Prezzo nazionale per aghi e siringhe: ribassi fino al 70%

siringhe_consip“La siringa acquistata dalle aziende sanitarie pubbliche ha finalmente il suo ‘prezzo nazionale’”. A dirlo è la Consip che comunica che si è “conclusa con l’aggiudicazione di 13 dei 15 lotti, la gara per la fornitura di aghi e siringhe alle pubbliche amministrazioni”.

“Una gara di grande importanza – rileva Consip – , non tanto per il valore economico – 36 milioni di euro in due anni a fronte di una spesa annua per tutte le tipologie di aghi e siringhe acquistate dalla PA di 150 milioni di euro – quanto per il valore ‘simbolico’, poiché la difformità dei prezzi pagati per lo stesso tipo di siringa è stata spesso utilizzata come emblema degli sprechi della Pubblica Amministrazione”.

Consip fa anche alcuni esempi. “Ad esempio, la siringa comune per iniezioni (siringa con ago con meccanismo di sicurezza) costerà, in tutta Italia, da 0,049 a 0,063 euro (a seconda delle dimensioni), con un ribasso del 70% rispetto al prezzo base d’asta. In generale, i ribassi ottenuti per le diverse tipologie di prodotti messi a gara – ovvero le categorie di aghi e siringhe di uso comune che rappresentano comunque la fetta maggiore dei consumi da parte delle strutture sanitarie pubbliche – sono stati compresi fra il 35 e il 70%”.

“Per anni – ha scritto Matteo Renzi su Facebook – in tutte le interviste tv, tutti gli esponenti politici, di tutti i partiti, si sono scandalizzati per le inefficienze del sistema pubblico e per gli sperperi di denaro. L’esempio più calzante era proprio il prezzo delle siringhe diverso tra regione e regione, tra asl e asl. Lo dicevamo tutti, io compreso. Mi sono sempre chiesto perché tutti lo dicessero ma nessuno facesse nulla per cambiare il sistema. Quando è toccato a me, effettivamente ho scoperto che l’iter burocratico tra Regioni, burocrazia, strutture varie era molto complicato. Ma abbiamo fatto di tutto e oggi finalmente le cose sono cambiate”.

Vaccini obbligatori negli asili: accordo Stato-Regioni

vaccini_stato_regioniC’è una buona notizia per la salute dei nostri bambini: l’intesa per una una legge nazionale che “in tempi brevi” stabilisca l’obbligatorietà dei vaccini.

Infatti, durante l’incontro di ieri con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin per la verifica e l’avvio del nuovo Piano nazionale della prevenzione vaccinale 2017-19, gli assessori delle Regioni e delle Province autonome hanno espresso il proprio favore a una legge che renda obbligatorie le vaccinazioni al fine dell’accesso alle scuole dell’infanzia e dell’obbligo. Per il ministro si apre così una “proficua interlocuzione” che però dovrà passare al vaglio del governo e del ministo per l’Istruzione in particolare.

 

L’orientamento delle Regioni

L’orientamento manifestato dalle Regioni segue la decisione presa da Toscana e Emilia Romagna che hanno da poco approvato due leggi per rendere obbligatorie le vaccinazioni per i bambini che si iscrivono al nido o alla materna. In questa direzione si stanno muovendo anche il Lazio – con una proposta di legge di iniziativa della Giunta che stiamo discutendo in Commissione Politiche sociali e salute – e la Puglia.

Ora la decisione di adottare una norma a livello nazionale che renda obbligatori tutti i vaccini costituisce un passo avanti. L’obiettivo è evitare provvedimenti ‘a macchia di leopardo’ e garantire l’uniformità dell’offerta vaccinale sul territorio. In generale, spiega Antonio Saitta, assessore della regione Piemonte e coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni, l’incontro “ha consentito di porre le basi per garantire un’applicazione omogenea del piano su tutto il territorio nazionale. Le nuove vaccinazioni contenute nel piano sono comprese nei nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea) e conseguentemente, come è emerso nel colloquio con il ministro, si pone l’esigenza di una condivisione Stato-Regioni del percorso applicativo”.

