Salvamamme: nel Lazio le donne non sono sole

salvamamme-1Il Family Support Center Salvamamme di Roma ospita il più grande Emporio solidale d’Europa dedicato a mamme e neonati. Il progetto ha ottenuto grazie al Bando Povertà 2014 della Regione Lazio un finanziamento di 255mila euro con il quale sono state assistite oltre 1.000 tra donne in attesa e con figli nel primo anno di vita in difficoltà economica, sociale o psicologica, tra cui donne abbandonate o con partner che non hanno riconosciuto il bambino. Con il bando povertà da 7 milioni pubblicato nel 2014 in totale sono stati finanziati 76 progetti.



Un esempio positivo

La Regione, tra l’altro, ha scelto di sostenere ancora il terzo settore e le realtà del sociale, con la nuova edizione del Bando Povertà, rivolto, appunto, a organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative e imprese sociali, fondazioni, istituti di patronato e assistenza sociale, enti religiosi. Il finanziamento regionale previsto potrà andare da 30mila fino a 150mila euro a progetto.

 

Il nuovo bando povertà

Il nuovo bando povertà, da tre milioni di euro, nasce per combattere le povertà estreme e dare una mano a chi si trova in una condizione di gravissima marginalità sociale. Sei le categorie di servizi ammesse al bando: distribuzione di pacchi viveri e indumenti, mense sociali, servizi di emporio e banchi alimentari e farmaceutici, centri di ascolto e di pronto intervento sociali, unità mobili di strada, servizi di accoglienza notturna o diurna.

Progetti di inclusione sociale destinati a soggetti del Terzo settore per la realizzazione di progetti di presa in carico, orientamento e accompagnamento, per percorsi individuali di inclusione sociale attiva di giovani senza lavoro, giovani con disabilità, donne vittime di violenza e detenuti a fine pena con un investimento triennale di 24 milioni nell’ambito del POR FSE 2014-2020. Si stima che a beneficiarne saranno tra le 2.000 e le 2.500 persone in particolari condizioni di vulnerabilità e fragilità sociale.

L’avviso pubblico è suddiviso in tre annualità: i primi 9,6 milioni saranno messi a bando subito (il termine per la presentazione delle proposte è il 15 febbraio 2017), altri 9,6 milioni verranno messi a disposizione nel 2018 (la finestra di presentazione dei progetti andrà dal 19 febbraio al 9 marzo 2018) mentre i rimanenti 4,8 milioni andranno a bando tra il 18 febbraio e l’11 marzo 2019. Ciascun progetto presentato da soggetti del Terzo settore potrà avere un importo massimo di 250mila euro.

Tutela consumatori, la commissione dà l’ok al regolamento

ConsumatoriIeri nella II commissione del Consiglio regionale abbiamo dato parere favorevole al regolamento regionale di attuazione della legge 6 del 2016, “Disposizioni in materia di tutela di consumatori e utenti”. Il testo disciplina la concessione dei contributi, previsti nel programma triennale e nel piano annuale degli interventi, e chiarisce i requisiti per l’iscrizione al Registro regionale delle associazioni dei consumatori e utenti.

Sono state approvate due osservazioni da me formulate, tendenti a introdurre la “collaborazione eventuale” da parte delle associazioni con gli enti pubblici cui sia demandata la realizzazione degli interventi previsti.

Approvata infine un’osservazione del Presidente di commissione Petrassi con la quale si vieta alle associazioni di avere i propri sportelli nelle sedi dei partiti politici o sindacati; l’unica eccezione sarà rappresentata dal caso in cui l’attività dell’associazione sia chiaramente distinta da quella del partito.

Lo schema di delibera torna in Giunta con osservazioni per l’approvazione definitiva.

Il Lazio approva la legge per il rilancio della canapa

La Regione Lazio promuoverà coltivazione, filiere, trasformazione e commercializzazione della canapa (cannabis sativa) attraverso il sostegno a una serie di “progetti pilota”. È quanto prevede una legge approvata ieri dal Consiglio regionale con 28 voti a favore e cinque contrari dai banchi delle destre.

Stanziati, su proposta dell’assessore al Bilancio Alessandra Sartore, 100 mila euro per la parte corrente e 200 mila in conto capitale per ciascun anno del biennio 2017-2018.

La filosofia della legge implica due fasi. “C’è un periodo di partenza del settore e c’è un periodo, successivo, in cui il settore della coltivazione della canapa diventa uno dei tanti settori dell’agricoltura”, come ha spiegato nel corso dei lavori l’assessore Carlo Hausmann.

Nel corso dell’esame degli “Interventi per promuovere la coltivazione della canapa (cannabis sativa) per scopi produttivi, alimentari e ambientali e relative filiere” è emerso il timore che la nuova normativa potesse aprire la strada alla legalizzazione della droga leggera. La legge, però, per scongiurare questo rischio, prevede che sia vietata la coltivazione della canapa (cannabis sativa) per uso ricreativo oltre a “ogni attività illecita finalizzata alla produzione ed estrazione di sostanza stupefacente”. Ogni anno la Regione acquisirà i dati sui controlli effettuati dai carabinieri forestali. In caso di sanzioni nei confronti di soggetti attuatori dei progetti pilota o destinatari dei contributi le somme erogate dovranno essere restituite.

Numerose le tipologie di “progetto pilota” previste dalla legge regionale. Si spazia dall’uso florovivaistico alla produzione per olio, farine, semi decorticati per uso alimentare e zootecnico. La “bacchetta” – in botanica, il fusto della canapa, reciso e seccato, che, privato delle foglie e dei fiori, viene poi portato al macero per ricavarne le fibre – potrà essere oggetto di progetti pilota in bioedilizia, bioingegneria, nel settore tessile, cartario e dell’energia. Previsto il sostegno alla ricerca per l’utilizzo delle infiorescenze in campo parafarmaceutico e alimentare. Banca dei semi, campi dimostrativi, formazione degli operatori sono altri tra gli interventi oggetto della disposizione. Prevista la possibilità di coltivazione a fini fitodepurativi per bonificare i terreni inquinati della Valle del Sacco, della Valle Galeria e delle aree vicine agli impianti termoelettrici di Civitavecchia. La canapa così prodotta potrà essere usata in edilizia o come biocombustibile a esclusivo scopo aziendale.

La coltura della canapa, secondo i sostenitori della legge, è caduta in disuso nel Lazio da decenni, soppiantata dai derivati del petrolio e vittima di accostamenti psicologici negativi. Gli interventi della legge sono circoscritti alla cannabis sativa, da coltivare preferibilmente secondo le pratiche dell’agricoltura biologica. Incentivate le varietà locali. Chiesta attenzione al contenimento del consumo di suolo e tutela della biodiversità. Per favorire gli interventi previsti dai progetti la normativa prevede si possa far ricorso a bandi attuativi di regolamenti europei nei settori delle attività produttive, dell’ambiente e delle risorse energetiche.