Aboliti i ticket del Lazio: una grande conquista per i cittadini

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“L’abolizione del ticket regionale è una grande conquista per i cittadini del Lazio oltre che un successo per la Giunta Zingaretti”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio, membro della Commissione Politiche sociali e salute.

“Dobbiamo ricordare – spiega Petrangolini – che sui cittadini gravava infatti un peso enorme, dovuto al commissariamento del 2008: la somma del ticket nazionale più quello regionale, detto extraticket. Ciò significa che le prestazioni sanitarie costavano al cittadino anche più del loro valore effettivo e che molte persone si sono trovate nella condizione di non poter affrontare i costi per la cura della propria salute”.

 

“Oggi che finalmente siamo riusciti a rimettere in ordine i conti della Regione – continua Petrangolini – siamo felici di poter intervenire per garantire ai cittadini, soprattutto quelli con maggiori difficoltà economiche dopo anni di crisi, una maggiore equità sociale e un accesso alle cure più sostenibile. Era davvero la prima delle cose da fare dopo anni di sacrifici per tutti. I cittadini del Lazio potranno risparmiare in totale 20 mln di euro”.
“Allo stesso modo possiamo essere orgogliosi del fatto che migliorano le prestazioni del servizio sanitario regionale e aumentano i livelli essenziali di assistenza nel Lazio. Ovviamente – conmclude – c’è ancora tanto da fare. Non solo sul piano economico con l’ulteriore riduzione del disavanzo. Ma anche sul piano della tutela dei diritti dei cittadini con la riduzione dei tempi delle liste d’attesa. Ma questi risultati dimostrano che l’impegno di Zingaretti e della attuale maggioranza va ulteriormente sostenuto e rafforzato nei prossimi mesi”

Malati reumatici: 500 consulti gratis a Roma nella giornata mondiale

malattiereumaticheOltre 500 consulti, 90 ecografie, 70 capillaroscopie, 80 esami di densitometria ossea per l’osteoporosi, una ventina di visite pediatriche, 28 medici coinvolti. Questi i numeri dell’iniziativa organizzata oggi a Roma dall‘Associazione Nazionale Malati Reumatici (Anmar) per celebrare la Giornata Mondiale del Malato Reumatico. Attese lunghe fino a otto mesi per una visita, costi alti per gli esami nel privato, medici che non sanno dove indirizzare i pazienti. Questi i motivi che hanno portato oggi, in piazza San Silvestro, centinaia di persone per effettuare screening e visite gratuite per malattie reumatiche. “Ho l’artrite reumatoide e devo fare 4 ecografie a mani e polsi da un anno – spiega Giovanni, 65 anni – ma sono riuscito a prendere appuntamento solo una volta ed è stato disdetto dall’ospedale. In privato per le 4 ecografie i costi vanno dai 400 euro in su”. Per chi riesce a prenderlo, l’appuntamento dista mesi: “l’ho preso ieri al Cup Lazio per una prima visita reumatologica ma me lo hanno fissato a giugno 2017. Non si può aspettare un anno con dolori atroci”, spiega Teresa.

 

“La grande affluenza di oggi – commenta la vicepresidente Anmar Silvia Tonolo - dimostra l’enorme necessità che la diagnosi non arrivi dopo mesi o anni, il fabbisogno di più reumatologi sul territorio e la necessità che i medici di base indirizzino quanto prima questi pazienti al reumatologo. Troppo spesso infatti i malati reumatici migrano da uno specialista all’altro prima di arrivare a quello giusto“. Di qui la proposta, nel corso di una tavola rotonda che ha aperto l’iniziativa, di un tavolo congiunto, presso l’Ordine nazionale dei medici Fnomceo, sulle malattie reumatiche che vedrà insieme reumatologi e medici di base. Ad annunciarlo oggi è stato Maurizio Scassola, vicepresidente Fnomceo. “Anche i medici curanti – ha spiegato Scassola – sono poco formati sulle malattie reumatiche. E’ importante fare formazione  anche in questa categoria, primo punto di riferimento dei pazienti  e nodo  centrale per la presa in carico dei malati”. Quanto ai reumatologi, sottolinea Stefano Stisi, presidente del Collegio Reumatologi Italiani, “sono troppo pochi e questo aumenta le file d’attesa, soprattutto in alcune regioni”.

