Fondi Europei-Regione Lazio: 3 miliardi di euro e 45 azioni previste fino al 2020

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L’obiettivo della Regione Lazio è stato quello di cercare di usare al meglio tutte le risorse messe in campo, che ammontano a 3,3 miliardi di euro, che contribuiranno a cambiare il volto della nostra regione. Sono stati individuati 45 progetti concreti e calendarizzabili, capaci di dare risposta ai bisogni dei cittadini.

Un unico disegno per le risorse finanziarie europee, nazionali e regionaliTutto questo sarà possibile grazie alla Cabina di regia per i fondi europei di cui la Regione si è dotata per la prima volta e che consentirà di armonizzare le risorse.

I provvedimenti saranno attuati in modo rapido e concreto. In totale, alla fine del 2015,  saranno partite ben 38 sulle 45 azioni previste. Su molte di queste la Regione ha già avviato un percorso: dalla crescita digitale, con i primi progetti per la banda ultralarga; alle case della salute; agli interventi per la mobilità, ai bandi per la ricerca o per la creatività.

Inoltre per rendere più accessibili le informazioni sui bandi che saranno finanziati e per sostenere cittadini e imprese che intendono partecipare, la Regione Lazio ha creato ‘Lazio Europa’ un portale costantemente aggiornato. Questi gli interventi più rilevanti, previsti a partire dai prossimi giorni:

  • Vocazioni produttive: settanta milioni per il riposizionamento competitivo: si tratta di uno strumento innovativo per recuperare nei territori progetti di riconversione industriale capaci di rilanciare l’economia locale

  • Il territorio: quarantaquattro milioni di cui 6,3 a partire dalle prossime settimane per sostenere le imprese agricole che intendono investire in agriturismi, fattorie didattiche e agricoltura sociale. Importanti anche i bandi (35 mln) per i Borghi abbandonati attraverso i quali la Regione Lazio vuole sostenere progetti per il restauro, la manutenzione e la riqualificazione del patrimonio culturale e naturale dei molti villaggi e borghi del territorio considerati siti di alto valore naturalistico.

  • Centralità del lavoro: centoquaranta milioni di cui 11 già disponibili dai prossimi giorni. La Regione Lazio sta rivoluzionando le politiche per il lavoro, anche grazie a un nuovo sistema di servizi incentrato sulla cooperazione tra operatori pubblici e soggetti privati accreditati. Il contratto di ricollocazione ne è l’esempio più significativo attraverso cui si offre un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di un nuovo lavoro, riconoscendo alle persone in condizione di maggiore svantaggio economico e familiare, un’indennità di partecipazione.

  • La leva della conoscenza: duecentosessantatre milioni di cui 25 a partire dai prossimi giorni. Le azioni che saranno promosse puntano a innalzare il livello delle competenze, a fornire opportunità concrete di inserimento e reinserimento lavorativo per combattere la disoccupazione con particolare attenzione ai giovani che non studiano e non lavorano e ai disoccupati di lungo periodo. L’intervento per la formazione con sostegno al reddito è caratterizzato da tre azioni principali: orientamento, azione formativa e accompagnamento all’inserimento lavorativo-tirocini.

  • Qualità della vita: tre milioni e ottocento mila euro  (29 asili nido e oltre 1000 posti). Europa vuol dire anche promozione dei diritti, pari opportunità ed equità sociale. Una delle azioni cardine che si promuove riguarda i bambini e le loro famiglie. La Regione Lazio finanzierà l’avvio dei servizi per 23 strutture di asili nido in altrettanti Comuni del Lazio, per un totale di 760 nuovi posti, alle quali si aggiungono altre 6 strutture nel Comune di Roma, per ulteriori 414 posti. Si tratta di una novità nell’ambito dell’utilizzo delle risorse del FSE, questi fondi serviranno a finanziare le start up che gestiscono le 29 strutture già pronte che saranno attive dall’aprile del 2016.

