Vaccini obbligatori: vi dico perché si

Care amiche e cari amici, vi riporto integralmente il mio intervento sulla mozione di incostituzionalità del “decreto vaccini”- proposta dal M5S durante il Consiglio regionale del 20 settembre. 

 Il principio della prevenzione 

Colleghi, noi siamo contrari a questa mozione, sto parlando a nome della maggioranza, quindi voteremo contro, perché riteniamo che il provvedimento, attualmente in atto sul territorio nazionale, rappresenti una garanzia di tutela della salute della collettività, così come prevede l’articolo 32 della Costituzione.

Questo provvedimento non sarebbe stato necessario se noi ci fossimo trovati in una situazione di sicurezza: vale a dire se non avessimo toccato quel limite, che è quello che viene comunemente inteso come l’immunità di gregge. Limite, che fa sì, che quando la copertura vaccinale si riduce sotto il 95 per cento, noi siamo tenuti – come collettività e quindi come Stato – ad intervenire perché tutti i cittadini siano garantiti. Ragione in più, in un momento di grande mobilità, in cui dobbiamo garantire a tutti i bambini che vanno a scuola, di qualsiasi nazionalità siano, una copertura vaccinale.

Prima sentivo dire che non c’è stata un’epidemia. Ma la sanità pubblica ha come principio quello di non aspettare i morti, ma di prevenire; non dobbiamo certo aspettare l’inizio di un’epidemia per intervenire.

Ci dovrebbe bastare il fatto che sono morti tre bambini di morbillo di cui due a Roma, e che solamente nell’ultimo anno la copertura vaccinale in questa regione è scesa del 2 per cento. Sono cose che ci devono preoccupare. Non dobbiamo aspettare che succeda qualcosa di particolarmente tragico. Noi dobbiamo intervenire ed è nostro dovere, come collettività e come Istituzione, garantire che ci sia la tutela del diritto alla salute.

Il numero delle vaccinazioni

Come Regione, ci eravamo già impegnati, avevamo presentato un disegno di legge, la Giunta l’aveva presentato, proprio per questa preoccupazione. Allora avevamo solamente la questione delle quattro vaccinazioni obbligatorie, oggi siamo in una situazione completamente diversa. In quei giorni l’avevamo fatto per senso di responsabilità, per l’idea che noi, come Istituzione regionale, dobbiamo garantire ai cittadini sicurezza e tranquillità quando accedono ai servizi e quando vanno a scuola.

Poi c’è stato il provvedimento nazionale del Governo e devo dire che il Parlamento, grazie anche al contributo delle opposizione, ha migliorato la legge che è stata presentata dal Governo. Per esempio, come ricordava Storace, ha ridotto il numero delle vaccinazioni scegliendo quelle sulle quali potevano esserci più problemi e lasciando altre vaccinazioni come quelle raccomandate. Non sono state eliminate, ma è stato semplicemente detto: dieci sono obbligatorie e quattro raccomandate. Inoltre sono state ridotte le sanzioni, proprio per non portare avanti un’azione che poteva non essere capita dai cittadini.

Il compito della Regione

Io credo che la nostra Regione in questo momento abbia un compito diverso rispetto al fatto di presentare un ricorso presso la Corte costituzionale. La nostra Regione ha il compito di impegnarsi per attuare questa legge, per farla comprendere ai cittadini, per semplificare le procedure, per far capire che cosa bisogna fare. Non a caso, proprio nei giorni scorsi la Regione ha fatto un accordo con l’Ufficio regionale della scuola per garantire che non siano i genitori a dover presentare tutti i documenti, ma le scuole che si impegneranno a presentare gli elenchi dei loro alunni. Poi, nel tempo, saranno le ASL. Perché noi abbiamo tempo fino a marzo del 2018 per regolarizzare le situazioni e far sì che tutte le incombenze burocratiche non siano a carico dei cittadini, ma siano a carico delle Istituzioni.

