Best Practices. L’evoluzione della terapia dell’epatite C: controllo e cura nei SerD

Venerdì scorso ho partecipato al congresso nazionale S.I.Pa.D.(Società Italiana Patologie da dipendenza) incentrato sui linguaggi dell’addiction: dalla formazione sugli standard e sulle best practice mirate alla conoscenza, alle analisi ed al perfezionamento degli aspetti professionali correlati alla diagnosi ed alle tecniche terapeutiche che a tutt’oggi si applicano nell’ambito delle patologie da dipendenza.

Abbiamo parlato, insieme al prof. Andreoni –responsabile UOC malattie infettive Tor Vergata-, dell’evoluzione della terapia dell’epatite C, della grande campagna di prevenzione e cura nata dall’Osservatorio della Regione Lazio ‘Senza la C’, in cui hanno collaborato la Direzione regionale, l’Assessorato alla sanità, la Presidenza, l’Istituto Spallanzani, Tor Vergata, Asl Roma 1, associazioni civiche dei malati di epatite C, degli emofilici, dei malati di reni, dei soggetti sieropositivi, delle comunità di accoglienza, dei LGBT, sanità carceraria e medici di famiglia.

Per costruire una campagna corretta bisogna avere una iniziativa così strategica e inclusiva. Quindi ho riflettuto sulla necessità di portare l’informazione della campagna e la possibilità di fare test all’interno dei SerD (servizi per le dipendenze), perché è fondamentale che tutti i cittadini si possano controllare e curare per guarire. Anche perché ormai sappiamo che guarire dall’epatite si può.

La Regione Lazio per la solidarietà: più di 5 milioni destinati al Terzo settore

Una Istituzione che si occupa di solidarietà è sicuramente una Istituzione più giusta. Nelle nostre comunità ci sono persone in difficoltà, deboli, persone che hanno bisogno di aiuto e non vanno lasciate sole.

Per questo la Regione Lazio ha investito più di cinque milioni di euro per finanziare alcuni progetti del Terzo settore. Il bando pubblico, giunto alla seconda edizione, è dedicato ad organizzazioni di volontariato, associazioni, cooperative e imprese sociali, fondazioni, istituti di assistenza sociale e enti religiosi.

I 45 progetti vincitori nel 2017 attivano servizi di pronto intervento sociale in tutte le provincie. Dai servizi di distribuzione viveri ed indumenti di Rieti ai servizi di accoglienza nei Castelli romani; dai servizi di emporio nel comune di Viterbo ai servizi di mensa nei comuni di Gaeta, Itri, Sperlonga; dai servizi di unità di strada a Roma come a Latina fino ai servizi di accoglienza diurna nei comuni del frusinate.

Nella capitale tra i 19 progetti finanziati – che potete leggere in pdf nelle slide – mi fa piacere sottolineare quello realizzato dall’associazione “I diritti civili nel 2000 – Salvabebè-Salvamamme”: un grande store gratuito di vestiario e di altri generi indispensabili per i neonati ed i bambini figli di persone in difficoltà. O anche il lavoro fatto dalla cooperativa sociale “CivicoZeroOnlus” che si rivolge ai minori transitati, fornendo una accoglienza notturna e l’erogazione di servizi essenziali.

Insomma una rete di opere solidali in tutto il Lazio, finanziate per l’inclusione e contro la povertà, per garantire assistenza, aiuto, generi di prima necessità e farmaci. Senza fare discriminazioni, premiando concretamente tutti i volontari e le volontarie che mettono a disposizione la propria competenza e il proprio tempo per risolvere i problemi imminenti di tantissimi concittadini.

La Regione Lazio aiuta chi ha bisogno, per ricominciare e non perdere la speranza nel futuro. Con una modalità innovativa, senza disperdere le risorse. Con un welfare organizzato e funzionale che in questi anni è stato completamente riformato e portato ad un livello esemplare.

Malattie reumatiche (e non solo): un tavolo regionale per migliorare l’assistenza

Le persone affette da malattie reumatiche, gastrointestinali e dermatologiche possono avere esigenze condivise, sia nei percorsi diagnostici, che terapeutici e assistenziali. Proprio per questi motivi sarebbe utile la creazione di un tavolo di discussione e dialogo continuativo tra Istituzioni Regionali, Società Scientifiche e Associazioni dei Pazienti.

L’alleanza tra le tre parti – Regione, Società Scientifiche e Associazione dei Pazienti – consentirebbe alla Regione Lazio di migliorare la programmazione sanitaria, al fine di rendere un servizio di assistenza sempre più appropriato nel rispetto delle esigenze dei pazienti.

A questo scopo, le associazioni coinvolte e le società scientifiche unite su questo obiettivo hanno firmato congiuntamente una ‘consensus letter’.

Sono lieta di pubblicare il pdf della lettera sul mio sito e di rendermi disponibile per la realizzazione di questo percorso.

Consensus letter Lazio – Leggi la lettera qui

Si apre una fase nuova per la prevenzione: 13 milioni ai consultori

Lo stanziamento di tredici milioni e mezzo di euro che la Giunta Zingaretti ha effettuato tramite decreto, è davvero una bella notizia per la nostra regione e un avanzamento reale in termini di prevenzione e tutela della salute delle donne.

In piena coerenza con la nostra storia riformista – siamo stati i primi, tra le regioni italiane, a esserci dotati di una legge dopo la legislazione nazionale sui consultori, negli Anni ’70 – oggi, stiamo anche aprendo una fase nuova.

Una rete strategica sul territorio

Con queste risorse, finalmente le Asl potranno acquistare i macchinari necessari agli screening di prevenzione dei tumori. E le circa 160 strutture socio-sanitarie presenti sul territorio laziale (60 solo a Roma) avranno la possibilità concreta  di giocare un ruolo strategico in termini di assistenza alle famiglie e di rete fondamentale di servizi per la tutela della salute femminile.

