La Regione Lazio per la solidarietà: più di 5 milioni destinati al Terzo settore

Una Istituzione che si occupa di solidarietà è sicuramente una Istituzione più giusta. Nelle nostre comunità ci sono persone in difficoltà, deboli, persone che hanno bisogno di aiuto e non vanno lasciate sole.

Per questo la Regione Lazio ha investito più di cinque milioni di euro per finanziare alcuni progetti del Terzo settore. Il bando pubblico, giunto alla seconda edizione, è dedicato ad organizzazioni di volontariato, associazioni, cooperative e imprese sociali, fondazioni, istituti di assistenza sociale e enti religiosi.

I 45 progetti vincitori nel 2017 attivano servizi di pronto intervento sociale in tutte le provincie. Dai servizi di distribuzione viveri ed indumenti di Rieti ai servizi di accoglienza nei Castelli romani; dai servizi di emporio nel comune di Viterbo ai servizi di mensa nei comuni di Gaeta, Itri, Sperlonga; dai servizi di unità di strada a Roma come a Latina fino ai servizi di accoglienza diurna nei comuni del frusinate.

Nella capitale tra i 19 progetti finanziati – che potete leggere in pdf nelle slide – mi fa piacere sottolineare quello realizzato dall’associazione “I diritti civili nel 2000 – Salvabebè-Salvamamme”: un grande store gratuito di vestiario e di altri generi indispensabili per i neonati ed i bambini figli di persone in difficoltà. O anche il lavoro fatto dalla cooperativa sociale “CivicoZeroOnlus” che si rivolge ai minori transitati, fornendo una accoglienza notturna e l’erogazione di servizi essenziali.

Insomma una rete di opere solidali in tutto il Lazio, finanziate per l’inclusione e contro la povertà, per garantire assistenza, aiuto, generi di prima necessità e farmaci. Senza fare discriminazioni, premiando concretamente tutti i volontari e le volontarie che mettono a disposizione la propria competenza e il proprio tempo per risolvere i problemi imminenti di tantissimi concittadini.

La Regione Lazio aiuta chi ha bisogno, per ricominciare e non perdere la speranza nel futuro. Con una modalità innovativa, senza disperdere le risorse. Con un welfare organizzato e funzionale che in questi anni è stato completamente riformato e portato ad un livello esemplare.

Malattie reumatiche (e non solo): un tavolo regionale per migliorare l’assistenza

Le persone affette da malattie reumatiche, gastrointestinali e dermatologiche possono avere esigenze condivise, sia nei percorsi diagnostici, che terapeutici e assistenziali. Proprio per questi motivi sarebbe utile la creazione di un tavolo di discussione e dialogo continuativo tra Istituzioni Regionali, Società Scientifiche e Associazioni dei Pazienti.

L’alleanza tra le tre parti – Regione, Società Scientifiche e Associazione dei Pazienti – consentirebbe alla Regione Lazio di migliorare la programmazione sanitaria, al fine di rendere un servizio di assistenza sempre più appropriato nel rispetto delle esigenze dei pazienti.

A questo scopo, le associazioni coinvolte e le società scientifiche unite su questo obiettivo hanno firmato congiuntamente una ‘consensus letter’.

Sono lieta di pubblicare il pdf della lettera sul mio sito e di rendermi disponibile per la realizzazione di questo percorso.

Consensus letter Lazio – Leggi la lettera qui

Vaccini obbligatori: vi dico perché si

Care amiche e cari amici, vi riporto integralmente il mio intervento sulla mozione di incostituzionalità del “decreto vaccini”- proposta dal M5S durante il Consiglio regionale del 20 settembre. 

 Il principio della prevenzione 

Colleghi, noi siamo contrari a questa mozione, sto parlando a nome della maggioranza, quindi voteremo contro, perché riteniamo che il provvedimento, attualmente in atto sul territorio nazionale, rappresenti una garanzia di tutela della salute della collettività, così come prevede l’articolo 32 della Costituzione.

Questo provvedimento non sarebbe stato necessario se noi ci fossimo trovati in una situazione di sicurezza: vale a dire se non avessimo toccato quel limite, che è quello che viene comunemente inteso come l’immunità di gregge. Limite, che fa sì, che quando la copertura vaccinale si riduce sotto il 95 per cento, noi siamo tenuti – come collettività e quindi come Stato – ad intervenire perché tutti i cittadini siano garantiti. Ragione in più, in un momento di grande mobilità, in cui dobbiamo garantire a tutti i bambini che vanno a scuola, di qualsiasi nazionalità siano, una copertura vaccinale.