È stata prevista l’autocertificazione. E perché è importante? Perché non sempre è possibile regolarizzarsi all’istante, proprio perché c’è tempo fino a marzo del 2018. Quindi, se un genitore ha prenotato la vaccinazione può iscrivere il proprio figlio a scuola.

Inoltre, la Regione, ha stabilito e inserito nel portale telematico un modulo, che ogni genitore può scaricare, uguale per tutti, nel quale appunto si indica l’autocertificazione, se si è in regola con le vaccinazioni, se si è proceduto, in quanto non in regola, a fare la prenotazione.

Immunità per tutti

Io credo che poi ci siano delle altre cose importanti in questo provvedimento, perché nel provvedimento nazionale sono indicati i casi e le possibilità per i medici di assumersi la responsabilità di esonerare chi non può essere vaccinato, perché ci sono dei bambini che non possono essere vaccinati per le malattie che hanno o per la situazione in cui si trovano. E questo è importante. Ma proprio per poter fare questo noi dobbiamo avere la garanzia che tutti gli altri siano vaccinati.

Addirittura la legge garantisce che, nei casi in cui ci siano dei bambini che non si sono potuti vaccinare perché non erano nelle condizioni di poterlo fare, devono essere messi in classi in cui tutti gli altri bambini siano vaccinati, proprio a garanzia che anche chi è malato possa usufruire di quella immunità che viene garantita per tutti.

Una legge essenziale

Peraltro, io sto girando la regione per parlare con i genitori, per fare degli incontri anche a livello locale per andare a vedere quali sono i problemi concreti delle persone. Molto spesso sono legati all’informazione, al non sapere se il modulo è quello giusto o quello sbagliato, o delle volte anche all’eccessiva freddezza delle nostre strutture sanitarie nel momento in cui devono approcciare le famiglie per spiegare i motivi e le procedure con cui devono rispettare la legge. Noi questo lo dobbiamo garantire ai cittadini, perché è diritto del cittadino poter vedere attuata questa legge, ma in maniera conforme alle proprie esigenze e ai propri problemi, con quel livello di umanizzazione indispensabile. Questa è una legge essenziale per la sicurezza dei nostri bambini, ma in generale dei cittadini, ed è un bene che sia compresa ed attuata nel modo più semplice possibile.

La copertura vaccinale

Credo che il compito della Regione sia quello di impegnarsi in maniera molto forte per l’attuazione del provvedimento. Mi auguro che questi tipi di provvedimenti nel futuro non debbano essere necessari, cioè mi auguro di poter raggiungere, nel più breve tempo possibile, quella copertura vaccinale che ci consenta di non rendere obbligatorie le vaccinazioni, come succede in alcuni Paesi. Purtroppo, ce ne sono altri – ricordo la Francia- che hanno dovuto reintrodurre la copertura vaccinale perché sono successe cose similari alle nostre.

La nostra attenzione deve essere quella di aumentare l’immunità di gregge per tutti questi vaccini, in modo tale che i nostri figli non debbano rischiare. Vi ringrazio.

Liste d’attesa, il piano del Lazio prende sul serio le esigenze concrete dei cittadini

listedattesaQuesta mattina Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, ha presentato il piano per l’abbattimento delle liste d’attesa nel servizio sanitario regionale. Ecco di seguito il mio comunicato.

 

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“Con le misure presentate stamane le istituzioni regionali cercano di prendere di petto la questione delle liste d’attesa nel Lazio. E’ il segno di una Regione forte, non soltanto capace di uscire dal commissariamento, ma anche determinata a prendere sul serio le esigenze concrete dei cittadini. Siamo consapevoli della difficoltà degli obiettivi che ci siamo posti, ma metteremo tutto l’impegno necessario per affrontare i problemi e per cercare di risolverli”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio e componente della Commissione Politiche sociali e salute.

