Lazio: al Pertini laboratorio diagnostico di ultima generazione

pertiniUn altro importante mattone nella costruzione del nuovo modello di sanità. La rete dei laboratori permetterà di velocizzare i tempi, migliorando la qualità dei servizi offerti grazie alla maggiore sinergia tra le strutture: servizi migliori, più veloci e più efficienti a costi ridotti.

Aperta questa settimana al Pertini il primo hub della rete di laboratori pubblici della Regione Lazio
Si tratta di una grande innovazione. La Regione ha investito 15 milioni e ristrutturato un intero piano per realizzare l’area specialistica di diagnostica.  Con l’apertura del laboratorio la Regione si pone all’avanguardia in Italia nell’applicazione della direttiva nazionale, ridefinendo la funzione dei laboratori e riorganizzando tutta la rete.
Servizi migliori, più veloci e più efficienti
La rete dei laboratori permetterà di velocizzare i tempi, migliorando la qualità dei servizi offerti grazie alla maggiore sinergia tra le strutture. Le reti garantiranno la diagnostica ospedaliera e territoriale, e potranno contare anche sulla rete delle case della salute. tutti i centri prelievo del territorio sono collegati in rete con gli hub di riferimento. Tramite il sistema Escape sarà possibile, tra l’altro, avere la refertazione automatica e immediata in ogni laboratorio.
Aumenta la qualità dei servizi e si riducono i costi
Le reti regionali hub e spoke, ognuna con una capacità produttiva compresa tra gli 8 ed i 12 milioni di esami, garantiranno un risparmio di 20 milioni di euro l’anno e saranno dotate di tecnologie di assoluta avanguardia, in grado di garantire ogni tipologia diagnostica con qualità elevata e a costi molto più bassi del passato, con risparmi complessivi anche del 15-20%, a fronte di una capacità produttiva di gran lunga maggiore.

Lazio: 86 nuove ambulanze per il 118

ambulanze86 nuove ambulanze: continua il processo di ammodernamento del parco auto di ARES 118

Consegnate questa settimana le prime 20 nuove ambulanze. Altre 28 arriveranno entro il 15 di agosto e il processo di ammodernamento verrà interamente concluso nel mese di novembre, quando sarà completata la consegna delle 86 nuove ambulanze. La Regione investe quasi 70 milioni di euro per potenziare la rete dell’emergenza.

Si rinnova così il sistema dell’emergenza 

I nuovi mezzi rispondono a tutte le ultime normative nazionali ed europee sulla sicurezza e consentiranno di offrire un servizio di alto livello per l’assistenza medica grazie agli altri standard tecnologici. Tra le altre cose le ambulanze sono abilitate per il servizio Telemed per la teletrasmissione degli elettrocardiogrammi già sperimentata con successo a Viterbo.



La gara per l’acquisto della ambulanze è stata suddivisa in 10 lotti per garantire l’accesso agli operatori

Tutti i passaggi amministrativi sono stati seguiti dall’Anac che, in virtù del protocollo sottoscritto a febbraio 2015, ha effettuato una vigilanza collaborativa attivata per tutto l’iter di assegnazione della gara in questione.



“Questa pagina brutta del Lazio si chiude anche con l’arrivo di 86 ambulanze: abbiamo chiuso la fase in cui si  taglia la spesa tagliando la qualità del servizio pubblico  ed in questo momento siamo la Regione leader in Italia, perché in 18-30 minuti si viene ricoverati negli ospedali più adatti – lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto:  vogliamo continuare così ma sempre rispettando il piano di rientro, perché se non usciamo da questo si crolla nell’abisso e noi dimostreremo che con il buon governo ed il taglio agli sprechi investiremo nel futuro. Noi non ci fermeremo andremo dritti verso questa direzione che fa trasformando i diritti delle persone in cose concrete” – ha detto ancora Zingaretti.

Lazio: dalla Regione 291 milioni per il welfare

welfare_zingaUn investimento di 291 milioni per i prossimi anni per un importante rilancio del welfare in tutto il Lazio, con tre obiettivi: potenziamento e miglioramento della qualità dei servizi rivolti ai soggetti fragili (in particolare minori e anziani con limitata autosufficienza); alleggerimento dei carichi dei nuclei familiari più vulnerabili e dei caregiver; creazione di benessere per i soggetti fragili e per le loro famiglie.
Il programma è stato presentato questa mattina dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e dall’assessore alle Politiche sociali, Sport e Sicurezza, Rita Visini, e ha il suo fulcro nella nuova legge sul welfare approvata dieci giorni fa in Consiglio regionale.

 

Quattro le direttrici di intervento a carattere sociale:

 
– sviluppo di servizi per le famiglie con bambini nella prima infanzia (78 milioni). Tra queste, la Regione Lazio come prima azione ha approvato l’iniziativa ‘Nidi al via’, del valore di 3 milioni di euro con l’intento di aprire 17 nuovi asili nido per complessivi 560 nuovi posti bimbo già dall’anno educativo 2016/2017. Le prossime iniziative saranno: i nidi aziendali e l’erogazione di voucher (buoni/servizio) alle famiglie del valore di 150/200 euro mensili, per tre anni, da utilizzare presso tutte le tipologie di asilo nido (pubblici e privati) del territorio regionale;

 
– sviluppo di servizi per famiglie con over 75 a ridotta autosufficienza (94 mln). In particolare, è prevista l’erogazione di voucher da 300 a 500 euro per favorire l’accesso dei nuclei familiari alla rete dei servizi sociosanitari domiciliari e a ciclo diurno, oltre allo sviluppo della rete di centri diurni e altri servizi semiresidenziali, per cui sono stanziati 9 milioni di euro;

 

– progetti sportivi per i minori dei nuclei familiari più vulnerabili (7 mln);

 
– interventi di contrasto alla povertà che prevedano specifiche misure di inclusione attiva (112 mln). L’obiettivo della Regione è quello di sostenere le famiglie e le persone in condizioni di povertà creando una rete tra gli attori del territorio (istituzionali e no), per attivare percorsi di reinserimento lavorativo e sociale fondati sulla presa in carico globale della famiglia.