Prima sentivo dire che non c’è stata un’epidemia. Ma la sanità pubblica ha come principio quello di non aspettare i morti, ma di prevenire; non dobbiamo certo aspettare l’inizio di un’epidemia per intervenire.

Ci dovrebbe bastare il fatto che sono morti tre bambini di morbillo di cui due a Roma, e che solamente nell’ultimo anno la copertura vaccinale in questa regione è scesa del 2 per cento. Sono cose che ci devono preoccupare. Non dobbiamo aspettare che succeda qualcosa di particolarmente tragico. Noi dobbiamo intervenire ed è nostro dovere, come collettività e come Istituzione, garantire che ci sia la tutela del diritto alla salute.

Il numero delle vaccinazioni

Come Regione, ci eravamo già impegnati, avevamo presentato un disegno di legge, la Giunta l’aveva presentato, proprio per questa preoccupazione. Allora avevamo solamente la questione delle quattro vaccinazioni obbligatorie, oggi siamo in una situazione completamente diversa. In quei giorni l’avevamo fatto per senso di responsabilità, per l’idea che noi, come Istituzione regionale, dobbiamo garantire ai cittadini sicurezza e tranquillità quando accedono ai servizi e quando vanno a scuola.

Poi c’è stato il provvedimento nazionale del Governo e devo dire che il Parlamento, grazie anche al contributo delle opposizione, ha migliorato la legge che è stata presentata dal Governo. Per esempio, come ricordava Storace, ha ridotto il numero delle vaccinazioni scegliendo quelle sulle quali potevano esserci più problemi e lasciando altre vaccinazioni come quelle raccomandate. Non sono state eliminate, ma è stato semplicemente detto: dieci sono obbligatorie e quattro raccomandate. Inoltre sono state ridotte le sanzioni, proprio per non portare avanti un’azione che poteva non essere capita dai cittadini.

Il compito della Regione

Io credo che la nostra Regione in questo momento abbia un compito diverso rispetto al fatto di presentare un ricorso presso la Corte costituzionale. La nostra Regione ha il compito di impegnarsi per attuare questa legge, per farla comprendere ai cittadini, per semplificare le procedure, per far capire che cosa bisogna fare. Non a caso, proprio nei giorni scorsi la Regione ha fatto un accordo con l’Ufficio regionale della scuola per garantire che non siano i genitori a dover presentare tutti i documenti, ma le scuole che si impegneranno a presentare gli elenchi dei loro alunni. Poi, nel tempo, saranno le ASL. Perché noi abbiamo tempo fino a marzo del 2018 per regolarizzare le situazioni e far sì che tutte le incombenze burocratiche non siano a carico dei cittadini, ma siano a carico delle Istituzioni.

È stata prevista l’autocertificazione. E perché è importante? Perché non sempre è possibile regolarizzarsi all’istante, proprio perché c’è tempo fino a marzo del 2018. Quindi, se un genitore ha prenotato la vaccinazione può iscrivere il proprio figlio a scuola.

Inoltre, la Regione, ha stabilito e inserito nel portale telematico un modulo, che ogni genitore può scaricare, uguale per tutti, nel quale appunto si indica l’autocertificazione, se si è in regola con le vaccinazioni, se si è proceduto, in quanto non in regola, a fare la prenotazione.

Immunità per tutti

Io credo che poi ci siano delle altre cose importanti in questo provvedimento, perché nel provvedimento nazionale sono indicati i casi e le possibilità per i medici di assumersi la responsabilità di esonerare chi non può essere vaccinato, perché ci sono dei bambini che non possono essere vaccinati per le malattie che hanno o per la situazione in cui si trovano. E questo è importante. Ma proprio per poter fare questo noi dobbiamo avere la garanzia che tutti gli altri siano vaccinati.

Addirittura la legge garantisce che, nei casi in cui ci siano dei bambini che non si sono potuti vaccinare perché non erano nelle condizioni di poterlo fare, devono essere messi in classi in cui tutti gli altri bambini siano vaccinati, proprio a garanzia che anche chi è malato possa usufruire di quella immunità che viene garantita per tutti.

Una legge essenziale

Peraltro, io sto girando la regione per parlare con i genitori, per fare degli incontri anche a livello locale per andare a vedere quali sono i problemi concreti delle persone. Molto spesso sono legati all’informazione, al non sapere se il modulo è quello giusto o quello sbagliato, o delle volte anche all’eccessiva freddezza delle nostre strutture sanitarie nel momento in cui devono approcciare le famiglie per spiegare i motivi e le procedure con cui devono rispettare la legge. Noi questo lo dobbiamo garantire ai cittadini, perché è diritto del cittadino poter vedere attuata questa legge, ma in maniera conforme alle proprie esigenze e ai propri problemi, con quel livello di umanizzazione indispensabile. Questa è una legge essenziale per la sicurezza dei nostri bambini, ma in generale dei cittadini, ed è un bene che sia compresa ed attuata nel modo più semplice possibile.