Consiglio Lazio: approvata la legge sul demanio marittimo

porto-di-ostiaLa Regione approva dopo anni di attesa la nuova legge sul demanio marittimo per finalità turistico-ricreative. Uno strumento utile per promuovere l’economia del mare e lo sviluppo turistico delle coste e andare incontro alle esigenze di cittadini, turisti e operatori. Ecco in particolare cosa prevede la nuova legge:

Una nuova classificazione per le diverse tipologie di utilizzo del demanio. Le definizioni che erano in vigore hanno determinato nel tempo diverse problematiche e anche interpretazioni differenti tra i Comuni. Per questo la Regione ha introdotto una classificazione più funzionale delle diverse tipologie di utilizzo del demanio marittimo: stabilimenti balneari, spiagge libere con servizi e spiagge libere.

Regole più precise in merito posizionamento delle attrezzature balneari sulle spiagge libere e sulle spiagge libere con servizi, ad esempio con il divieto di preposizionamento. Per quanto riguarda invece l’organizzazione dei servizi alla balneazione, la legge prevede che  non essa può, in nessun caso, precludere o incidere negativamente sulla libera fruizione dell’arenile.

Ogni comune deve destinare almeno il 50% dell’arenile a spiaggia libera o spiaggia libera con servizi. Prima non esistevano disposizioni specifiche che garantissero una quota minima di spiagge libere, è una novità importante contenuta nella nuova legge. Nel caso in cui non rispettino la quota minima del 50%, i Comuni non potranno più rilasciare nuove concessioni e saranno tenuti a stabilire modalità i criteri per rispettare la norma. Tra l’altro anche la compresenza tra spiagge libere e libere con servizi dovrà essere equilibrata e omogenea.

Nuove regole anche sulle concessioni. La normativa regionale precedente prevedeva il rinnovo automatico delle concessioni demaniali marittime.  Con la nuova legge la Regione ha eliminato questa possibilità: il rinnovo non sarà più automatico, ogni concessione dovrà essere assegnata con una procedura di evidenza pubblica. Eliminando il rinnovo automatico la Regione si mette anche in linea con la Direttiva Bolkestein, con cui questa possibilità era in contrasto.

Legalità e trasparenza. I Comuni del litorale dovranno pubblicare sui propri siti istituzionali tutte le informazioni relative alle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative del proprio territorio, compresi i canoni concessori e l’imposta regionale dovuta. La mancata pubblicazione da parte di questi dati precluderà ogni accesso alle agevolazioni finanziarie regionali destinate ai Comuni del litorale.

Più regole e incentivi alla destagionalizzazione. L’obiettivo è garantire una piena fruizione delle coste per tutto l’arco dell’anno secondo regole certe: un modo per consentire un uso pubblico del mare e valorizzare economicamente il litorale anche nella stagione invernale.

Pianificazione unitaria dell’utilizzo delle spiagge.  La legge prevede l’adozione del nuovo Regolamento entro 60 giorni dall’entrata in vigore. Una volta modificato il Regolamento, entro 30 giorni dovrà essere approvato il Puar, il Piano Regionale Utilizzazione Arenili, che nella nostra Regione non è mai stato fatto nonostante lo preveda una legge del 1993. Infine saranno i Comuni a dover adottare i Pua o  adeguarli secondo le linee guida approvate con il Pua regionale, il tutto entro 180 giorni.

“La nuova legge approvata in Consiglio Regionale rappresenta una riforma storica attesa da moltissimi anni- è il commento del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: soprattutto per la parte che riguarda la classificazione delle diverse tipologie di utilizzo del demanio marittimo e la ripartizione delle spiagge libere o libere con servizi per le quali prima non esisteva una equa distribuzione sul litorale e che invece oggi viene regolamentata nella misura di almeno il 50% dell’arenile per ogni Comune”

“Con l’approvazione di questo provvedimento avviamo un’importante riforma complessiva del settore, attesa da vent’anni- lo ha detto Guido Fabiani, assessore allo Sviluppo Economico e Attività Produttive, che ha aggiunto: è, a mio avviso una vittoria di tutti, perché questo provvedimento è un pezzo fondamentale del programma di rilancio dell’economia del mare che promuoverà lo sviluppo turistico delle coste laziali in un quadro di trasparenza, regole certe e sostenibilità ambientale”.

