Santa Maria della Pietà: riapertura è un bel risultato

santa maria della pietàRiapre il Santa Maria della Pietà. Ecco il mio comunicato.

 

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“Il fatto che una struttura centenaria come il Santa Maria della Pietà possa essere finalmente recuperata e messa al servizio dei cittadini romani e dei pellegrini che arriveranno a Roma in occasione del Giubileo mi pare un bellissimo risultato del governo della nostra regione”. A parlare, in una nota, è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio, gruppo PD.

“Ricordo che soltanto l’anno scorso avevamo festeggiato i 100 anni del Santa Maria della Pietà e lo facevamo con l’obiettivo di riaprire tutta la struttura e renderla fruibile per vari scopi. E’ proprio quanto accadrà, grazie al lavoro molto importante svolto dalla Asl Roma E e grazie alle politiche di contenimento e razionalizzazione della spesa adottate dalla Giunta che ci permettono oggi di coprire i costi dei nuovi servizi che avranno sede presso la struttura – prosegue la nota – Ormai da tempo – spiega Petrangolini – il Santa Maria della Pietà è diventato il centro di esperienze di tutela della salute e culturali che meritano di essere valorizzate. Con il progetto organico della Regione – che prevede una nuova Casa della Salute, una casa di accoglienza per le famiglie di lungodegenti della Capitale, un ostello da 140 posti per i pellegrini del Giubileo – potremo mettere a sistema queste esperienze – a partire dall’impegno svolto fin qui dalla Azienda – per promuovere una nuova visione della salute e della cittadinanza attiva. Il Giubileo può costituire, a questo scopo, una splendida opportunità. Finalmente, a ben 16 anni dalla chiusura, un bene comune che torna ad essere un punto di riferimento per i cittadini e per tutti coloro che sosteranno a Roma”.

Ipab Gaeta: nessuno stop da Anac, ecco i fatti (e i paradossi della legge)

zingNei giorni scorsi la stampa ha scritto a proposito delle nomine per l’Ipab di Gaeta. Facendo, però, parecchia confusione sui fatti e sulle responsabilità. Ecco qualche chiarimento per capire come stanno le cose.

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“L’iter amministrativo relativo a questa vicenda, in realtà non è concluso. La notizia, come riportata nei titoli questa mattina da un quotidiano, in realtà non è corretta. L’Anac non ha bloccato nessuno, ma ha rimesso al responsabile regionale anticorruzione la valutazione in merito all’esistenza di eventuali responsabilità da parte di chi ha adottato il provvedimento dopo aver effettuato verifiche e anche un contraddittorio. La vicenda infatti è molto controversa”. Così sabato scorso il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti in merito alla notizia, diffusa da un quotidiano, relativa ad una sua presunta sospensione dal potere di nomina comminatagli dall’Anac.

 

 

“Nel merito, stiamo parlando della nomina di una Ipab di Gaeta. Gli uffici preposti hanno valutato la candidatura sulla base di un autocertificazione sottoscritta che escludeva la sussistenza di elementi di inconferibilità. Infatti – ha spiegato – la stessa responsabile anticorruzione regionale, interloquendo con Anac, ha scritto che non potevano essere ravvisati elementi di rischio da tali autocertificazioni. Quando sono emersi, a seguito di esposti, è stata la stessa Regione e non l’Anac a revocare immediatamente la nomina”.

 

“Mi sembra evidente che se venisse sospeso il mio potere di nomina per aver revocato una nomina fatta sulla base di un’autocertificazione falsa, ci troveremmo di fronte a una profonda illogicità. Gli uffici, come previsto dalla legge italiana, verificano le autocertificazioni a campione come tutte le pubbliche amministrazioni italiane. E in modo totale solo in casi di primaria importanza, per esempio nomine di manager della sanità o grandi società, e a campione nei casi di piccoli enti come in questo caso. Altrimenti verrebbe meno il principio stesso di semplificazioni introdotto con l’autocertificazione. Se si affermasse il principio che nella P.A. italiana il principio dell’autocertificazione non è più valido, sarebbe un’immensa novità”.

 

“Comunque – ha proseguito – attendiamo le conclusioni dell’iter amministrativo e poi faremo tutte le valutazioni opportune. Lo stesso documento dell’Anac segnala rigidità e anomalie della legislazione e sottolinea come il Parlamento aveva più volte già segnalato la necessità di modifiche legislative. Rilievi che faccio miei e mi permetto di segnalare al Parlamento e al Governo italiano perché, al di là di questo caso, si paventa un rischio concreto di confusione in tutta la pubblica amministrazione. E, soprattutto, di scaricare su persone che fanno il loro dovere le contraddizioni di una legislazione che, come vediamo, è controversa. Quindi – ha concluso – attendiamo la conclusione dell’iter amministrativo che, come ripeto, non è affatto concluso e poi vedremo le valutazioni del caso”.