“Il primo passo molto importante – spiega Petrangolini – è il piano per consentire a tutti di accedere a visite ed esami mediante medici di famiglia, ospedali e specialisti. In pratica, entro il 2017 tutte le agende relative alle prestazioni di primo accesso dovranno essere configurate per criteri di priorità, dalla più urgente alla meno urgente, e gestite dai medici di medicina generale. Sarà possibile distinguere tra le prenotazioni di primo accesso e quelle per i controlli successivi. Nel secondo caso saranno lo stesso medico specialista o la struttura di riferimento dove si è in cura a gestire la prenotazione del paziente mediante accesso diretto al sistema o tramite sportello CUP aziendale”.

“La seconda cruciale novità – continua Petrangolini – sarà la gestione trasparente e condivisa delle agende di prenotazione. Questo significa che le strutture sanitarie dovranno collaborare sempre di più mettendo in comune i propri dati e sarà sempre possibile avere il quadro delle attese da parte dei Sistemi informativi regionali e delle disponibilità da parte del Recup e dei medici prescrittori. Inoltre, i calendari delle agende non potranno mai essere chiusi. Tutto questo significa che le agende per le prenotazioni si trasformano in uno strumento di lavoro efficace che potrà rendere effettivo il diritto di accesso a tutto vantaggio dei cittadini”.

“Fin qui abbiamo parlato di un piano che richiede dei tempi di realizzazione che dipendono anche dalla buona volontà di tutti gli operatori. Ma la Regione – aggiunge Petrangolini – prevede pure degli interventi molto concreti per fronteggiare i ritardi su prestazioni particolarmente richieste dai cittadini. Mi riferisco, in primo luogo, agli esami ecografici, per i quali è previsto l’assorbimento delle attuali code – la cifra è pari a 66mila persone – in 12 settimane con l’aumento dell’orario di lavoro fino alle 22 nei giorni infrasettimanali e ai giorni festivi. L’altro intervento riguarda l’abbattimento dei tempi di attesa sulle visite specialistiche più criticheoculistica con 52mila persone in attesa, cardiologia con 35mila e dermatologia con 25mila – con la stessa modalità di estensione dell’orario. In entrambi i casi l’investimento è pari a 5 milioni di euro che vanno dalla Regione alle Aziende sanitarie”.

“Infine – conclude Petrangolini – l’insieme di queste attività sarà sottoposto ad un attento monitoraggio, anche esterno, attraverso l’istituzione di osservatori sulle liste di attesa e il coinvolgimento dei soggetti della società civile e della cittadinanza come i sindacati, le rappresentanze degli utenti e le associazioni dei malati. Il fatto di contare anche sull’apporto dei soggetti direttamente interessati mi pare una ulteriore garanzia della serietà dell’impegno della Regione”.

Il Lazio per le donne: quello che abbiamo fatto

Una nuova stagione di tutela per la salute di donne e bambini. La Regione mette in campo un pacchetto di iniziative attraverso cui migliorare ancora la rete di assistenza e cure dedicate a donne e bambini: per migliorare le strutture ospedaliere, per rendere il parto più vivibile e meno medicalizzato, per abbassare l’incidenza dei parti cesarei, per garantire la corretta applicazione della legge 194, nella sua interezza.

 

Circa 30 mln edilizia rete perinatale grazie allo sblocco delle risorse ex art. 20 (264mln di euro totali) abbiamo un investimento di circa 30 milioni di euro. Gli interventi interesseranno diverse strutture a vari livelli per migliorare sicurezza e tecnologie dei reparti e dei servizi della rete perinatale: ostetricia, patologia neonatale, terapia intensiva neonatale, pediatria, ginecologia e pronto soccorso pediatrico.

 

2,5 mln per ristrutturare i consultori dei circa 30mln, 2,5mln sono destinati alla ristrutturazione completa dei consultori in tutto il Lazio. L’obiettivo è proprio quello di ricostruire una rete che aiuti concretamente l’assistenza, ma anche le attività di prevenzione e informazione, che erano state destrutturate e lasciate in una situazione di abbandono. In particolare le risorse saranno destinate alla ristrutturazione di diverse strutture in tutte le Asl.

