Vaccini obbligatori per i nidi: il Lazio prende l’iniziativa

vaccini_asilo

I vaccini – lo dimostrano le evidenze scientifiche – sono tra gli interventi più efficaci per la prevenzione primaria delle malattie infettive. Per questo motivo, è cruciale che fin dai primi anni di vita la diffusione di questa elementare pratica preventiva sia assicurata e che, a partire dagli asili, sia garantita la sicurezza sanitaria dei bambini che trascorrono insieme gran parte delle loro giornate.

La mancanza di vaccinazione nei bambini infatti, specie in un ambiente ristretto come quello degli asili, si ripercuoterebbe sulla salute degli altri, in particolare quelli con particolare debolezze e fragilità immunitarie: per loro, per un elementare principio di precauzione sanitaria, l’unica possibilità di frequentare la collettività è che tutti gli altri siano vaccinati.

A questo scopo, il Consiglio regionale del Lazio ha avviato la discussione di una proposta di legge che ha l’obiettivo di far diventare i vaccini obbligatori requisito di accesso agli asili nido pubblici e privati nel Lazio. Il provvedimento – di iniziativa della Giunta regionale – interviene così sulla legge regionale 59 del 1980 (Norme sugli asili nido) introducendo un articolo aggiuntivo (il 2 bis) sull’assolvimento dell’obbligo vaccinale previsto dalla normativa nazionale vigente.

“Il nostro obiettivo - ha spiegato in Commissione Rita Visini, assessore regionale al Welfare – è preservare lo stato di salute del minore e delle persone con cui viene a contatto, sin dai primi anni di vita, contando sull’evidenza scientifica che colloca i vaccini tra gli interventi più efficaci e sicuri a disposizione della sanità pubblica per la prevenzione primaria delle malattie infettive”. 

Il testo all’esame della commissione cita espressamente i quattro vaccini attualmente obbligatori per tutti i nuovi nati: antidifteritica, antitetanica, antipoliomielitica e contro l’epatite B. Inserita poi una disposizione transitoria per l’anno scolastico 2017-2018, con rimando ad uno specifico provvedimento di Giunta per definire le modalità operative per attuare la legge. Secondo i dati acquisiti nel corso della seduta, la copertura nel Lazio rispetto ai quattro vaccini obbligatori è ancora superiore rispetto al 95 per cento della popolazione richiesta dall’Organizzazione mondiale della sanità, ma è calata di due punti percentuali dal 2014 al 2015.

Si tratta di un provvedimento legislativo molto utile che riguarda principalmente l’accesso agli asili nido e merita di essere salvaguardato dalle erronee strumentalizzazioni che spesso si sentono nel dibattito pubblico sui vaccini. La norma, infine, favorirà la diffusione di una corretta informazione sui benefici della prevenzione e garantirà la migliore accoglienza e tutela di tutti i bambini che frequenteranno le nostre scuole.

Ambasciatrice dei pazienti in Europa: grazie Eupati!

Sono eupati_logomolto felice di essere stata nominata Ambasciatrice per il progetto EUPATI/ITALIA nell’ambito delle attività del Comitato Accademia dei Pazienti Onlus. E’ un progetto nel quale io credo molto, un progetto che mette il paziente e i suoi familiari, ed ogni cittadino che lo voglia, in condizione di conoscere in modo esaustivo terapie e farmaci, attraverso formazione certificata.
L’Accademia Europea dei Pazienti sull’Innovazione Terapeutica (European Patients’ Academy on Therapeutic Innovation, EUPATI) è un progetto innovativo paneuropeo dell”Iniziativa Tecnologica Congiunta IMI (Innovative Medicines Initiative) (http://www.imi.europa.eu/). Il progetto è guidato dall’European Patients’ Forum, insieme alle organizzazioni dei pazienti (European Genetic Alliance, European AIDS Treatment Group ed EURORDIS), università e organizzazioni no profit,ed insieme a numerose aziende farmaceutiche europee.
Nell’ottobre 2014 EUPATI ha lanciato il Corso di formazione per pazienti esperti in lingua inglese, e l’anno scorso ha lanciato una piattaforma educazionale basata su Web che contiene materiale didattico in inglese, italiano, spagnolo, polacco, tedesco, francese e russo, che ha come scopo raggiungere i rappresentanti dei pazienti in tutta l’Europa.
Questa Accademia si focalizza sull’educazione e la formazione al fine di aumentare la capacità e la possibilità dei pazienti di comprendere l’attività di ricerca e sviluppo dei farmaci e contribuirvi, come pure per incrementare la disponibilità di informazioni oggettive, affidabili e comprensibili per i pazienti.
In un’epoca in cui ogni certezza scientifica e ogni conoscenza medica viene messa a repentaglio (un episodio su tutti: la disinformazione scellerata sui vaccini) sento la necessità di rendermi utile nel campo che conosco meglio per aiutare EUPATI a rendere i pazienti informati e consapevoli; la ricerca e lo sviluppo, le valutazioni dei rischi e dei benefici, la medicina personalizzata e tanti altri argomenti hanno portato questa Accademia di respiro internazionale ad essere un vero e proprio supporto del paziente che oltre ad essere curato vuole essere informato. Come Ambasciatrice collaborerò con esperti colleghi italiani ed internazionali e non vedo l’ora di iniziare.

