Un Libro Bianco per la sanità sostenibile

L’European Steering Group (ESG) on Sustainable Healthcare – con il  sostegno di AbbVie e presieduto dall’ex ministro della sanità irlandese Mary Harney – ha pubblicato il 19 marzo scorso il Libro Bianco europeo “Acting Together – Roadmap for Sustainable Healthcare” [Agire Insieme – Roadmap per una assistenza sanitaria sostenibile].  Sulla base di evidenze raccolte e iniziative realizzate in 24 paesi della UE, il White Paper formula 18 raccomandazioni per migliorare la sostenibilità dei sistemi sanitari europei indirizzate ai diversi interlocutori delle istituzioni nazionali ed europee ed evidenzia la necessità che tutti gli attori del settore sanitario debbano agire insieme ora, prima che sia troppo tardi. 

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 Il 37% della popolazione europea avrà più di 60 anni entro il 2050.Le malattie croniche:  sono la causa di oltre l’86% di tutti i decessi, colpiscono più del 60% delle persone di età superiore ai 65 anni, e riguardano  circa il 75% della spesa, 700 miliardi l’anno. Quasi il 9% del PIL e il 14% della spesa totale in media negli Stati membri della UE è destinato alla salute. Quasi i due terzi viene speso  per assistenza ospedaliera e ambulatoriale.

Oggi si vive più a lungo e molte delle persone in età avanzata soffrono di malattie croniche. Nel contempo i governi si trovano nella necessità di tagliare i bilanci. La società europea si evolve e i sistemi sanitari devono adattarsi a questi cambiamenti: offrire un’assistenza maggiore, migliore, erogata con modalità diverse e a costi più bassi. Continue reading

Da ieri, a Cracovia, il Viaggio della Memoria con 400 studenti

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Entrando nella maestosa sinagoga Tempel, nell’antico quartiere ebraico di Kazimierz, a Cracovia, il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, ha dato ufficialmente inizio “alla parte storica e culturale di questo Viaggio della Memoria: il più grande che si sia mai fatto ad Auschwitz da quando è iniziata questa straordinaria tradizione”.

 

Una grande partecipazione

Ad ascoltare con attenzione le parole di Zingaretti c’è infatti una delegazione di circa 500 persone, la maggior parte (oltre 400) sono alunni e docenti delle classi IV e V di 146 istituti superiori del Lazio (75 scuole di Capitale, 29 della provincia  di Roma, 11 di Latina, 7 di Viterbo, 9 di Rieti e 15 di Frosinone).

“Noi pensiamo che sia giusto così – ha spiegato Zingaretti – il numero è cresciuto perché sono state tantissime le domande delle scuole ed è difficile dire ‘no’, e poi, non c’è dubbio, abbiamo pensato di voler fare il viaggio più grande perché il 27 gennaio del 1945 Auschwitz fu liberata”.

Non è finita qui. Ai ragazzi del Lazio si aggiunge oggi, per la visita al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau anche un gruppo di studenti e studentesse della Basilicata. Insomma, arriva nel campo di Auschwitz la più grande delegazione studentesca italiana che si sia mai organizzata in 70 anni”.

 

I protagonisti del viaggio

Ad accompagnare i ragazzi in un viaggio indietro nel tempo, attraversando una delle pagine più crudeli della storia, saranno i testimoni della Shoah: Sami Modiano, Piero Terracina e le sorelle Andra e Tatiana Bucci, ai quali Zingaretti ha rivolto “un grazie immenso, di cuore. Saranno i protagonisti” di questo viaggio, “racconteranno le loro esperienze, la loro vita e lo faranno soprattutto per noi, per voi, perché accanto ad un’emozione fisica si possa aggiungere anche un racconto che vada incontro alla voglia di capire come sia potuto accadere e cosa è accaduto ad Auschwitz, a Cracovia, in Germania, in Europa in quegli anni”. Partecipano al viaggio anche Marika Venezia, moglie di Shlomo Venezia, testimone dell’olocausto scomparso nel 2012 e Gadiel Gaj Tachè, fratello di Stefano Gaj Tachè, rimasto vittima nell’attentato alla sinagoga di Roma che avvenne il 9 ottobre 1982.

