Santa Maria della Pietà: Asl RME e Roma Capitale lanciano progetto ‘Adotta un’aiuola’

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Questa mattina una bella iniziativa per il centenario di Santa Maria della Pietà a Roma. Vi riporto i lanci di agenzia e le mie dichiarazioni.

 

Parte oggi l’iniziativa “Adotta un’aiuola al Santa Maria della Pietà”, promossa dalla Asl Roma E ed il Municipio XIV di Roma Capitale, il cui obiettivo è quello di valorizzare il parco dell’ex manicomio di Roma coinvolgendo la cittadinanza. Il progetto, che rientra tra le celebrazioni del Centenario della struttura, prevede la pubblicazione di un bando e di un regolamento che consentirà a soggetti privati ed associazioni di partecipare attivamente alla valorizzazione e al miglioramento del verde urbano.

Al lancio di questa forma innovativa di partecipazione civica hanno partecipato, questa mattina, il dg della Asl Roma E, Angelo Tanese, il vice presidente del consiglio Regionale del Lazio, Massimiliano Valeriani, il consigliere regionale, Maria Teresa Petrangolini ed il presidente del Municipio XIV, Valerio Barletta. I primi a piantare dei mazzetti di fiori colorati sono stati gli alunni delle classi quarta e quinta B del plesso Bellingeri/Amici Di Meglio, aiutati personalmente anche dalla consigliera Petrangolini armata di guanti. Nelle aiuole curate dai cittadini sarà affisso un cartello che riporterà il nome dei privati o delle associazioni affidatarie. Continue reading

Competenze più chiare, spese gestite meglio, norme più semplici: così cambiamo la Regione

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Si è appena concluso il Forum PA, dove anche la Regione Lazio ha partecipato con diverse iniziative e contributi. Stiamo facendo un lavoro duro, ma ricco di soddisfazioni.

Come ha spiegato proprio ieri Nicola Zingaretti, “quando si parla del cattivo funzionamento delle amministrazioni locali spesso c’è la tentazione di centralizzare le diverse competenze”. La Regione Lazio ha scelto un’altra strada, quella della rete: “se mettiamo a sistema le varie parti il Paese e la Regione funzionano meglio”, ha detto Zingaretti.

Ecco quali sono i tre fronti di azione, secondo il Presidente della Regione Lazio (il testo è tratto da www.nicolazingaretti.it):

Riforma delle competenze,  per superare il principio di ‘interesse territoriale’, definire le diverse responsabilità e introdurre meccanismi di controllo trasparenti. Un esempio? Oggi per la via del Mare hanno competenza tre amministrazioni diverse: Regione, Comune e Provincia di Roma. Per fare al meglio proprio dovere, invece, ciascun soggetto deve avere chiaro il proprio compito, e anche i cittadini devono sapere chi decide.  Questo è importante anche per combattere la corruzione. Continue reading

Forum PA 2014, all’insegna dell’ottimismo civico

Forum PA 2014444444Dal 27 al 29 maggio a Roma si è svolto il Forum PA, che è ormai un punto di riferimento importante per la discussione sull’innovazione e modernizzazione del sistema pubblico italiano. Proprio in questi giorni ho preso parte a diversi eventi con convegni e seminari riguardanti trasparenza dell’amministrazione, collaborazione interistituzionale e partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Vi riporto di seguito i link delle iniziative a cui ho partecipato con i relativi interventi.

