Per innovare le tecnologie sanitarie serve l’esperienza dei cittadini

Oggi ho partecipato ad un importante convegno del San Filippo Neri sull’Health Technology Assessment (trovate il programma qui). E poi ho diffuso questo comunicato stampa. Che ne pensate?

 

“Non si può più parlare di innovazione delle tecnologie sanitarie senza il coinvolgimento del cittadino. Solo così avremo le informazioni migliori per garantire l’efficacia dei prodotti farmaceutici e medicali e la qualità della vita del paziente. In tal modo, inoltre, si potranno evitare gli sprechi e le risorse saranno usate in modo corretto”. A parlare è Teresa Petrangolini, Consigliere regionale del Lazio, già fondatrice del Tribunale per i diritti del malato, nell’ambito del convegno in corso all’ACO San Filippo Neri di Roma sul tema “HTA: passaporto per l’innovazione e sfida alla sostenibilità”.

“Da un lato, l’esperienza dei pazienti permette di vedere ciò che clinici e tecnici non vedono – dice Petrangolini – dall’altro, nel valore del prodotto bisogna sempre più considerare l’impatto sulla qualità della vita dei pazienti”.

“La Giunta Zingaretti sta lavorando per introdurre nella pianificazione sanitaria una valutazione basata sulle evidenze” continua Petrangolini, membro della Commissione Sanità del Consiglio regionale. “Infatti, con l’HTA (Health Technology Assessment) non abbiamo solo un metodo per valutare le tecnologie, ma anche una filosofia di management dei servizi sanitari. Così, si possono legare le decisioni delle istituzioni pubbliche regionali alle evidenze scientifiche e al contributo dei pazienti che sono portatori di una prospettiva originale. D’altra parte – conclude – in un periodo di crisi economica e di riduzione della spesa pubblica, il tema della sostenibilità richiede il coinvolgimento e la responsabilità di tutti, cittadini compresi”.