Sul diabete il Lazio è all’avanguardia

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Sul diabete il Lazio è all’avanguardia. Siamo la 1^ Regione che ha recepito il Piano nazionale per la malattia diabetica e che ha decretato il suo Piano regionale. Un fatto importante perché avviene con il Piano di rientro. Non ci siamo leccati le ferite, ma abbiamo lavorato e investito per il cambiamento. Ne ho parlato stamane nel corso dell’evento svolto nella sede della Regione Lazio dal titolo: “Salute e partecipazione. Il Piano regionale sulla malattia diabetica”.

Ricordiamo che nel Lazio sono affette da diabete ben 382mila persone. In pratica parliamo di un problema che riguarda il 6% della popolazione. inoltre che un paziente diabetico costa al SSR il doppio di uno senza diabete, che le spese ospedaliere per questi pazienti rappresentano il 57% del costo complessivo e che quelle per i farmaci ammontano al 29%. L’ambizione è quella di garantire ai cittadini – anche quelli a rischio come chi soffre di obesità – un complesso di servizi attivabili dal momento del rischio alla gestione quotidiana della malattia. In che modo? Con una rete quotidiana di servizi che permette al paziente di entrare in un programma.

Al centro del Piano c’è la prevenzione. Quella primaria con interventi che riguardano gli stili di vita, l’attività motoria, il regime alimentare. E quella secondaria per scongiurare complicanze gravi come la cecità, la dialisi, il piede diabetico con rischio di amputazione degli arti inferiori. Bisogna ricordare che ancora troppo pochi diabetici svolgono i necessari esami di controllo. Il livello di prevenzione attuale è talmente basso che il fatto di proporla e realizzarla è rivoluzionario.

Questo Piano è rivoluzionario dal punto di vista del modello professionale: il paziente non è più costretto ad una serie di passaggi settoriali giustapposti, ma può contare sulla integrazione tra diversi professionisti con un approccio a 360° e sulla collaborazione tra distretto, Casa della Salute e medico di medicina generale.

Il tema della partecipazione è stato cruciale: abbiamo puntato al coinvolgimento e al rafforzamento delle associazioni fin dal momento della definizione del piano. Le misure del Piano, poi, diventano l’attività ordinaria dei direttori generali ed entreranno a far parte dei loro obiettivi di performance: insomma, un fatto strategico. Perché non basta un decreto amministrativo, serve la sensibilità e la preparazione degli operatori che devono partecipare e condividere la finalità generale.

Open Data Lazio: quello che abbiamo fatto

opendataursiniIl progetto Opendata Lazio nasce per dare attuazione alla legge regionale del 18 giugno 2012 n. 7 (BU n. 24 del 28/06/2012) “Disposizioni in materia di dati aperti e riutilizzo di informazioni e dati pubblici e iniziative connesse”.

L’intervento normativo ha avuto quindi l’indubbio merito di aver colto l’importanza del tema in maniera sincrona rispetto al panorama italiano. Meno rapida è stata invece l’attuazione, che ha subito notevoli ritardi, accumulando di fatto un gap importante rispetto ad altre analoghe iniziative in Italia. Paradossalmente, questo ci ha comunque permesso di analizzare nel dettaglio le storie di successo, recuperando principi e filosofie vincenti.

Contemporaneamente, l’indirizzo ricevuto dai committenti regionali ha dato una sensazionale spinta al tema della trasparenza amministrativa, intesa anche e soprattutto come disponibilità del dato e riutilizzo dello stesso su tematiche, quali ad esempio la spesa pubblica, considerate come il vero atout del cambio epocale di rapporto tra amministrazione e cittadini. Non più quindi un paradigma che vedeva l’amministrazione come un soggetto autoreferenziale e chiuso, ma una nuova stagione di rapporto e confronto con i cittadini, con l’amministrazione pubblica soggetta a controllo diretto e stimolo, al fine di radicare finalmente la cultura della valutazione e della misurazione, per consentire di valorizzare le competenze e l’impegno di tutto il personale dell’Amministrazione, restituendo il prestigio perduto e l’orgoglio della propria funzione al servizio dei cittadini.

Cosa è stato fatto

L’attuazione del progetto ha assunto, dunque, fin da subito un valore ben più alto della semplice realizzazione di un portale. Questo cambiamento paradigmatico nel rapporto tra amministrazione e cittadini presuppone, come passaggio obbligato, che questi ultimi abbiano a disposizione l’informazione, in altri termini i dati prodotti gestiti e aggiornati dall’amministrazione, affinché possano essere valutati e utilizzati da ogni portatore d’interesse.

Il dato pubblico è il dato di tutti. Tutti possono accedervi e disporne senza alcuna discriminazione. Gli obiettivi sono plurimi:

  • trasparenza e controllo democratico;
  • partecipazione;
  • miglioramento o creazione di prodotti e servizi privati;
  • innovazione intesa in tutte le sue forme;
  • miglioramento dell’efficienza dei servizi pubblici;
  • miglioramento dell’efficacia dei servizi pubblici;
  • misurazione dell’impatto delle politiche pubbliche;
  • produzione di nuova conoscenza dalla combinazione di diverse fonti di dati e dall’identificazione di regolarità che emergono dall’analisi di grandi masse di dati.

Può apparire paradossale ammettere che i principi suesposti hanno costituito per la Regione Lazio una novità epocale. L’introduzione della cultura della disponibilità del dato ha costituito uno degli obiettivi fondamentali del progetto e su questo punto notevoli energie sono state spese.

Tramite Accademia Opendata Lazio, la Regione Lazio ha messo a disposizione percorsi di formazione per la messa on line e la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico.

