Negoziati Onu: i Consigli Regionali per il disarmo

Pubblichiamo di seguito l’ordine del giorno con cui la Conferenza dei presidenti di Regione invita le Regioni stesse ad aderire e promuovere la campagna “Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero dalle armi nucleari”, stimolando il Ministero degli Affari Esteri ad avviare le trattative per l’elaborazione del testo definitivo della Convenzione sull’Abolizione delle armi nucleari.

ORDINE DEL GIORNO

 

La Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, riunita a Roma il 9 giugno 2017

 

VALUTATO che a distanza di 66 anni dalla tragedia causata dal lancio dei primi ordigni nucleari su Hiroshima e Nagasaki, la minaccia delle armi nucleari non appartiene solo al passato, ma rappresenta un drammatico pericolo anche ai giorni nostri;

RILEVATO che ad oggi si stima siano circa 20.000 le armi atomiche disseminate sul nostro pianeta in grado di cancellare dalla terra ogni forma di vita;

CONSIDERATO che l’ipotesi del disarmo nucleare (cd. “nuclear zero”) è stata autorevolmente riproposta negli ultimi anni sia da parte di molti Governi, sia da parte di associazioni e gruppi di cittadini comuni, che hanno così dato un forte impulso al movimento per il disarmo nucleare;

TENUTO CONTO che dal 5 febbraio 2011, a seguito della ratifica da parte dei Parlamenti di USA e Russia, è entrato in vigore il nuovo accordo START 2, che costituisce il più importante patto sul disarmo nucleare tra le due principali potenze al mondo e con il quale le stesse si sono impegnate a ridurre da 2200 a 1550 il numero di testate nucleari strategiche collocate all’interno dei loro territori;

PRESO ATTO che il movimento internazionale per l’abolizione delle armi nucleari ha promosso diverse campagne – tra cui si ricordano “ICAN. International Campaign to Abolish Nuclear Weapons” proposta da IPPNW (Internazionale Medici per la Prevenzione della Guerra Nucleare) e “The Peoples’s Decade for Nuclear Abolition” avviata dalla Soka Gakkai International – finalizzate all’adozione della Convenzione per l’abolizione delle armi nucleari presentata nel gennaio 2008 durante la 72° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite; preso atto che, sulla scorta delle summenzionate operazioni internazionali, a partire dal 2011 nel nostro Paese è stata lanciata la campagna “Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero dalle armi nucleari”, promossa dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai in collaborazione con PNND (Organizzazione dei Parlamentari per il Disarmo Nucleare), IPPNW (International Physicians for the Preventionof Nuclear War), l’Istituto di Ricerca Internazionale Archivio Disarmo, il World Summit of Nobel Peace Laureates, Pugwash (Conferences on Science and World Affairs), l’USPID (Unione Scienziati per il Disarmo), la Comunità di Sant’Egidio e Mayors for Peace;

CONSIDERATO che l’obiettivo di tale Campagna è quello di sensibilizzare e risvegliare la coscienza collettiva sui pericoli connessi all’utilizzo delle armi nucleari, attraverso la promozione di centinaia di iniziative su tutto il territorio nazionale;

VISTA la mozione avente ad oggetto: “Adesione alla campagna «SENZATOMICA» per una convenzione per l’abolizione delle armi nucleari”, presentata dal Consiglio regionale del Lazio ed approvata dallo stesso in data 18.2.2015;

VISTA la richiesta presentata in data 26.5.2017 dal Presidente del Consiglio regionale del Lazio, relativa all’approvazione da parte della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative Regionali e delle Province autonome di una mozione da presentare al Governo della Repubblica, al fine di promuovere, sia a livello nazionale che internazionale, delle azioni ufficiali atte a garantire il diritto ad un mondo libero dalle armi nucleari;

INVITA LE REGIONI AD IMPEGNARSI

– ad aderire alla campagna “Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero dalle armi nucleari”, che ha lo scopo di informare, sensibilizzare e dare voce alle persone rispetto all’urgenza di un mondo libero dalle armi nucleari;

