Vaccini obbligatori: vi dico perché si

Care amiche e cari amici, vi riporto integralmente il mio intervento sulla mozione di incostituzionalità del “decreto vaccini”- proposta dal M5S durante il Consiglio regionale del 20 settembre. 

 Il principio della prevenzione 

Colleghi, noi siamo contrari a questa mozione, sto parlando a nome della maggioranza, quindi voteremo contro, perché riteniamo che il provvedimento, attualmente in atto sul territorio nazionale, rappresenti una garanzia di tutela della salute della collettività, così come prevede l’articolo 32 della Costituzione.

Questo provvedimento non sarebbe stato necessario se noi ci fossimo trovati in una situazione di sicurezza: vale a dire se non avessimo toccato quel limite, che è quello che viene comunemente inteso come l’immunità di gregge. Limite, che fa sì, che quando la copertura vaccinale si riduce sotto il 95 per cento, noi siamo tenuti – come collettività e quindi come Stato – ad intervenire perché tutti i cittadini siano garantiti. Ragione in più, in un momento di grande mobilità, in cui dobbiamo garantire a tutti i bambini che vanno a scuola, di qualsiasi nazionalità siano, una copertura vaccinale.

Prima sentivo dire che non c’è stata un’epidemia. Ma la sanità pubblica ha come principio quello di non aspettare i morti, ma di prevenire; non dobbiamo certo aspettare l’inizio di un’epidemia per intervenire.

Ci dovrebbe bastare il fatto che sono morti tre bambini di morbillo di cui due a Roma, e che solamente nell’ultimo anno la copertura vaccinale in questa regione è scesa del 2 per cento. Sono cose che ci devono preoccupare. Non dobbiamo aspettare che succeda qualcosa di particolarmente tragico. Noi dobbiamo intervenire ed è nostro dovere, come collettività e come Istituzione, garantire che ci sia la tutela del diritto alla salute.

Il numero delle vaccinazioni

Come Regione, ci eravamo già impegnati, avevamo presentato un disegno di legge, la Giunta l’aveva presentato, proprio per questa preoccupazione. Allora avevamo solamente la questione delle quattro vaccinazioni obbligatorie, oggi siamo in una situazione completamente diversa. In quei giorni l’avevamo fatto per senso di responsabilità, per l’idea che noi, come Istituzione regionale, dobbiamo garantire ai cittadini sicurezza e tranquillità quando accedono ai servizi e quando vanno a scuola.

Poi c’è stato il provvedimento nazionale del Governo e devo dire che il Parlamento, grazie anche al contributo delle opposizione, ha migliorato la legge che è stata presentata dal Governo. Per esempio, come ricordava Storace, ha ridotto il numero delle vaccinazioni scegliendo quelle sulle quali potevano esserci più problemi e lasciando altre vaccinazioni come quelle raccomandate. Non sono state eliminate, ma è stato semplicemente detto: dieci sono obbligatorie e quattro raccomandate. Inoltre sono state ridotte le sanzioni, proprio per non portare avanti un’azione che poteva non essere capita dai cittadini.

Il compito della Regione

Io credo che la nostra Regione in questo momento abbia un compito diverso rispetto al fatto di presentare un ricorso presso la Corte costituzionale. La nostra Regione ha il compito di impegnarsi per attuare questa legge, per farla comprendere ai cittadini, per semplificare le procedure, per far capire che cosa bisogna fare. Non a caso, proprio nei giorni scorsi la Regione ha fatto un accordo con l’Ufficio regionale della scuola per garantire che non siano i genitori a dover presentare tutti i documenti, ma le scuole che si impegneranno a presentare gli elenchi dei loro alunni. Poi, nel tempo, saranno le ASL. Perché noi abbiamo tempo fino a marzo del 2018 per regolarizzare le situazioni e far sì che tutte le incombenze burocratiche non siano a carico dei cittadini, ma siano a carico delle Istituzioni.

È stata prevista l’autocertificazione. E perché è importante? Perché non sempre è possibile regolarizzarsi all’istante, proprio perché c’è tempo fino a marzo del 2018. Quindi, se un genitore ha prenotato la vaccinazione può iscrivere il proprio figlio a scuola.