I nuovi LEA, una bella notizia

leaLa notizia clou della scorsa settimana è certamente il varo dei nuovi LEA con il Dpcm firmato dal Premier Gentiloni. Una bella notizia dopo un’attesa durata 16 anni. Il provvedimento interviene su quattro punti:

  1. definisce attività, servizi e prestazioni garantite ai cittadini dal Ssn;
  2. descrive con maggiore dettaglio e precisione prestazioni e attvità oggi già incluse nei Lea;
  3. ridefinisce e aggiorna gli elenchi delle malattie rare e delle malattie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione;
  4. innova i nomenclatori della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica.

 

Continue reading

Ricerca: italiano uno studio clinico su cinque nel mondo. Ecco la ricetta contro la fuga dei cervelli

ilariabarchettaUno studio clinico su 5 in Europa è italiano, i nostri ricercatori sono all’ottavo posto al mondo per produttività, e quarti in Europa per numero di citazioni e influenza. Il nostro Paese ospita poi il 18,2% di tutte le sperimentazioni europee – una su 5 – con una crescita di 2 punti percentuali nell’ultimo anno. I trial autorizzati nel solo 2014 sono 600, gli studi su terapie innovative sono raddoppiati anche grazie alle aziende farmaceutiche, che spesso in partnership con il settore pubblico hanno continuato a investire in ricerca e sviluppo con un impegno di 1,4 miliardi di euro nel 2015, +16% dal 2013. Questi i dati al centro dell’appuntamento annuale promosso dalla Fondazione Lilly venerdì scorso a Roma.

 

Favorire la cultura della ricerca in Italia

Gli esperti hanno spiegato che l’emorragia di talenti è anche una perdita economica considerevole per il Paese, stimata in circa 1 miliardo di euro l’anno, ma anche sottolineato che un’inversione di rotta è possibile ed è già iniziata: per questo Fondazione Lilly assegna anche quest’anno la borsa di studio per giovani ricercatori.
L’iniziativa, arrivata ormai alla sua ottava edizione, vuole favorire la cultura della ricerca in Italia, proponendo un nuovo modello basato su meritocrazia, trasparenza e valorizzazione economica nella consapevolezza che spendere in ricerca non sia un costo, bensì uno dei migliori investimenti per il futuro dell’Italia.

 

Trasparenza e merito

“Negli ultimi anni – commenta Gaetano Manfredi, presidente Crui – tutti gli indicatori evidenziano che la ricerca dell’università italiana è di qualità, oltre che tra le più alte al mondo per produttività in rapporto alle risorse investite. Sempre di più, inoltre, l’università italiana si sta aprendo all’esterno per
reclutare i migliori talenti dall’estero, ma anche verso collaborazioni con privati”.

“L’iniziativa di Fondazione Lilly da 8 anni dimostra che questo sforzo è possibile e che anche in Italia si può ragionare con le logiche delle istituzioni internazionali – sottolinea Andrea Lenzi, coordinatore del board scientifico della Fondazione – Le borse di studio vengono infatti assegnate sulla base di una valutazione del merito dei progetti trasparente e internazionale, perché a questi livelli di eccellenza la ricerca non può restare confinata nel nostro
Paese, ma deve confrontarsi con i migliori standard mondiali. La ricerca italiana ha le carte in regola per farlo”.