 

 

Martedì 27 maggio 2014

Coinvolgere i cittadini e co-creare soluzioni. Modelli e pratiche a confronto

http://iniziative.forumpa.it/expo14/convegni/coinvolgere-i-cittadini-e-co-creare-soluzioni-modelli-e-pratiche-confronto#.U4cC5XZqP7Y

 

Mercoledì 28 maggio 2014

La sfida dell’Open Government: strumenti, progetti, risultati

http://iniziative.forumpa.it/expo14/convegni/la-sfida-dell-open-government-strumenti-progetti-risultati#.U4br2HZqP7Y

http://www.innovatv.it/video/2883785/teresa-petrangolini/coinvolgere-i-cittadini-e-co-creare-soluzioni#.U4cDmXZqP7Y

Immobili della Regione: finisce il caos

670_400_1_90568_20131106_1940226.280 le  unità del patrimonio prese in considerazione: sono state classificate in 662 compendi tra immobili, complessi di immobili e terreni agricoli. Il valore totale del patrimonio classificato è di almeno 1,4 miliardi di euro

La Regione ha portato avanti insieme all’agenzia del demanio la classificazione del patrimonio immobiliare, che è stato diviso in nove gruppi. È la prima volta che viene fatto un lavoro simile.

Ecco come si sta lavorando:

La prima fase. La Regione ha preso in considerazione 6.280 unità del patrimonio e le ha classificate in 662 compendi, cioè immobili, complessi di immobili e terreni agricoli su cui è già possibile avviare un percorso di valorizzazione e ottimizzazione. Il valore totale del patrimonio classificato è di almeno 1,4 miliardi di euro.  

La seconda fase. Riguarderà il resto del patrimonio: 1.645 unità di entità e valore minore a cui si aggiungono anche le 6.685 del Demanio e il patrimonio di Asl, società partecipate e altri Enti.

Riduzione del debito e tasse più basse. Sarà possibile grazie alle entrate ottenute dalla messa a reddito degli immobili che consentirà, appunto, di ridurre il debito e alleggerire il carico fiscale sui cittadini.

Nove gruppi per i 662 compendi. L’obiettivo è sempre lo stesso: valorizzare e ottimizzare il rendimento degli immobili. Gli interventi variano a seconda delle caratteristiche dei diversi immobili: dalla vendita, alla permuta con altre pubbliche amministrazioni, a progetti speciali per il territorio e il sociale.

In particolare, i gruppi sono divisi così:

Compendi cielo – terra, gruppo 1. Comprende 37 compendi, tutti cielo/terra, sia residenziali che non residenziali, per un valore complessivo d’inventario di circa 78 milioni. Tra questi, di particolare pregio i compendi residenziali in centro di Roma di Via Belsiana, Via del Moro e Via di Parione. Un caso particolare riguarda l’Albergo “Al Lago” a Sabaudia che la Regione ha acquisito nel 2011 dopo la soppressione dell’Apt, su cui da oltre vent’anni è in atto un contenzioso che la Regione intende chiudere, restituendo il bene alla sua destinazione e alla cittàPer questi immobili si prevede soprattutto la cessione. 

Compendi a macchia di leopardo, gruppo 2. La Regione li ha definiti così per le loro caratteristiche. Sono in tutto 127. In molti casi non tutti gli immobili all’interno dello stesso compendio sono di proprietà della Regione. Il valore d’inventario stimato è di 193 milioni. Sono inclusi in questo gruppo anche alcuni immobili di pregio nel centro di Roma, tra cui uno in Salita del Grillo e un altro a Largo Goldoni. Per valorizzare questi immobili si ipotizza in particolare la cessione, sia attraverso aste on line che a fondi immobiliari. Per gli immobili attualmente in affitto, invece, si sta procedendo con la revisione del regolamento di vendita.

Terreni agricoli, gruppo 3. Sono in tutto 256, per un valore d’inventario di circa 55 milioni. L’obiettivo è valorizzare al massimo il patrimonio agricolo.

Sedi istituzionali, gruppo 4. Si tratta di 45 compendi per un valore di circa 400 milioni che potranno essere utilizzati per gli uffici della Regione. In questo modo la Regione abbatte i costi dei fitti passivi e risparmia fino a 20 milioni di euro all’anno. Fa parte di questo gruppo anche la Villa le Tortore di Ponza, che la Regione ha acquisito nel 2004 dal Comune di Ponza e che è inutilizzata da allora.