 

Le nuove assunzioni per 87 medici, 47 ostetriche, 70 psicologi e 56 assistenti sociali: per far funzionare a pieno regime la nuova rete, avanti con le assunzioni anche per i reparti della rete perinatale, quindi ostetricia e ginecologia, beneficeranno del rilancio sul personale, tra stabilizzazioni e nuove assunzioni: 87 medici, 47 ostetriche. A questa nuova forza-lavoro per le strutture ospedaliere, si aggiungono 70 psicologi e 56 assistenti sociali che saranno messi al servizio del territorio.

 

Gli investimenti: circa 30 milioni di euro per migliorare la rete perinatale e i consultori cui andranno di queste risorse circa 2,5 milioni.

 

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AZIENDA OSPEDALIERA SAN GIOVANNI ADDOLORATA: 4 MLN EURO

– SAN GIOVANNI ADDOLORATA. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale del presidio: ostetricia, nido e blocco parto.

 

ASL ROMA 1: 1 MLN E 803MILA EURO

– OSPEDALE SAN FILIPPO NERI. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale: reparto di ostetricia, patologia neonatale e Tin (terapia intensiva neonatale).

– CENTRO TUTELA DELLA SALUTE DELLA DONNA E DEL BAMBINO S. ANNA (ASL RM 1): interventi di manutenzione straordinaria per la riorganizzazione, l’adeguamento e la messa a norma della struttura e degli impianti.

 

ASL ROMA 2: 8 MLN E 130MILA EURO

– OSPEDALE SANDRO PERTINI. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di ristrutturazione per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale: blocco parto, reparti di pediatria, ostetricia, ginecologia e patologia neonatale.

– OSPEDALE S. EUGENIO. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di ristrutturazione per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale: blocco parto, pronto soccorso pediatrico, pianificazione familiare e reparto di pediatria.

– CONSULTORIO FAMILIARE/T.S.M.RE.E. DI VIA PIETRALATA 497. Interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma edile e impiantistica.

– CONSULTORI FAMILIARI DI VIA SAN BENEDETTO DEL TRONTO 9 E DI VIA TOMMASO AGUDIO 5. Interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma edile e impiantistica.

 

ASL ROMA 3: 1 MLN E 344MILA EURO

– OSPEDALE G.B. GRASSI. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di ristrutturazione per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale: blocco parto, reparto di pediatria, ostetricia e patologia neonatale.

ASL ROMA 4: 2 MILIONI E 700MILA

– OSPEDALE S. PAOLO DI CIVITAVECCHIA. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale: blocco parto, ambulatori, ginecologia, ostetricia e Tin – Terapia intensiva pediatrica, servizi correlati.

 

ASL ROMA 5: 3 MLN E 457MILA EURO

– OSPEDALE CIVILE CONIUGI BERNARDINI DI PALESTRINA, OSPEDALE S. GIOVANNI EVANGELISTA DI TIVOLI. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale: reparti di pediatria, patologia neonatale, ostetricia e ginecologia, e acquisizione delle attrezzature sanitarie per i due ospedali e per i consultori familiari della Asl Roma 5 (ex Roma G).

 

ASL ROMA 6: 1 MILIONE E 126 MILA EURO

– OSPEDALE ANZIO-NETTUNO. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale: blocco parto, terapia intensiva e degenza.

 

ASL FROSINONE: 3 MILIONI E 200MILA EURO

– PRESIDI OSPEDALIERI DI SORA, FROSINONE – ALATRI E CASSINO. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale di questi presidi.

 

ASL LATINA: 2 MILIONI E 940MILA EURO

– PRESIDI OSPEDALIERI DI S. MARIA GORETTI DI LATINA, S. GIOVANNI DI DIO DI FONDI E DONO SVIZZERO DI FORMIA. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale di questi presidi.

