Il Lazio per la salute delle donne

Questa edizione della Giornata dedicata alla salute della Donna, oggi, 22 aprile, ha un tema specifico che è l’importanza della prevenzione nelle diverse fasi della vita.

Spesso leggiamo che la prevenzione è donna:  un claim di sicuro effetto, certo, ma prima ancora, un approccio innovativo che si è fatto largo nell’ambito delle scienze della cura: quello secondo cui deve esistere una medicina di genere“, vale a dire cure diversificate per uomo e donna, perché  lo richiedono i loro organismi che, da un punto di vista medico e non solo morfologico, sono diversi.

E sono legati al genere tutti gli aspetti della gestione della salute della persona, a partire dalla prevenzione fino alla caratterizzazione dei sintomi, all’itinerario diagnostico e alla scelta dei trattamenti.

Il tema “genere” è stabilito come parte della programmazione 2014-19 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, da cui dovrebbero discendere le applicazioni delle varie nazioni: ecco che seguire schemi terapeutici che non tengano in considerazione le diversità tra l’organismo femminile e quello maschile significa abdicare non solo all’idea stessa di medicina personalizzata ma anche al concetto di appropriatezza in tutte le fasi della cura.

Per noi amministratori pubblici, la promozione della salute della donna è un obiettivo strategico attraverso cui perseguire la promozione della salute di tutta la popolazione: è – come ha detto bene il presidente Zingaretti in occasione della giornata dedicata alle donne, lo scorso 8 marzo – “misura della qualità – e quindi dell’efficacia e dell’equità – del sistema sanitario, ma anche molto di più”. Investire, infatti, sulla salute femminile significa “sviluppo più rapido, efficienza elevata, maggior risparmio e riduzione della povertà”, come documentato in tutti gli studi internazionali, dalle Nazioni Unite fino alla Banca Mondiale.

Per questo, programmi efficaci di prevenzione e di promozione della salute e dell’empowerment femminile hanno effetti che coinvolgono positivamente l’intera comunità.

Tutto questo discorso si traduce in azioni strategiche concrete. Per fare solo un esempio, nella possibilità – che politiche pubbliche effiaci non possono esimersi di offrire – di esercitare consapevolmente le scelte procreative: la promozione della salute sessuale feminile e la promozione della rete della Salute della donna, della coppia e del bambino vanno in questa direzione.

Qui un elenco sintetico di tutte le azioni realizzate dal governo Zingaretti ad oggi che troverete elencate anche di seguito.

 

Lotta ai tumori: potenziata la rete degli screening

La diagnosi precoce è uno strumento fondamentale per aumentare l’efficacia delle cure e le possibilità di guarigione. Per questo il Sistema Sanitario Regionale del Lazio offre gratuitamente ad una larga fascia della sua popolazione strumenti efficaci per la prevenzione dei tumori della mammella, del collo dell’utero e del colon retto. Ogni anno le Asl inviano 1,5 milioni di inviti per effettuare screening.

Procreazione medicalmente assistita

Per mettere al centro le pazienti assicurando loro i migliori risultati in termini di salute, con percorsi efficienti, efficaci e ben organizzati incoraggiando le strutture a migliorare la qualità e la performance dei servizi.

29 milioni per reparti maternità e consultori

Per rafforzare l’assistenza e garantire servizi di eccellenza e strutture più sicure e più accoglienti alle pazienti negli ospedali e nei consultori familiari del Lazio. I tanti interventi messi in campo dalla regione interesseranno le diverse strutture a vari livelli, che miglioreranno notevolmente la sicurezza e le tecnologie dei reparti e dei servizi della rete perinatale, come ad esempio: ostetricia, patologia neonatale.

Parti cesarei primari

Nel primo semestre 2016 siamo riusciti ad abbattere la barriera del 30% dei cesarei primari, dopo molti anni: siamo passati dal 31,4% del 2012 al 27,2% del primo semestre del 2016. Questi risultati sono anche frutto di alcune scelte precise: prima tra tutte quella di chiudere i punti nascita sotto i 500 parti l’anno che sono rischiosi per la salute della donna e del nascituro.