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Il 26 settembre il Segretario del PD Lazio Fabio Melilli ha inviato una lettera al Capogruppo del PD alla Camera Ettore Rosato, dopo la vicenda che coinvolge il Presidente Zingaretti e l’ANAC riguardo alla nomina di un Commissario Ipab. Di seguito il testo della lettera.

 
“Caro Ettore, l’intervento dell’Autorità Anticorruzione su una nomina fatta dal Presidente Zingaretti sulla base di una autocertificazione di un candidato a ricoprire un incarico pubblico, riportato oggi dalla stampa, apre una questione rilevante sulle norme della legge Severino. Non dobbiamo certo arretrare sul versante della lotta alle illegalità e alla corruzione, ma non possiamo rendere uguali tutte le responsabilità. Una autocertificazione, se è falsa, comporta responsabilità di chi la sottoscrive e non certo di chi la utilizza. Peraltro in questo caso la regione ha attivato tutte le verifiche e, a seguito delle stesse, ha revocato la nomina. Che un amministratore pubblico, in questo caso un Presidente di Regione, rischi di venire sospeso dall’esercizio del potere di nomina per una vicenda che riguarda una nomina in una Ipab, penso imponga a tutti noi una riflessione sull’opportunità di rivedere le norme della legge Severino che non prevedono nemmeno graduazioni tra le diverse fattispecie, come ci ricorda lo stesso Cantone. Ti chiedo pertanto di attivarti per correggere anomalie che rischiano di ingenerare una paralisi delle amministrazioni pubbliche”.

San Giovanni, inaugurato laboratorio per le preprazioni chemioterapiche e nutrizionali

sangiovanniTaglio del nastro oggi, all’ospedale San Giovanni Addolorata, per il nuovo laboratorio Galenico per le preparazioni chemioterapiche e nutrizionali, situato all’interno del Polo onco-ematologico (inaugurato lo scorso 19 gennaio) e realizzato secondo le più recenti normative. Ad inaugurare la struttura, il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, insieme con il coordinatore della Cabina di regia del sistema sanitario regionale, Alessio D’Amato e il direttore generale del San Giovanni, la dottoressa Ilde Coiro. L’intero laboratorio si estende su 200 mq ed è costituito da due settori distinti.

Il primo è denominato UFA (Unità Farmaci Antitumorali), ovvero una “camera bianca” ad atmosfera controllata, un ambiente totalmente sterile e protetto, in cui giornalmente vengono preparate – in tutta sicurezza per i pazienti e per gli operatori – sacche madri di farmaci chemioterapici, dotata anche di un punto di decontaminazione lava-occhi e doccia di sicurezza.
Inoltre, le terapie oncologiche sono personalizzate sulla base di parametri sia di tipo clinico che di tipo fisico. Per questo ogni terapia richiede la definizione di una prescrizione paziente specifico e la realizzazione di una serie di operazioni di verifica e controllo.

Il secondo settore è il Laboratorio NPT, con un’area sterile e protetta e un sistema di filtrazione dell’aria in sovrappressione per la preparazione di miscele nutrizionali.

La sezione nutrizionale partirà tra qualche settimana, mentre l’UFA è già ai nastri di partenza. Il passaggio dei preparati dalla sala di allestimento ai locali contigui è diretto, e avviene attraverso appositi pass-box a doppia porta. Anche la distribuzione dei preparati pronti per la somministrazione, infine, è facilitata, poiché la nuova UFA è adiacente al day hospital di ematologia e oncologia, con conseguente abbattimento dei tempi di consegna e di rischi nelle fasi di trasporto. Nella nuova struttura lavoreranno complessivamente due farmacisti e sei infermieri. I lavori di ristrutturazione sono stati effettuati dall’Azienda farmaceutica Baxter, affidatario della realizzazione in service del laboratorio.
“Questo laboratorio rappresenta il completamento del Polo oncoematologico che è stato attivato a gennaio di quest’anno – ha detto il Dg Coiro – vent’anni fa, quando fu progettato il Polo, non era stata prevista la presenza di un laboratorio per la preparazione degli antiblastici. Quindi ci sembrava importante che la struttura se ne dotasse. Ringrazio tutti gli operatori che si sono dati molto da fare per far sì che il laboratorio si realizzasse nel giro di pochi giorni e che dal primo ottobre la preparazione delle terapie potesse essere fatta in loco. Questo laboratorio rappresenta un grande successo, ma anche una soddisfazione, perché tutela non solo i pazienti, ma anche gli operatori, che lavorano in locali protetti e a norma. La preparazione avviene nella massima sicurezza e con il minimo spreco di medicinali. Non possiamo che essere felici oggi di completare questo Polo che da nove mesi ha triplicato la propria attività”, ha concluso Coiro, ringraziando “anche i professionisti dell’ospedale militare Celio, che insieme hanno costruito una sinergia importantissima per far decollare questo polo che è diventato un punto riferimento non solo per Roma, ma per l’intera regione”.