Oltre al governatore del Lazio, fanno parte della delegazione istituzionale, il vicepresidente della Regione Massimiliano Smeriglio, i consiglieri regionali Teresa Petrangolini (Pd), Marta Bonafoni (Sel) e Gianluca Perilli (M5s) e Umberto Gentiloni, responsabile delegato alla storia e alla memoria della Regione Lazio. Dopo l’incontro in sinagoga, i ragazzi e i docenti hanno trascorso il pomeriggio passeggiando per le vie del quartiere Kazimierz, ascoltando le spiegazioni di una guida d’eccezione, Marcello Pezzetti, direttore scientifico del Museo della Shoah di Roma, che ha indicato loro gli angoli del quartiere dove sono state girate alcune scene del celebre film sull’olocausto: Schindler’s List.

 

Il Viaggio della Memoria continua

“La scelta di essere 500 è stata una scelta voluta, ma anche molto impegnativa. Per il 70esimo anniversario, io credo che valeva la pena osare, – ha concluso Zingaretti – fare questo azzardo di organizzare, anche solo per tre giorni, il più grande viaggio mai fatto, anche per sottolineare quanto ci teniamo al fatto che nessuno dimentichi. Questa è stata ed è una grande sfida culturale, anche perché con i professori Gentiloni e Pezzetti i Viaggi della Memoria non sono solo delle occasioni che iniziano e finiscono in questi tre giorni, ma alle spalle hanno sempre degli appuntamenti di avvicinamento e preparazione che poi continueranno dopo il viaggio, con l’intento di lasciare nella vita di ciascuno di noi qualcosa che si possa raccontare e tramandare.”

Su Facebook infine, la Regione ha dedicato una pagina al “Viaggio della Memoria Regione Lazio”, dove i ragazzi potranno scrivere i loro pensieri, o pubblicare video e scatti di questi tre giorni.

 

 

 

 

 

Aperta la consultazione pubblica sulla direttiva anticorruzione per le partecipate

mef_anacOggi visegnalo una importante iniziativa congiunta del Mef, il Ministero dell’Economia, e dell’Anac. l’Autorità nazionale anticorruzione. Si tratta di una Direttiva – avente ad oggetto Indirizzi per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza nelle società controllate o partecipate, direttamente o indirettamente, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – che è volta ad assicurare l’adeguata applicazione della vigente normativa in materia di anticorruzione, di cui alla legge 6 novembre 2012, n. 190, e trasparenza, di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.

I contenuti della direttiva costituiscono il risultato dei lavori svolti dal Tavolo congiunto istituito dal Mef e dall’Anac, nell’ambito dei quali, il 4 marzo 2015, si è tenuto un seminario che ha visto la partecipazione dei rappresentanti degli uffici legali e dei Responsabili della prevenzione della corruzione delle società controllate e partecipate dal Mef.

La Direttiva contiene indicazioni sulla predisposizione del Piano di prevenzione della corruzione e sui relativi contenuti (fra gli altri, gestione dei rischi di corruzione, sistema di controlli, codice di comportamento, tutela del dipendente che segnala illeciti), sul Responsabile della prevenzione della corruzione e sull’attuazione della disciplina sulla trasparenza prevista del d.lgs. n. 33/2013. La Direttiva non riguarda le società emittenti strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati e le loro controllate, per le quali, in ragione delle peculiarità del regime giuridico applicabile a tali società, è stato istituito un Tavolo di lavoro congiunto con Anac e Consob, i cui lavori sono in corso.

Sappiamo bene quanto sia rilevante per l’economia nazionale il ruolo delle società controllate e partecipate, in particolare a livello regionale e locale. Proprio per questo motivo, il Ministero ha avviato una iniziativa utile per acquisire osservazioni e contributi da parte di tutti i soggetti interessati. Invito tutti a partecipare, dunque!
I contributi e le osservazioni potranno essere inviati entro le ore 18:00 del 15 aprile 2015 all’ indirizzo ufficiodigabinetto@pec.mef.gov.it.
Nella formulazione delle osservazioni si chiede di specificare il paragrafo o, comunque, le parti della direttiva cui le stesse si riferiscono.

Scarica il testo della direttiva da questo link.

Sovraindebitamento e usura: passano in commissione ulteriori articoli

7CqVBaVhMmom9LF4l8I=--La prima Commissione sicurezza, integrazione sociale e lotta alla criminalità, ha dato il via libera ad ulteriori articoli della P.L. n.64 del 13 settembre 2013 concernente: “Iniziative regionali volte a prevenire e contrastare il fenomeno del sovraindebitamento e dell’usura”. La proposta di legge intende andare incontro alle famiglie e alle singole persone colpite dall’usura. Tra le misure di intervento è inserito anche il riconoscimento del danno sociale alle persone, alle famiglie e alle piccole e medie imprese, oltre ai servizi di accompagno ad un credito legale. Non mancano gli aspetti della formazione e dell’informazione.