 

“Abbiamo voluto mettere benzina dentro questa macchina: abbiamo votato in giunta il più grande investimento sul welfare che il Lazio abbia mai conosciuto e fra i più importanti in Italia”. Lo ha affermato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, presentando questa mattina gli investimenti regionali nel sociale. Quello presentato oggi “è un programma integrato che comincia a lavorare insieme dentro un unico progetto per evitare che anche quando le risorse ci sono vengano utilizzate fuori da un disegno complessivo”.

Per il presidente Zingaretti si tratta di “un piano quantitativamente significativo per le risorse economiche, oltre 291 milioni, ma è anche una grande innovazione che tenta si unire voci di bilancio diverse dentro un’unica anima”.

“Un piano – ha concluso -che per la prima volta dà un orizzonte nuovo e rimette al centro il diritto della persona di essere una persona”.

 

Consiglio di Stato: la fecondazione eterologa non deve essere a pagamento

fecondazione_eterologaAnche il Consiglio di Stato definisce discriminatorio porre i costi per la fecondazione eterologa in capo agli assistiti, come stabilito nel 2014 dalla Regione Lombardia

 

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La decisione della Regione Lombardia di far pagare alle coppie la fecondazione eterologa, che risale a decisioni per delibera del 2014, viene bocciata anche dal Consiglio di Stato. Lo abbiamo appreso ieri: la distinzione di finanziamento tra fecondazione omologa ed eterologa “non risulta giustificata” e “realizza una disparità di trattamento lesivo del diritto alla salute delle coppie affette da sterilità o da infertilità assolute”, secondo i giudici.

 

La regione si era appellata al Consiglio di Stato dopo la decisione del Tar, che aveva già definito illegittima la decisione di far pagare ai pazienti il costo delle prestazioni per la fecondazione eterologa. Secondo la Regione invece la decisione del Tar andava appellata “per contestare il principio di diritto” definito “errato” e in contrasto anche con la giurisprudenza costituzionale in materia di diritti che possono essere finanziati.

 

Tuttavia, anche il Consiglio di Stato le ha dato torto e, oltre alla lesione potenziale del diritto alla salute di tutte le coppie, chiarisce che le “esigenze finanziarie da parte dell’amministrazione non possono indurla a discriminare“.

 

In ogni caso, come annunciato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, i Livelli essenziali di assistenza (Lea) sono stati rivisti (devono però passare all’esame delle Commissioni di Camera e Senato) e si dispone per il futuro, in ogni caso, “l’inserimento nel nomenclatore della specialistica ambulatoriale di tutte le prestazioni necessarie nelle diverse fasi concernenti la procreazione medicalmente assistita, omologa ed eterologa“.

Approvata in consiglio la legge sul welfare. Importante riconoscimento del caregiver

shutterstock_259323791_1L’approvazione di questa legge sul welfare è una tappa fondamentale per i cittadini del Lazio attesa da ben sedici anni. Il tratto più innovativo è la centralità della persona e della sua dimensione vitale e affettiva. Sono molto soddisfatta anche per l’accoglimento del mio emendamento sul caregiver. La Regione potrà finalmente sostenere tutte quelle persone (una su quattro secondo l’ISTAT) che si prendono cura volontariamente e gratuitamente di una persona cara non autosufficiente.

 Aumenterà, quindi, la tutela dei diritti in campo sociale e sanitario migliorerà la qualità dei servizi erogati, anche grazie all’istituzione dell’Ufficio di tutela e garanzia dei diritti degli utenti, che, come una specie di “difensore civico sociale”, si occuperà delle segnalazioni e dei reclami da parte degli utenti e delle loro associazioni rappresentative. Ci saranno più spazi di partecipazione e per la prima volta nella storia di questa Regione, dopo il Piano sociale del 1999, ci sarà una disciplina regionale di attuazione della legge nazionale sull’assistenza sociale.

 Siamo partiti dall’individuare e favorire tutto ciò che è nato dall’esperienza concreta, riconoscendo i nuovi bisogni e prendendo spunto dalle buone pratiche che nascono in seno alla società, ad esempio la pratica collaborativa, che permette di dirimere le controversie tra coniugi in maniera non conflittuale, l’agricoltura sociale e il cohousing che consentono all’individuo solo, o alle famiglie in difficoltà, di fare di nuovo comunità.

 Abbiamo, dunque, posto attenzione al modo in cui la nostra società è cambiata e si sta evolvendo: centralità della famiglia e sostegno ad una paternità e ad una maternità libere e responsabili, certo, ma anche apertura a nuove e diverse forme di “famiglie”; non porsi più il problema dello status burocratico della persona, quando è una donna incinta o un minore privo di tutela o una persona in situazione tale da esigere un intervento non differibile. Chi è in difficoltà va aiutato, a prescindere dalla sua carta d’identità.

 Dopo una discussione di quasi tre anni con le opposizioni in Commissione, aperta e condivisa con i cittadini e le associazioni del terzo settore,  il Lazio con questa legge potrà contare su un welfare plurale e un sistema di governo basato sulla gestione dei servizi da parte dei comuni in forma associata. Associazionismo, terzo settore, cooperazione ed impresa sociale saranno chiamati ad una partecipazione sistematica alla programmazione degli interventi.