S. Paolo Apostolo l’importante Convegno dal titolo “Case della Salute: Un Modello di Assistenza Sanitaria che guarda al Futuro”. Un evento di rilevanza nazionale ed internazionale con letture magistrali ed interventi di docenti, esperti, studiosi e ricercatori di chiara fama. L’apertura del Convegno mi ha visto partecipe con una relazione dettagliata in termini di umanizzazione delle cure, empowerment, accessibilità e prevenzione. Le Case della Salute sono una risorsa, nate dalla parte dei cittadini, e contribuiscono a migliorare la risposta dei bisogni di salute, soprattutto per chi ha una patologia cronica.

 L’evento si proponeva, infatti, anche di fornire ai partecipanti indicazioni sui nuovi obiettivi per lo sviluppo e l’attuazione di progetti atti alla gestione globale del paziente affetto da patologie croniche come il diabete.

È nota la pluriennale partnership tra la ASL di Frosinone e l’Area di Endocrinologia e Diabetologia dell’Università Campus Bio – Medico di Roma per la cura del diabete, delle malattie metaboliche, della patologia tiroidea, dell’osteoporosi: collaborazione che ha prodotto eccellenti risultati per attività e studi clinici.

Hanno partecipato cittadini, giornalisti, associazioni cogliendo un’occasione davvero rara e di altissimo livello scientifico per ascoltare dove va la sanità del nuovo millennio, perché le Case della Salute sono destinate a colmare le lacune del nostro sistema territoriale, a potenziare l’assistenza primaria con fulcro nel rinnovato ruolo dei medici di medicina generale, ad esaltare la multidisciplinarietà e l’attività specialistica integrata nella gestione di persone affette da patologie croniche come diabete, osteoporosi, tiropatie, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), scompenso cardiaco, terapia anticoagulante.

Nella Casa della Salute l’Area Pubblica (Punto Unico di Accesso, Ufficio Accoglienza, Area del Volontariato, etc.) permette alla comunità dei cittadini di essere portatrice non solo di bisogni ma anche di proposte e soluzioni operative.

Questo nuovo modello di assistenza sanitaria – anche con l’apporto speciale di questo Convegno – si propone di essere sempre più percepito dai giovani, dalle nuove generazioni come strumento indispensabile per iniettare nel nostro sistema sanitario nuova linfa per l’efficienza, l’integrazione, l’innovazione, la ricerca scientifica, la sostenibilità della spesa sociale, la attenuazione della conflittualità intergenerazionale.

Durante il Convegno è stato presentato in anteprima nazionale il volume “Organizzazione, pianificazione e gestione della Casa della Salute. L’esperienza di Pontecorvo ”, i cui autori sono la Prof. ssa Isabella Mastrobuono ed il Prof. Lucio Sepede. (MF/fp F.to Marco Ferrara)