Fake news: un corto di Amref chiude la Festa del Cinema di Roma

Fake News, Ong ‘cattive’, bufale: alla Festa del Cinema di Roma che ha chiuso ieri, l’organizzazione umanitaria Amref ha presentato il 4 novembre‘David Troll’, un cortometraggio prodotto da 8 Production e diretto da Antonio Costa. Al centro il tema delle fake news, le bufale che infestano il Web e da cui occorre sapersi proteggere, per non perdere contatto con la realtà. Ho avuto l’opportunità di partecipare alla proiezione e di apprezzare l’opera proprio sabato scorso.

 

Il personaggio: David Troll
Un cappuccio in testa, una diretta Facebook e una serie di congetture. Ecco il personaggio protagonista del corto pronto a diffondere false notizie in rete. Un esempio? Eccolo. ”Oggi è un bel lunedì, il giorno che tutti odiano, perché si torna a lavorare e bisogna essere produttivi con la P maiuscola. Tutti lo odiano, ma poi tutti si danno da fare. Tutti tutti? No. Gli Africani no, gli Africani proprio non vogliono darsi da fare”.

David Troll, all’anagrafe Davide Penna, vomita giudizi davanti ad uno schermo con il solo scopo di ottenere l’apprezzamento del popolo della rete: è assetato di Like, visualizzazioni, condivisioni, fama. ”Gli Africani non danno nomi ai loro figli prima dei 5 anni, certo, sono troppi, nessuno li riconoscerebbe”.

Il protagonista di questo cortometraggio, interpretato da Paolo Briguglia, è un vero e proprio leone da tastiera. Chiuso fra le quattro mura dell’appartamento che condivide con il padre (cui presta il volto Remo Girone), David passa le proprie giornate seduto dietro lo schermo del pc, sputando giudizi privi di fondamento su un mondo di cui non conosce nulla, dedito alla spasmodica ricerca dell’apprezzamento degli avventori della rete, ai quali si presenta sempre col capo coperto da un cappuccio nero. Oltre al padre, l’unica persona con cui abbia realmente contatti è il suo stravagante social media manager (interpretato da Lorenzo Lavia).

Per il resto, la vita di David si svolge tra la sua stanza ed il cortile condominiale. Perennemente a caccia di notizie sensazionali e teorie complottiste per mandare in visibilio i propri follower, Troll decide di puntare la sua attenzione su Amref Health Africa, la più grande ONG operante nel continente africano. Ciò sulla base della considerazione per cui il razzismo è un tema “caldo” della rete, che può dunque fornirgli like e visibilità.

 

Fake news e odio razziale

Disinformazione e falsa – o parziale – informazione, che passano sui media e nel Web, si legano a filo doppio con un altro fenomeno che riguarda trasversalmente il mondo on e offline: il razzismo.

Secondo lOsservatorio dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, sono circa 2.100.000 i contenuti potenzialmente discriminatori rilevati sul Web ogni anno.

Secondo una recente indagine di Lunaria, nel nostro Paese sarebbero stati almeno 1483 i casi di discriminazione registrati tra il primo gennaio 2015 e il 31 maggio 2017. Si tratta di violenze verbali, in alcuni casi trasformate anche in fisiche, dagli esiti talvolta tragici.

 

Amref, i 60 anni e la Festa del Cinema

Nel 2017 Amref Health Africa celebra i 60 anni di attività, un compleanno da festeggiare ma soprattutto un’opportunità per riportare sotto i riflettori la centralità del continente africano, da sempre raccontato da Amref come terra di soluzioni e non solo di problemi.

Sotto questa buona stella nasce la collaborazione tra Amref e la 12a edizione della Festa del Cinema di Roma. Dal 26 ottobre al 5 novembre Amref è stata presente alla Festa come partner per il sociale, con la sua campagna “Africa, per noi non SEI ZERO” , creata da Sabina Leoni per i 60 anni della ONG.

Oltre alla proiezione in anteprima del corto David Troll, è stata allestita – presso il Foyer Petrassi – la mostra fotografica dei volti dei testimonial che hanno accompagnato la storia di Amref, splendidamente ritratti da Francesco Cabras.

