Lazio, con la nuova legge sui consumatori più tutele per i cittadini

leggeconsumatori“Questa è una legge di iniziativa consiliare, ed è una risposta importante sulla quantità e la qualità del lavoro sostanziale di questo Consiglio”. Così Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio del Partito democratico. “Abbiamo condiviso con le opposizioni l’intero iter legislativo, con una partecipazione estesa alle associazioni dei consumatori, ai massimi esperti in materia e agli organismi istituzionali”.

 

“Le principali novità di questa legge – spiega Petrangolini – riguardano i nuovi requisiti riguardanti i soggetti che possono accedere ai finanziamenti statali e regionali: con la introduzione di regole chiare in linea con la normativa statale non avremo più organismi elefantiaci con più di 40 associazioni dei consumatori, nemmeno avremo più finanziamenti a pioggia che si sono dimostrati del tutto inefficaci.  Il requisito fondamentale sarà sempre quello della trasparenza: ogni associazione dovrà avere un sito web aggiornato con il proprio bilancio annuale, le attività svolte, l’organigramma, il numero degli iscritti”.

 

“La nuova disciplina – continua Petrangolini – prevede anche un pacchetto di strumenti per tutelare meglio i diritti dei cittadini. In primo luogo, la class action nei confronti delle imprese e la possibilità di ricorrere a procedure alternative di risoluzione delle controversie che si aprono con le aziende erogatrici dei servizi. Importante anche l’adozione del comma 461: significa che i cittadini saranno ascoltati direttamente per la valutazione della qualità dei servizi. Non è un caso, d’altra parte – conclude – che il Lazio, dopo il Piemonte e la Toscana, sia la terza regione ad assumere volontariamente l’obbligo (previsto dalla legge statale solo per gli enti locali) di stipulare le carte di qualità dei servizi per i servizi pubblici di propria competenza e di monitorare i servizi con l’aiuto di cittadini e associazioni dei consumatori”.

 

Policlinico Umberto I: ecco la proposta di atto aziendale

pol_umberto_IDai 120 anni di storia del Policlinico Umberto I allo sblocco di un finanziamento di 240 milioni previsto da una legge del 1998. Dal progetto di ristrutturazione di 17 dei 54 padiglioni per il comfort alberghiero (circa 700 posti letto su 1200 previsti) a interventi su pronto soccorso, blocco operatorio e terapia intensiva.

Dalle gare d’appalto per la messa in sicurezza, in arrivo per fine mese e con un accordo con l’Anac, all’attuale proposta di atto aziendale, il primo dal 1999 ad oggi, secondo il management del Policlinico Umberto I di Roma Policlinico.

Sono questi, in estrema sintesi, i temi toccati  nella relazione ai consiglieri regionali, da parte del direttore generale del Policlinico Umberto I, Domenico Alessio, convocato il 22 aprile scorso in audizione in commissione Politiche sociali e salute alla Pisana.

Consegnati anche tre volumi sulla situazione di partenza (al 2014) su gare d’appalto, politiche del personale e criticità strutturali e impiantistiche.

 

La riduzione dei centri di costo

Tra i dati forniti sulla proposta di atto aziendale, quello sulla riduzione dei centri di costo.

L’obiettivo indicato è di arrivare a 99 strutture complesse a carattere sanitario e sei di tipo amministrativo. Cifre che dovranno essere messe a confronto con gli standard fissati dalle linee guida regionali e per le quali è emersa, anche dagli interventi dei consiglieri nel corso dell’audizione, la necessità di una scelta che tenga conto della particolarità del Policlinico Umberto I.

Si tratta infatti di una struttura di ricerca, formazione e assistenza ospedaliera che è gestita, proprio per questa sua natura mista, dalla Regione in un complesso rapporto con La Sapienza.

In particolare, per la ripartizione dei costi. È emerso più volte, nel corso dell’audizione, proprio il richiamo a una distinzione tra i costi di gestione universitari e quelli legati all’assistenza sanitaria, in modo che siano calcolabili in maniera separata rispetto al piano di rientro del deficit sanitario del Lazio.


Sanità Lazio: nuovo impulso per il San Filippo Neri

sanfilipponeriSan Filippo Neri: dopo 10 anni la Regione sblocca risorse per 27 milioni di euro per questo ospedale che rappresenta una risorsa fondamentale per il sistema sanitario del Lazio. 

Un balzo in avanti per qualità delle strutture, tecnologie e comfort.  Grazie ai nuovi investimenti il San Filippo Neri diventa un grande ospedale di territorio al servizio di un bacino di circa un 1mln di persone, e si conferma come una delle eccellenze della chirurgia, che crescerà ancora con le nuove sale operatorie.


 In particolare, la Regione interviene su tre importanti servizi sanitari: 

1. Un nuovo centro per la procreazione medicalmente assistita per garantire un diritto importantissimo delle donne e delle famiglie. Un impegno che la Regione sta portando avanti in tanti modi, attraverso la costruzione di una rete di centri pubblici e privati accreditati di riferimento: dopo quelli del Pertini e dell’Umberto I, il servizio per la Pma del San Filippo Neri è il terzo grande centro pubblico del Lazio, e a breve seguiranno gli altri. 
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Sanità: nel Lazio migliora la qualità delle cure

regione-lazio-la-nuova-sanit-meno-costi-pi-qualit-delle-cure-1-638I dati forniti dal sistema Prevale sulla qualità delle cure e dei servizi sanitari nel Lazio certificano una serie di notizie positive: la qualità delle cure sta migliorando in alcune aree strategiche; le scelte di riorganizzazione stanno dando i loro frutti,  e oggi c’è un sistema che cura meglio di ieri, perché è più uniforme e quindi più equo

Presentati alla Regione i dati elaborati dal dipartimento di epidemiologia sulle cure nella sanità del Lazio. Tante le notizie positive: la qualità delle cure sta migliorando in alcune aree strategiche; le scelte di riorganizzazione stanno dando i loro frutti,  e oggi c’è un sistema che cura meglio di ieri, perché è più uniforme e quindi più equo.