– a promuovere iniziative di sensibilizzazione per la messa al bando delle armi nucleari in grado di risvegliare la coscienza collettiva sui rischi connessi alluso di queste armi; – ad adoperarsi presso il Presidente della Repubblica, il Governo, il Parlamento ed il Ministero degli Affari Esteri affinché traducano in azioni ufficiali credibili e concrete, da intraprendere tanto a livello nazionale che internazionale, il diritto ad un mondo libero dalle armi nucleari;

– a richiedere, in particolare, al Ministero degli Affari Esteri ed al Ministero della Difesa di farsi promotori in sede internazionale, nell’ambito delle rispettive specifiche competenze, dell’immediato avvio delle trattative per l’elaborazione del testo definitivo della Convenzione sull’Abolizione delle armi nucleari.

Commissione Bilancio: via libera al Rendiconto generale della Regione Lazio

lazio_consiglio_regionale_1La quarta commissione Bilancio, partecipazione, demanio e patrimonio, programmazione economico-finanziaria, ha dato parere favorevole, a maggioranza, alla proposta di legge regionale n. 356/2016, d’iniziativa della Giunta, “Rendiconto generale della Regione Lazio per l’esercizio finanziario 2015”, e alla proposta di deliberazione consiliare n. 68/2016, “Approvazione del rendiconto consolidato Giunta-Consiglio 2015”. Entrambi i provvedimenti, propedeutici alla manovra di bilancio 2017, sono dunque pronti per l’esame da parte dell’Aula consiliare.

Le entrate di competenza accertate ammontano (al netto del riaccertamento dei residui) a 27,255 miliardi di euro, le spese di competenza a 25,963 miliardi, con una differenza tra entrate e spese di 1,292 miliardi. Alla chiusura dell’esercizio finanziario 2015 risultano residui attivi (crediti) per 4,186 miliardi di euro, e residui passivi (debiti) per 6,645 miliardi. L’avanzo di cassa al 31 dicembre 2015 è pari a 827 milioni di euro. Il disavanzo è stato di 2,028 miliardi (al lordo del fondo pluriennale vincolato), in miglioramento rispetto al Rendiconto 2014, laddove il disavanzo era di quasi tre miliardi di euro.

Il Rendiconto ripercorre i numerosi interventi che nel 2015 hanno avuto un impatto sui conti regionali: la legge di stabilità, le leggi sulla soppressione di enti come Ardis e Agenzia per i trapianti, le anticipazioni di cassa da parte del Ministero dell’economia e delle finanze per il pagamento dei debiti commerciali pregressi, gli interventi per il recupero fiscale (tassa auto, ticket sanitari) e sull’addizionale regionale Irpef, le cessioni di spazi finanziari agli enti locali per il pagamento dei loro debiti, le operazioni sugli enti e sulle società regionali volte alla verifica dei debiti e dei crediti reciproci, le dismissioni di quote societarie laddove la Regione Lazio aveva quote di minoranza, la razionalizzazione delle sedi della Regione Lazio con la riduzione dei canoni di locazione, passati da circa 19 milioni annui a 13 e infine il piano di dismissioni immobiliari.

Un capitolo a parte del Rendiconto è dedicato alla gestione sanitaria, con un bilancio consolidato che si presenta ancora con un disavanzo di 332 milioni di euro e incide sul bilancio regionale per il 70 per cento degli incassi (11,6 miliardi) e per il 75 per cento dei pagamenti (11,4 miliardi). Il voto della commissione è stato preceduto dalla richiesta di alcuni chiarimenti, in merito ad alcune criticità evidenziate dalla Corte dei Conti nel giudizio di parifica sul Rendiconto generale, da parte della consigliera Valentina Corrado (M5s) alla quale ha risposto l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore.

Questi i documenti della manovra di bilancio 2017, all’esame della commissione Bilancio: il “Documento di Economia e Finanza Regionale 2017 – Anni 2017- 2019” (Defr, proposta di deliberazione consiliare n. 74/2016), la “Legge di stabilità regionale 2017” (pl 357/2016), il “Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2017-2019” (pl 358/2016) e l’assestamento delle previsioni di 2016-2018 (pl 340/2016).