 

ASL RIETI: 996MILA EURO

– OSPEDALE S. CAMILLO DE LELLIS. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma dei reparti e dei servizi della rete perinatale del presidio.

 

ASL VITERBO: 1 MLN EURO

– RETE PERINATALE ASL VITERBO. Nuovo assetto della rete perinatale, con interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento e la messa a norma, acquisizione delle attrezzature sanitarie per l’ammodernamento tecnologico dei reparti e dei servizi della rete perinatale della Asl di Viterbo.

 

AZIENDA OSPEDALIERA SAN CAMILLO FORLANINI: 1 MILIONE E 830MILA EURO

– SAN CAMILLO FORLANINI. Nuovo assetto della rete perinatale, con acquisizione di attrezzature e arredi per il padiglione Flajani afferente la rete perinatale del S. Camillo.

 

Concorso medici S.Camillo. Per la prima volta è stata sperimentata la possibilità di reclutare personale specificamente dedicato all’applicazione della legge 194. Sono entrati il primo marzo in servizio i due medici, l’obiettivo è stato proprio quello di tenere insieme due grandi principi che ispirano la 194: quello di esercitare consapevolmente le scelte procreative e garantire la salute riproduttiva femminile. E quello della tutela dei medici, ai quali nel Lazio è oggi, e sarà sempre, ampiamente garantito il diritto all’obiezione.

 

Day hospital: il San Camillo ha anche attivato un servizio dedicato all’aborto farmacologico in day hospital. La ristrutturazione del nuovo dipartimento materno infantile presso il padiglione Flajani su progetto presentato dall’azienda e approvato dalla regione prevede uno stanziamento di 3 milioni e 400.000 euro prevede: inoltre la Regione in prima linea anche per un ulteriore finanziamento (900 mila euro) per ampliare e ristrutturare completamente l’attuale struttura dedicata all’applicazione della legge 194, che resterà nell’attuale padiglione maternità, dove si trova.

 

I numeri verdi per il percorso di Ivg la Regione sta valutando insieme al gruppo di lavoro del reparto di Ivg del S. Camillo anche l’apertura di due numeri verdi per garantire la corretta applicazione della 194:

Un numero dedicato alle donne: un servizio nuovo, destinato all’utenza e collegato alla rete dei consultori per accedere alla legge 194. La donna viene indirizzata nelle strutture territoriali e riceve tutte le informazioni necessarie per facilitare il contatto con la rete dei servizi socio-sanitari.

Un numero dedicato al personale sanitario: che dovrà “gestire” i casi delle donne che, in procinto di arrivare alla scadenza delle 12esima settimana o con altre problematiche specifiche non riescono a trovare riscontro alle esigenze presso le strutture di “primo contatto”. I sanitari attiveranno tutte le procedure per garantire l’esecuzione della prestazione o direttamente o inviando ad altra struttura della rete.

Confermato trend positivo riduzione parti cesarei primari: uno dei risultati di questi anni è l’azione sui cesarei primari. Finalmente abbiamo rotto la soglia del 30% dei cesarei: passiamo dal 31,4% del 2012 al 27,7% del 2015. Un andamento positivo che sembra confermato anche per il 2016, in cui la media dei cesarei primari scende ancora, fino al 27,2% del primo semestre del 2016.

Chiusi i punti nascita sotto i 500 parti l’anno: sono infatti stati chiusi i reparti di Monterotondo, Tarquinia, Alatri e Colleferro. Ed è stata inoltre revocata l’autorizzazione per il reparto di ostetricia della clinica Villa Pia, a Roma.

Screening oncologici: potenziata la rete degli screening. Ogni anno, a partire dal 2013, la quantità degli inviti è aumentata progressivamente arrivando a raggiungere un numero sempre più alto di popolazione, passando dal 67% al 90% per i tumori della mammella e dell’utero.

