L’appello per salvare Civita di Bagnoregio

8161671347_a03a72785e_bLe continue frane dello sperone di tufo mettono seriamente a rischio la sopravvivenza stessa della città, che è una vera e propria meraviglia non solo del Lazio, ma di tutto il Paese. Per questo il presidente Zingaretti ha proposto un appello per salvare Civita alle principali personalità della cultura, delle arti, delle scienze.

Il presidente, Nicola Zingaretti,  lancia un appello alle principali personalità della cultura, delle arti, delle scienze per salvare Civita di Bagnoregio, una meraviglia italiana e del Lazio, purtroppo a rischio, tanto da essere chiamata da molti, “la città che muore”: questo a causa delle continue frane dello sperone di tufo che mettono seriamente a rischio la sopravvivenza stessa della città.

Un appello delle principali personalità della cultura, delle arti, delle scienze: il presidente Zingaretti ha rivolto a queste personalità una vera e propria richiesta: quella di diventare i primi ambasciatori per la difesa di Civita  e della valle dei Calanchi.

Un lavoro congiunto insieme a Umbria e Toscana per la tutela dello straordinario territorio che ospita Civita e che rappresenta un vero e proprio simbolo della bellezza del paesaggio italiano. Sono stati già contattati i presidenti delle regioni Umbria e Toscana, con i quali la Regione Lazio lavorerà nei prossimi mesi.

Cosa chiede l’appello? Aiuti concreti per salvare Civita. Un gioiello del paesaggio italiano che la Regione da sola non può salvare: in questa direzione va anche la richiesta della Regione all’Unesco per sostenere Civita, non come un luogo a sé stante, ma come il fulcro di un “sistema di paesaggi”.

Ha risposto all’appello anche il Ministro dei beni ambientali e culturali Dario Franceschini, a cui è stato chiesto di sensibilizzare il Governo su questa missione.

Tante le iniziative che in programma. A Civita il 19 giugno celebreremo la bellezza di Civita in una giornata particolare, curata dal progetto Abc sui temi dell’Expo e nell’ambito della valorizzazione dei prodotti locali. torneremo poi il 10, 11, 12 luglio con il meeting dell’animazione, una tre giorni dove sarà proiettato il meglio dei corti in circolazione sul piano internazionale ed esposte le tavole dei principali illustratori.

Salute: aperta una nuova casa della salute a Ladispoli

casa_della_salute_ladispoli_cerveteri_regSi sviluppa su un’area di circa 1.000 mq per un bacino di utenza di 80.000 abitanti nei Comuni di Cerveteri e Ladispoli. È la dimostrazione di una rete sanitaria che sta crescendo. Scopri tutti i servizi che offre. Per facilitare l’accesso ai servizi anche ai tanti migranti presenti sul territorio, tutte le informazioni sono scritte in 4 lingue: inglese, francese, rumeno e arabo

Aperta a Ladispoli l’ottava Casa della salute del Lazio. Tanti nuovi servizi e nuove opportunità di cura e assistenza per un’aria popolosa come questa: si tratta di un progetto di nuova sanità destinato a crescere.

I nuovi servizi della casa della salute. Si sviluppa su un’area di circa 1.000 mq per un bacino di utenza di 80.000 abitanti nei Comuni di Cerveteri e Ladispoli. È dotata di un’area dell’accoglienza, con uno sportello informazioni sanitarie, di un Punto Unico di Accesso (PUA), uno Sportello Unico di Prenotazioni (CUP) per pagamento ticket e prenotazione prestazioni, punto prelievi, ambulatorio infermieristico, ambulatorio per gli stranieri. Per facilitare l’accesso ai servizi anche ai tanti migranti presenti sul territorio, tutte le informazioni sono scritte in 4 lingue: inglese, francese, rumeno e arabo.