 

Spesso considerate malattie di poco conto, le malattie reumatiche riguardano tutte le età e incidono pesantemente sulla vita quotidiana. Per Mario Melazzini, presidente Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) “giornate come queste sono importanti perché sono momenti di informazione strategici, non solo per ricordare che questi malati ci sono, ma anche per portare a conoscenza i bisogni di queste persone. L’Aifa è sempre pronta ad ascoltare e raccogliere le proposte dei pazienti e confrontarsi su tutto quanto può essere utile a garantire una risposta appropriata per la loro salute”. Pazienti che negli anni hanno sempre più visto aumentare il loro peso. “Le associazioni di pazienti – ha detto Tonino Aceti, coordinatore Tribunale Diritti del Malato -Cittadinanzattiva  - sono diventate con gli anni soggetti autorevoli e credibili. Hanno il merito  di mettere le istituzioni di fronte al dato di fatto di come stanno le cose. Non tutte le istituzioni però sempre sono pronte ad accettare questo cambiamento, lo dimostra l’esclusione delle associazioni dalla Commissione nazionale sui Livelli essenziali di assistenza”.

 

I pazienti invece saranno coinvolti nel percorso di cura che verrà avviato nel Lazio. “Il Lazio avvierà un percorso di cura regionale sulle malattie reumatiche (Pdta), coinvolgendo i cittadini. Questa è una promessa”, ha annunciato Teresa Petrangolini, consigliere Regione Lazio, componente Commissione Politiche sociali e salute. “La logica – spiega – è di mettere in pratica quanto avviato sul diabete. Servirà a definire quante persone hanno queste patologie, chi sono, se e quanto bisogna aumentare i reumatologi, quante visite fare, quale il ruolo del medico di famiglia”. Obiettivo del Percorso diagnostico e terapeutico inoltre, “coinvolgere i pazienti nei percorsi assistenziali. Bisogna ripartire dalle persone, altrimenti la presa in carico è una parola vuota”.

 

Lazio: più tutele per i cittadini grazie alla conciliazione

conciliazioneLazio: più tutele per i cittadini grazie alla conciliazione. La Commissione Affari costituzionali e statutari, affari istituzionali, enti locali e risorse umane del Consiglio regionale del Lazio ha dato parere favorevole all’unanimità, con osservazioni, al regolamento che disciplina il procedimento innanzi alla Camera regionale di conciliazione, previsto dalla legge regionale n. 1 del 2016 sulla conciliazione nelle controversie sanitarie e in materia di servizi pubblici. Lo schema di delibera ora torna in Giunta per l’approvazione definitiva.

 

 

Nel corso della discussione ho presentato varie osservazioni – accolte dall’assessore al Bilancio Alessandra Sartore e votate all’unanimità dalla commissione – tra le quali quella sulla sperimentazione, un’altra che prevede che il luogo di svolgimento della procedura di conciliazione sia il più possibile vicino al cittadino che propone l’istanza e un’altra ancora che consente di fare domanda di conciliazione anche nel caso di eventuali danni non patrimoniali.

 

Il regolamento disciplina l’organizzazione della Camera regionale di conciliazione (istituita presso l’Istituto “Arturo Carlo Jemolo”) e il procedimento innanzi alla stessa per risolvere in via stragiudiziale – entro 90 giorni – le controversie tra i soggetti regionali erogatori di servizi pubblici e gli utenti, relative al mancato rispetto degli standard di qualità previsti nelle carte dei servizi.

 

Saranno queste ultime, per ciascun ente, a indicare modalità, tempi e condizioni di accesso al procedimento conciliativo, nonché le specifiche conseguenze giuridiche derivanti dal raggiungimento dell’accordo e dalla positiva conclusione del procedimento, dandone espresso avviso agli utenti dei pubblici servizi regionali. Anche i comuni e gli altri enti locali avranno la facoltà di usufruire della procedura di conciliazione, previo accordo con la Regione.

 

E’ prevista una fase sperimentale di un anno su una parte dei servizi pubblici erogati dalla Regione o dagli enti dipendenti, che saranno scelti dalla stessa Giunta regionale. Nella prima versione del testo la fase sperimentale interessava solo i servizi sanitari, ora invece, se il provvedimento dovesse essere approvato dalla Giunta così come licenziato oggi dalla prima commissione, la sperimentazione sarà estesa a qualsiasi tipo di servizio pubblico. Questa è una delle modifiche apportate oggi dalla commissione al testo della Giunta, attraverso lo strumento delle osservazioni.