Procreazione medicalmente assistita: la Regione Lazio è in prima linea per garantire un’assistenza migliore alle coppie che scelgono la procreazione medicalmente assistita. Dopo aver recepito la direttiva nazionale stiamo lavorando sugli accreditamenti tra pubblico e privato per potenziare e migliorare la rete della pma. Ad oggi possiamo contare su 21 centri autorizzati (tra pubblico e privato e 4 accreditati pubblici (San Filippo Neri, Sant’Anna, Umberto I, Pertini). Inoltre abbiamo fissato le tariffe per la procreazione medicalmente assistita portando nel settore trasparenza e più certezze per cittadini e medici.

Il parto a casa: il Lazio è una delle prime regioni italiane ad aver introdotto la possibilità del parto a casa per le gestanti che non presentano fattori di rischio. La Regione ha definito puntualmente tutti i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi per tutto ciò che riguarda il parto extraospedaliero. Anche in questo caso l’obiettivo è sostenere una libera e consapevole scelta da parte delle pazienti, mantenendo sempre elevati gli standard di sicurezza.

Lotta contro la violenza sulle donne. Un altro fronte fondamentale della nostra azione ha riguardato la lotta alla violenza sulle donne. La Regione Lazio ha attuato una strategia complessiva, trasversale e multidisciplinare, per contrastare il fenomeno della violenza di genere. Per questo ha approvato la legge regionale del 19 marzo 2014 per favorire la promozione di una cultura del rispetto dei diritti umani fondamentali e delle differenze tra uomo e donna.

Sostegno alla rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio: abbiamo moltiplicato gli investimenti per il finanziamento dei centri esistenti: 786 mila euro alla città metropolitana di Roma e alle province di Latina, Frosinone, Rieti e Viterbo. Inoltre, dal 2017, la Regione sta garantendo la continuità del servizio delle tre case rifugio per donne vittime di violenza della rete di Solidea, istituzione della ex provincia di Roma.

1 milione di euro per 8 nuovi centri antiviolenza e 5 case rifugio: un bando rivolto agli enti locali che consentirà l’allargamento della rete dei servizi antiviolenza finanziati dalla Regione Lazio a tutte le province: complessivamente le strutture passeranno da 14 a 25: 8 centri antiviolenza (5 nella Provincia di Roma e uno ciascuno nelle province di Latina, Rieti e Viterbo) e 3 case rifugio (1 a Rieti, 1 a Viterbo e 1 a Frosinone).

Sostegno agli orfani delle vittime di femminicidio: investiamo 400 mila euro per concedere un contributo economico “una tantum” di 10 mila euro alle figlie e ai figli delle donne vittime di femminicidio per sostenerli negli studi e nelle scelte future.

Progetti per l’autonomia delle donne vittime di violenza: investiamo 2mln per l’avvio di circa 200 progetti di formazione e di sostegno all’autonomia per 200 donne vittime di violenza.

1,3 milioni per la rete anti-tratta: un progetto per l’emersione, l’assistenza e l’integrazione sociale delle persone vittime di tratta che vede la regione ente capofila e che coinvolge come enti attuatori 12 associazioni impegnate sul territorio.

Progetti per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere: 600 mila euro per promuovere la cultura del rispetto e dell’uguaglianza tra i sessi e per la promozione di progetti sperimentali rivolti agli uomini. Inoltre sono previsti investimenti per promuovere iniziative tra gli studenti: la realizzazione di un fumetto contro la violenza, un premio per la migliore tesi di laurea contro la violenza di genere (2 borse di studio, da 3 mila euro ciascuna).

 

“’L’8 marzo è caratterizzato, da parte della Regione Lazio da un impegno e da una coerenza a difesa delle donne. Sia nelle politiche del lavoro sia nella scelta di salvare e ampliare la rete dei centri antiviolenza- parole del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: Investiremo 27 mln di euro per rifare tutti i reparti maternità, investiremo anche 2 mln e mezzo di euro sui consultori, in particolare per 11 che ristruttureremo, ma soprattutto avremo più personale a disposizione dei cittadini per le prestazioni dei consultori. Arriveranno, infatti, oltre 70 psicologi, 56 assistenti sociali, 47 ostetriche e operatori sanitari, circa 90 medici. Potenzieremo, dunque, tutta una rete di servizi socio-sanitari massacrati dalla stagione del commissariamento”- ha detto Zingaretti.

