Non siamo nati per soffrire: aboliamo i dolori forzati!

Al via una campagna europea sul diritto a non soffrire

L”Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato nel 2004 il diritto a non soffrire come diritto umano inalienabile. Eppure si tratta ancora di un diritto poco rispettato. Secondo il Pain Alliance Europe-PAE, un europeo su quattro soffre di dolore cronico acuto, 100 milioni solo nei 27 Paesi Ue, la metà dei quali non riceve alcun trattamento o addirittura non viene presa sul serio.’ Mentre il dolore oncologico – fortunatamente – è inteso come una patologia, con numerose associazioni che si sono impegnate per il suo riconoscimento, il dolore cronico come malattia è praticamente sconosciuto ai professionisti della sanità e all’opinione pubblica in generale. I costi per la collettività di questo disconoscimento sono altissimi: il 21% dei pazienti europei affetti da dolore cronico è impossibilitato a lavorare, e tra questi, il 61% ha dichiarato che la malattia ha fortemente condizionato il proprio status a livello lavorativo. Per discutere di dolore con i clinici, le istituzioni europee e i pazienti si è svolto a Copenaghen nel maggio scorso il SIP (Societal Impact Pain), una grande conferenza europea con circa 400 partecipanti. Per la prima volta in tutti i momenti pubblici dell”evento, assemblee plenarie e workshop, hanno avuto la parola i rappresentanti delle associazioni dei cittadini che si occupano di dolore cronico e del diritto a non soffrire. E’ di questi giorni la partenza di una grande indagine sul diritto a non soffrire in Europa. Infatti Active Citizenship Network assieme al PAE e con il sostegno di Grunethal ha promosso un programma “Percorsi per non soffrire e raccomandazione civica sul dolore croncio” che prenderà l’avvio da una ricognizione in 20 paesi sullo stato delle cure e dell’attenzione al dolore per arrivare alla formulazione di una raccomandazione redatta dalle associazioni dei cittadini, da far votare alle istituzioni europee in occasione del semestre italiano del 2014. Perchè l’Italia e il semestre europeo? Perchè noi abbiamo una delle migliori leggi che tutelano qusto tipo di dolore, la legge 38 e quindi dovremmo essere sensibili a batterci per fare entrare il tema nell’agenda europea. Un lungo percorso con una grande determinazione: far sì che in Europa il sollievo dal dolore sia un diritto per tutti i malati cronici. Per saperne di più

Rispondi