Agenda per la gravidanza

Le donne che aspettano un bambino troveranno nelle Asl e nei consultori del Lazio anche l’Agenda della gravidanza: uno strumento utile, con tutte le informazioni sugli stili di vita da seguire, sulle analisi e gli accertamenti da fare, e anche sui diritti delle madri lavoratrici e su tanti servizi a disposizione di tutte le donne in gravidanza.

Parto a casa

Le gestanti che non presentano fattori di rischio possono partorire oltre che nel proprio domicilio anche nei Centri Nascita all’interno degli ospedali, o nelle Case Maternità, strutture extra-ospedaliere a gestione privata o a diretta conduzione della Azienda Sanitaria Locale. L’obiettivo è sostenere una libera e consapevole scelta da parte delle pazienti, mantenendo sempre elevati gli standard di sicurezza.

RU 486 in Day Hospital

Introdotta la possibilità di effettuare l’interruzione volontaria di gravidanza con la pillola RU486 anche in day hospital, eliminando così l’obbligo del ricovero di tre giorni previsto dalla normativa precedente. La scelta della Regione si basa su evidenze scientifiche internazionali, sui pareri dell’Oms e sui dati del Ministero della Salute.

Più personale per migliorare i servizi

La stabilizzazione riguarda l’assunzione di personale precario del comparto sanità, gli atipici, i lavoratori a tempo determinato, e i precari con tre anni di servizio. Oltre al personale stabilizzato in arrivo anche nuovo personale.

Al San Camillo due assunzioni per il rispetto della legge 194

Per garantire l’assistenza sanitaria a tutta la popolazione in tutto il territorio della Regione Lazio: sono state assunte con un concorso esplicitamente dedicato proprio alle funzioni che riguardano l’applicazione della legge 194.

Consultori familiari

Per potenziare l’assistenza territoriale con un approccio multidisciplinare di  accoglienza alla persona. Le linee di indirizzo individuano otto percorsi socio assistenziali da offrire su tutto il territorio regionale secondo un’ottica di omogeneizzazione delle funzioni e delle attività.

 

Zingaretti, Petrangolini: “giusto garantire ai cittadini la continuità di un modello virtuoso di governo”

Oggi Nicola Zingaretti ha annunciato la sua intenzione di ricandidarsi alla guida della Regione Lazio. Ecco qui il mio commento.

***

“Trovo giusto e coerente che Nicola Zingaretti si ricandidi per guidare il Lazio nella prossima legislatura. Sarebbe un vantaggio prima di tutto per i cittadini che potrebbero contare sulla continuità di una buona esperienza di governo. Zingaretti ha dimostrato di avere due qualità importanti: da un lato, l’attitudine alla buona amministrazione, dall’altra, la capacità di mantenere la coesione della compagine di governo e della coalizione che la sostiene. Possiamo davvero definire quello del Lazio come un modello di governo virtuoso”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio (gruppo PD).

“In questi anni – continua Petrangolini – la Giunta di centrosinistra ha svolto un’azione determinante per il risanamento dei conti pubblici regionali e per fare uscire il Lazio dal Commissariamento in sanità. Oggi possiamo dire che l’obiettivo sia sostanzialmente raggiunto e che, al di là dell’intervento sui conti, l’azione amministrativa si sia distinta per offrire ai cittadini maggiori servizi e opportunità”.

“Proprio per questi motivi – dice Petrangolini – sarebbe utile proseguire questo cammino, offrendo la possibilità a questa esperienza amministrativa di esprimersi in condizioni migliori, ovvero senza il peso del debito accumulato nel decennio precedente. Libera da questi vincoli, la Regione Lazio potrebbe davvero spiccare il volo nella prossima legislatura. Sono certa che il secondo mandato di governo regionale di Nicola Zingaretti sarebbe l’occasione per garantire ai cittadini del Lazio maggiori opportunità di sviluppo, di prosperità, di salute e di assistenza”.