Tanti i nuovi servizi a disposizione:

Integrazione tra servizi sanitari e servizi sociali: i cittadini avranno un unico punto di accesso ai servizi e potranno orientarsi più facilmente dentro il sistema sociosanitario regionale. In questa Casa della Salute, inoltre, viene sperimentata per la prima volta nuova piattaforma informatica sul Piano di assistenza Individuale”, per guidare i processi di gestione dei  percorsi di cura e assistenza e arrivare alla definizione di un “Profilo Personale di Salute”.

La nuova “medicina d’iniziativa”.  Attraverso queste strutture si valorizza al meglio anche la grande risorsa dei Medici di Medicina Generale.  Il loro contributo sarà fondamentale in particolare nella presa in carico dei malati cronici con la medicina d’iniziativa, cioè la presa in carico integrata, tra diversi professionisti, dei pazienti con patologie croniche e degenerative. A partire da quelli diabetici, che sono circa il 10% della popolazione. È un grandissimo cambio culturale.

Ecco in particolare alcuni dei servizi e delle attività specialistiche che svolge. Angiologia, Cardiologia, Chirurgia generale, Dermatologia, Diabetologia, Diagnostica per immagini, Endocrinologia, Epatologia, Fisiatria, Geriatria, Ginecologia, Medicina dello sport, Medicina legale, Nefrologia, Neurologia, Oculistica, Odontoiatria, Oncologia, Ortopedia, Otorinolaringoiatria, Pneumologia, Psichiatria, Radiologia, Senologia, Urologia. Presente anche la diagnostica di primo livello, con attività di diagnostica per immagini, ecografia e Radiologia.  

Altre Attività. Tra le altre cose a disposizione c’è anche la Continuità Assistenziale (ex guardia medica), attiva tutti i giorni ore 20.00-8.00, sabato e prefestivi 10.00-20.00, domenica e festivi 8.00-20, il Punto di Primo Intervento e la postazione 118 attivi tutti i giorni h24 e l’ambulanza auto medicalizzata attiva h12., e l’elisuperficie autorizzata ENAC.

La degenza infermieristica. Un’altra novità importante è l’area di degenza infermieristica, con cinque posti letto per le cure a bassa intensità assistenziale, che sarà attivata entro il 2015 con l’obiettivo di alleggerire il peso che oggi grava quasi esclusivamente sugli ospedali.

Uno spazio per il volontariato. I cittadini troveranno in questa struttura anche uno spazio destinato alle associazioni, con un’attenzione particolare ai servizi per le donne e uno sportello per la prevenzione della violenza.

La struttura sarà integrata alla rete dell’emergenza. L’altra novità sostanziale è l’integrazione della struttura dentro la nuova rete sanitaria e in particolare nella rete dell’emergenza: dal punto di primo intervento alla postazione 118 attivi tutti i giorni h24, dall’ambulanza auto medicalizzata attiva h12 all’elisuperficie autorizzata, fino alla guardia medica turistica nel periodo estivo dal 1° luglio al 31 agosto.

“Questa Casa ha modelli di cura molto innovativi: non è un ospedale, ma il luogo della prima cura, dove si può venire per le piccole patologie e trovare un’assistenza sanitaria. C’è il punto di primo intervento come c’era prima, ma con molte più prestazioni- è il commento del presidente, Nicola Zingaretti,  che ha aggiunto: vogliamo dimostrare che, dopo 8 anni, stiamo vincendo la grande battaglia dell’uscita dal commissariamento, che permetterà assunzioni e stabilizzazioni dei precari. Tutte queste cose, prima, erano obiettivi – ha aggiuntoZingaretti– e ora stanno diventando concretezza che cambia il volto della nostra Regione”.

Sanità Lazio: nuove assunzioni

sanita“Queste assunzioni sono il segno concreto che il cambiamento della sanità del Lazio è ormai un processo avanzato e credo irreversibile: sono in deroga al blocco del turn-over, ma sono anche numericamente significative e tali da poter garantire la funzionalità a pieno regime di reparti e di servizi essenziali che in questi anni erano più in sofferenza come pediatria, chirurgia, ginecologia. Inoltre per la prima volta, dopo anni, a Frosinone è stata autorizzata l’assunzione anche di personale infermieristico.”

