Don Luigi Ciotti in visita al Consiglio regionale del Lazio

Oggi don Luigi Ciotti è venuto in Consiglio regionale per inaugurare la “Bottega della legalità”, con prodotti provenienti dai beni confiscati alle mafie, e per dedicare un’aula ai “Giovani contro le mafie”. Presente anche il presidente della Regione Nicola Zingaretti.
Sono solo due piccole ‘pietre’, ma si tratta comunque di un gesto simbolico che ha grande importanza, perché pone all’interno del nostro Consiglio un presidio permanente per ricordare a tutti, a partire dai noi stessi consiglieri regionali, che questa istituzione si schiera con decisione e convinzione a favore della legalità e contro la criminalità organizzata.

Nel Lazio oramai le mafie non si sono solo ‘infiltrate’, ma insediate stabilmente nel territorio e controllano molte attività illegali e legali, che fanno da copertura alle prime e che, soprattutto, servono a riciclare i proventi illeciti. Sono attività che spesso irrompono nel tessuto economico preesistente, con o senza violenza, stravolgendo le regole della concorrenza economica e calpestando i diritti dei cittadini. A giugno 2013 risultano 673 (tra beni immobili e aziende) i beni confiscati alla criminalità con un trend in crescita rispetto agli ultimi anni: erano 645 a dicembre 2012 e 574 a fine 2011. Questo dato ci dice che l’espansione criminale sta aumentando, ma ci dice pure che vi è comunque una buona risposta delle forze di polizia.
Il buon operato delle autorità investigative e repressive, tuttavia, non basta perché occorre agire soprattutto sulla cultura, sull’educazione civica e sul lavoro.
Sono questi tre, a mio avviso, i fattori che rendono una società non più solo “civile”, ma soprattutto “responsabile”, come ci ha ricordato oggi don Luigi Ciotti.
Su queste leve può e deve agire la politica, con leggi giuste e incisive: contrastare la dispersione scolastica, educare i cittadini e aiutare l’economia a creare posti di lavoro ‘legali’. Sono queste solo alcune delle priorità che dobbiamo perseguire per allontanare i giovani dalla tentazione del facile guadagno che si può ottenere con le attività illecite e dai modelli negativi che le mafie ostentano e che purtroppo fanno presa su tanti ragazzi: il potere, la prepotenza, il denaro, l’egoismo, che portano alla distruzione dei territori (Ecomafie) e della dignità delle persone (racket, prostituzione, droga, ricatti).

Oggi don Luigi Ciotti ha fatto due ottime proposte: da un lato pensare alla provincia di Latina e al litorale del Lazio meridionale come prossima sede per l’appuntamento annuale della “Giornata della memoria e dell’impegno” e, dall’altro, alla possibilità – già attuata da alcune aziende – di concedere giorni di permesso retribuito a lavoratori che intendano utilizzarli per lavorare gratis nelle terre e nelle aziende collegate ai beni confiscati alle mafie.
Condivido pienamente entrambe e mi attiverò insieme ai miei colleghi per sostenerle con forza e convinzione, affinché si possano realizzare presto anche nel Lazio.