 

Una Anagrafe vaccinale nazionale

Ma c’è di più, ricorda Saitta, quella di un’Anagrafe vaccinale nazionale. “Le Regioni hanno proposto al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, non soltanto una legge nazionale che renda obbligatorie le vaccinazioni ma anche  un’Anagrafe vaccinale nazionale. L’obiettivo è che ogni Regione abbia la sua banca dati dalla quale risultino tutti i bambini e gli adulti che si sono già vaccinati, quelli che ancora non lo hanno fatto, e quali conseguenze ha prodotto il vaccino, in modo da poter disporre di un quadro epidemiologico completo”.

Saitta ha precisato che l’esigenza di una legislazione nazionale è nata dopo che l’Emilia Romagna ha approvato una legge che rende obbligatoria la vaccinazione per l’iscrizione agli asili nido. “Ci siamo detti che questo era un tema tipico da legislazione nazionale, per evitare il federalismo a macchia di leopardo. Lo abbiamo chiesto al ministro e lei ci ha mostrato grande interesse”.

 

L’importanza della prevenzione


Un risultato considerato positivo anche dal presidente  dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi. “Questo accordo fa chiarezza anche sull’importanza della vaccinazione per la tutela della salute collettiva e sottolinea il valore etico di un presidio che resta un atto di responsabilità soprattutto nei confronti delle fasce di popolazione più fragili come i bambini, gli anziani o le persone immunodepresse soprattutto nelle comunità ristrette come per esempio le aule scolastiche – ha detto Ricciardi – . Per il resto della popolazione, in una sanità fortemente regionalizzata, è un passo in avanti anche nell’equità dell’accesso alla prevenzione di malattie importanti che rischiano altrimenti di riemergere”.

 

Un calendario vaccinale per stabilire le priorità

Nel suo intervento, l’assessore Saitta ha ricordato l’importanza di un calendario vaccinale che stabilisca le priorità e la tempistica delle somministrazioni, in modo progressivo e graduale. Un obiettivo da raggiungere nello stesso momento in cui si ripartiranno le risorse stanziate a riguardo, 100 milioni di euro, dalla legge di bilancio. Nell’incontro tra ministero e Regioni sul tavolo c’era anche il tema dei Lea e si è deciso di definire al più presto le tariffe massime per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale erogabili nell’ambito del servizio sanitario nazionale.

 

Nuovi vaccini offerti gratuitamente

Inoltre, nuovi vaccini saranno offerti a breve gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale grazie al Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-19, allegato ai Livelli Essenziali di Assistenza, che ha ricevuto il via libera dalle Regioni. Si andranno infatti ad aggiungere a quelli già disponibili gratuitamente, e andranno a rendere più omogeneo il panorama italiano. Per alcuni viene estesa la fascia di età o il tipo di popolazione interessata; altri vengono introdotti ex novo; per altri ancora la gratuità viene estesa da alcune regioni a tutto il territorio nazionale.

 

Per i bambini

Nel primo anno di vita saranno introdotti i vaccini gratuiti contro il Meningococco b, batterio pericoloso che può provocare casi letali di meningite, e il rotavirus, che è causa di gastroenteriti molto forti che possono avere conseguenze gravi nei più piccoli. Per l’antimeningococco b (attualmente a pagamento in quasi tutte le regioni) la prima dose si effettua a partire dai tre mesi di vita, con richiami a seguire. Per il rotavirus, a partire dalla sesta settimana di vita, insieme con tutti gli altri vaccini previsti per i primi mesi di vita. Nel secondo anno di vita invece si potrà fare quello contro la Varicella (oggi gratuito solo in 8 regioni), malattia che in rari casi può provocare complicanze e richiedere ricovero ospedaliero. Il vaccino si effettua dai 13-15 mesi di vita, anche insieme a quello per morbillo, rosolia e parotite, con richiami a seguire.