 

Il premio a Ilaria Barchetta

Molto importante che la borsa di studio per la settima edizione del progetto ‘La ricerca in Italia: un’idea per il futuro’ sia andata ad una giovane ricercatrice. Ilaria Barchetta (nella foto). A consegnare il premio il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Ilaria Barchetta dell’Università Sapienza di Roma nei prossimi 3 anni studierà gli effetti positivi sulle ossa di alcuni farmaci per curare il diabete. Obiettivo: aiutare i medici a prescrivere la terapia più adatta a ciascuno per ridurre il rischio di fratture nei pazienti con diabete. La borsa di studio, pari a 210 mila euro per 3 anni, è una delle più longeve a essere assegnata in Italia a giovani ricercatori.

“Cambiare marcia si può – conclude Concetto Vasta, direttore generale della Fondazione Lilly – offrendo ciascuno il proprio contributo per impedire che i nostri migliori cervelli se ne vadano. Lo potrà fare la nuova legge di Stabilità, che potenzia e proroga fino al 2020 il credito di imposta per Ricerca e Sviluppo portandolo al 50% per tutte le tipologie di investimenti in ricerca. In questo contesto va inserito anche il contributo della Fondazione Lilly, che continua a sostenere con le sue borse di studio giovani talenti, che sono e saranno una risorsa fondamentale per il nostro Paese e il suo futuro”.

Commissione Bilancio: via libera al Rendiconto generale della Regione Lazio

lazio_consiglio_regionale_1La quarta commissione Bilancio, partecipazione, demanio e patrimonio, programmazione economico-finanziaria, ha dato parere favorevole, a maggioranza, alla proposta di legge regionale n. 356/2016, d’iniziativa della Giunta, “Rendiconto generale della Regione Lazio per l’esercizio finanziario 2015”, e alla proposta di deliberazione consiliare n. 68/2016, “Approvazione del rendiconto consolidato Giunta-Consiglio 2015”. Entrambi i provvedimenti, propedeutici alla manovra di bilancio 2017, sono dunque pronti per l’esame da parte dell’Aula consiliare.

Le entrate di competenza accertate ammontano (al netto del riaccertamento dei residui) a 27,255 miliardi di euro, le spese di competenza a 25,963 miliardi, con una differenza tra entrate e spese di 1,292 miliardi. Alla chiusura dell’esercizio finanziario 2015 risultano residui attivi (crediti) per 4,186 miliardi di euro, e residui passivi (debiti) per 6,645 miliardi. L’avanzo di cassa al 31 dicembre 2015 è pari a 827 milioni di euro. Il disavanzo è stato di 2,028 miliardi (al lordo del fondo pluriennale vincolato), in miglioramento rispetto al Rendiconto 2014, laddove il disavanzo era di quasi tre miliardi di euro.

Il Rendiconto ripercorre i numerosi interventi che nel 2015 hanno avuto un impatto sui conti regionali: la legge di stabilità, le leggi sulla soppressione di enti come Ardis e Agenzia per i trapianti, le anticipazioni di cassa da parte del Ministero dell’economia e delle finanze per il pagamento dei debiti commerciali pregressi, gli interventi per il recupero fiscale (tassa auto, ticket sanitari) e sull’addizionale regionale Irpef, le cessioni di spazi finanziari agli enti locali per il pagamento dei loro debiti, le operazioni sugli enti e sulle società regionali volte alla verifica dei debiti e dei crediti reciproci, le dismissioni di quote societarie laddove la Regione Lazio aveva quote di minoranza, la razionalizzazione delle sedi della Regione Lazio con la riduzione dei canoni di locazione, passati da circa 19 milioni annui a 13 e infine il piano di dismissioni immobiliari.

Un capitolo a parte del Rendiconto è dedicato alla gestione sanitaria, con un bilancio consolidato che si presenta ancora con un disavanzo di 332 milioni di euro e incide sul bilancio regionale per il 70 per cento degli incassi (11,6 miliardi) e per il 75 per cento dei pagamenti (11,4 miliardi). Il voto della commissione è stato preceduto dalla richiesta di alcuni chiarimenti, in merito ad alcune criticità evidenziate dalla Corte dei Conti nel giudizio di parifica sul Rendiconto generale, da parte della consigliera Valentina Corrado (M5s) alla quale ha risposto l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore.

Questi i documenti della manovra di bilancio 2017, all’esame della commissione Bilancio: il “Documento di Economia e Finanza Regionale 2017 – Anni 2017- 2019” (Defr, proposta di deliberazione consiliare n. 74/2016), la “Legge di stabilità regionale 2017” (pl 357/2016), il “Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2017-2019” (pl 358/2016) e l’assestamento delle previsioni di 2016-2018 (pl 340/2016).

A cura dell’Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio