Ok a “taglialeggi” regionale: sventato il ripristino dei vitalizi del M5s

Le notizie buone sono due. La prima è che il Lazio ha approvato una profonda semplificazione normativa con la così detta “taglialeggi”. La seconda è che la maggioranza ha sventato il ripristino dei vitalizi, frutto di un assurdo emendamento del M5S.

L’approvazione all’unanimità della proposta di legge n. 68 – “Disposizioni per la semplificazione normativa e procedimentale e abrogazione espressa di leggi regionali” – di iniziativa della Giunta regionale, ha fatto sì che ben 446 norme regionali siano cancellate. Il provvedimento si inserisce nel percorso, già avviato da alcuni anni a livello europeo e nazionale, che intende semplificare e migliorare la qualità della produzione normativa.

Nel corso dell’approvazione della “taglialeggi”, abbiamo assistito ad una situazione paradossale. Nel nome della lotta ai privilegi, infatti, il M5S ha cercato di far passare un emendamento che, abrogando una serie di norme, avrebbe ripristinato i vitalizi per i consiglieri regionali. Nella foga di eliminare dei vantaggi impropri – cosa per la quale la maggioranza consiliare ed io per prima ci siamo battuti in questi anni – i Cinque Stelle hanno partorito una norma confusa che li ripristinava e che, per fortuna, abbiamo bocciato. Davvero sconvolge questa pericolosa miscela di presunzione e impreparazione.

Con l’occasione è bene ricordare  che alla fine del 2017 è fissata la scadenza del contributo di solidarietà che grava sui vitalizi degli ex consiglieri regionali, norma approvata da questa maggioranza nel 2014. Nei prossimi mesi, pertanto, dovremo verificare se e come sarà possibile reiterare questa norma. I nostri uffici legislativi stanno studiando le soluzioni. Quello che conta è la volontà politica e quella c’è. Non vogliamo tornare indietro. Ovviamente, sarebbe certamente tutto più facile se il Parlamento approvasse una legge nazionale per estendere il sistema contributivo ai vitalizi in erogazione.

 

Servizio civile nel Lazio: un grande impulso per la cittadinanza attiva dei giovani

“La legge regionale sul servizio civile regionale approvata oggi darà un grande impulso per lo sviluppo della cittadinanza attiva e la crescita dei giovani del Lazio”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio (gruppo Pd), firmataria della proposta di legge appena approvata.

 

“Il Lazio investe le sue risorse sui giovani. Questa iniziativa – spiega Petrangolini – è rilevante per la promozione della cittadinanza attiva dei giovani, per la loro formazione personale, per l’accrescimento di competenze che potranno essere utili anche nella loro vita lavorativa. Grazie a queste norme – continua – tanti ragazzi tra i 18 e i 29 anni (con possibilità di estensione fino ai 35 anni per le persone con disabilità) potranno dare un contributo allo sviluppo sociale e culturale della nostra Regione e potranno compiere un percorso di arricchimento che resterà per sempre nel loro bagaglio personale”.

 

“Le attività del servizio civile – prosegue – si svolgeranno in ambiti cruciali per il benessere complessivo delle nostre comunità: servizi alla persona, educazione e promozione culturale, salvaguardia del patrimonio storico ambientale, protezione civile, educazione alla legalità, cooperazione internazionale, educazione al consumo consapevole e valorizzazione del commercio equo e solidale. Proprio per questo sono convinta che, con la nuova disciplina, il Lazio diventerà una regione sempre più civile, aperta e solidale”.

 

“La legge di cui è stata proponente la collega Cristiana Avenali e che anch’io ho firmato con convinzione – conclude Petrangolini – dedica al Fondo per il servizio civile regionale 1 milione e 400 mila euro in tre anni.  Sono previsti  48 mila euro di compensi per i giovani impiegati nei progetti del servizio civile, con la relativa copertura assicurativa e sanitaria. Alla formazione di giovani, responsabili e operatori vanno altri 70 mila euro. Infine, vengono stanziati 90 mila euro per la promozione e l’organizzazione di campagne per la conoscenza e l’informazione sul servizio civile regionale nelle scuole, nelle università e negli enti del terzo settore”.

Sanità nel Lazio: verso una nuova governance

La sanità del Lazio non produce più un euro di disavanzo”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Lazio, nonché commissario ad acta per il piano di rientro dal deficit sanitario, Nicola Zingaretti, ascoltato alcuni giorni fa dal Consiglio regionale in seduta straordinaria, su richiesta di alcuni consiglieri di opposizione.

 

La sanità del Lazio è fuori dal tunnel

Dai quasi due miliardi di euro di disavanzo del 2007 – circa 400 euro sulla testa di ogni cittadino del Lazio con un’offerta di cure giudicata dal governo insufficiente – si è passati ai 164 milioni del 2016, la metà dell’anno precedente (333 milioni di disavanzo nel 2015), ma con un margine operativo positivo: il rapporto ricavi-costi è di più 137 milioni di euro, al netto delle partite finanziarie. Insomma, secondo il commissario i conti sono a posto e presto si dovrà pensare a una nuova governance della sanità, fuori dal regime commissariale.

“Dopo un’approfondita valutazione sui numeri e sui dati dell’erogazione dei servizi dei livelli essenziali di assistenza, il ministero dell’Economia e il ministero della Salute hanno certificato che la sanità del Lazio è finalmente uscita dal tunnel e si apre una fase nuova”, ha dichiarato Zingaretti, riferendosi all’esito dell’ultimo tavolo tecnico di verifica del piano di rientro e di controllo del piano di rientro dal deficit che si è svolto lo scorso 29 marzo.  “A raggiungere questo traguardo di oggi – ha proseguito Zingaretti – hanno contribuito tutte le amministrazioni precedenti a questa, di centrodestra e di centrosinistra, e nel corso di questi quattro anni le forze politiche delle opposizioni”.

Disavanzo risanato: cosa ha contribuito

Oltre al controllo dell’andamento della spesa, a ripianare il disavanzo, ha contribuito l’aumento delle entrate, dovuto all’adeguamento dei fondi destinati alla popolazione assistita in virtù del riconoscimento della crescita demografica avvenuta negli ultimi anni, e una dinamica di diminuzione della spesa sanitaria. Nel periodo 2010-2015 c’è stato un trend di diminuzione pari almeno al 3,5 per cento. Nello stesso periodo, il medesimo trend a livello nazionale è stato del meno 1,2 per cento. Per il terzo anno consecutivo il disavanzo del Lazio è dunque al di sotto del 5 per cento del totale del fondo sanitario regionale: è questa una delle condizioni poste dal Piano di rientro, per aprire la fase di uscita. “Siamo dunque nelle condizioni che dovrebbero portare a una prospettiva di alleggerimento della pressione fiscale – ha dichiarato Zingaretti – un processo, questo, iniziato con alcuni tagli dell’addizionale regionale Irpef previsti dalla legge di stabilità 2017 e con l’abolizione del ticket aggiuntivo regionale, a partire dal primo gennaio di quest’anno”.

Tra gli altri risultati riferiti da Zingaretti all’Aula: il punteggio dei livelli essenziali di assistenza è passato dai 152 punti del 2013 ai 169 previsti per il 2015 (la soglia minima prevista a livello nazionale per essere adempienti è fissata a 160 punti); il tasso di ospedalizzazione è passato da 164,2 del 2013 a 149,2 del 2014; è aumentato il numero dei trapianti, dai 267 del 2014 ai 321 del 2016; ogni anno, a partire dal 2013, la quantità degli inviti per gli screening è aumentata progressivamente, arrivando a raggiungere un numero sempre più alto di popolazione; i parti cesarei sono passati dal 31,4 per cento del 2012 al 27,7 per cento del 2015.

Zingaretti ha parlato anche dello sblocco del turnover, con l’ingresso nel biennio 2017-2018 di 2.800 unità di personale, di cui un terzo di nuove assunzioni e due terzi di stabilizzazione dei precari. Nel campo dell’edilizia sanitaria, ha annunciato lo sblocco di 264 milioni di euro di finanziamenti nazionali, che si sommano ad altri 176 milioni stanziati sul Policlinico, ai quali si aggiungono altri 109 milioni di euro, concessi dal governo nazionale.  Zingaretti ha inoltre annunciato che la Regione si è candidata a utilizzare i fondi Inail previsti dall’ultima finanziaria nazionale, per realizzare opere come il nuovo ospedale a Sora, completamente antisismico. Resta da lavorare per diminuire le liste d’attesa, estendendo gli orari di strutture e laboratori, coinvolgendo i medici di base nelle prenotazioni delle visite specialistiche e ponendo limiti all’attività intramoenia in quelle aziende sanitarie in cui i tempi di attesa per le attività istituzionali saranno inferiori a quelli previsti. Zingaretti ha ringraziato i due sub commissari Renato Botti e Giovanni Bissoni. Quest’ultimo ha accolto l’invito di Zingaretti a rimanere almeno fino al prossimo tavolo di confronto con i ministeri, previsto a giugno.