Dopo anni in cui i consultori sono stati progressivamente svuotati delle loro funzioni, finalmente possiamo avviare un nuovo corso in termini di offerta di servizi socio-sanitari alle famiglie.

A difesa dei diritti delle donne

Il più grande investimento della storia della Regione Lazio“, come lo ha definito  il presidente Zingaretti per l’ammodernamento delle “tecnologie per la prevenzione nei centri di screening in tutti i consultori della Regione”.

Le più moderne e le più avanzate per continuare questa battaglia a difesa dei diritti delle donne.

Sanità nel Lazio: verso una nuova governance

La sanità del Lazio non produce più un euro di disavanzo”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Lazio, nonché commissario ad acta per il piano di rientro dal deficit sanitario, Nicola Zingaretti, ascoltato alcuni giorni fa dal Consiglio regionale in seduta straordinaria, su richiesta di alcuni consiglieri di opposizione.

 

La sanità del Lazio è fuori dal tunnel

Dai quasi due miliardi di euro di disavanzo del 2007 – circa 400 euro sulla testa di ogni cittadino del Lazio con un’offerta di cure giudicata dal governo insufficiente – si è passati ai 164 milioni del 2016, la metà dell’anno precedente (333 milioni di disavanzo nel 2015), ma con un margine operativo positivo: il rapporto ricavi-costi è di più 137 milioni di euro, al netto delle partite finanziarie. Insomma, secondo il commissario i conti sono a posto e presto si dovrà pensare a una nuova governance della sanità, fuori dal regime commissariale.

“Dopo un’approfondita valutazione sui numeri e sui dati dell’erogazione dei servizi dei livelli essenziali di assistenza, il ministero dell’Economia e il ministero della Salute hanno certificato che la sanità del Lazio è finalmente uscita dal tunnel e si apre una fase nuova”, ha dichiarato Zingaretti, riferendosi all’esito dell’ultimo tavolo tecnico di verifica del piano di rientro e di controllo del piano di rientro dal deficit che si è svolto lo scorso 29 marzo.  “A raggiungere questo traguardo di oggi – ha proseguito Zingaretti – hanno contribuito tutte le amministrazioni precedenti a questa, di centrodestra e di centrosinistra, e nel corso di questi quattro anni le forze politiche delle opposizioni”.

Disavanzo risanato: cosa ha contribuito

Oltre al controllo dell’andamento della spesa, a ripianare il disavanzo, ha contribuito l’aumento delle entrate, dovuto all’adeguamento dei fondi destinati alla popolazione assistita in virtù del riconoscimento della crescita demografica avvenuta negli ultimi anni, e una dinamica di diminuzione della spesa sanitaria. Nel periodo 2010-2015 c’è stato un trend di diminuzione pari almeno al 3,5 per cento. Nello stesso periodo, il medesimo trend a livello nazionale è stato del meno 1,2 per cento. Per il terzo anno consecutivo il disavanzo del Lazio è dunque al di sotto del 5 per cento del totale del fondo sanitario regionale: è questa una delle condizioni poste dal Piano di rientro, per aprire la fase di uscita. “Siamo dunque nelle condizioni che dovrebbero portare a una prospettiva di alleggerimento della pressione fiscale – ha dichiarato Zingaretti – un processo, questo, iniziato con alcuni tagli dell’addizionale regionale Irpef previsti dalla legge di stabilità 2017 e con l’abolizione del ticket aggiuntivo regionale, a partire dal primo gennaio di quest’anno”.

Tra gli altri risultati riferiti da Zingaretti all’Aula: il punteggio dei livelli essenziali di assistenza è passato dai 152 punti del 2013 ai 169 previsti per il 2015 (la soglia minima prevista a livello nazionale per essere adempienti è fissata a 160 punti); il tasso di ospedalizzazione è passato da 164,2 del 2013 a 149,2 del 2014; è aumentato il numero dei trapianti, dai 267 del 2014 ai 321 del 2016; ogni anno, a partire dal 2013, la quantità degli inviti per gli screening è aumentata progressivamente, arrivando a raggiungere un numero sempre più alto di popolazione; i parti cesarei sono passati dal 31,4 per cento del 2012 al 27,7 per cento del 2015.

Zingaretti ha parlato anche dello sblocco del turnover, con l’ingresso nel biennio 2017-2018 di 2.800 unità di personale, di cui un terzo di nuove assunzioni e due terzi di stabilizzazione dei precari. Nel campo dell’edilizia sanitaria, ha annunciato lo sblocco di 264 milioni di euro di finanziamenti nazionali, che si sommano ad altri 176 milioni stanziati sul Policlinico, ai quali si aggiungono altri 109 milioni di euro, concessi dal governo nazionale.  Zingaretti ha inoltre annunciato che la Regione si è candidata a utilizzare i fondi Inail previsti dall’ultima finanziaria nazionale, per realizzare opere come il nuovo ospedale a Sora, completamente antisismico. Resta da lavorare per diminuire le liste d’attesa, estendendo gli orari di strutture e laboratori, coinvolgendo i medici di base nelle prenotazioni delle visite specialistiche e ponendo limiti all’attività intramoenia in quelle aziende sanitarie in cui i tempi di attesa per le attività istituzionali saranno inferiori a quelli previsti. Zingaretti ha ringraziato i due sub commissari Renato Botti e Giovanni Bissoni. Quest’ultimo ha accolto l’invito di Zingaretti a rimanere almeno fino al prossimo tavolo di confronto con i ministeri, previsto a giugno.