Infine, Amref ha riproposto un lavoro del maestro Werner Herzog, dedicato ai fondatori di Amref, “I Medici Volanti dell’Africa orientale”.

Giornata dell’Infanzia: insieme ai bambini del primo Municipio

 In occasione della Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia, al Cinema Adriano di Piazza Cavour, si è svolta la cerimonia di consegna dei primi Attestati di Cittadinanza Municipale a bambine e bambini nati in Italia da cittadini immigrati, residenti nel Municipio Roma I Centro.

Care amiche e cari amici, è stata una mattinata di festa, quella organizzata insieme all’Unicef e che ha visto la partecipazione delle quinte classi delle scuole primarie di tutti gli istituti comprensivi del Municipio Roma I Centro.

Durante l’evento sono stati proiettati due corti, realizzati da UnicefIMG-20141120-WA0000 e dal Centro di aggregazione giovanile Matemù, e il film d’animazione Hotel Transylva nia.

Ho consegnato personalmente gli attestati a molti bambini e bambine, insieme al presidente Provinciale dell’Unicef Claudio Leone, agli assessori municipali Alessandra Ferretti ed Emiliano Monteverde, al Presidente della Commissione Scuola municipale Giovanni Figà Talamanca, anche l’assessore capitolina alla Scuola Alessandra Cattoi, intervenuta all’evento del Municipio I insieme al deputato Khalid Chaouki e alla presidente della Commissione Scuola capitolina Valeria Baglio.

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L’iniziativa scaturisce dalla decisione della Giunta municipale dello scorso anno di organizzare un’iniziativa annuale il 20 novembre durante la quale viene rilasciato l’attestato di cittadinanza ai minori figli di immigrati, nati o residenti nel Municipio. Un documento in cui si evidenzia la possibilità del futuro riconoscimento della cittadinanza italiana, al maturare del loro 18mo anno di età e al verificarsi delle condizioni fissate dalla legge del 1992.

In questo modo la Giunta del Municipio Roma e il Consiglio regionale del Lazio intendono sensibilizzare le competenti istituzioni nel prevedere azioni volte all’emanazione di norme per il diritto di cittadinanza “Ius Soli”.IMG-20141120-WA0002

Cinema, tecnologia, creatività: anche così cresce il Lazio

Sabato scorso, 29 giugno, ho partecipato ad una iniziativa molto interessante nell’ambito del MedFilm Festival 2013 – da poco concluso – alla Casa del Cinema di Roma. Prima un documentario in 3D per raccontare le meraviglie del Monte Pollino, opera del regista Jordan River, dal titolo Apollineum 3D. Poi, un dibattito sulle nuove tecnologie e le risorse per il cinema. Al centro degli interventi, dunque, la cultura, il cinema, le nuove tecnologie, il futuro delle politiche culturali nel Lazio.

Temi importanti anche per il programma di governo regionale di Nicola Zingaretti sul quale stiamo cominciando a lavorare. Non soltanto perché la cultura permea le relazioni tra gli esseri umani, il grado di coesione del tessuto sociale, la capacità di una comunità di accogliere e comprendere le diversità, di incoraggiare l’autodeterminazione e la libertà di scelta, di creare valori condivisi, di dare ai giovani gli strumenti per immaginare il futuro. Ma anche perché investire nella cultura vuol dire investire nella crescita economica del Lazio.

Basta leggere qualche dato. Il territorio del Lazio presenta un forte vocazione culturale, non soltanto per il grande patrimonio storico e artistico, ma anche per l’ampia produzione culturale e creativa: un segmento industriale che secondo le stime conta oltre 51.000 imprese e produce il 6,8% del PIL regionale.

Il Lazio è una delle regioni di massima concentrazione nel mondo di beni culturali: ospita il 70% delle compagnie italiane di teatro, musica e danza, riconosciute dal Ministero; qui hanno sede centinaia di piccole e medie imprese del settore editoriale, mentre il settore della produzione cinematografica e televisiva, grazie anche al recente sviluppo dei nuovi media, rappresenta uno dei settori con maggior numero di addetti della regione.