A cura dell’Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

Approvata in consiglio la legge sul welfare. Importante riconoscimento del caregiver

shutterstock_259323791_1L’approvazione di questa legge sul welfare è una tappa fondamentale per i cittadini del Lazio attesa da ben sedici anni. Il tratto più innovativo è la centralità della persona e della sua dimensione vitale e affettiva. Sono molto soddisfatta anche per l’accoglimento del mio emendamento sul caregiver. La Regione potrà finalmente sostenere tutte quelle persone (una su quattro secondo l’ISTAT) che si prendono cura volontariamente e gratuitamente di una persona cara non autosufficiente.

 Aumenterà, quindi, la tutela dei diritti in campo sociale e sanitario migliorerà la qualità dei servizi erogati, anche grazie all’istituzione dell’Ufficio di tutela e garanzia dei diritti degli utenti, che, come una specie di “difensore civico sociale”, si occuperà delle segnalazioni e dei reclami da parte degli utenti e delle loro associazioni rappresentative. Ci saranno più spazi di partecipazione e per la prima volta nella storia di questa Regione, dopo il Piano sociale del 1999, ci sarà una disciplina regionale di attuazione della legge nazionale sull’assistenza sociale.

 Siamo partiti dall’individuare e favorire tutto ciò che è nato dall’esperienza concreta, riconoscendo i nuovi bisogni e prendendo spunto dalle buone pratiche che nascono in seno alla società, ad esempio la pratica collaborativa, che permette di dirimere le controversie tra coniugi in maniera non conflittuale, l’agricoltura sociale e il cohousing che consentono all’individuo solo, o alle famiglie in difficoltà, di fare di nuovo comunità.

 Abbiamo, dunque, posto attenzione al modo in cui la nostra società è cambiata e si sta evolvendo: centralità della famiglia e sostegno ad una paternità e ad una maternità libere e responsabili, certo, ma anche apertura a nuove e diverse forme di “famiglie”; non porsi più il problema dello status burocratico della persona, quando è una donna incinta o un minore privo di tutela o una persona in situazione tale da esigere un intervento non differibile. Chi è in difficoltà va aiutato, a prescindere dalla sua carta d’identità.

 Dopo una discussione di quasi tre anni con le opposizioni in Commissione, aperta e condivisa con i cittadini e le associazioni del terzo settore,  il Lazio con questa legge potrà contare su un welfare plurale e un sistema di governo basato sulla gestione dei servizi da parte dei comuni in forma associata. Associazionismo, terzo settore, cooperazione ed impresa sociale saranno chiamati ad una partecipazione sistematica alla programmazione degli interventi.

Ok a piano turistico triennale della Regione Lazio: stanziati 22 milioni


Turismo.-IlustraciónVia libera dal Consiglio regionale al Piano turistico triennale 2015-2017 della Regione Lazio. La proposta di delibera è stata approvata ieri sera a maggioranza. Vengono stanziati complessivamente circa 22 milioni di euro nel triennio, indirizzati verso cinque ambiti strategici a rilevanza regionale: agricoltura ed enogastronomia, turismo olistico (cammini, sport, salute, natura protetta), corsi e laboratori di “Italian Style” (capacità di far apprendere mestieri e culture), turismo congressuale e d’affari, servizi personalizzati e di gamma alta. “L’obiettivo – ha detto l’assessore al Bilancio 
Alessandra Sartore – è quello di promuovere progetti che coinvolgano, in una logica di rete, i principali settori produttivi della regione”.

Rispetto alla precedente programmazione, il piano 2015-2017 introduce un nuovo metodo di indirizzo e opera secondo politiche di sostegno e sviluppo per le imprese, di stimolo e affiancamento dei territori e di marketing integrato. Il documento fissa le linee e gli obiettivi generali della programmazione regionale in materia di turismo, lasciando a successivi piani annuali il compito di definire nello specifico interventi da realizzare, coperture finanziarie e modalità di impiego delle risorse.