I membri della commissione hanno dato parere favorevole a maggioranza, con l’astensione dei due componenti di M5s, a due articoli:

  • la costituzione di parte civile della Regione che avrà facoltà di esercitarla in tutti i processi celebrati nel territorio aventi ad oggetto il reato di cui all’articolo 644 del codice penale, prevedendo contributi alle spese sostenute dalle vittime.
  • L’istituzione del fondo regionale in favore dei soggetti interessati dal sovraindebitamento o dall’usura. Il fondo è destinato a finanziare le seguenti linee di intervento: a) misure di sostegno per il sovraindebitamento; b) indennizzi per le famiglie e le piccole e medie imprese; c) misure per favorire la competitività e l’inclusione; d) assistenza e tutela; e) contributi agli enti impegnati nella lotta all’usura; f) attività della Regione.

Parere favorevole a maggioranza della commissione, con l’astensione dei due consiglieri del MoVimento 5 stelle, anche all’articolo 3 che individua gli Enti destinatari e i soggetti beneficiari degli interventi, tra questi le persone fisiche, le piccole e medie imprese, ivi incluse le micro imprese; e l’articolo 4 sulle misure di sostegno nei casi di sovraindebitamento.

La commissione ha anche deciso di rimandare e discutere nella prossima seduta, l’articolo aggiuntivo 3bis sull’istituzione della casa regionale contro l’usura e il sovraindebitamento, il cui ufficio avrebbe sedi dislocate sul territorio provinciale e costituito all’interno dell’Area competente in materia di sicurezza.

 

 

Dimissioni Venafro: Consiglio conferma sostegno a Zingaretti

zingaconsIl Consiglio regionale del Lazio si è riunito ieri per ascoltare il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti a proposito del caso delle dimissioni del suo capo di gabinetto Maurizio Venafro.

 

Dopo la lettera di Venafro

Il Presidente della Regione ha ritenuto “utile ed opportuno, anche su sollecitazione dei consiglieri di maggioranza e di opposizione, a poche ore dall’aver ricevuto la lettera da parte del dottor Venafro, venire immediatamente in Aula per riferire ciò che è a mia conoscenza nel rispetto dei segreti istruttori che limitano la mia capacità di conoscenza dei fatti, ma soprattutto perché condivido il richiamo al necessario rispetto di questa Istituzione e di questa Aula per sgomberare il campo da qualsiasi dubbio sul rischio di un approccio riduzionista della maggioranza, della Giunta o mio rispetto alle vicende dell’inchiesta “Mondo di mezzo” e perché, ci tengo a dirlo e condivido anche in questo caso, è nostro interesse, e quando dico “nostro” come Istituzione, lavorare affinché si faccia assoluta chiarezza rispetto a quanto sta avvenendo”.

Zingaretti ha fatto notare che la vicenda si inserisce in una indagine iniziata nel mese di dicembre, definita “Mondo di mezzo”, che portò all’apertura di una fase di indagini ed anche portò alla luce, sul territorio di Roma e non solo di Roma, un perverso intreccio di poteri criminali in rapporto con livelli, i più diversi, della politica. “Già allora – ha dichiarato il presidente della Regione – anche su sollecitazione delle opposizioni, mi assunsi il compito di bloccare tutte le gare in essere della nostra Regione e di dare mandato ai direttori della Centrale unica di acquisti, di fare un’ulteriore verifica sull’esito e quanto era avvenuto, così come sollecitato e richiesto da molti consiglieri tra cui il presidente Storace in prima istanza”.

“Ora c’è una novità – ha detto Zingaretti. Nell’ambito di un allargamento delle indagini e delle verifiche della Procura e nel corso di un incontro con i procuratori, il dottor Venafro ha appreso di essere anche lui oggetto di una fase di accertamento delle indagini rispetto ad una gara della nostra Regione. Ieri il dottor Venafro mi ha comunicato che anche per lui l’essere sottoposto ad un periodo di indagine lo ha portato a scegliere la strada di un passo indietro e delle dimissioni per motivi che risultano chiarissimi da una lettera che ho ricevuto e che è agli atti”.