Progetti speciali, gruppo 5. Sono 9 compendi del valore d’inventario di 275 milioni. Tra quelli di particolare interesse storico-artistico si ricordano Palazzo Calabresi a Viterbo e Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino, Roccarespampani e il Castello di Santa Severa, su cui è già stato portato a termine un intervento di recupero. L’obiettivo della Regione è riaprirli tutti e restituirli alla collettività. È inclusa nel gruppo anche la struttura ex Gil di Ostia, abbandonata da anni, che si intende recuperare e nella quale si aprirà un Ostello della Gioventù. Sugli altri cinque beni di questo gruppo, S. Giacomo, Cto, sede Arsial, Forlanini, che appartengono al sistema del patrimonio allargato regionale, verranno avviati dei percorsi specifici per garantire il miglior uso e la massima valorizzazione.

Possibili permute, gruppo 6.  Questo gruppo include 12 compendi del valore d’inventario di 37,5 milioni. Per le loro caratteristiche, questi beni si prestano ad eventuali permute con altri soggetti istituzionali come l’Agenzia del demanio, le ASL e il Comune di Roma. Tra le permute con il Demanio, si ricorda quella di Palazzo Nardini, che potrà finalmente ospitare la Biblioteca nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte. Tra le altre cose è prevista anche la permuta con il Comune di Roma di un immobile in Via Monte Bianco che potrà essere destinato alla Casa Museo per Valerio Verbano.

Ex enti, gruppo 7. Sono 18 compendi del valore d’inventario di 5,2 milioni. La modalità di vendita è regolata dalla legge nazionale e vincolata agli utilizzatori

Uso sociale, gruppo 8. Questo gruppo include 24 compendi del valore d’inventario di 183 milioni che devono essere utilizzati esclusivamente per fini sociali o collettivi a canone agevolato. Si intende valorizzare i compendi di questo gruppo di particolare interesse. Tra questi ci sono i complessi di Viale Adriatico, Via della Vasca Navale, Via Lusitania, Via di Torrespaccata. L’elenco completo dei beni disponibili verrà pubblicato sul sito della Regione.

Gruppo 0.  Include 134 compendi del valore d’inventario di 136,4 milioni su cui attualmente Regione e Agenzia del Demanio stanno approfondendo l’analisi. Sono inclusi in questo gruppo le tenute di Castel di Guido, Borghetto Palidoro, Malagrotta, Isola Sacra.

“Finisce nel Lazio il caos del patrimonio immobiliare- è il commento del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: finisce perché finalmente, grazie al lavoro fatto con l’Agenzia del Demanio, abbiamo catalogato in sette grandi gruppi l’entità di questo patrimonio che ammonta, in questo primo stock, a circa 1,4 miliardi di euro. Finalmente siamo pronti a mettere mano a un tema sul quale non si è mai riusciti”- ha detto ancora Zingaretti.

“Il lavoro continua con il proficuo lavoro fatto con l’Agenzia del Demanio – lo ha detto Alessandra Sartore, assessore al bilancio – perché la convenzione stipulata con loro durerà due anni, quindi andremo avanti nell’approfondimento della parte dei beni che non sono entrati nella prima segmentazione. Ci stiamo muovendo comunque sempre in abito pubblico , quindi questa è la nostra strada”- ha aggiunto Sartore.

Contro la povertà: i progetti della Regione Lazio

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“Un taglio alla povertà” è il nuovo bando della Regione Lazio, finanziato con più di 7 milioni di euro, per creare un nuovo modello di servizi per il sociale. Tanti progetti con le migliori associazioni e realtà del territorio per essere vicini a chi ha più bisogno, nell’ambito del “Piano straordinario contro la povertà” approvato dalla Giunta nel 2013.

Altri 2 milioni di euro. All’inizio erano stati stanziati 5 milioni di euro, ma grazie a questo nuovo stanziamento, potranno essere finanziati più progetti ammessi in graduatoria.

