Sanità Lazio: finalmente restituito ai cittadini il S. Spirito in Sassia

Vasi171Con l’aiuto della Regione e l’impegno della Asl RM E, un bene pubblico di grandissimo pregio e interesse culturale sarà restituito presto ai cittadini.  L’investimento per il restauro del polo museale di Santo Spirito in Sassia ammonta a 4 milioni di euro. E’ importante sottolineare che non si tratta di risorse nuove, ma di soldi già stanziati da anni e bloccati per motivi burocratici che adesso finalmente saranno utilizzati grazie all’intervento della Giunta regionale. In questo modo, si recupera un bene comune di straordinaria importanza storica e culturale che potrà diventare un ulteriore punto di interesse per chi visita Roma.

E’ giusto anche apprezzare la lungimiranza e la disponibilità della Asl RM E che, in questo caso, unisce all’offerta di servizi sanitari anche la cura e la promozione di un pezzo di storia di Roma visto che parliamo di uno degli ospedali più antichi del mondo, ricco di opere d’arte di valore inestimabile.

Tagli di agenzie e di stipendi: ok dal Consiglio del Lazio

crl_tagliL’Agenzia regionale per la difesa del suolo (Ardis) e l’Agenzia regionale per i parchi (Arp) spariranno dalla mappa delle strutture regionali. Grazie a questi tagli, le loro funzioni e i loro 116 dipendenti saranno trasferiti all’interno degli uffici della Regione con un risparmio “a regime, non inferiore a circa 250.000 euro in ragione d’anno”, come si legge nella relazione introduttiva.

 

 

La proposta di legge numero 244, approvata ieri dal Consiglio regionale del Lazio contiene anche alcune norme che esulano dagli obbiettivi iniziali del provvedimento. Con un ‘sub-maxiemendamento’ nella legge sono state introdotte disposizioni interpretative in materia di contributi del Consiglio regionale, è stata istituita la nuova commissione consiliare “Riforme istituzionali” e sono stati previsti tagli agli emolumenti del Difensore civico, del presidente del Corecom, del Garante dei detenuti e del Garante dell’infanzia. Il voto finale è arrivato alla quarta giornata dei lavori, dopo una discussione serrata, conclusasi con l’abbandono dell’Aula da parte delle opposizioni, poco prima del voto finale.


I contenuti della legge
Con la legge approvata oggi la Regione intende perseguire l’obiettivo di un ulteriore snellimento della struttura amministrativa regionale, eliminando sovrapposizioni e problemi di coordinamento, e riportando all’interno delle proprie strutture amministrative le funzioni oggi svolte da Ardis (l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo) e Arp (Azienda Regionale Parchi). Continue reading

Caso Mastrapasqua: quando la Regione Lazio licenziò il Presidente dell’Inps

ospedale-israelitico-680x365_cProprio questa mattina ci sono state quattordici ordinanze di custodia cautelare e tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di medici e dirigenti dell’Ospedale israelitico. Le ipotesi di reato sono falso e truffa in danno della sanità pubblica: l’accusa è di aver chiesto alla Regione rimborsi gonfiati per le prestazioni sanitarie. Mastrapasqua era noto come “mister 25 poltrone”. Avevo scritto su questa drammatica e sconcertante situazione più di un anno fa… di seguito l’articolo pubblicato su l’Huffington Post il 4 febbraio del 2014

Se la Regione Lazio non avesse voluto vederci chiaro sull’Ospedale Israelitico bloccando il pagamento di 18 milioni di euro di arretrati, non ci saremmo trovati a riparlare di Antonio Mastrapasqua, oggi ex presidente dell’Inps, e dei suoi molteplici incarichi, tra cui la direzione generale dell’ospedale.

Quelle strane fatture dell’Israelitico.
Già dal 2009, infatti, i vertici della Asl Roma D avevano rilevato alcune incongruenze relative a fatture dell’Israelitico per rimborsi sulle cure odontoiatriche, non accreditate con il Servizio sanitario regionale. L’inganno funzionava così: dato che la struttura non erano autorizzata a curare i denti per conto del servizio sanitario, gli interventi venivano classificati con un artificio come “ortopedici”, approfittando del fatto che l’operazione interessava anche le mandibole! Controlli successivi hanno permesso così di accertare che ben il 94% delle cartelle cliniche presentano irregolarità come prestazioni gonfiate o ricoveri impropri.

Zingaretti blocca i pagamenti
La Regione governata da Nicola Zingaretti ha quindi bloccato il 25 luglio 2013 il pagamento degli arretrati, che si aggirano appunto sui 18-19 milioni di euro ed ha sospeso gli accordi contenuti in due protocolli, stipulati dalla precedente amministrazione Polverini nel 2011 e 2012, con un carico economico per Regione pesantissimo. A settembre arrivano anche i NAS e si parla anche di cessione di crediti non esigibili all’Inps. Poi, la Procura di Roma ha aperto una inchiesta per truffa aggravata di circa 71 milioni di euro, che arriva ad 85 a causa delle fatture gonfiate. Il 2 febbraio la Regione Lazio, che sarà parte civile nella vicenda giudiziaria, presenta una ulteriore denuncia ai Carabinieri: sono spariti alcuni documenti in originale con gli atti istruttori relativi agli accordi con l’Ospedale Israelitico. Considerando i danni economici che da tutta la vicenda derivano per una Regione in piano di rientro, ogni elemento può essere utile per capire quanti interessi dentro e fuori l’Ente sono coinvolti in questa vicenda.