Inoltre, la Regione, ha stabilito e inserito nel portale telematico un modulo, che ogni genitore può scaricare, uguale per tutti, nel quale appunto si indica l’autocertificazione, se si è in regola con le vaccinazioni, se si è proceduto, in quanto non in regola, a fare la prenotazione.

Immunità per tutti

Io credo che poi ci siano delle altre cose importanti in questo provvedimento, perché nel provvedimento nazionale sono indicati i casi e le possibilità per i medici di assumersi la responsabilità di esonerare chi non può essere vaccinato, perché ci sono dei bambini che non possono essere vaccinati per le malattie che hanno o per la situazione in cui si trovano. E questo è importante. Ma proprio per poter fare questo noi dobbiamo avere la garanzia che tutti gli altri siano vaccinati.

Addirittura la legge garantisce che, nei casi in cui ci siano dei bambini che non si sono potuti vaccinare perché non erano nelle condizioni di poterlo fare, devono essere messi in classi in cui tutti gli altri bambini siano vaccinati, proprio a garanzia che anche chi è malato possa usufruire di quella immunità che viene garantita per tutti.

Una legge essenziale

Peraltro, io sto girando la regione per parlare con i genitori, per fare degli incontri anche a livello locale per andare a vedere quali sono i problemi concreti delle persone. Molto spesso sono legati all’informazione, al non sapere se il modulo è quello giusto o quello sbagliato, o delle volte anche all’eccessiva freddezza delle nostre strutture sanitarie nel momento in cui devono approcciare le famiglie per spiegare i motivi e le procedure con cui devono rispettare la legge. Noi questo lo dobbiamo garantire ai cittadini, perché è diritto del cittadino poter vedere attuata questa legge, ma in maniera conforme alle proprie esigenze e ai propri problemi, con quel livello di umanizzazione indispensabile. Questa è una legge essenziale per la sicurezza dei nostri bambini, ma in generale dei cittadini, ed è un bene che sia compresa ed attuata nel modo più semplice possibile.

La copertura vaccinale

Credo che il compito della Regione sia quello di impegnarsi in maniera molto forte per l’attuazione del provvedimento. Mi auguro che questi tipi di provvedimenti nel futuro non debbano essere necessari, cioè mi auguro di poter raggiungere, nel più breve tempo possibile, quella copertura vaccinale che ci consenta di non rendere obbligatorie le vaccinazioni, come succede in alcuni Paesi. Purtroppo, ce ne sono altri – ricordo la Francia- che hanno dovuto reintrodurre la copertura vaccinale perché sono successe cose similari alle nostre.

La nostra attenzione deve essere quella di aumentare l’immunità di gregge per tutti questi vaccini, in modo tale che i nostri figli non debbano rischiare. Vi ringrazio.

Vaccini obbligatori per i nidi: il Lazio prende l’iniziativa

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I vaccini – lo dimostrano le evidenze scientifiche – sono tra gli interventi più efficaci per la prevenzione primaria delle malattie infettive. Per questo motivo, è cruciale che fin dai primi anni di vita la diffusione di questa elementare pratica preventiva sia assicurata e che, a partire dagli asili, sia garantita la sicurezza sanitaria dei bambini che trascorrono insieme gran parte delle loro giornate.

La mancanza di vaccinazione nei bambini infatti, specie in un ambiente ristretto come quello degli asili, si ripercuoterebbe sulla salute degli altri, in particolare quelli con particolare debolezze e fragilità immunitarie: per loro, per un elementare principio di precauzione sanitaria, l’unica possibilità di frequentare la collettività è che tutti gli altri siano vaccinati.

A questo scopo, il Consiglio regionale del Lazio ha avviato la discussione di una proposta di legge che ha l’obiettivo di far diventare i vaccini obbligatori requisito di accesso agli asili nido pubblici e privati nel Lazio. Il provvedimento – di iniziativa della Giunta regionale – interviene così sulla legge regionale 59 del 1980 (Norme sugli asili nido) introducendo un articolo aggiuntivo (il 2 bis) sull’assolvimento dell’obbligo vaccinale previsto dalla normativa nazionale vigente.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato in Commissione Rita Visini, assessore regionale al Welfare – è preservare lo stato di salute del minore e delle persone con cui viene a contatto, sin dai primi anni di vita, contando sull’evidenza scientifica che colloca i vaccini tra gli interventi più efficaci e sicuri a disposizione della sanità pubblica per la prevenzione primaria delle malattie infettive”. 