Oltre ai 7 milioni e mezzo di euro del bando, infatti, si aggiungono i 7 milioni di euro già trasferiti ai Comuni con il “Piano straordinario contro la povertà”. Per la prima volta il fondo è stato inserito nella delibera di programmazione dei Piani sociali di zona approvata nel 2014. In questo modo diventa una misura strutturale delle politiche sociali regionali e un’importante risorsa per i Comuni.

76 progetti vincitori che saranno realizzati da associazioni di promozione sociale, cooperative, imprese sociali, fondazioni, istituti di patronato e assistenza sociale, enti religiosi e alle onlus.

I progetti sono suddivisi così:

20 progetti riguardano Roma Capitale

6 i Comuni dei distretti sociali RM F (Civitavecchia – Ladispoli – Bracciano – Formello – Fiumicino)

9 i Comuni dei distretti sociali RM G (Monterotondo – Guidonia – Tivoli – Olevano – San Vito Romano – Carpineto)

9 i Comuni dei distretti sociali Roma H (Monte Porzio – Lanuvio – Ciampino – Pomezia – Velletri – Anzio)

14 la provincia di Frosinone

8 la provincia di di Latina

6 la provincia di di Rieti

4 la provincia di di Viterbo

32 progetti contro la povertà assoluta. Sono stati previsti interventi come le mense sociali, la distribuzione di pasti a domicilio e pacchi viveri, il recupero delle eccedenze alimentari, i servizi docce, l’accoglienza diurna.

44 progetti contro le “nuove povertà”. Questi coinvolgono disoccupati e cassintegrati, padri separati, donne sole con figli piccoli, disabili, minori in situazione di disagio, anziani soli, stranieri. Tra le diverse iniziative, ci sono percorsi di reinserimento lavorativo, case per l’accoglienza, laboratori per ragazzi, sportelli di ascolto, attività per combattere la dispersione scolastica.

“Questo – ha detto il presidente Nicola Zingaretti – è un bando per avere più attenzione verso chi ha più bisogno di aiuto in questo momento. Per non farli sentire soli. Si rivolge a tutta quella soglia di povertà e di persone che, magari fino a uno o due anni fa, non avevano problemi e poi sono sprofondati nella povertà assoluta”.

Noi non possiamo dimenticarci di loro e, pur se in una situazione di grande difficoltà, abbiamo trovato le risorse per finanziare questi progetti con lo straordinario mondo dell’associazionismo e della solidarietà laico e cattolico, che è un valore aggiunto nel Lazio”.

Dovremmo provare a essere fedeli e utili agli altri – ha continuato Zingaretti – a chi ha più bisogno. Questi 76 progetti sono un segnale importante, che può arrivare a chi oggi o perché’ è disoccupato o precario o è in una situazione di indigenza ha bisogno della comunità per essere un po’ più forte. Non ci vergogniamo a dire che per noi solidarietà è ancora una parola molto importante”.

“Quando una pubblica amministrazione destina dei soldi a opere come queste – ha concluso Zingaretti – aprire una mensa o distribuire dei vestiti, si tratta di un intervento pubblico ma anche di un’opera di solidarietà. Non è un’idea finta di sussidiarietà ‘alla ci pensate voi’, ma è il pubblico che chiama a raccolta le migliori esperienze. Anche in una situazione economicamente drammatica non ci si può permettere di dimenticare gli ultimi e proprio perché non avevamo soldi abbiamo deciso di ‘dividere il pane’ con chi non ce l’ha.

“Inizialmente – ha spiegato l’assessore alle Politiche Sociali Rita Visini – avevamo stanziato cinque milioni per le emergenze e le nuove povertà, poi siamo riusciti a finanziare tutti i progetti ammissibili passando da 5 a 7,5 milioni. Questi fondi, se messi insieme ai sette milioni già trasferiti ai Comuni, danno 14,5 milioni per combattere la povertà”.