La buona amministrazione smaschera i furbi
La storia che stiamo raccontando e che non bisogna dimenticare dimostra che quando c’è buona amministrazione è più difficile che i furbi vincano. Nel sito della Regione è pubblicato il decreto Zingaretti che illustra dettagliatamente tutti i passaggi della vicenda, con grande trasparenza e dovizia di particolari. Ogni cittadino può trarne le informazioni che vuole sugli estremi di legge, i passaggi effettuati, i controlli, le violazioni riscontrate. In passato non è che non si fossero dovuti affrontare contenziosi con l’Ospedale israelitico, a colpi di ricorsi al Tar. Ma la soluzione si trovava sempre nell’accordo, nel mettere a tacere, nell’aggiustare, metodo che aveva trovato la sua manifestazione più evidente nei due Protocolli dell’amministrazione Polverini. Aver cambiato stile e modalità ha sparigliato tutto: niente accordi, niente aggiustamenti, niente “aumm aumm”. Si paga quello che si deve pagare, si controllano tutte le fatture grazie alla fatturazione elettronica, appena partita, si accreditano le strutture sulla base del fabbisogno di salute e di cure dei cittadini, si lavora in accordo con i controlli economico-contabili del Ministero dell’Economia, si rende conto ai cittadini di quello che si fa.

Più trasparenza, più controlli
Non è finita qui. Tra qualche mese, il Consiglio regionale discuterà la nuova legge sulla trasparenza della Regione Lazio. Se questa – come credo – sarà approvata, la Regione Lazio diventerà una delle più virtuose in Italia. Perché sarà arricchita la lista dei documenti da pubblicare obbligatoriamente, saranno meglio definiti i contenuti delle Giornate della trasparenza, sarà garantito l’accesso generalizzato dei cittadini alle informazioni che chiedono. Certo, una legge non elimina le truffe e la corruzione, ma l’agire indisturbato degli Antonio Mastropasqua sarà sempre più difficile.

 

Riforma Delrio: al via l’esame della legge su province e comuni del Lazio

del rioLa I commissione, Affari istituzionali e la IV commissione Bilancio si sono riunite ieri in seduta congiunta per l’esame della proposta di legge n. 269, d’iniziativa della Giunta, concernente il “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alla Città metropolitana di Roma Capitale, a Roma Capitale e riallocazione delle funzioni amministrative a livello locale.”. 


“Iniziamo una maratona, perché il provvedimento è complesso”. Questo l’incipit della relazione dell’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, che ha poi ricordato il complicato quadro normativo nazionale. La cosiddetta legge Delrio (Legge n.56 del 7 aprile 2014 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”) impone alle regioni di ridisegnare confini e competenze dell’amministrazione locale, in attesa della riforma del titolo V della Costituzione. Le province diventano “enti territoriali di area vasta”, con il presidente della provincia eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della provincia e, quindi, permangono solo due livelli amministrativi territoriali a elezione diretta, le regioni e i comuni. A complicare lo scenario, è intervenuta la legge nazionale di stabilità 2015 con la quale le spese del personale delle province sono state dimezzate, in vista di una riallocazione dei lavoratori in base alle funzioni trasferite. Inoltre, secondo il decreto “Enti locali” (dl 78/2015) varato la scorsa estate, le amministrazioni regionali dovrebbero approvare la legge di riordino delle funzioni entro il prossimo 31 ottobre.


Di qui la pl 269 del Lazio che, in ossequio ai principi costituzionali di sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza, intende attribuire da una parte “un maggior numero di funzioni e compiti alle autonomie locali in ragione della maggiore vicinanza ai cittadini e, dall’altra, valorizzare la Regione quale ente di legiferazione e programmazione, cui sono riservate quelle funzioni che, in ragione dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa, richiedono un esercizio a livello unitario”, come ha spiegato l’assessore Sartore.

La proposta intende incentivare l’esercizio associato delle funzioni conferite ai comuni e allargare le funzioni di Roma capitale. Un intero capo della proposta di legge è dedicato alla riallocazione di numerosi compiti tra Regione, comuni, enti di area vasta (Province e Città metropolitana di Roma capitale), dai servizi di inclusione sociale all’istruzione scolastica, dalle strutture sportive delle province alle attività produttive e così via. A una riallocazione dei compiti delle province dovrebbe corrispondere la riallocazione del personale addetto a tali compiti.

Nuovo DG della Asl di Viterbo, dalla VII Commissione via libera a Donetti

donettiLa commissione Politiche sociali e Salute ha espresso parere favorevole a maggioranza (8 sì, 5 no) sullo schema di decreto numero 23/VII a firma del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, riguardante la nomina del nuovo direttore generale della Asl di Viterbo nella persona di Daniela Donetti, attualmente direttore amministrativo della stessa Azienda sanitaria.


L’incarico avrà la durata di tre anni dal momento del conferimento. Eventuali ricorsi giurisdizionali al Tar sono ammessi nei termini di 60 giorni. Donetti – parmense, classe 1969 – succede al commissario straordinario Luigi Macchitella.


Laureata in Economia e Commercio e successivamente specializzata alla Scuola di Pubblica Amministrazione della Regione Umbria, prima di approdare in Tuscia aveva ricoperto ruoli direttivi e manageriali al San Camillo-Forlanini, al Santa Maria di Terni, all’Asl 3 dell’Umbria. 


Il responsabile della cabina di regia della sanità laziale, Alessio D’Amato, ha così replicato: “Miriamo innanzitutto a superare un lungo periodo di commissariamento non più giustificabile agli occhi della cittadinanza. Il meccanismo della ‘short list’ è sicuramente adiuvante nelle scelte che abbiamo preso e dovremo prendere, ma non escludente. In questo caso, infatti, abbiamo voluto premiare la continuità, visti gli ottimi risultati raggiunti dalla Asl di Viterbo in questi anni di gestione Macchitella-Donetti. Quanto a presunte indagini in corso – ha concluso – sono certamente frutto di azioni di audit promosse dalla stessa Asl, nell’interesse della collettività”.