Liste d’attesa, il piano del Lazio prende sul serio le esigenze concrete dei cittadini

listedattesaQuesta mattina Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, ha presentato il piano per l’abbattimento delle liste d’attesa nel servizio sanitario regionale. Ecco di seguito il mio comunicato.

 

***

 

“Con le misure presentate stamane le istituzioni regionali cercano di prendere di petto la questione delle liste d’attesa nel Lazio. E’ il segno di una Regione forte, non soltanto capace di uscire dal commissariamento, ma anche determinata a prendere sul serio le esigenze concrete dei cittadini. Siamo consapevoli della difficoltà degli obiettivi che ci siamo posti, ma metteremo tutto l’impegno necessario per affrontare i problemi e per cercare di risolverli”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio e componente della Commissione Politiche sociali e salute.

“Il primo passo molto importante – spiega Petrangolini – è il piano per consentire a tutti di accedere a visite ed esami mediante medici di famiglia, ospedali e specialisti. In pratica, entro il 2017 tutte le agende relative alle prestazioni di primo accesso dovranno essere configurate per criteri di priorità, dalla più urgente alla meno urgente, e gestite dai medici di medicina generale. Sarà possibile distinguere tra le prenotazioni di primo accesso e quelle per i controlli successivi. Nel secondo caso saranno lo stesso medico specialista o la struttura di riferimento dove si è in cura a gestire la prenotazione del paziente mediante accesso diretto al sistema o tramite sportello CUP aziendale”.

“La seconda cruciale novità – continua Petrangolini – sarà la gestione trasparente e condivisa delle agende di prenotazione. Questo significa che le strutture sanitarie dovranno collaborare sempre di più mettendo in comune i propri dati e sarà sempre possibile avere il quadro delle attese da parte dei Sistemi informativi regionali e delle disponibilità da parte del Recup e dei medici prescrittori. Inoltre, i calendari delle agende non potranno mai essere chiusi. Tutto questo significa che le agende per le prenotazioni si trasformano in uno strumento di lavoro efficace che potrà rendere effettivo il diritto di accesso a tutto vantaggio dei cittadini”.

“Fin qui abbiamo parlato di un piano che richiede dei tempi di realizzazione che dipendono anche dalla buona volontà di tutti gli operatori. Ma la Regione – aggiunge Petrangolini – prevede pure degli interventi molto concreti per fronteggiare i ritardi su prestazioni particolarmente richieste dai cittadini. Mi riferisco, in primo luogo, agli esami ecografici, per i quali è previsto l’assorbimento delle attuali code – la cifra è pari a 66mila persone – in 12 settimane con l’aumento dell’orario di lavoro fino alle 22 nei giorni infrasettimanali e ai giorni festivi. L’altro intervento riguarda l’abbattimento dei tempi di attesa sulle visite specialistiche più criticheoculistica con 52mila persone in attesa, cardiologia con 35mila e dermatologia con 25mila – con la stessa modalità di estensione dell’orario. In entrambi i casi l’investimento è pari a 5 milioni di euro che vanno dalla Regione alle Aziende sanitarie”.

“Infine – conclude Petrangolini – l’insieme di queste attività sarà sottoposto ad un attento monitoraggio, anche esterno, attraverso l’istituzione di osservatori sulle liste di attesa e il coinvolgimento dei soggetti della società civile e della cittadinanza come i sindacati, le rappresentanze degli utenti e le associazioni dei malati. Il fatto di contare anche sull’apporto dei soggetti direttamente interessati mi pare una ulteriore garanzia della serietà dell’impegno della Regione”.

Riparte “Nidi al via”: il Lazio investe 3,3 mln per gli asili comunali

Grazie alla Regione Lazio dal prossimo anno almeno 1.300 bambini potranno frequentare un asilo nido comunale nuovo di zecca.