Il testo all’esame della commissione cita espressamente i quattro vaccini attualmente obbligatori per tutti i nuovi nati: antidifteritica, antitetanica, antipoliomielitica e contro l’epatite B. Inserita poi una disposizione transitoria per l’anno scolastico 2017-2018, con rimando ad uno specifico provvedimento di Giunta per definire le modalità operative per attuare la legge. Secondo i dati acquisiti nel corso della seduta, la copertura nel Lazio rispetto ai quattro vaccini obbligatori è ancora superiore rispetto al 95 per cento della popolazione richiesta dall’Organizzazione mondiale della sanità, ma è calata di due punti percentuali dal 2014 al 2015.

Si tratta di un provvedimento legislativo molto utile che riguarda principalmente l’accesso agli asili nido e merita di essere salvaguardato dalle erronee strumentalizzazioni che spesso si sentono nel dibattito pubblico sui vaccini. La norma, infine, favorirà la diffusione di una corretta informazione sui benefici della prevenzione e garantirà la migliore accoglienza e tutela di tutti i bambini che frequenteranno le nostre scuole.

Policlinico Gemelli: insieme si vince contro i tumori cerebrali nei bambini

L’unione fa la forza, soprattutto quando il nemico è agguerrito. Contro i tumori cerebrali e neuro-endrocrinologici che colpiscono bambini e adolescenti il Gemelli fa il punto sulle cure e le ricerche all’avanguardia nel settore.

 
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Occasione è stato il meeting annuale – promosso dalle associazioni“Coccinelle per l’oncologia pediatrica onlus” e la federazione “Gene per la neurochirurgia infantile” – che è servito a presentare l’attività del team d’avanguardia e del complesso percorso clinico-assistenziale per affrontare in modo integrato e multidisciplinare queste gravi patologie.

 

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Un iter descritto bene dal video proiettato durante l’incontro, realizzato dalle due associazioni promotrici, che permette di seguire il bambino affetto da tumore cerebrale in tutte le fasi della cura: dalla diagnosi al trattamento chirurgico, oncologico, radioterapico e durante il follow up, ovvero i controlli periodici programmati. Un modello multidisciplinare che mette a disposizione del paziente e della sua famiglia l’alto livello professionale del policlinico.

 
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Aperto dal direttore generale del Gemelli Enrico Zampedri e dal direttore del Polo per la salute della donna e del bambino, Giovanni Scambia, all’incontro hanno portato il loro contributo Massimo Caldarelli, responsabile Neurochirurgia infantile; Cesare Colosimo, responsabile Radiodiagnostica e neuroradiologia; Riccardo Riccardi, direttore dell’Istituto di Clinica Pediatrica e responsabile di Oncologia Pediatrica; Vincenzo Valentini, direttore del Polo di oncologia ed ematologia e dell’area di Radioterapia.

Il dibattito è stato animato anche dalla consigliera regionale Maria Teresa Petrangolini e dell’attore Beppe Fiorello, che da diversi anni visita i bambini del reparto di Oncologia pediatrica: «Cari bambini – ha detto Beppe Fiorello – non vi dovete sentire diversi perché siete malati. Voi rispetto ai vostri coetanei potrete raccontare un’esperienza in più che vi renderà ancora più forti e coraggiosi. Quando domani la racconterete, questa esperienza in ospedale sarà passata er il vostro racconto sarà di conforto anche per i vostri genitori».

«Abbiamo fatto grandi passi avanti – ha aggiunto Petrangolini – nei rapporti fra la Regione e la Fondazione Policlinico Gemelli: ora abbiamo raggiunto un’intesa che si basa non più solo sui conti finanziari, ma sullo studio e la condivisione di modelli organizzativi che abbiano davvero a cuore la centralità del paziente. La strada è naturalmente più difficile: non più tagli lineari, ma lavoro e collaborazione per migliorare la Sanità».