  • Firmato il decreto con cui si autorizza la Asl Rm H  dei Castelli ad assumere a tempo indeterminato otto dirigenti medici e un farmacista. L’obiettivo è superare le criticità di organico determinate dal blocco del turn-over e garantire l’erogazione dei LEA, i livelli essenziali di assistenza. In particolare, il Direttore generale della Asl è autorizzato ad assumere in pianta stabile due pediatri, due medici per l’unita operativa complessa di medicina interna, due chirurghi per la chirurgia generale e due medici per ginecologia e ostetricia. Tra le altre cose è stata autorizzata anche l’assunzione di un dirigente farmacista, in modo tale da  rafforzare la funzionalità dei centri di assistenza farmaceutica territoriale.
  • La Regione ha predisposto 21 assunzioni tra medici e infermieri per la Asl di Frosinone. In particolare si tratta di dieci infermieri e di quattro ausiliari che andranno  a rinforzare l’attuale organico degli infermieri, categoria largamente colpita dal blocco delle assunzioni. Con l’assunzione di cinque neurologi, inoltre, si potranno garantire l’apertura e il funzionamento della nuova Unità di Terapia Neurovascolare dell’ospedale Spaziani di Frosinone, prevista nel riordino della rete ospedaliera regionale. La Regione sta predisponendo anche gli atti per l’assunzione di due medici che andranno a rinforzare il personale del Dea e del comparto dell’emergenza di Frosinone e Alatri. Il calcolo per l’assunzione è stato determinato in base al 15% dello sblocco del turnover. Con queste nuove assunzioni il totale di quelle autorizzate dal 2013 ad oggi per la Asl di Frosinone è di 33 nuovi elementi, tutti scelti a tempo indeterminato.

Salute e donne a Rebibbia: promuovere consultazioni con rappresentanze detenuti

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Lo scorso 8 marzo, come ricorderete, ho partecipato alla Giornata Internazionale della donna, presso la Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia, un incontro promosso dal Comitato per le Pari Opportunità. Avevo sottolineato, proprio in quell’occasione, della fondamentale necessità di un rapporto continuo e frequente tra le Istituzioni regionali e i detenuti. Detto, fatto. Ho ricevuto, l’altro ieri, un invito per partecipare ad uno degli incontri settimanali del laboratorio di giornalismo facente capo al progetto ‘A mano libera’, finanziato nel 2014 dalla Regione Lazio. Questi incontri settimanali sono iniziati a ottobre e le detenute hanno redatto articoli apparsi nella storica rivista italiana di NOIDONNE che è l’animatrice di questo progetto. (Vi invito a leggere qui)

I risultati del progetto sono davvero appassionanti per via delle espressioni poetiche usate, delle emozioni mai scontate e in una creatività artistica assai sorprendente. Queste donne mi sembrano oneste nel raccontarsi; in un momento difficile della loro vita hanno saputo trascinare sulla carta, attraverso una semplice penna, tutto l’universo circoscritto in cui vivono. Hanno saputo descrivere i loro pensieri più trasparenti: il loro rapporto con il cibo, la nostalgia del non poter più andare a fare la spesa, l’amore per i figli, il dolore della prigionia e della condanna, a volte con distaccata ironia, altre volte con spontanea passione.

La mia presenza, lunedì, è stata fortemente voluta dalle detenute per affidarmi in maniera diretta alcuni elementi di conoscenza relativi alla salute in carcere. Un tema delicato. Ho ascoltato con attenzione delle esperienze molto dure, vissute in prima persona, in cui mi venivano descritti episodi problematici soprattutto per chi ha bisogno di specifiche cure e attenzioni. L’insorgere di ripetute sofferenze causa patologie e può essere all’ordine del giorno se non vengono adottate le misure giuste sul piano della salute, della prevenzione e del benessere psicologico.