Il Lazio per la salute delle donne

Questa edizione della Giornata dedicata alla salute della Donna, oggi, 22 aprile, ha un tema specifico che è l’importanza della prevenzione nelle diverse fasi della vita.

Spesso leggiamo che la prevenzione è donna:  un claim di sicuro effetto, certo, ma prima ancora, un approccio innovativo che si è fatto largo nell’ambito delle scienze della cura: quello secondo cui deve esistere una medicina di genere“, vale a dire cure diversificate per uomo e donna, perché  lo richiedono i loro organismi che, da un punto di vista medico e non solo morfologico, sono diversi.

E sono legati al genere tutti gli aspetti della gestione della salute della persona, a partire dalla prevenzione fino alla caratterizzazione dei sintomi, all’itinerario diagnostico e alla scelta dei trattamenti.

Il tema “genere” è stabilito come parte della programmazione 2014-19 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, da cui dovrebbero discendere le applicazioni delle varie nazioni: ecco che seguire schemi terapeutici che non tengano in considerazione le diversità tra l’organismo femminile e quello maschile significa abdicare non solo all’idea stessa di medicina personalizzata ma anche al concetto di appropriatezza in tutte le fasi della cura.

Per noi amministratori pubblici, la promozione della salute della donna è un obiettivo strategico attraverso cui perseguire la promozione della salute di tutta la popolazione: è – come ha detto bene il presidente Zingaretti in occasione della giornata dedicata alle donne, lo scorso 8 marzo – “misura della qualità – e quindi dell’efficacia e dell’equità – del sistema sanitario, ma anche molto di più”. Investire, infatti, sulla salute femminile significa “sviluppo più rapido, efficienza elevata, maggior risparmio e riduzione della povertà”, come documentato in tutti gli studi internazionali, dalle Nazioni Unite fino alla Banca Mondiale.

Per questo, programmi efficaci di prevenzione e di promozione della salute e dell’empowerment femminile hanno effetti che coinvolgono positivamente l’intera comunità.

Tutto questo discorso si traduce in azioni strategiche concrete. Per fare solo un esempio, nella possibilità – che politiche pubbliche effiaci non possono esimersi di offrire – di esercitare consapevolmente le scelte procreative: la promozione della salute sessuale feminile e la promozione della rete della Salute della donna, della coppia e del bambino vanno in questa direzione.

Qui un elenco sintetico di tutte le azioni realizzate dal governo Zingaretti ad oggi che troverete elencate anche di seguito.

 

Lotta ai tumori: potenziata la rete degli screening

La diagnosi precoce è uno strumento fondamentale per aumentare l’efficacia delle cure e le possibilità di guarigione. Per questo il Sistema Sanitario Regionale del Lazio offre gratuitamente ad una larga fascia della sua popolazione strumenti efficaci per la prevenzione dei tumori della mammella, del collo dell’utero e del colon retto. Ogni anno le Asl inviano 1,5 milioni di inviti per effettuare screening.

Procreazione medicalmente assistita

Per mettere al centro le pazienti assicurando loro i migliori risultati in termini di salute, con percorsi efficienti, efficaci e ben organizzati incoraggiando le strutture a migliorare la qualità e la performance dei servizi.

29 milioni per reparti maternità e consultori

Per rafforzare l’assistenza e garantire servizi di eccellenza e strutture più sicure e più accoglienti alle pazienti negli ospedali e nei consultori familiari del Lazio. I tanti interventi messi in campo dalla regione interesseranno le diverse strutture a vari livelli, che miglioreranno notevolmente la sicurezza e le tecnologie dei reparti e dei servizi della rete perinatale, come ad esempio: ostetricia, patologia neonatale.