 

Per gli adolescenti

Il vaccino contro il Papillomavirus (Hpv), oggi gratuito per le adolescenti, sarà esteso anche ai ragazzi maschi, per riuscire a debellare la diffusione del virus che è la più frequente causa di tumore alla cervice dell’utero e alla bocca. Agli adolescenti verrà poi offerto il meningo tetravalente, ovvero che protegge contro il meningococco dei ceppi A, C, W, Y, alcuni dei quali diffusi soprattutto in continenti extraeuropei.

 

Per gli anziani

Viene introdotto gratuitamente il vaccino contro l’Herpes Zoster, causa del più noto Fuoco di sant’Antonio, in grado di ridurre del 65% i casi di nevralgia, una delle complicanze più frequenti e debilitanti della malattia. Sarà poi offerto, in tutte le regioni (superando la frammentazione territoriale oggi registrata) il vaccino contro lo pneumococco, che protegge sia contro la polmonite che contro la meningite, una complicanza in alcuni casi associata. Inoltre il Piano sottolinea un “rinnovato impegno” nel promuovere la vaccinazione antinfluenzale per persone con 65 anni o più.
Novità che ovviamente si aggiungono all’offerta vaccinale già disponibile, per la quale il nuovo piano innalza gli obiettivi di copertura: ovvero l’esavalente (anti difterite, tetano, pertosse, polio, epatite b ed haemophilus influenzae) e il trivalente (Morbillo, Parotite e Rosolia) e il Meningococco c.

Tra gli obiettivi del documento, infine, ci sono quelli di mantenere lo stato polio-free, raggiungere lo stato morbillo-free e rosolia-free, aumentare l’adesione consapevole, contrastare le disuguaglianze, promuovere una cultura delle vaccinazioni.

 

 

Vaccini obbligatori per i nidi: il Lazio prende l’iniziativa

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I vaccini – lo dimostrano le evidenze scientifiche – sono tra gli interventi più efficaci per la prevenzione primaria delle malattie infettive. Per questo motivo, è cruciale che fin dai primi anni di vita la diffusione di questa elementare pratica preventiva sia assicurata e che, a partire dagli asili, sia garantita la sicurezza sanitaria dei bambini che trascorrono insieme gran parte delle loro giornate.

La mancanza di vaccinazione nei bambini infatti, specie in un ambiente ristretto come quello degli asili, si ripercuoterebbe sulla salute degli altri, in particolare quelli con particolare debolezze e fragilità immunitarie: per loro, per un elementare principio di precauzione sanitaria, l’unica possibilità di frequentare la collettività è che tutti gli altri siano vaccinati.

A questo scopo, il Consiglio regionale del Lazio ha avviato la discussione di una proposta di legge che ha l’obiettivo di far diventare i vaccini obbligatori requisito di accesso agli asili nido pubblici e privati nel Lazio. Il provvedimento – di iniziativa della Giunta regionale – interviene così sulla legge regionale 59 del 1980 (Norme sugli asili nido) introducendo un articolo aggiuntivo (il 2 bis) sull’assolvimento dell’obbligo vaccinale previsto dalla normativa nazionale vigente.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato in Commissione Rita Visini, assessore regionale al Welfare – è preservare lo stato di salute del minore e delle persone con cui viene a contatto, sin dai primi anni di vita, contando sull’evidenza scientifica che colloca i vaccini tra gli interventi più efficaci e sicuri a disposizione della sanità pubblica per la prevenzione primaria delle malattie infettive”. 