Frequenti in carcere sono le malattie dell’apparato digerente, delle vie respiratorie, dell’apparato cardiovascolare e le malattie osteoarticolari. Predominano in assoluto le malattie psichiatriche. Proprio per questo le detenute mi hanno segnalato nello specifico di volere un rafforzamento dell’assistenza e del sostegno psicologico e un sostanziale miglioramento dell’infermeria, adibita più ad una camera d’isolamento che al luogo importante che noi tutti conosciamo.

20150528_140215Concludo, riaffermando, la necessità di rendere istituzionale un punto di ascolto in cui le donne detenute possano parlare dei loro problemi di salute. In questo ci aiuta la legge di riforma della sanità carceraria (decreto legislativo n. 230, del 22 giugno 1999) che parla di diritto alla salute e alla dignità delle persone. La legge evidenzia l’importanza della partecipazione dei detenuti nell’articolo 1 comma 3: “[…] Ai fini della predisposizione della Carta dei servizi sanitari le Aziende unità sanitarie locali e l’amministrazione penitenziaria promuovono consultazioni con rappresentanze di detenuti ed internati e con gli organismi di volontariato per la tutela dei diritti dei cittadini.”.

Dato che la carta dei servizi non è niente altro che un programma condiviso di miglioramento della qualità del servizio quale occasione migliore per attuare questo articolo in concreto?

Case della Salute: la nostra scommessa

T_cdsNella Regione Lazio abbiamo fatto una scommessa: uscire dal piano di rientro, da questo debito pesantissimo che ci siamo ritrovati e, assieme a questa opera di risanamento, costruire un nuovo modello per la sanità del Lazio.

 

Un nuovo modello per la sanità del Lazio

L’idea delle Case della salute ha al suo centro quella di pensare la sanità, la salute delle persone, non le strutture. Se noi non abbiamo in mente l’idea che andiamo a fare qualcosa di diverso potremmo anche fare solo un nuovo poliambulatorio.

Ho cercato di spiegare queste cose il 26 maggio a Palazzo Incontro nel corso dell’evento “Case della salute: lavori in corso. Cittadini, amministratori e operatori sanitari a confronto”.

 

Il nuovo corso della Giunta Zingaretti

Nel Lazio sono state prese alcune scelte precise che vanno ricordate:

  • la scelta di investire sulle cure primarie e sulla rete territoriale;
  • la riorganizzazione della rete ospedaliera (che si porta dietro tutta la riorganizzazione dell’emergenza);
  • l’efficientamento delle strutture in termini di organizzazione del lavoro, degli acquisti;
  • abbiamo fatto protocolli d’intesa con i policlinici;
  • ci siamo dedicati all’informazione.

Tutto questo accompagna il processo di costruzione di una sanità adatta ai cittadini.

 

Una scommessa importante

Finora sono state aperte otto case della salute, ma se ne dovranno aprire molte di più. Ora bisogna andare a vedere se è una scommessa che valeva la pena fare. E’ una scommessa importante perché è un modo nuovo di intendere la salute dei cittadini: non creare sotto-strutture, dunque, ma occuparsi effettivamente della presa in carico delle persone che sono sul territorio e che possono trovare nella casa della salute, collegata con i medici di famiglia e con i servizi specialistici, il perno attorno il quale trovare una risposta di assistenza.

 

Il perno del rinnovamento

Le Case della Salute sono un modo di realizzare il diritto alla salute. Sicuramente rappresentano un perno attorno al quale veramente si sta ripensando completamente il servizio sanitario. Più del 50% delle risorse investite nella sanità del Lazio è utilizzata per l’ospedale: con le case della salute possiamo invertire la tendenza.

 

Un luogo di partecipazione

Dentro le case della salute, poi, c’è la sede delle associazioni, ci sono sale riunioni, si può fare addirittura educazione sanitaria per gli anziani, per i diabetici. Insomma: è veramente un luogo di partecipazione dei cittadini”.