Sanità più efficiente e conti in ordine: due importanti fatti che sono avvenuti in questi anni sono quelli che riguardano i livelli essenziali di assistenza sanitaria, Lea, e la riduzione del disavanzo. Per la prima volta nel 2014 il Lazio supera lo standard minimo previsto sull’adempimento sui Lea, i livelli essenziali di assistenza, passando da 157 punti del 2013 a 168 nel 2014. Nello stesso periodo, tra 2013 e 2014, siamo riusciti quasi a dimezzare il disavanzo sanitario, passando da 669mln del 2013 a 355mln del 2014.

Frattura del femore, grandi passi in avanti sulla tempestività di intervento. Il sistema sta rispondendo, la percentuale di pazienti operati entro le 48 ore passa dal 41% del 2013 al 54% del 2015.  Aver ridotto del 23% in tre anni gli interventi entro le 48 ore significa aver migliorato, e spesso salvato, la vita a 1.300 persone, tra l’altro, riducendo i costi. Risultati più positivi anche in strutture storicamente più difficili come il Grassi di Ostia o il de Lellis di Rieti.

Angioplastica coronarica, ottimi interventi. In questo caso si è passati dal 35% del 2013 al 45% del 2015 e un passo importante sarà l’estensione, entro l’estate, dell’esperimento molto positivo effettuato a Viterbo sulle ambulanze telecollegate per trasmettere l’elettrocardiogramma alle strutture ospedaliere. Il miglioramento delle cure sta incidendo sul dato più importante, cioè sulla riduzione della mortalità: i decessi a 30 giorni dal ricovero per infarto nelle strutture ospedaliere del lazio passano dal 9% all’8%.

Riduzione dei tempi di degenza dopo l’asportazione della colecisti. Anche qui si registra un netto miglioramento: dal 61% del 2013 al 72% del 2015. Questo dato significa migliorare le cure per il paziente, ma anche ridurre i tempi di occupazione dei posti letto e quindi ridurre i costi per la regione i tempi di attesa per gli altri pazienti.

Parti cesarei, anomalia aggredita. I dati del 2015 confermano l’abbattimento della barriera del 30% dei cesarei dopo molti anni di sostanziale stasi:  dal 31,4% del 2012 al 27,7% del 2015. Questi dati siano anche frutto di alcune scelte precise: prima tra tutte quella di chiudere i punti nascita sotto i 500 parti l’anno.

L’impegno della Regione per il futuro. Con i nuovi piani operativi 2016-2018 dovremo spingere sull’acceleratore su tutte le azioni avviate: dal consolidamento dell’equilibrio finanziario alla costruzione delle reti di cura per i pazienti cronici e all’avvio dei percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali fino al miglioramento della produttività delle aziende. e poi nuove politiche del personale e massima attenzione sugli standard di cura.

“Finalmente ci siamo: migliorano sensibilmente le qualità delle cure, calano i parti cesarei e c’è finalmente un segnale di controtendenza grazie alle scelte che abbiamo fatto – lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto:  i dati sulla salute finalmente ci dicono che il Lazio sta cambiando e migliorando la qualità delle cure. E’ molto importante che tutto ciò stia avvenendo mentre il disavanzo sanitario cala e la spesa è sotto controllo”.

Riforma welfare Lazio: in commissione approvati 17 articoli

welfareApprovati in commissione Salute e politiche sociali del Consiglio regionale, 17 articoli della proposta di legge n. 88, “Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio”. L’intero testo ne comprende complessivamente 71. 

Nella precedente seduta i lavori si erano fermati nel corso della discussione del capo secondo del testo, Politiche del sistema integrato. Si è ripreso con l’esame dell’articolo 14, sulle persone sottoposte a provvedimenti penali, grazie al quale si promuoveranno le attività di formazione all’interno delle strutture detentive. Via libera quindi agli articoli sulle persone dimesse dagli ospedali psichiatrici giudiziari (art. 15) e su quelle senza dimora (art. 16). Sulle politiche per la prevenzione e trattamento delle dipendenze (art. 17), la commissione ha dato via libera a numerosi emendamenti tra i quali quello che assegna rilievo tra le forme di dipendenza a quella dall’alcool.

Sulle politiche abitative e di rigenerazione urbana approvato l’articolo 18, con emendamenti, tra cui uno in particolare che estende gli interventi alle persone singole in stato di bisogno causa divorzio o separazione. Ok anche all’art. 19, per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate.

Nel capo terzo (Interventi e servizi del sistema integrato), sono stati approvati gli articoli sui livelli essenziali delle prestazioni sociali (art. 20), sul servizio di segretariato sociale (art. 21), sul servizio sociale professionale (art. 22), sull’assistenza economica e gli assegni di cura (art. 23), sull’assistenza domiciliare (art. 24). L’articolo 25, sul servizio di mensa sociale e accoglienza notturna, è stato modificato per promuovere azioni coordinate tra centri di accoglienza notturna e associazioni di volontariato.

Infine, approvato l’art. 26, su centri diurni e centri anziani, il 27, sui servizi per la vacanza, il 28 (unico articolo a non essere stato modificato da emendamenti approvati), sul servizio di emergenza e pronto intervento assistenziale, il 29, sulle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale, e il 30, su autorizzazione e accreditamento.