Il testo all’esame della commissione cita espressamente i quattro vaccini attualmente obbligatori per tutti i nuovi nati: antidifteritica, antitetanica, antipoliomielitica e contro l’epatite B. Inserita poi una disposizione transitoria per l’anno scolastico 2017-2018, con rimando ad uno specifico provvedimento di Giunta per definire le modalità operative per attuare la legge. Secondo i dati acquisiti nel corso della seduta, la copertura nel Lazio rispetto ai quattro vaccini obbligatori è ancora superiore rispetto al 95 per cento della popolazione richiesta dall’Organizzazione mondiale della sanità, ma è calata di due punti percentuali dal 2014 al 2015.

Si tratta di un provvedimento legislativo molto utile che riguarda principalmente l’accesso agli asili nido e merita di essere salvaguardato dalle erronee strumentalizzazioni che spesso si sentono nel dibattito pubblico sui vaccini. La norma, infine, favorirà la diffusione di una corretta informazione sui benefici della prevenzione e garantirà la migliore accoglienza e tutela di tutti i bambini che frequenteranno le nostre scuole.

Ambasciatrice dei pazienti in Europa: grazie Eupati!

Sono molto felice di essere stata nominata Ambasciatrice per il progetto EUPATI/ITALIA nell’ambito delle attività del Comitato Accademia dei Pazienti Onlus. E’ un progetto nel quale io credo molto, un progetto che mette il paziente e i suoi familiari, ed ogni cittadino che lo voglia, in condizione di conoscere in modo esaustivo terapie e farmaci, attraverso formazione certificata.
L’Accademia Europea dei Pazienti sull’Innovazione Terapeutica (European Patients’ Academy on Therapeutic Innovation, EUPATI) è un progetto innovativo paneuropeo dell”Iniziativa Tecnologica Congiunta IMI (Innovative Medicines Initiative) (http://www.imi.europa.eu/). Il progetto è guidato dall’European Patients’ Forum, insieme alle organizzazioni dei pazienti (European Genetic Alliance, European AIDS Treatment Group ed EURORDIS), università e organizzazioni no profit,ed insieme a numerose aziende farmaceutiche europee.
Nell’ottobre 2014 EUPATI ha lanciato il Corso di formazione per pazienti esperti in lingua inglese, e l’anno scorso ha lanciato una piattaforma educazionale basata su Web che contiene materiale didattico in inglese, italiano, spagnolo, polacco, tedesco, francese e russo, che ha come scopo raggiungere i rappresentanti dei pazienti in tutta l’Europa.
Questa Accademia si focalizza sull’educazione e la formazione al fine di aumentare la capacità e la possibilità dei pazienti di comprendere l’attività di ricerca e sviluppo dei farmaci e contribuirvi, come pure per incrementare la disponibilità di informazioni oggettive, affidabili e comprensibili per i pazienti.
In un’epoca in cui ogni certezza scientifica e ogni conoscenza medica viene messa a repentaglio (un episodio su tutti: la disinformazione scellerata sui vaccini) sento la necessità di rendermi utile nel campo che conosco meglio per aiutare EUPATI a rendere i pazienti informati e consapevoli; la ricerca e lo sviluppo, le valutazioni dei rischi e dei benefici, la medicina personalizzata e tanti altri argomenti hanno portato questa Accademia di respiro internazionale ad essere un vero e proprio supporto del paziente che oltre ad essere curato vuole essere informato. Come Ambasciatrice collaborerò con esperti colleghi italiani ed internazionali e non vedo l’ora di iniziare.

I nuovi LEA, una bella notizia

leaLa notizia clou della scorsa settimana è certamente il varo dei nuovi LEA con il Dpcm firmato dal Premier Gentiloni. Una bella notizia dopo un’attesa durata 16 anni. Il provvedimento interviene su quattro punti:

  1. definisce attività, servizi e prestazioni garantite ai cittadini dal Ssn;
  2. descrive con maggiore dettaglio e precisione prestazioni e attvità oggi già incluse nei Lea;
  3. ridefinisce e aggiorna gli elenchi delle malattie rare e delle malattie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione;
  4. innova i nomenclatori della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica.

 

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