La copertura vaccinale

Credo che il compito della Regione sia quello di impegnarsi in maniera molto forte per l’attuazione del provvedimento. Mi auguro che questi tipi di provvedimenti nel futuro non debbano essere necessari, cioè mi auguro di poter raggiungere, nel più breve tempo possibile, quella copertura vaccinale che ci consenta di non rendere obbligatorie le vaccinazioni, come succede in alcuni Paesi. Purtroppo, ce ne sono altri – ricordo la Francia- che hanno dovuto reintrodurre la copertura vaccinale perché sono successe cose similari alle nostre.

La nostra attenzione deve essere quella di aumentare l’immunità di gregge per tutti questi vaccini, in modo tale che i nostri figli non debbano rischiare. Vi ringrazio.

Tutela consumatori, la commissione dà l’ok al regolamento

ConsumatoriIeri nella II commissione del Consiglio regionale abbiamo dato parere favorevole al regolamento regionale di attuazione della legge 6 del 2016, “Disposizioni in materia di tutela di consumatori e utenti”. Il testo disciplina la concessione dei contributi, previsti nel programma triennale e nel piano annuale degli interventi, e chiarisce i requisiti per l’iscrizione al Registro regionale delle associazioni dei consumatori e utenti.

Sono state approvate due osservazioni da me formulate, tendenti a introdurre la “collaborazione eventuale” da parte delle associazioni con gli enti pubblici cui sia demandata la realizzazione degli interventi previsti.

Approvata infine un’osservazione del Presidente di commissione Petrassi con la quale si vieta alle associazioni di avere i propri sportelli nelle sedi dei partiti politici o sindacati; l’unica eccezione sarà rappresentata dal caso in cui l’attività dell’associazione sia chiaramente distinta da quella del partito.

Lo schema di delibera torna in Giunta con osservazioni per l’approvazione definitiva.

Ambasciatrice dei pazienti in Europa: grazie Eupati!

Sono molto felice di essere stata nominata Ambasciatrice per il progetto EUPATI/ITALIA nell’ambito delle attività del Comitato Accademia dei Pazienti Onlus. E’ un progetto nel quale io credo molto, un progetto che mette il paziente e i suoi familiari, ed ogni cittadino che lo voglia, in condizione di conoscere in modo esaustivo terapie e farmaci, attraverso formazione certificata.
L’Accademia Europea dei Pazienti sull’Innovazione Terapeutica (European Patients’ Academy on Therapeutic Innovation, EUPATI) è un progetto innovativo paneuropeo dell”Iniziativa Tecnologica Congiunta IMI (Innovative Medicines Initiative) (http://www.imi.europa.eu/). Il progetto è guidato dall’European Patients’ Forum, insieme alle organizzazioni dei pazienti (European Genetic Alliance, European AIDS Treatment Group ed EURORDIS), università e organizzazioni no profit,ed insieme a numerose aziende farmaceutiche europee.
Nell’ottobre 2014 EUPATI ha lanciato il Corso di formazione per pazienti esperti in lingua inglese, e l’anno scorso ha lanciato una piattaforma educazionale basata su Web che contiene materiale didattico in inglese, italiano, spagnolo, polacco, tedesco, francese e russo, che ha come scopo raggiungere i rappresentanti dei pazienti in tutta l’Europa.
Questa Accademia si focalizza sull’educazione e la formazione al fine di aumentare la capacità e la possibilità dei pazienti di comprendere l’attività di ricerca e sviluppo dei farmaci e contribuirvi, come pure per incrementare la disponibilità di informazioni oggettive, affidabili e comprensibili per i pazienti.
In un’epoca in cui ogni certezza scientifica e ogni conoscenza medica viene messa a repentaglio (un episodio su tutti: la disinformazione scellerata sui vaccini) sento la necessità di rendermi utile nel campo che conosco meglio per aiutare EUPATI a rendere i pazienti informati e consapevoli; la ricerca e lo sviluppo, le valutazioni dei rischi e dei benefici, la medicina personalizzata e tanti altri argomenti hanno portato questa Accademia di respiro internazionale ad essere un vero e proprio supporto del paziente che oltre ad essere curato vuole essere informato. Come Ambasciatrice collaborerò con esperti colleghi italiani ed internazionali e non vedo l’ora di iniziare.