E’ l’obiettivo di “Nidi al via 2“, il bando finanziato grazie al Fondo sociale europeo che assegnerà ai Comuni del Lazio circa 3,3 milioni di euro per l’apertura di un asilo nido pubblico.
I Comuni dovranno individuare una propria struttura da destinare all’avvio del servizio: in cambio riceveranno dalla Regione un contributo una tantum di 2.500 euro per ogni posto/nido da attivare, fino ad un massimo di 60 posti, come finanziamento delle spese di avvio e di gestione. Il contributo potrà salire a 3.000 euro per posto/nido in caso di asilo intercomunale (ovvero in presenza di un accordo fra Comuni limitrofi per l’apertura di un servizio condiviso).
“Continua il nostro impegno per fare del Lazio una regione a misura di bambini e famiglie”, dichiara l’assessore regionale alle Politiche sociali, sport e sicurezza Rita Visini. Spiega ancora l’assessore: “Grazie alla prima edizione di ‘Nidi al via’ già dallo scorso settembre sono entrati in funzione 17 nuovi asili comunali che accolgono 560 bambini. Si tratta di un risultato importante in una regione come la nostra, nella quale solo un Comune su tre ha un nido pubblico, mentre la media nazionale è del 56%. La nostra strategia mira a garantire i servizi per l’infanzia su tutto il territorio regionale, anche nelle comunità più piccole e periferiche. Gli asili nido pubblici sono una leva fondamentale per contrastare il crollo demografico, per sostenere l’occupazione femminile e per dare una mano concreta alle famiglie, specialmente quelle a basso reddito”.

 

I nuovi asili nido dovranno entrare in funzione entro 6 mesi dalla data di approvazione del finanziamento regionale. Il bando resterà aperto fino a esaurimento delle risorse disponibili. Tutte le informazioni sono disponibili su www.lazioeuropa.it e www.socialelazio.it.

Agenda Digitale: Zingaretti offre portale Open Data a Roma Capitale

raggi_zingaretti“Le comunico la nostra disponibilità a cedere in riuso il portale e l’esperienza regionale sugli Open Data e a collaborare per la pubblicazione in formato aperto dei rispettivi patrimoni informativi e, più in generale, sui temi dell’open government”.

 

In uno spirito di leale collaborazione, è questo il contenuto della lettera inviata dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, alla sindaca di Roma, Virginia Raggi in risposta alla richiesta del Comune di Roma di poter avviare una collaborazione sul tema degli Open Data.

 

“Dove la Regione Lazio può vantare un’esperienza di eccellenza e il cui riuso, sia dal punto di vista tecnico che metodologico – queste le parole della prima cittadina nella missiva arrivata in Regione – può consentire alla mia Amministrazione di velocizzare lo sviluppo del progetto Open Data armonizzandolo rapidamente con le linee tracciate anche a livello nazionale da AgID”.

 

“Su questi temi rappresentanti della Regione Lazio e di Roma Capitale – prosegue la nota –  si sono più volte incontrati negli ultimi mesi, dopo che Raggi e Zingaretti in un incontro ad agosto dello scorso anno avevano gettato le basi di una collaborazione proficua sull’agenda digitale che sarà perfezionata a breve da un Protocollo d’Intesa tre le due amministrazioni. L’agenda Digitale, presentata dalla Commissione Europea nel 2010 e recepita negli anni dagli stati membri, rappresenta una sfida importante per Governo e Amministrazioni locali. Mettere a disposizione del Comune di Roma l’esperienza di Regione Lazio, premiata nel 2016 dal Presidente della Repubblica come buona pratica nazionale, sarà utile a recepire questi principi e a condividere i patrimoni informativi a disposizione allo scopo di migliorare i servizi ai cittadini, favorire la crescita economica del territorio e migliorarne la competitività”.