Prezzo nazionale per aghi e siringhe: ribassi fino al 70%

siringhe_consip“La siringa acquistata dalle aziende sanitarie pubbliche ha finalmente il suo ‘prezzo nazionale’”. A dirlo è la Consip che comunica che si è “conclusa con l’aggiudicazione di 13 dei 15 lotti, la gara per la fornitura di aghi e siringhe alle pubbliche amministrazioni”.

“Una gara di grande importanza – rileva Consip – , non tanto per il valore economico – 36 milioni di euro in due anni a fronte di una spesa annua per tutte le tipologie di aghi e siringhe acquistate dalla PA di 150 milioni di euro – quanto per il valore ‘simbolico’, poiché la difformità dei prezzi pagati per lo stesso tipo di siringa è stata spesso utilizzata come emblema degli sprechi della Pubblica Amministrazione”.

Consip fa anche alcuni esempi. “Ad esempio, la siringa comune per iniezioni (siringa con ago con meccanismo di sicurezza) costerà, in tutta Italia, da 0,049 a 0,063 euro (a seconda delle dimensioni), con un ribasso del 70% rispetto al prezzo base d’asta. In generale, i ribassi ottenuti per le diverse tipologie di prodotti messi a gara – ovvero le categorie di aghi e siringhe di uso comune che rappresentano comunque la fetta maggiore dei consumi da parte delle strutture sanitarie pubbliche – sono stati compresi fra il 35 e il 70%”.

“Per anni – ha scritto Matteo Renzi su Facebook – in tutte le interviste tv, tutti gli esponenti politici, di tutti i partiti, si sono scandalizzati per le inefficienze del sistema pubblico e per gli sperperi di denaro. L’esempio più calzante era proprio il prezzo delle siringhe diverso tra regione e regione, tra asl e asl. Lo dicevamo tutti, io compreso. Mi sono sempre chiesto perché tutti lo dicessero ma nessuno facesse nulla per cambiare il sistema. Quando è toccato a me, effettivamente ho scoperto che l’iter burocratico tra Regioni, burocrazia, strutture varie era molto complicato. Ma abbiamo fatto di tutto e oggi finalmente le cose sono cambiate”.

Lazio: accordo Regione-sindacati per stabilizzare i precari

accordoprecari“Stabilizzare i precari della sanità – in particolare i medici – rappresenta un altro importante passo compiuto dalla Giunta Zingaretti per il rilancio del servizio sanitario regionale del Lazio”.
A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio e componente della Commissione Politiche sociali e salute.
“L’accordo firmato oggi (ieri, ndr) tra Regione Lazio e sindacati avvia la stabilizzazione di oltre 500 co.co.co, soprattutto medici che lavorano nella sanità. In questo modo – spiega Petrangolini – avranno più certezze sia i professionisti e gli operatori che attendono da tempo che i cittadini che potranno contare sulla continuità e la qualità del servizio”.
“Questa intesa – continua Petrangolini – si aggiunge a quella raggiunta lo scorso anno per regolarizzare in modo stabile i lavoratori precari a tempo determinato e ha il merito di smentire molte delle perplessità che provenivano dal mondo sindacale. Abbiamo così una ulteriore riprova del buon lavoro fatto in questi mesi da una Giunta che ha dovuto lavorare in condizioni difficilissime ben note a tutti, prima di tutto sul piano economico”.
“Nelle Asl laziali – conclude – lavorano da anni precari con particolari competenze. Con l’accordo odierno viene riconosciuto il loro apporto e le aziende potranno contare sulla permanenza di un personale qualificato e formato al servizio dei cittadini”