Il settore del cinema e dell’audiovisivo: un vero e proprio distretto se si pensa che nel Lazio si concentrano 3.400 imprese che occupano oltre 27.000 addetti e producono il 59% del valore aggiunto nazionale. Ma il settore ha bisogno di scelte politiche chiare che alimentino la capacità di investimento per rilanciare l’intero comparto nel segno dell’innovazione, sia nella produzione dei contenuti, sia nella loro fruizione, sia nella promozione della conoscenza del cinema nelle scuole e nella formazione delle nuove generazioni.

Tutto questo è emerso chiaramente nel corso dell’incontro al quale hanno partecipato operatori e tecnici del cinema insieme con me, Ginella Vocca (Presidente del MedFilm Festival), il regista Jordan River, Emanuela Garrone (funzionaria del Ministero per i Beni Culturali) e il collega Eugenio Patanè, Presidente della Commissione Cultura e spettacolo del Consiglio regionale del Lazio.

Abbiamo tutti di fronte delle sfide importanti. La Regione dovrà garantire il finanziamento del Fondo per le produzioni e assicurare una pianificazione pluriennale delle risorse per favorire la programmazione delle imprese del settore, la creazione di partnership con finanziatori privati e la realizzazione di produzioni innovative e opere prime, sia di finzione che documentarie. Dovremo cercare di attingere meglio ai Fondi europei che spesso restano inutilizzati.

D’altra parte, ormai, la parola creatività fa parte del dizionario degli economisti. Le principali città e regioni metropolitane del mondo hanno avviato progetti per promuoverla. L’Unione Europea la considera uno degli strumenti su cui puntare per ricominciare a crescere: audiovisivo, moda, design, cinema, cartoons, tecnologie applicate ai beni culturali sono settori che, già oggi, “valgono” molto in termini economici e di occupazione e che, in prospettiva, sappiamo diventeranno ancora più rilevanti. Anche nel Lazio la “classe creativa” deve contare su un sostegno pubblico, per fare alcune cose semplici: farsi conoscere, fare rete, aprirsi al mondo.

Il progetto Lazio Creativo, che a livello regionale riprenderà la fortunata esperienza degli anni scorsi alla Provincia di Roma, si propone esattamente questo. E anche io cercherò di dare una mano.

Approfondimenti:

http://ec.europa.eu/italia/attualita/eventi/villa_borghese_29giugno_it.htm

http://www.stereoscopic3d.it/presentato-al-medfilm-festival-apollineum-3d-primo-documentario-italiano-girato-in-3d-nativo/

http://ilcorrieredelweb.blogspot.it/2013/07/il-1-documentario-italiano-girato-in-3d.html

http://www.alcinema.org/rubriche/news/apollineum_3d_presentato_in_anteprima_al_xix_medfilm_festival_4818

Lazio: solo 50 consiglieri per tagliare i costi della politica

“Avremo soltanto 50 consiglieri. Anche per le prossime legislature. Grazie a questa minima, ma essenziale modifica oggi vincono i cittadini”. Queste le prime dichiarazioni rilasciate da Teresa Petrangolini, consigliere segretario della Regione Lazio, a commento della prima riforma dello Statuto varata oggi dal Consiglio regionale del Lazio per la riduzione dei costi della politica. “Questa legislatura – continua – comincia nel segno della trasparenza e della riduzione dei costi della politica. 50 consiglieri bastano e avanzano per far funzionare il Consiglio. Bisogna apprezzare anche il fatto che il numero resterà tale anche in caso di aumento della popolazione: la norma, infatti, non prevede un adeguamento proporzionale automatico che avrebbe potuto innalzare il tetto a 60 consiglieri nei prossimi anni. Ciò significa che saranno altri, in futuro, a prendersi la responsabilità di gravare maggiormente sulle tasche dei cittadini.” “Ovviamente – conclude Petrangolini – l’impegno del Consiglio in carica sul tema della trasparenza non si ferma qui. La riforma di oggi è soltanto l’inizio”.