Open data, Mattarella premia la Regione Lazio

u-680x365“La trasparenza e la buona amministrazione sarebbero oggi parole vuote se le istituzioni regionali non mettessero a disposizione dei cittadini tutti i dati in loro possesso grazie ad una seria politica di open data. E’ proprio quello che ha fatto la Regione Lazio in questi anni. E il premio ricevuto da Zingaretti oggi al Quirinale è il giusto riconoscimento di questo impegno”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio, a commento del Premio Innovazione 2016 consegnato stamane dal Presidente Sergio Mattarella al Presidente della Regione Lazio Zingaretti.

“La sfida raccolta dalla Giunta regionale – spiega Petrangolini – è stata vinta con il lancio di un portale di open data che, a partire dai primi mesi del 2015, sta mettendo progressivamente online tre sezioni: Open spesa, con cui si renderanno progressivamente disponibili tutte le informazioni relative alle risorse economiche; Open progetti, relativa ai progetti della Regione finanziati con i fondi europei; opensanità, relativa al sistema sanitario regionale”.

“Grazie a questa iniziativa – continua – i cittadini potranno godere di servizi migliori a partire dalle informazioni condivise e potranno controllare l’operato delle amministrazioni pubbliche e il buon andamento dei servizi. Inoltre, le imprese potranno avere maggiori certezze e sempre più informazioni utili per partire con i loro progetti”.

“Per completare il quadro – prosegue – val la pena ricordare che già l’anno scorso la Regione Lazio aveva vinto il Premio Agenda Digitale 2015 promosso dall’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano per la categoria Agende Digitali regionali. Insomma, una prova di continuità nella buona amministrazione da parte di questa Giunta. Ogni anno, un piccolo grande traguardo. Ecco perché – conclude Petrangolini – questo impegno deve continuare per raggiungere nuovi obiettivi nel 2017 a vantaggio dei cittadini del Lazio”

Policlinico Gemelli: insieme si vince contro i tumori cerebrali nei bambini

L’unione fa la forza, soprattutto quando il nemico è agguerrito. Contro i tumori cerebrali e neuro-endrocrinologici che colpiscono bambini e adolescenti il Gemelli fa il punto sulle cure e le ricerche all’avanguardia nel settore.

 
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Occasione è stato il meeting annuale – promosso dalle associazioni“Coccinelle per l’oncologia pediatrica onlus” e la federazione “Gene per la neurochirurgia infantile” - che è servito a presentare l’attività del team d’avanguardia e del complesso percorso clinico-assistenziale per affrontare in modo integrato e multidisciplinare queste gravi patologie.

 

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Un iter descritto bene dal video proiettato durante l’incontro, realizzato dalle due associazioni promotrici, che permette di seguire il bambino affetto da tumore cerebrale in tutte le fasi della cura: dalla diagnosi al trattamento chirurgico, oncologico, radioterapico e durante il follow up, ovvero i controlli periodici programmati. Un modello multidisciplinare che mette a disposizione del paziente e della sua famiglia l’alto livello professionale del policlinico.

 
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Aperto dal direttore generale del Gemelli Enrico Zampedri e dal direttore del Polo per la salute della donna e del bambino, Giovanni Scambia, all’incontro hanno portato il loro contributo Massimo Caldarelli, responsabile Neurochirurgia infantile; Cesare Colosimo, responsabile Radiodiagnostica e neuroradiologia; Riccardo Riccardi, direttore dell’Istituto di Clinica Pediatrica e responsabile di Oncologia Pediatrica; Vincenzo Valentini, direttore del Polo di oncologia ed ematologia e dell’area di Radioterapia.

Il dibattito è stato animato anche dalla consigliera regionale Maria Teresa Petrangolini e dell’attore Beppe Fiorello, che da diversi anni visita i bambini del reparto di Oncologia pediatrica: «Cari bambini – ha detto Beppe Fiorello – non vi dovete sentire diversi perché siete malati. Voi rispetto ai vostri coetanei potrete raccontare un’esperienza in più che vi renderà ancora più forti e coraggiosi. Quando domani la racconterete, questa esperienza in ospedale sarà passata er il vostro racconto sarà di conforto anche per i vostri genitori».

«Abbiamo fatto grandi passi avanti – ha aggiunto Petrangolini – nei rapporti fra la Regione e la Fondazione Policlinico Gemelli: ora abbiamo raggiunto un’intesa che si basa non più solo sui conti finanziari, ma sullo studio e la condivisione di modelli organizzativi che abbiano davvero a cuore la centralità del paziente. La strada è naturalmente più difficile: non più tagli lineari, ma lavoro e collaborazione per migliorare la Sanità».

 

 

Fonte: www.avvenire.it

 

 

Salute: cinematerapia, per non pensare solo ai conti

medicinema2“Una sanità che pensa solo ai conti non è una sanità che funziona bene. Per questo la Regione Lazio sta cercando sia di ridurre il disavanzo, con ottimi risultati, ma sta anche facendo uno sforzo oggettivo per garantire servizi migliori attraverso cure di supporto, come la ‘cinematerapia’”. Lo afferma Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio e componente della commissione Politiche sociali e Salute, commentando con l’Adnkronos Salute il programma di terapia del sollievo attraverso il cinema avviato al policlinico Gemelli di Roma.