 

 

Fonte: www.avvenire.it

 

 

Screening neonatale: un bella notizia per la tutela della salute dei bambini

Microbiology Techs diagnos samples“L’approvazione della legge che rende obbligatorio l’accertamento diagnostico neonatale per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie, inserendolo nei LEA, è una bellissima notizia. In particolar modo, per tutti quei bambini che vivono nelle Regioni in piano di rientro che non potevano fare lo screening esteso”.  A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio (gruppo PD), componente della Commissione Politiche sociali e salute.

 

“Questa legge – spiega Petrangolini – mette in campo uno strumento di tutela straordinario della salute dei bambini che ha un impatto enorme sulla vita delle famiglie. Avviare un percorso di cura del paziente prima dell’insorgenza dei sintomi significa intervenire in tempo per garantire condizioni migliori per i neonati, cambiando completamente la loro vita futura. In concreto, a ogni nuovo nato viene prelevata una goccia di sangue per controllare se è portatore di una malattia rara metabolica. Con questo piccolo intervento che permette di intercettare subito la malattia, possiamo garantire a questi bambini una vita quasi normale”.

 

“Inoltre – continua Petrangolini – con lo screening si offre alle famiglie un aiuto enorme, anche in termini di risparmio di spese di cura e assistenza in futuro. L’indicazione di 40 patologie, poi, aumenta l’area della prevenzione e costringe tutte le strutture sanitarie nel territorio regionale ad assicurare uguali condizioni di tutela per tutte le persone portatrici di queste patologie”.

 

“Ovviamente – aggiunge – va segnalato l’impatto non secondario per il sistema sanitario che può così razionalizzare l’impiego delle risorse, concentrandosi sulla prevenzione”.

 

“Un plauso speciale – continua Petrangolini – va rivolto al lavoro delle associazioni dei pazienti e delle famiglie che tanto si sono impegnate in questi mesi per il raggiungimento del risultato. Bene, dunque, la norma che prevede la presenza di tre membri delle associazioni maggiormente rappresentative dei soggetti affetti dalle patologie che riguardano gli screening nel centro di coordinamento che sarà costituito presso l’Istituto Superiore di Sanità”.

 

Sanità Lazio: con maggiori risorse migliorerà la qualità dei servizi ai cittadini

zinga_lorenzin“Dopo il successo del periodo di commissariamento con il progressivo rientro dal debito, la sanità del Lazio cambia finalmente volto: si torna a parlare di nuovo di investimenti che miglioreranno anche la qualità dei servizi ai cittadini. Le risorse, infatti, saranno impiegate nell’edilizia sanitaria, nella riorganizzazione della rete regionale dell’assistenza ospedaliera e nella connessione di questa con l’assistenza nel territorio”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio, gruppo Pd, a proposito dell’intesa sottoscritta venerdì scorso tra il presidente del Lazio Nicola Zingaretti e il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

 

“Dobbiamo ricordare che – spiega Petrangolini – nel campo dell’edilizia sanitaria, il ritardo del Lazio nell’utilizzo delle risorse era stato grave. La nostra Regione – con il 51% delle risorse utilizzate – si trovava al di sotto della media italiana (67%) e molto lontana da altre importanti regioni. Con l’investimento di questi 264 milioni di euro avremo pertanto reti e strutture sanitarie più efficienti, moderne e sicure e una maggiore diffusione delle nuove tecnologie”.

 

“Gli interventi – continua Petrangolini – riguardano strutture strategiche per il SSR: basti pensare, per fare qualche esempio, al Policlinico Umberto I, al Nuovo Ospedale dei Castelli e al Grassi di Ostia. Inoltre, è prevista la ristrutturazione di reti cruciali di servizi come reparti maternità, consultori e Centri di Salute Mentale. Nuovo impulso sarà dato, poi, alle Case della Salute: in questo modo riusciremo così a completare il progetto di cambiamento avviato in questa consiliatura che prevede una migliore integrazione di servizi, più adeguati alle esigenze del territorio”.

 

“Una particolare menzione – conclude Petrangolini – merita infine il rinnovato sostegno alla rete perinatale. Dall’ostetricia al nido, dalla terapia intensiva neonatale alla pediatria: grazie ai lavori annunciati potremo tutelare meglio la salute delle mamme e dei bambini del Lazio”.