Parti cesarei primari

Nel primo semestre 2016 siamo riusciti ad abbattere la barriera del 30% dei cesarei primari, dopo molti anni: siamo passati dal 31,4% del 2012 al 27,2% del primo semestre del 2016. Questi risultati sono anche frutto di alcune scelte precise: prima tra tutte quella di chiudere i punti nascita sotto i 500 parti l’anno che sono rischiosi per la salute della donna e del nascituro.

Agenda per la gravidanza

Le donne che aspettano un bambino troveranno nelle Asl e nei consultori del Lazio anche l’Agenda della gravidanza: uno strumento utile, con tutte le informazioni sugli stili di vita da seguire, sulle analisi e gli accertamenti da fare, e anche sui diritti delle madri lavoratrici e su tanti servizi a disposizione di tutte le donne in gravidanza.

Parto a casa

Le gestanti che non presentano fattori di rischio possono partorire oltre che nel proprio domicilio anche nei Centri Nascita all’interno degli ospedali, o nelle Case Maternità, strutture extra-ospedaliere a gestione privata o a diretta conduzione della Azienda Sanitaria Locale. L’obiettivo è sostenere una libera e consapevole scelta da parte delle pazienti, mantenendo sempre elevati gli standard di sicurezza.

RU 486 in Day Hospital

Introdotta la possibilità di effettuare l’interruzione volontaria di gravidanza con la pillola RU486 anche in day hospital, eliminando così l’obbligo del ricovero di tre giorni previsto dalla normativa precedente. La scelta della Regione si basa su evidenze scientifiche internazionali, sui pareri dell’Oms e sui dati del Ministero della Salute.

Più personale per migliorare i servizi

La stabilizzazione riguarda l’assunzione di personale precario del comparto sanità, gli atipici, i lavoratori a tempo determinato, e i precari con tre anni di servizio. Oltre al personale stabilizzato in arrivo anche nuovo personale.

Al San Camillo due assunzioni per il rispetto della legge 194

Per garantire l’assistenza sanitaria a tutta la popolazione in tutto il territorio della Regione Lazio: sono state assunte con un concorso esplicitamente dedicato proprio alle funzioni che riguardano l’applicazione della legge 194.

Consultori familiari

Per potenziare l’assistenza territoriale con un approccio multidisciplinare di  accoglienza alla persona. Le linee di indirizzo individuano otto percorsi socio assistenziali da offrire su tutto il territorio regionale secondo un’ottica di omogeneizzazione delle funzioni e delle attività.

 

Zingaretti, Petrangolini: “giusto garantire ai cittadini la continuità di un modello virtuoso di governo”

Oggi Nicola Zingaretti ha annunciato la sua intenzione di ricandidarsi alla guida della Regione Lazio. Ecco qui il mio commento.

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“Trovo giusto e coerente che Nicola Zingaretti si ricandidi per guidare il Lazio nella prossima legislatura. Sarebbe un vantaggio prima di tutto per i cittadini che potrebbero contare sulla continuità di una buona esperienza di governo. Zingaretti ha dimostrato di avere due qualità importanti: da un lato, l’attitudine alla buona amministrazione, dall’altra, la capacità di mantenere la coesione della compagine di governo e della coalizione che la sostiene. Possiamo davvero definire quello del Lazio come un modello di governo virtuoso”. A parlare è Teresa Petrangolini, consigliere regionale del Lazio (gruppo PD).

“In questi anni – continua Petrangolini – la Giunta di centrosinistra ha svolto un’azione determinante per il risanamento dei conti pubblici regionali e per fare uscire il Lazio dal Commissariamento in sanità. Oggi possiamo dire che l’obiettivo sia sostanzialmente raggiunto e che, al di là dell’intervento sui conti, l’azione amministrativa si sia distinta per offrire ai cittadini maggiori servizi e opportunità”.

“Proprio per questi motivi – dice Petrangolini – sarebbe utile proseguire questo cammino, offrendo la possibilità a questa esperienza amministrativa di esprimersi in condizioni migliori, ovvero senza il peso del debito accumulato nel decennio precedente. Libera da questi vincoli, la Regione Lazio potrebbe davvero spiccare il volo nella prossima legislatura. Sono certa che il secondo mandato di governo regionale di Nicola Zingaretti sarebbe l’occasione per garantire ai cittadini del Lazio maggiori opportunità di sviluppo, di prosperità, di salute e di assistenza”.