 

 

“E’ un progetto interessante – riflette – non solo per l’effetto benefico del far vedere i film ai pazienti, dando davvero sollievo dalle terapie e alle famiglie; ma anche per la possibilità di fare ricerca scientifica: i medici sono così in grado di studiare le reazioni dei pazienti alla cinematerapia. Ho apprezzato anche altri progetti ‘alternativi’ nella Regione: ultimamente ho visitato il nuovo reparto Dialisi dell’ospedale Sandro Pertini di Roma, che non si trova sotto terra come avviene usualmente, ma in alto, ed è pieno di vetrate per consentire una bellissima veduta sulla natura. Ogni letto, poi, non solo ha la televisione, ma anche il wifi per connettersi a internet. Le ore che si trascorrono in terapie si passano quindi potendo fare molte cose”.

 

“Altro esempio: alla Asl Roma 1 – continua Petrangolini – è stato attivato un tavolo interreligioso per capire come permettere a tutti i pazienti di poter accedere alla loro spiritualità ed è stato messo a bando un progetto per la realizzazione di una stanza di preghiera che non sia la solita cappella. O, ancora, penso alle numerose stanze per l’allattamento che stanno sorgendo, o alla ‘ruota’ per neonati del policlinico Casilino, che consente il pieno anonimato e conta su personale infermieristico pronto a intervenire per dare la necessaria assistenza al neonato”.

Se la scienza aiuta la politica: più conoscenza per il policy making

teresa_repopaSono tempi in cui i pregiudizi antiscientifici e la superficialità che a volte circola nel web non aiutano a capire la complessità dei problemi. Viceversa, abbiamo bisogno di informazioni scientifiche anche per prendere decisioni politiche che spesso hanno conseguenze importanti per la vita dei cittadini.

 

L’8 settembre si è svolto a Bruxelles il Symposio finale di un progetto europeo, denominato REPOPA, che ha coinvolto per 5 anni Italia (CNR) assieme ad 6 altri paesi europei. Il focus del progetto è stato la ricerca su una policy per accrescere le attività fisiche nei diversi paesi. In particolare ci si è concentrati sugli strumenti per integrare le conoscenze scientifiche basate sulle evidenze con le scelte del policy making, spesso basate su criteri politici, economici e sociali, ma poco attente agli studi e alle ricerche.

 

Il confronto è stato particolarmente importante perché ha permesso di capire come politiche della salute possano cambiare e diventare più incisive grazie ad un aggiornamento continuo con i dati scientifici. Questo è particolarmente importante per la prevenzione e le attività fisiche e motorie. In alcuni Paesi, come la Danimarca, si è capito ad esempio che a scuola non bastano le ore di ginnastica, ma è necessario garantire con la collaborazione di tutti gli insegnanti una attività fisica di almeno 45 minuti al giorno, spalmata nelle diverse materie. Esperimento che sarebbe interessante anche in Italia. Nel sito del progetto è possibile confrontarsi con i contenuti della ricerca.

 

Già a marzo 2016 avevo partecipato come rappresentante della Regione Lazio e policy maker al seminario svoltosi in Italia in cui si sono discusse le liste di indicatori per creare strumenti per evidence-informed policy making. Il simposio finale è stato un momento di lavoro con tutti i partner per definire raccomandazioni e report finale della ricerca.

 

Che cos’è il evidence-informed policy? Una politica pubblica che assicuri il migliore, più strutturato, trasparente, uso dei diversi tipi di conoscenza come la ricerca, il know how degli esperti, il punto di vista degli stakeholders, ecc.

 

La delegazione italiana era composta dai responsabili di REPOPA Italia: (CNR) Adriana Valente, Liliana Cori e Valentina Todisca e da Daniela Galeone, Direzione Promozione della salute e prevenzione del Ministero della salute e la sottoscritta, Teresa Petrangolini, Consiglio regionale del Lazio, Commissione salute e politiche sociali.

 

www.repopa.eu

Regione Lazio – CoReCom: le azioni intraprese a tutela dei cittadini colpiti dal sisma

Corecom-LazioSintesi informazioni utili:

Telecomunicazioni

  • lo stato della rete fissa è monitorato dai presidi di emergenza; ad oggi gli impianti nelle zone della regione Lazio colpiti dal sisma sono tutti funzionanti, pur non escludendo momentanee riduzioni di prestazione dovute a volumi di traffico straordinari.
  • Un camper dotato di ripetitore è stato posizionato nei pressi della tendopoli di Amatrice al fine di dare supporto alla cittadinanza per le linee fisse che per quelle mobili.

Gestione delle controversie e del contenzioso

  • Sono state sospese le convocazione delle sessioni di conciliazione/definizione che coinvolgono cittadini, famiglie e imprese vittime del sisma. In caso di convocazione già avvenuta si procederà al rinvio della sessione, e quando saranno riprogrammate si procederà a riservare una corsia preferenziale.