 

Sanità Lazio: La nuova Emodinamica all’ospedale di Tivoli è un’ottima notizia

14591615_10209505397863240_4131958292032525947_nL’inaugurazione del reparto di emodinamica dell’ospedale di Tivoli è una ottima notizia. La Regione Lazio continua un lento ma sicuro cammino di rafforzamento dei servizi sanitari consegnando all’area densamente abitata del sublacense una struttura fondamentale per fronteggiare i casi d’infarto in modo tempestivo e senza spostamenti in ospedali più lontani.
Con questo provvedimento il sistema d’emergenza di un’area della provincia importante e densamente abitata, come quella di Tivoli e Guidonia, viene arricchito di un servizio essenziale  e d’avanguardia  su cui potranno fare affidamento i cittadini  nel caso di gravi malattie cardiache.
Dobbiamo ricordare infatti che ad oggi vi era una asimmetria eccessiva tra una città come Roma, dove c’è una sovrabbondanza di reparti di emodinamica, e l’area metropolitana, che ne è sprovvista. In particolare, nel quadrante a est, quella di Tivoli è un’area molto popolosa, un potenziale bacino di utenza di più di 500mila residenti e circa 70 comuni (tra i quali quello assai vasto di Guidonia) per una Asl, la Roma 5, tra le più grandi d’Italia con i suoi 1800 km quadri di territorio, ma sprovvista finora di un servizio fondamentale che potrà salvare tante vite umane.
L’attivazione h24 della cardiologia interventistica e emodinamica dovrebbe incrementare l’attività in modo significativo, pari almeno al 30/40% in più. Fino ad oggi, i tanti cittadini della Valle dell’Aniene e della Tiburtina hanno potuto contare soltanto su un reparto di cardiologia intensiva. Chi arriva lì viene stabilizzato e i casi più gravi trasferiti all’Umberto I. Il numero di pazienti – oltre 900 – che vengono ogni anno trasferiti da questa ASL, per procedure effettuate in urgenza, verso le strutture di emodinamica della Capitale è davvero elevato. In questo modo è alto il rischio di perdere minuti preziosi  per la salvezza del paziente.
Lo sforzo della Giunta Zingaretti va dunque nella direzione di ottimizzare anche la rete ospedaliera intra-aziendale. Un passo avanti importante per migliorare i servizi sanitari regionali e adeguarli ai bisogni effettivi della popolazione e dei territori del Lazio.

Sanità Lazio: il coinvolgimento delle farmacie è un enorme vantaggio per i cittadini

accordofarmacieL’accordo tra la Regione Lazio, Federfarma e Confservizi Lazio presentato venerdì, relativo ai farmaci ‘in distribuzione per conto’, dimostra che l’innovazione è possibile e rappresenta un enorme vantaggio per i cittadini”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio, componente della Commissione Politiche sociali e salute.

 

“I pazienti, infatti, per ritirare le medicine di cui avranno bisogno – spiega Petrangolini – non dovranno più recarsi in ospedale o, comunque, in uno dei 52 servizi farmaceutici territoriali fino ad oggi attivi. Basterà recarsi sotto casa per farlo, sapendo di poter contare su 1500 farmacie, veri e propri cardini della riorganizzazione territoriale del sistema sanitario regionale, alcune delle quali sono aperte anche in orari notturni o h24. Si tratta di un cambio radicale: sia per i tanti lavoratori che altrimenti dovrebbero chiedere permessi per assentarsi, sia per gli anziani che potranno comodamente andare nella farmacia più vicina. In generale – continua – avremo un miglioramento della qualità della vita per tutte le persone affette da importanti patologie tra le quali l’emofilia, l’epatite, l’insufficienza renale, il deficit di accrescimento, il diabete. Nel Lazio, gli assistiti che hanno ricevuto questo tipo di terapie sono stati più di 50mila”.

 

“In più – prosegue – la consegna dei farmaci avverrà sulla base di un piano terapeutico on line che sarà, dunque, sia nella disponibilità del medico specialista curante che in quella del farmacista. In questo modo non avremo soltanto una tracciabilità delle cure e dei prodotti medicinali, ma anche una verifica permanente della terapia in corso. Il piano terapeutico on line garantirà, insomma, trasparenza ed efficienza del sistema e sicurezza sulla cura dell’assistito”.

 

“I farmaci in distribuzione ‘per conto’ – precisa Petrangolini – sono acquistati dalla Regione Lazio con procedura di gara che favorisce un importante risparmio. Questa è la prova che si può intervenire sulla spesa garantendo allo stesso tempo maggiore risparmio di risorse pubbliche e migliore qualità dei servizi. Per tutti questi motivi – conclude – oggi dobbiamo dire grazie a quanti hanno permesso l’avvio di questa collaborazione tra le istituzioni regionali e i farmacisti, a tutto vantaggio della qualità della vita dei pazienti”.