La modalità di fruizione è a distanza con contenuti in auto-apprendimento e strumenti di condivisione sul Portale, oltre ad eventi ed incontri in presenza, gestito dai maggiori esperti di Open data in Italia. Sono stati più di 500 i direttori e responsabili Open Data della Regione, i dipendenti e collaboratori degli Enti e Istituzioni operanti su territorio laziale che hanno attivamente partecipato.

Per quanto riguarda la piattaforma tecnologica, il portale dati.lazio.it è stato messo in esercizio in data 1/4/2015. 236 sono i dataset oggi disponibili. Sono state realizzate inoltre due applicazioni verticali, su specifiche tematiche di particolare interesse.

L’applicazione Open Spesa fornisce una vista guidata sulle finanze regionali puntando l’attenzione sui pagamenti per esercizio finanziario. Più di 110 miliardi di euro di pagamenti eseguiti da regione sono consultabili e utilizzabili.

L’applicazione Openprogetti rende accessibili più di 600 progetti finanziati con 400 milioni di fondi europei.

Al più presto sarà disponibile anche una terza applicazione, Opensanità che permetterà di navigare sui dati di oltre 75 milioni di prestazioni in ambito di assistenza specialistica ambulatoriale erogate ogni anno dalle ASL della Regione Lazio.

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Questa è la prima parte di un articolo di Simone Ursini, responsabile Area Lavoro, Formazione, Open Data, Territorio, di LazioCrea

Fonte: www.forumpa.it

Diabete, salute e partecipazione: il 31 marzo un confronto sul Piano regionale del Lazio

Diabete 31 marzo 2016La Regione Lazio in prima linea per rendere omogenea l’assistenza a favore delle persone con diabete nell’ambito del Piano per la malattia diabetica nella Regione per gli anni 2016-2018.

Il piano, che è stato condiviso con le società scientifiche e le associazioni dei malati, ha come obiettivo quello di garantire una migliore programmazione e integrazione dei servizi anche in base a quanto previsto dal Piano Nazionale Diabete.

Ne parleremo domani, giovedì 31 marzo, ore 10.00, presso la sala Tevere della Regione Lazio, via Cristoforo Colombo, 212, Roma.

Guarda la locandina

Sanità, Ifo: una nuova Tac di ultima generazione. Il Lazio cambia

ifo_tacLa nuova apparecchiatura diagnostica fa fare un ulteriore salto di qualità per questa struttura di eccellenza che nei mesi scorsi ha ottenuto la massima certificazione europea di qualità per le cure oncologiche. Il nuovo macchinario permetterà diagnosi più selettive e precoci e meno invasive.

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L’Ifo sempre più tra le eccellenze sanitarie del Lazio. Dopo l’investimento fatto per rinnovare le sale operatorie, con 1,8 milioni di euro investiti a ottobre e i laboratori di oncologia sperimentale, 4 milioni investiti nel 2014, oggi completiamo un reparto strategico per la lotta ai tumori come la medicina nucleare.

All’Ifo un macchinario all’avanguardia. Investiamo 730 mila euro per un’apparecchiatura che fa fare un ulteriore salto di qualità a questa struttura che si è già distinta per l’efficienza nelle cure tumorali: l’ifo ha ottenuto la massima certificazione europea di qualità per le cure oncologiche.

A cosa serve il nuovo macchinario? La nuova tecnologia ha permesso agli IFO di installare una apparecchiatura di ultima generazione per rendere più semplice l’identificazione delle patologie tumorali. Un macchinario unico nel Lazio e nel centro Italia, che permetterà diagnosi più selettive e precoci con un risparmio di studi diagnostici aggiuntivi. Tanti i vantaggi: accuratezza diagnostica, riduzione dei tempi di attesa per gli esami scintigrafici del 30 per cento, minor dose di radiazioni per il paziente e riduzione di esposizione anche per l’operatore, oltre che notevole semplificazione del lavoro.

Una tecnologia innovativa e all’avanguardia. In particolare il macchinario nasce dall’unione di una tecnica tomografica (Spect) in grado di ricostruire la distribuzione tridimensionale della radioattività all’interno di organi o tessuti del corpo umano e una tecnica di diagnostica per immagini (Tc) che genera, in un’unica sessione, un’immagine ibrida in grado di fornire informazioni morfologiche e funzionali delle patologie tumorali. Dopo anni di difficoltà, di problemi e di immobilismo voltiamo pagina: con strutture migliori, con nuovo personale, con nuove reti di assistenza, mantenendo i conti a posto.

 

Sanità: Regione Lazio investe sull’ospedale di Subiaco

subiacoDalla Regione uno stanziamento di 1 milione e 385mila euro a favore dell’Ospedale A. Angelucci di Subiaco: i fondi serviranno per la realizzazione dei Reparti di Medicina Generale e di Lungodegenza. Il finanziamento comprende la ristrutturazione dei locali, il trasferimento del Reparto di Medicina Generale all’Ala destra del terzo piano e i relativi arredi.



I lavori permetteranno la rimodulazione complessiva degli spazi dell’Ospedale e il miglioramento dei percorsi, in particolare per quello che riguarda i locali del Pronto Soccorso. I fondi, assegnati alla Asl Roma 5, saranno utilizzati per la realizzazione di  30 nuovi posti letto: 20 all’interno del reparto di Medicina Generale e 10 nel Reparto di Lungodegenza.



“All’interno della struttura sanitaria grazie a questo ulteriore stanziamento sarà possibile iniziare i lavori di ristrutturazione dei locali e finanziare l’acquisto di arredi indispensabili per il buon funzionamento del reparto oltre a tutte le attività complementari necessarie al trasferimento del Reparto di Medicina Generale dalla collocazione attuale all’ala destra del terzo piano”- è il commento del presidente, Nicola Zingaretti.