Approvata in consiglio la legge sul welfare. Importante riconoscimento del caregiver

shutterstock_259323791_1L’approvazione di questa legge sul welfare è una tappa fondamentale per i cittadini del Lazio attesa da ben sedici anni. Il tratto più innovativo è la centralità della persona e della sua dimensione vitale e affettiva. Sono molto soddisfatta anche per l’accoglimento del mio emendamento sul caregiver. La Regione potrà finalmente sostenere tutte quelle persone (una su quattro secondo l’ISTAT) che si prendono cura volontariamente e gratuitamente di una persona cara non autosufficiente.

 Aumenterà, quindi, la tutela dei diritti in campo sociale e sanitario migliorerà la qualità dei servizi erogati, anche grazie all’istituzione dell’Ufficio di tutela e garanzia dei diritti degli utenti, che, come una specie di “difensore civico sociale”, si occuperà delle segnalazioni e dei reclami da parte degli utenti e delle loro associazioni rappresentative. Ci saranno più spazi di partecipazione e per la prima volta nella storia di questa Regione, dopo il Piano sociale del 1999, ci sarà una disciplina regionale di attuazione della legge nazionale sull’assistenza sociale.

 Siamo partiti dall’individuare e favorire tutto ciò che è nato dall’esperienza concreta, riconoscendo i nuovi bisogni e prendendo spunto dalle buone pratiche che nascono in seno alla società, ad esempio la pratica collaborativa, che permette di dirimere le controversie tra coniugi in maniera non conflittuale, l’agricoltura sociale e il cohousing che consentono all’individuo solo, o alle famiglie in difficoltà, di fare di nuovo comunità.

 Abbiamo, dunque, posto attenzione al modo in cui la nostra società è cambiata e si sta evolvendo: centralità della famiglia e sostegno ad una paternità e ad una maternità libere e responsabili, certo, ma anche apertura a nuove e diverse forme di “famiglie”; non porsi più il problema dello status burocratico della persona, quando è una donna incinta o un minore privo di tutela o una persona in situazione tale da esigere un intervento non differibile. Chi è in difficoltà va aiutato, a prescindere dalla sua carta d’identità.

 Dopo una discussione di quasi tre anni con le opposizioni in Commissione, aperta e condivisa con i cittadini e le associazioni del terzo settore,  il Lazio con questa legge potrà contare su un welfare plurale e un sistema di governo basato sulla gestione dei servizi da parte dei comuni in forma associata. Associazionismo, terzo settore, cooperazione ed impresa sociale saranno chiamati ad una partecipazione sistematica alla programmazione degli interventi.

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