Trasparenza: la Regione Lazio approva nuove norme contro la corruzione

corruzione_appaltiLa Regione approva nuove norme per garantire la trasparenza e difendere la legalità e che saranno attive dal 1° settembre. Un impegno che va avanti e che fa seguito a una serie di azioni, come l’adozione della fatturazione elettronica, la centrale acquisti o il protocollo, subito attivo, con l’autorità anti-corruzione. Ecco cosa riguardano le novità che entreranno in vigore da settembre:

1.la composizione delle commissioni di gara, per raggiungere l’obiettivo preciso di garantire la massima trasparenza nello svolgimento delle procedure di gara. Come? Con l’istituzione degli albi dei commissari per la formazione delle commissioni giudicatrici. Le figure inserite negli albi saranno suddivise per profilo e per specializzazione in relazione alle diverse tipologie di beni e servizi.

Massima rotazione e trasparenza: la composizione delle commissioni di gara, mediante l’albo, avverrà tramite sorteggio. Per garantire la rotazione chi viene sorteggiato viene escluso dalla rotazione successiva. Nel caso in cui dovessero verificarsi incompatibilità dei commissari anche la loro sostituzione avverrà tramite sorteggio.

2.Le procedure di gara telematiche. Le gare aggregate regionali, le gare in unione di acquisto tra le aziende sanitarie e le gare autonome delle aziende sanitarie si svolgeranno sulla piattaforma di e-procurement, che porterà alla totale informatizzazione i processi di approvvigionamento. Tutto questo consentirà di monitorare in tempo reale la spesa per beni e servizi rispetto al budget assegnato, i consumi effettivi, e la possibilità di verificare in ogni momento tutto ciò che viene fatto dalle strutture. Tra le altre cose si potrà ricorrere anche alle aste elettroniche, per scegliere la ‘migliore offerta’ pervenuta, dando così un forte impulso anche ai risparmi.

3.Il patto con i fornitori: è uno degli strumenti più significativi individuati per prevenire la corruzione nell’affidamento dei contratti pubblici. Si tratta di  un accordo tra la pubblica amministrazione e le imprese che partecipano alle gare e stabilisce diritti e obblighi: nessuna delle parti contraenti pagherà, offrirà, domanderà o accetterà indebite utilità, o si accorderà con gli altri concorrenti in fase di gara e nella fase successiva all’aggiudicazione

“Sono tutti elementi e criteri ulteriori di trasparenza, continuiamo la strada che abbiamo scelto,  di valorizzare la trasparenza e di mettere degli anticorpi nella pubblica amministrazione, affinché gli spazi dell’arbitrio e i rischi di infiltrazioni si riducano il minimo possibile- lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: credo che la discussione del Consiglio dell’altro giorno, che sollecitava dei segnali, vada raccolta e questi sono dei segnali che vogliamo dare”.

Fatturazione elettronica: il Politecnico di Milano premia la Regione

fattura-elettronica-1La Regione Lazio è stata la prima ad adottare questo sistema, mesi prima di quanto previsto dalla legge. Il progetto è stato valutato positivamente per la sua validità e anche per l’aver messo a disposizione strumenti per la gestione della fatturazione elettronica anche agli enti del territorio

 La Regione riceve un premio dalla School of Management del Politecnico di Milano per il sistema della fatturazione elettronica realizzato da LAit spa. Il progetto della Regione è stato valutato positivamente per la sua validità e anche per l’aver messo a disposizione strumenti per la gestione della fatturazione elettronica anche agli enti del territorio.

Più trasparenza ed efficienza. Oltre a garantire maggiore trasparenza la fatturazione elettronica rappresenta per la Regione anche un deterrente contro la corruzione e il malaffare.