“L’oggetto di approfondimento e di allargamento delle indagini è la gara CUP, annullata, come ricorderete, dalla Regione e l’oggetto della indagine riguarderebbe un tentativo di turbativa d’asta promossa nei confronti del dottor Venafro e che, questo mi sento di ribadirlo perché è contenuto della lettera e perché riferito anche a voce a me dal dottor Venafro, di avere fornito tutti i chiarimenti sottolineando e spiegando la sua totale estraneità ai fatti”.

 

Un forte impegno per la trasparenza

Zingaretti, sentendo la richiesta che viene dai cittadini, dal Consiglio, dalle forze sociali, di serietà e trasparenza ha ribadito che “la Regione Lazio è stata la prima istituzione italiana ad aver sottoscritto, con l’Agenzia nazionale anticorruzione, un protocollo operativo che già oggi è attivo e sta portando l’ANAC alla supervisione e al controllo sia degli articolati di gara, sia del percorso che porterà alle varie assegnazioni, moltissime gare, sicuramente le principali, che sta facendo questa amministrazione. La Regione Lazio, cioè, è la prima Istituzione italiana che accetta che dentro l’agire della propria amministrazione intervenga l’autorità preposta dallo Stato per vigilare sui livelli di anticorruzione. Non lo dico per propaganda, ma perché – tengo a sottolinearlo perché su questo, fra di noi, ci sia la massima chiarezza – avverto, e sono pronto ad accogliere ulteriori consigli, l’urgenza su temi così delicati, di non fare sconti a nessuno, di non avere reticenze, e di rivendicare, come abbiamo fatto insieme al dottor Cantone, l’orgoglio con il quale, proprio coscienti della gravità e della necessità di dare dei segnali, noi fossimo i primi in Italia a cedere una parte di sovranità per condividere, nel nome della trasparenza con l’Authority anticorruzione, percorsi di assegnazione di gare. 
Il presidente della Regione ha precisato che si tratta della gara CUP e non ReCUP, per il quale non esiste ancora nessun bando di gara. “Permettetemi di precisare che il dottor Venafro non fa parte, e non ha mai fatto parte, di nessuna Commissione di assegnazione di gara, tanto meno della gara CUP e soprattutto, nel ruolo che ha svolto fino a ieri, non aveva alcun potere e alcuna competenza sulla nomina di membri di Commissione di gara”. 

 

“Continueremo a vigilare”


La Giunta, ha detto Zingaretti, continuerà con rigore a vigilare e ad introdurre nei meccanismi procedurali nell’Amministrazione. “Continueremo, oltre al protocollo dell’ANAC, in quel processo di rotazione di tutti i livelli dirigenziali già iniziato dall’insediamento della nostra Amministrazione, non perché crediamo in un principio di colpevolezza preventiva di un dirigente piuttosto che di un altro, ma crediamo invece nella possibilità amministrativa di prevenire, come il protocollo con l’ANAC, che fatti corruttivi possano interessare anche la nostra Amministrazione. Continueremo su questa strada, ovviamente pronti ad ascoltare suggerimenti e proposte che possono ulteriormente amplificare, correggere e migliorare queste caratteristiche.

Dopo l’intervento di Zingaretti si è svolto il dibattito generale in Aula da parte dei Consiglieri.

 

Le conclusioni del Consiglio

Alla fine del dibattito il Consiglio ha riconfermato il sostegno al Presidente con una risoluzione della maggioranza. Il documento rinnova la “massima fiducia nell’operato della magistratura”, esprime “apprezzamento per il gesto politico e umano” di Venafro e sostegno alla giunta Zingaretti e al suo presidente, che con la relazione “ha tracciato l’impegno continuo e costante a favore della trasparenza, della legalità e della lotta alla corruzione”. L’invito finale della risoluzione è quello “a mettere in campo tutti gli strumenti necessari per continuare in questa opera di rinnovamento nella trasparenza e nella difesa della legalità”.

Con altra risoluzione – proposta dall’opposizione ma integrata dalla maggioranza e dallo stesso Zingaretti – il Consiglio regionale del Lazio ha inoltre invitato il presidente della Regione a consegnare i verbali di tutte le gare d’appalto della legislatura e delle tre precedenti legislature, svolte a cura della direzione regionale centrale acquisti, alla commissione Bilancio, dall’inizio e sino alla conclusione di ciascuna. Inoltre l’invito è “ad adottare un’analoga procedura per quanto concerne le gare nei settori della sanità, del trasporto, dell’ambiente e rifiuti, gestite dalla regione ovvero da enti controllati”.