Sanità Lazio, medico di famiglia e odontoiatra nello stesso studio

sanità_medici_spesa_LucarelliPrima per aprire uno studio insieme a dei colleghi i medici dovevano seguire una lunga trafila burocratica, da oggi non è più così, perché basterà avvertire la Asl di zona dell’inizio della nuova attività.  Un altro passo avanti per migliorare i servizi sia per i pazienti che per i cittadini, che avranno più scelta

 Dalla Regione un provvedimento per agevolare chi vuole aprire uno studio medico insieme ad altri colleghi, compresi gli odontoiatri: da oggi basterà comunicare l’avvio dell’attività alla Asl competente e non sarà più necessario seguire il percorso burocratico che era in vigore per ottenere le autorizzazioni.

La nuova normativa specifica quali prestazioni possono essere svolte in queste tipologie di studi. La novità riguarda i medici di famiglia e gli odontoiatri che svolgano prestazioni a minore invasività e che non comportino rischi per i pazienti. In particolare la normativa specifica sia per le discipline mediche sia per quelle odontoiatriche le prestazioni che potranno essere svolte in queste strutture, si tratta in tutto di circa 130 prestazioni.

Per i pazienti più servizi in un unico posto. Negli studi polimedici i cittadini potranno contare su una scelta maggiore e trovare nello stesso studio una serie di professionisti di specialità diverse, tra cui anche gli odontoiatri.  Con questa semplificazione la Regione intende anche supportare i medici più giovani nell’avvio del loro studio.

Per tutte le info vai qui.

“Un cambiamento notevole sia per i professionisti che per i cittadini: con queste norme liberiamo i medici e gli odontoiatri del Lazio dai lacci di una burocrazia paralizzante e diamo agli assistiti più possibilità di cura” – è il commento del presidente, Nicola Zingaretti.

Sanità Lazio, con il Centro Nemo più assistenza per i pazienti con malattie neuromuscolari

nemoIl Gemelli ospita “Nemo”, un Centro specializzato in malattie neuromuscolari. Al taglio del nastro, avvenuto ieri in mattinata, hanno preso parte il sindaco Marino, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti accolti dal rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Franco Anelli e il direttore generale della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli, Enrico Zampedri. Sono intervenuti, inoltre, il presidente della Fondazione Serena Onlus, Alberto Fontana e il presidente della Fondazione Telethon, Luca Cordero di Montezemolo. Di seguito il mio comunicato.

 L’inaugurazione del Centro Nemo è stata una bellissima festa con i pazienti, le loro famiglie, le associazioni e gli operatori. Il segno che la Regione Lazio sta lavorando bene.

Ho avuto modo di conoscere negli anni passati la professionalità e le competenze del Centro Nemo in altre regioni italiane, il suo piano clinico-assistenziale multidisciplinare che assicura ai pazienti e alle loro famiglie un supporto clinico, assistenziale e psicologico preziosissimo. Per questo sono convinta che la Regione Lazio abbia fatto una scelta oculata e lungimirante nel sostenere la nascita di una struttura simile nella Capitale. In questo modo si completa una rete di centri con una struttura che, dopo quelle di Milano Niguarda, Arenzano (Genova) e Messina, offre a tutta l’Italia centrale una opportunità di cure e assistenza in più nell’ambito delle malattie degenerative. Un vero e proprio polo di eccellenza è adesso a disposizione dei cittadini di Roma e del Lazio che attirerà pazienti anche da altre regioni.

Mi piace sottolineare il ruolo della partnership dei diversi soggetti coinvolti. Penso non soltanto, ovviamente, al Policlinico Gemelli che ospita la struttura, ma anche alla Fondazione Serena, alla Fondazione Telethon, alla stessa Regione Lazio e alle imprese private che in vario modo hanno dato un contributo per il raggiungimento di questo risultato. La dimostrazione di quanto sia importante lavorare insieme, cittadini, istituzioni, imprese e organizzazioni no profit.