“Sono piuttosto orgoglioso di questo riconoscimento. Il Lazio è stata la prima regione a utilizzare la fatturazione elettronica, anticipando i tempi previsti dalla legge– lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: questo passaggio ci ha reso un esempio, un buon esempio aggiungerei, per gli altri enti e per le amministrazioni locali, e questo è sicuramente un altro motivo di orgoglio”.

Lazio digitale per un’amministrazione aperta e trasparente

laziodigitaleVa avanti il processo di  rivoluzione digitale intrapreso dalla Regione, per costruire uno Stato diverso, più moderno e più capace di aiutare le imprese e più vicino ai cittadini. L’obiettivo è arrivare a delineare forme di governo sempre più orizzontali attraverso la  partecipazione e la condivisione di scelte e  informazioni. Una necessità a cui la Regione non intende sottrarsi, perché il digitale sta incidendo non solo sull’economia e sulla qualità stessa della vita dei cittadini, ma anche sulla politica e sulle amministrazioni pubbliche. 

La Regione investe in tutto 220 milioni di euro e in particolare per tre azioni specifiche e strategiche: la banda ultra larga, il data center e la digitalizzazione dei Suap, gli Sportelli Unici per le Attività Produttive. In particolare le risorse provengono dai fondi FESR e FEASR 2014-2020 e dalla Programmazione Europea 2007-2013 e dai fondi FAS precedenti. Tra le altre cose la Regione sostiene anche altri progetti rivolti allo sviluppo della sanità digitale e delle competenze digitali.  Saranno finanziati con altre risorse provenienti dal Bilancio Regionale e dal Fondo sociale europeo. Tra le altre cose ci sono da aggiungere anche eventuali risorse nazionali non ancora definite.

In particolare sono cinque le aree di intervento della Regione:

1.Le infrastrutture digitali e di rete: dalla banda ultralarga al Data Center unico regionale, fino wi-fi. L’obiettivo è azzerare il divario digitale e attuare la cittadinanza digitale. In questo ambito il progetto più rilevante della Regione è quello sulla banda ultra larga, una delle azioni cardine della nuova programmazione 2014-2020 che sarà finanziata con 121 milioni di euro sul Fesr, 40 sul Feasr, a cui si aggiungono 25 milioni della vecchia programmazione.

2.Amministrazione digitale, aperta e intelligente. Dall’open data alla dematerializzazione degli atti fino all’informatizzazione e alla dematerializzazione degli atti amministrativi. Un percorso che renderà l’amministrazione più efficiente grazie alle innovazioni tecnologiche.  L’altro lato fondamentale è rappresentato dall’open government: per aumentare la trasparenza e la partecipazione a partire dall’apertura dei dati che diventano patrimonio di tutti grazie agli open data.

3.Sanità digitale. La modernizzazione e digitalizzazione del sistema sanitario non solo comporterà enormi benefici in termini di risparmi, gestione e conoscenza dei dati sulla sanità ma contribuirà anche ad aumentare concretamente la qualità della vita dei cittadini. Come? Facilitando l’accesso ai servizi, ad esempio, o velocizzando le modalità per reperire le informazioni.

4.Comunità intelligenti. L’obiettivo è quello di creare le condizioni per un ecosistema favorevole all’innovazione, allo sviluppo intelligente del mondo produttivo, alla valorizzazione del territorio.  Un impegno che va avanti in tanti modi e con una serie di progetti di crescita. Tra questi: “Startup lazio!”, la creazione delle reti Porta futuro o dei Suap, gli sportelli digitali dove le imprese avranno accesso ai servizi regionali o europei.

5. La cittadinanza e le competenze digitali. Per sviluppare nei cittadini le competenze e anche la consapevolezza dei diritti e doveri nell’era di internet. Il tutto anche attraverso una serie azioni di informazione e formazione e anche tramite il rafforzamento del modello di governo partecipato tra l’amministrazione regionale e il territorio.