Più nel dettaglio, nell’ambito delle politiche di sviluppo delle imprese turistiche del Lazio si prevedono iniziative di sostegno alle startup, incentivi alle reti di imprese e accordi quadro con gli istituti di credito. In programma anche azioni di affiancamento dei territori e di stimolo alle aggregazioni tra enti locali, per creare distretti turistici di eccellenza. Sotto il profilo del marketing integrato, infine, si prevedono: rivisitazione degli strumenti di promozione tradizionali; creazione di una strategia dei media e di una redazione multimediale dedicata; raccordo stretto con le altre competenze regionali (sviluppo economico e attività produttive, cultura, sport, ambiente, formazione, lavoro, infrastrutture).

Madia: la trasparenza è meglio della spending

madia--3-Il Ministro della P.A. Marianna Madia, ha annunciato che il FOIA sarà inserito nella riforma della Pubblica amministrazione e che sarà approvata entro l’anno. Una notizia molto importante che va proprio nella stessa direzione della proposta di legge sulla Trasparenza che ho presentato in Consiglio regionale.

“Ancora di più di un commissario alla spending rewiev può e potrà fare, c’è un forte indirizzo politico in questo senso, la trasparenza e l’apertura di tutti i dati della pubblica amministrazione”. Parola del ministro della P.A, Marianna Madia, convinta che la migliore arma contro gli sprechi sia quella in mano ai diretti interessati, ovvero i contribuenti, “chi paga le tasse”. E due sono i progetti per rendere possibile tutto ciò: l’inserimento del Freedom of information Act nella riforma della P.A, inglesismo dietro cui c’è l’obbligo di dare ai cittadini tutte le informazioni richieste; e l’arricchimento del sito ‘soldipubblici’, con una sezione speciale dedicata, fa sapere il ministro, a “tutte le spese dell’amministrazione centrale”.

Il Freedom of information Act (Foia) è promosso da più parti e tra le richieste ci sarebbe anche la trasparenza sulle operazioni in derivati effettuate dal Tesoro. La novità dovrebbe arrivare come emendamento al ddl, appena incardinato a Montecitorio (in seconda lettura), ma sui dettagli Madia non si sbilancia: “si tratta dell’apertura dei dati della P.a. come avviene nei Paesi che lo hanno già adottato, il merito lo vedremo con la discussione alla Camera”. Il fronte Pubblica Amministrazione vede anche altri capitoli aperti, a partire dal blocco della contrattazione che prosegue dal 2010 ed è tornato sotto i riflettori dopo la sentenza con cui la consulta ha bocciato il mancato adeguamento delle pensioni all’inflazione. I sindacati ricordano il loro ricorso contro il congelamento degli stipendi, consigliando al Governo di rimediare in fretta. Madia butta acqua sul fuoco: “C’è stata una sentenza della Corte Costituzionale prima del governo Renzi che dice che il blocco dei contratti è costituzionalmente legittimo purché sia temporaneo. E noi sappiamo benissimo che è una misura eccezionale dovuta ad un periodo di crisi economica del nostro paese”. La Cisl resta scettica: sarebbe “interessante che il ministro dicesse quale sia l’estensione del suo concetto di temporaneità”. Sulla stessa linea l’Fp Cgil, che insiste: “Il contratto va rinnovato e va fatto adesso”. Una trattativa che sembra a buon punto è invece quella sulle assenze dei dipendenti pubblici per visite mediche specialistiche o accertamenti. Ci sarebbe infatti la volontà di accelerare il negoziato dopo la pronuncia con cui il Tar del Lazio ha dichiarato illegittima la misura che aboliva per questi casi il ricorso alla malattia imponendo di usare le diverse forme di permessi già esistenti. “Se si ha un’esigenza medica penso che si debba poter fare delle visite, è un diritto. Ma occorre trovare un equilibrio tra il riconoscimento del diritto e il fatto che questo non diventi un eccesso”, spiega il ministro che invitata a trovare un accordo “velocemente”, evidenziando come la trattativa sia partita ben prima della sentenza del Tar, con un atto di indirizzo del ministero che risale allo scorso autunno. L’Aran, l’Agenzia che rappresenta la P.A. nel tavolo con in sindacato assicura che “entro l’estate” arriverà l’intesa e l’orientamento è quello di mettere a punto dei permessi ad ore, dedicati ai checkup medici. Una sorta di compromesso, tra non prevedere nulla e l’assenza per malattia, che va a giornate. Ansa.it